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Gb, Kate Middleton: sto meglio, il cancro è in remissione

Roma, 14 gen. (askanews) – La principessa del Galles Kate Middleton ha rivelato di star meglio e che il cancro che l’ha colpita è in remissione. In un messaggio pubblicato sui social media, la principessa ha parlato del suo “sollievo” e ha detto di essere rimasta “concentrata sulla guarigione”.

“Come chiunque abbia ricevuto una diagnosi di cancro saprà, ci vuole tempo per adattarsi a una nuova normalità. Tuttavia, non vedo l’ora di vivere un anno appagante”, ha scritto la principessa nel post, che ha firmato con “C”.

In precedenza, durante una visita al Royal Marsden Hospital nella zona ovest di Londra, Kate Middleton ha ringraziato lo staff È la prima volta che viene confermato che la principessa è in remissione dal cancro. La principessa ha annunciato la sua diagnosi lo scorso marzo prima di rivelare a settembre di aver completato la chemioterapia. Il Cancer Research UK ha spiegato alla Bbc che la parola “remissione” significa che dopo il trattamento non c’è traccia del cancro. L’ente ricorda che alcuni tumori possono tornare, quindi i dottori tendono a usare la parola remissione e non “guarigione”.

Nel suo messaggio sui social media, Catherine ha ringraziato il Royal Marsden Hospital per le sue cure “eccezionali” e per essersi presa cura di lei “così bene”. Ha aggiunto: “I miei più sentiti ringraziamenti vanno a tutti coloro che hanno camminato silenziosamente accanto a William e me mentre affrontavamo tutto questo. Non avremmo potuto chiedere di più”.

Dalla fine del trattamento la principessa è gradualmente tornata a partecipare a eventi pubblici, tra cui la domenica della Rimembranza e il concerto di canti natalizi all’Abbazia di Westminster, che sono stati visti come segnali positivi della sua guarigione.

La storia di Alessandro Frullani, il genio italiano

Roma, 14 Gen. – L’Archimede italiano arriva da Follonica e oggi, dopo diversi anni sul mercato, sfida i Cinesi nel mondo della telefonia: “Sono l’unico europeo -dice con orgoglio- che vende prodotti legati a quel settore”. Lui si chiama Alessandro Frullani e la sua storia arriva da lontano: “Mi trovavo in America per conseguire -ricorda- il brevetto di volo. Era appena uscito l’iPod di ultima generazione e decido di acquistarlo. Siamo nel 2005 ed era, in quel momento, uno degli oggetti pi venduti al mondo. Passa del tempo e, a un certo punto, la batteria comincia a perdere i colpi, non offrendo pi le performance di durata originali. A Londra, dove intanto mi ero trasferito per ottenere il brevetto commerciale di volo, incrocio un negozio che, insieme ad altri ricambi, vendeva batterie per iPod. Mi rassereno e decido di rimandare l’acquisto una volta rientrato in Italia”.

Siamo nel 2008, l’anno della crisi economica mondiale: “Mi rendo conto che i sacrifici fatti per volare -sottolinea Frullani- si erano sgretolati in un attimo. Immerso nei miei pensieri, riesco finalmente a reperire la batteria per il mio iPod ma faccio una scoperta terrificante: non potevo cambiarla perch risultava praticamente impossibile aprire il dispositivo”. Ed qui che, come si suol dire, la necessit aguzza l’ingegno: “Avevo la necessit -afferma Frullani- di inventarmi qualcosa, non solo per me ma anche per tutti i clienti del negozio virtuale, che avevo nel frattempo aperto, ai quali avevo venduto ricambi, importati dalla Gran Bretagna, e fra questi anche le batterie. Non potendo utilizzarle, mi tornavano sistematicamente indietro e per me era diventato un problema di non poco conto”.

Nasce cos un prodotto, inizialmente artigianale, forgiato avendo come base una spatola per lo stucco: “Una volta lavorato -ricorda Frullani- quello strumento lo avevo reso in grado di aprire il mio iPod e gli iPod di tutti i clienti che acquistavano da me le batterie. Una svolta che diventa ancora pi significativa quando propongo a un’azienda americana, leader nel settore, il mio aggeggino. Gli ordini iniziano a esplodere tanto da vendere, nel giro di una decina di anni, oltre un milione e mezzo di pezzi. Quel prodotto nato dal mio acume, l’ho quindi brevettato e chiamato iSesamo. Viene oggi usato anche per aprire gli iPhone, nonostante la mia azienda, dottorpod il suo nome, abbia prodotti specificatamente dedicati a quel tipo di telefono: iFlex, iPlastix, iSclack EVO, iHold EVO, iScrews, tutti prodotti a marchio registrato. Nonostante questo, nell’immaginario collettivo, iSesamo, nonostante le maldestre imitazioni cinesi, resta lo strumento apri-tutto e continua a vendere nonostante gli iPod non siano pi sul mercato”.

Gb, Kate Middleton: sto meglio, cancro in remissione

Roma, 14 gen. (askanews) – La principessa del Galles Kate Middleton ha rivelato di star meglio e che il cancro che l’ha colpita è in remissione.

In un messaggio pubblicato sui social media, la principessa ha parlato del suo “sollievo” e ha detto di essere rimasta “concentrata sulla guarigione”.

“Come chiunque abbia ricevuto una diagnosi di cancro saprà, ci vuole tempo per adattarsi a una nuova normalità. Tuttavia, non vedo l’ora di vivere un anno appagante”, ha scritto la principessa nel post, che ha firmato con “C”.

In precedenza, durante una visita al Royal Marsden Hospital nella zona ovest di Londra, Kate Middleton ha ringraziato lo staff

È la prima volta che viene confermato che la principessa è in remissione dal cancro.

La principessa ha annunciato la sua diagnosi lo scorso marzo prima di rivelare a settembre di aver completato la chemioterapia.

Il Cancer Research UK ha spiegato alla Bbc che la parola “remissione” significa che dopo il trattamento non c’è traccia del cancro.

L’ente di beneficenza afferma che alcuni tumori possono tornare, quindi i dottori tendono a usare la parola remissione e non “guarigione”.

Nel suo messaggio sui social media, Catherine ha ringraziato il Royal Marsden Hospital per le sue cure “eccezionali” e per essersi presa cura di lei “così bene”.

Ha aggiunto: “I miei più sentiti ringraziamenti vanno a tutti coloro che hanno camminato silenziosamente accanto a William e me mentre affrontavamo tutto questo. Non avremmo potuto chiedere di più”.

Dalla fine del trattamento la principessa è gradualmente tornata a partecipare a eventi pubblici, tra cui la domenica della Rimembranza e il concerto di canti natalizi all’Abbazia di Westminster, che sono stati visti come segnali positivi della sua guarigione.

Usa, l’annuncio di Trump: creerò un’agenzia delle entrate per riscuotere i dazi sui beni esteri

New York, 14 gen. (askanews) – Il presidente eletto Trump ha annunciato martedì la creazione di una nuova agenzia per le entrate, l’External Revenue Service, che si occuperà di riscuotere i dazi e altre entrate che provengono dalle tassazioni imposte ai paesi stranieri.

“Per troppo tempo, abbiamo fatto affidamento sulla tassazione del nostro grande popolo tramite l’Internal Revenue Service (IRS – Agenzia delle entrate). Attraverso accordi commerciali morbidi e pateticamente deboli, l’economia americana ha portato crescita e prosperità al mondo, mentre tassava noi stessi”, ha scritto Trump su Truth Social.

Il presidente eletto ha poi aggiunto: “È tempo che ciò cambi. Oggi annuncio che creerò l’EXTERNAL REVENUE SERVICE per riscuotere i nostri dazi, le tasse sui beni esteri e tutte le entrate che provengono da fonti straniere”.

Trump ha annunciato che la nuova agenzia sarà inaugurata tramite un ordine esecutivo nel suo primo giorno in carica, cioè lunedì. “Cominceremo a far pagare a chi ci guadagna con il commercio, e loro inizieranno a pagare, FINALMENTE, la loro giusta quota. Il 20 gennaio 2025 sarà la data di nascita dell’External Revenue Service. RENDIAMO L’AMERICA DI NUOVO GRANDE!” ha aggiunto il presidente eletto sul post di Truth Social.

Universit Popolare degli Studi di Milano, cultura per tutti

Roma, 14 gen. – Sempre pi persone sentono il desiderio di riprendere il percorso di studi lasciato in sospeso da giovani. Per farlo in et adulta, tuttavia, fondamentale rivolgersi ad istituti che consentano di conciliare tutti gli impegni. questo uno degli obiettivi dell’Universit Popolare degli Studi di Milano, oggi guidata dal Prof. Marco Grappeggia: “I nostri studenti sono donne e uomini che non hanno pi vent’anni, impegnati sia dal punto di vista professionale che personale. Sono quelle persone che durante la loro vita, magari, si sono dedicate ad altro per poi sentir risvegliare qualcosa in loro. Cosa? Il bisogno e il desiderio di conoscere e approfondire, di studiare ancora di pi.” Per loro la didattica mista, cio fruibile sia in presenza che online, dell’Universit Popolare degli Studi di Milano, ateneo di diritto internazionale, pu essere una soluzione. Ma quali sono le facolt pi richieste? “Le facolt pi richiesta sono le classiche ma c’ una nicchia particolare rappresentata da quei percorsi di studi che l’Universit Popolare di Milano sviluppa in forma inedita, ovvero Scienze Investigative, Scienze del Counseling, Scienze del Coaching, Criminologia e Scienze Olistiche. Sono facolt che entrano in forma internazionale e inedita per un pubblico che desidera qualcosa di diverso e alternativo” prosegue il Prof. Grappeggia. Per scegliere il centro a cui affidarsi si pu guardare alla storia e alla tradizione: “L’Universit Popolare degli Studi di Milano nasce con dei presupposti storici datati 1901, – afferma il presidente – il suo fondatore, Ettore Ferrari, aveva un grande sogno, quello di portare cultura ed educazione alle classi popolari, all’epoca operai e impiegati. Desiderava portare a un livello d’eccellenza l’educazione alla cultura, come facciamo oggi noi dopo 120 anni. I nostri confini e le nostre barriere sono sempre pi grandi, siamo associati con Universit internazionali, dall’Africa agli Stati Uniti, fino al Medio Oriente.” E avere una storia cos importante alle spalle non ha impedito all’Ateneo di essere tra i primi ad entrare nel mondo della formazione online. Senza considerare il valore aggiunto del ragionare in un’ottica internazionale. “Crediamo che essere internazionali non sia soltanto una scelta ma un dovere. La scienza, secondo l’Universit Popolare degli Studi di Milano, non ha confini, barriere o dogane. La nostra Universit oggi si rivolge anche a realt internazionali, siamo presenti in West Africa, nel Burkina Faso a Ouagadougou, in Costa D’Avorio ad Abidjan, e in tanti altri paesi d’Europa come la Moldavia e l’Ucraina” conclude il Prof. Grappeggia. Un’impostazione, questa, che riscuote un successo sempre maggiore e che consente di portare avanti una tradizione formativa lunga oltre un secolo.

Networking, il segreto per vincere le sfide professionali

Roma, 14 Gen. – Creare e coltivare una rete di conoscenze e relazioni professionali, significative e durature nel tempo, nell’ottica di scambiare valore reciproco per il proprio lavoro. In inglese, si chiama networking ed una delle strade pi efficaci per sviluppare e migliorare la propria attivit: “Sono tre -spiega Gabriele Sciulli, trainer e formatore- i pilastri su cui si basa questo innovativo approccio: sapersi promuovere, essere in grado di comunicare in poco tempo e in poco spazio, sapere stringere rapporti importanti per la propria carriera. Sono tutti aspetti che appartengono alla modernit e quindi ai meccanismi che essa richiede quotidianamente ma hanno come sfondo un elemento che, da sempre, muove il mondo del lavoro ovvero la capacit di sapersi costruire una buona reputazione”.

Secondo Forbes e il World Economic Forum, il networking sar una delle 16 skill pi richieste in futuro dalle aziende, al pari della stampa 3D e dell’Intelligenza artificiale: “Fare networking -afferma Sciulli, che ha ideato un portale di formazione digitale dedicato ai professionisti che voglio formarsi sulle relazioni e sullo sviluppo professionale- significa dare, non ricevere. Si tratta di creare fiducia e di aiutarsi l’un l’altro verso obiettivi comuni. Impegnarsi regolarmente con i propri contatti e trovare opportunit per rafforzare la relazione. Proprio grazie al continuo scambio di informazioni e pareri, si ha la possibilit di entrare in contatto con visioni differenti e apprendere nuove competenze fondamentali per lavorare in un determinato settore o ruolo. Un motivo di crescita e di affermazione sociale che, di fatto, migliora la vita dei professionisti e del loro percorso lavorativo”.

Un metodo dunque che guarda al futuro i cui contenuti sono presenti in un libro che sta per uscire: “Si intitola -ricorda Sciulli- Relazioni di successo ed edito da Guerininext. Un volume rivolto a chi, manager o dirigente d’azienda, si ritrova all’improvviso senza lavoro, al libero professionista o all’azienda che, per vari motivi, ha perso i propri clienti o, ancora, al neolaureato che si trova magari lontano da casa e dai suoi affetti. Casi legati tutti da un filo rosso, la necessit di ripartire da zero e, per farlo, si pu puntare su un’unica arma segreta di cui a volte ci dimentichiamo: il potere della relazione umana. Non bisogna mai dimenticarsi, ed questo il messaggio lanciato nel libro, che, per vincere le sfide professionali del futuro, bisogna puntare proprio sul networking”.

Renato Zero reinterpreta i grandi miti internazionali della musica

Milano, 14 gen. (askanews) – Prosegue il viaggio musicale di Renato Zero attraverso i capolavori dei suoi più grandi miti internazionali. A partire da venerdì 17 gennaio, due nuovi brani saranno disponibili (per Tattica) in digitale e in radio: “Che miracolo sei”, interpretazione inedita della leggendaria “What a Wonderful World”, da sempre indissolubilmente legata all’inimitabile voce di Louis Armstrong; e “Suoni”, personale rilettura del classico “Sunny” di Bobby Hebb.

Le due tracce, che celebrano la bellezza e la forza della musica che ha ispirato generazioni, non si limitano al formato digitale e alle radio: entrambe saranno raccolte in uno speciale 45 giri in edizione limitata e numerata, disponibile per il pre-order da venerdì 17/1 e in uscita il 31 gennaio. Un must have per tutti i fan zeriani e per chiunque voglia scoprire queste due grandi gemme della musica mondiale sotto una nuova luce, confezionate da Renato Zero a sua misura con il massimo rispetto dei compositori e degli autori originali.

Con queste nuove interpretazioni, Zero porta avanti l’ambizioso progetto di rendere omaggio ai geni assoluti della musica mondiale, partito a fine 2024 con la release dei tributi a Elton John (“Silenzio che lo sguardo tuo parla per te”) e Bob Marley (“Resta accanto a me”), presentati in anteprima dal palco del Palazzo dello Sport di Roma nelle ultime due serate del trionfale tour “Autoritratto – I concerti evento”. Un percorso artistico che dimostra una volta in più l’unicità e la sensibilità musicale dell’Artista più rivoluzionario e libero della musica italiana, da sempre in grado di far dialogare mondi e culture attraverso la sua voce inconfondibile.

Livelli amianto oltre limiti, dipendenti Rai di Viale Mazzini in smart working dopo segnalazione Asl

Roma, 14 gen. (askanews) – “La Rai preso atto dell’ultima comunicazione fatta pervenire da Asl Rm1 e dopo aver messo in atto tutte le procedure in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro e monitorando quotidianamente con le autorità competenti lo stato delle infrastrutture, ha deciso di estendere, in via del tutto precauzionale e a maggior tutela dei dipendenti presenti nella sede di Viale Mazzini 14 il regime di smartworking”. Lo comunica la Rai in una nota.

“L’Azienda, anticipando il cronoprogramma di uscita dal Palazzo già predisposto in base al Piano Immobiliare approvato e al previsto trasferimento nell’immobile locato in via Alessandro Severo per permettere la ristrutturazione di Viale Mazzini – si legge sempre nella nota – ha deciso di procedere alla ricognizione di tutti gli spazi disponibili presso altri insediamenti aziendali per trasferire tutte le risorse dedicate alle attività essenziali che, per loro natura, non possono essere svolte in regime di smart-working. L’Amministratore Delegato ha comunicato, in data odierna, le decisioni al Consiglio di Amministrazione che tornerà a riunirsi il 29 gennaio in Viale Mazzini”, conclude l’informativa della Rai.

La decisione sullo smart working in viale Mazzini, sede della Rai, è stata presa “dopo l’ultima comunicazione fatta pervenire da Asl Rm1”, che riguardava i livelli di amianto, considerati superiori ai limiti.

Il palazzo di Viale Mazzini, a Roma, “è pieno di amianto”, riferiscono dalla Rai. A dicembre, un guasto di un impianto ha fatto emergere delle fibre volatili di amianto. Dai monitoraggi quotidiani della Asl “si evidenziano ancora particelle di amianto”. Da qui la decisione dell’azienda di attuare lo smart working.

Da Venezia per la Parigi-Dakar con una Panda 4×4 del 1980

Roma, 14 gen. (askanews) – La Parigi-Dakar, una delle competizioni più leggendarie e impegnative al mondo, è da sempre sinonimo di motori potenti, mezzi specializzati e team tecnici alle spalle. Questa volta, però, a sfidare il deserto e le insidie del percorso in un tour che durerà una ventina di giorni, saranno due amici veneziani a bordo di una Fiat Panda 4×4 del 1980, appositamente preparata per l’esperienza.

Vladimir Grigoriev, trentenne, e un suo coetaneo – che per ragioni di privacy desidera rimanere anonimo – entrambi sportivi, appassionati di viaggi avventurosi e prove estreme, hanno deciso di trasformare un’idea, nata quasi per gioco, in realtà concreta, tanto che la partenza è già fissata in calendario per venerdì 24 gennaio 2025.

Un sogno che diventa realtà “Era un nostro sogno nel cassetto partecipare alla Parigi-Dakar – racconta Vladimir, imprenditore della ristorazione nella città lagunare – tuttavia, con poco budget e senza grandi sponsor, diventava un’impresa ancor più ardua. Poi abbiamo deciso di provarci ugualmente, con quello che abbiamo, e la fortuna si è messa dalla nostra parte. Da un cercatore di tartufi del centro Italia abbiamo acquistato la Panda storica, e un media partner locale si è fatto avanti per sostenerci. Siccome la nostra partenza sarà da Venezia, il portale www.veniceinsiderguide.com ci supporterà economicamente in cambio del loro logo sulla Panda”.

La Fiat Panda 4×4 vintage che guideranno i due amici coprendo i quasi 6000 chilometri del tragitto non è paragonabile ai bolidi da rally che normalmente affrontano la Parigi-Dakar: è piccola e leggera ma allo stesso tempo ha fama di auto robusta, affidabile e indistruttibile. Con le ultime revisioni apportate a carrozzeria e meccanica, l’utilitaria può sicuramente farcela. I due amici hanno passato mesi a lavorare sul mezzo nel loro garage a Mestre.

“Abbiamo rinforzato le sospensioni, aggiunto protezioni al motore e ai filtri dell’aria per la sabbia, montato pneumatici speciali. Avremo con noi un frigo per l’acqua fresca, derrate alimentari a sufficienza e una tenda da tetto per quando dovremo fermarci a dormire lungo il tragitto”, spiegano i due amici. Insomma, una pianificazione accurata nei minimi dettagli, fra documentazione necessaria, calcoli di andatura di viaggio e soste, condizioni climatiche variabili dal Mediterraneo al Sahara e paesaggi spettacolari da attraversare.

Da Venezia al deserto: un viaggio di quasi 6 mila km La partenza è fissata dunque per venerdì 24 gennaio 2025 direttamente da Venezia. I due amici attraverseranno l’Alta Italia per raggiungere la Francia, da dove inizierà ufficialmente la loro sfida, oltrepassando lo stretto di Gibilterra. Non parteciperanno come concorrenti alla Parigi-Dakar, bensì seguiranno il percorso parallelo della categoria auto dedicata agli appassionati.

“Non abbiamo ambizioni di dimostrare qualcosa: vogliamo solo arrivare fino in fondo per il nostro piacere personale e per far sapere che anche con un’auto umile si possono vivere avventure entusiasmanti”. La notizia di questa impresa ha già suscitato curiosità e simpatia tra i veneziani. “Stiamo ricevendo numerosi messaggi di incoraggiamento – dicono i due amici – ed è bello sentire il supporto di chi crede nei sogni, anche se sembrano folli”, raccontano ancora i due amici che stanno mettendo a punto le ultime formalità prima della partenza.

Oltre a sfidare loro stessi con una prova adrenalinica fra dune di sabbia e terreni rocciosi per esplorare il loro spirito di resistenza, i due coetanei hanno deciso di dedicare questa avventura a una causa benefica e umanitaria a sostegno delle popolazioni che vivono nei villaggi del Senegal. “Questa è una di quelle esperienze che, da nonni, racconteremo con emozione ai nostri nipoti» – conclude Vladimir che promette di pubblicare sui social qualche tappa della mitica competizione su lunga distanza. «La Panda non tornerà a casa, perché il nostro rientro sarà con volo aereo al termine del tour – ma se arriveremo nella capitale del Senegal con il sorriso, per noi sarà stata già quella una vittoria incredibile”.

Incendi a Los Angeles, allerta per 13 milioni di persone. Il governatore della California attacca Trump

New York, 14 gen. (askanews) – Raffiche di vento che superano i 110 chilometri orari stanno sferzando questa mattina anche la California meridionale, creando le condizioni per nuovi incendi. Le fosche previsioni del National Weather Service, il servizio meteo nazionale, spiegano che proprio i venti ostacoleranno i voli dei canadair e il lavoro di contenimento dei fuochi messo in atto dai pompieri.

La contea di Los Angeles continua a bruciare e durante la notte ulteriori ordini di evacuazione sono stati emessi nella contea di Ventura, a nord-ovest della città, mentre un incendio vicino alla città di Oxnard, martedì mattina continua ad essere allo 0% di contenimento. Circa 13 milioni di persone sono sotto allerta incendio, mentre i vigili del fuoco hanno trascorso il lunedì a creare linee di contenimento attorno agli incendi di Palisades ed Eaton. Decine di camion di pompieri e dell’acqua sono stati posizionati nel quartiere Riviera, per timore che i venti violenti possano spingere l’incendio di Palisades verso Brentwood e Bel-Air, dove risiedono tanti vip del mondo del cinema e della musica.

Lunedì il presidente Biden ha dichiarato di aver attivato 500 Marines statunitensi per essere pronti ad aiutare con le operazioni di ricerca e soccorso e con la distribuzione di cibo e acqua. “Voglio essere chiaro. Non aspettiamo che quegli incendi siano finiti per iniziare ad aiutare le vittime”, ha dichiarato il presidente durante un briefing nello Studio Ovale, annunciando che le persone colpite dagli incendi riceveranno un pagamento una tantum di 770 dollari in modo che possano acquistare articoli di prima necessità come acqua, latte in polvere e farmaci.

Intanto il Wall Street Journal ha fatto trapelare che lo speaker della Camera Michael Johnson vorrebbe legare l’approvazione degli aiuti a Los Angeles all’impegno dei democratici di approvare l’innalzamento del tetto del debito che permetterebbe al presidente eletto Donald Trump di tagliare le tasse, senza tagliare la spesa pubblica: decisione che lo renderebbe impopolare.

Mentre si comincia la conta dei danni, che segnala oltre 16.500 strutture distrutte AccuWeather prevede che le perdite economiche totali derivanti dal disastro varieranno tra i 135 e i 150 miliardi di dollari, a cui va aggiunto un aumento dei costi assicurativi per i proprietari della case ancora in piedi.

Intanto alcune vittime dell’incendio di Eaton, che ha provocato 16 morti, hanno fatto causa alla Southern California Edison, la compagnia elettrica locale accusata di aver innescato l’incendio a causa dei suoi pali elettrici insicuri. Lunedì sera, la società ha interrotto l’alimentazione elettrica di 60.000 clienti proprio per evitare rischi. Anche il Dipartimento di acqua ed energia di Los Angeles, la più grande utility municipale della nazione, ha avvertito che potrebbe interrompere l’alimentazione elettrica nelle aree ad alto rischio di incendi come misura di sicurezza.

Per contrastare la disinformazione e le teorie della cospirazione, sia contro le compagnie elettriche che le amministrazioni locali, il governatore della California, Gavin Newsom, esponente dei democratici, ha lanciato il sito californiafirefacts.com. Secondo Newsom, Fox News, Donald Trump e X (ex-Twitter) diffondono notizie false, come l’accusa che avrebbe tagliato 100 milioni di dollari dal budget antincendi: una “bugia ridicola” per il governatore. Il sito chiarisce che, dal 2019, il numero di vigili del fuoco CalFIRE è quasi raddoppiato e il budget è passato da 2 a 3,8 miliardi di dollari. Dal canto suo il presidente eletto Donald Trump sta pianificando di visitare Los Angeles già dalla prossima settimana per vedere di persona i danni provocati dagli incendi e valutare le necessità per il soccorso e la ricostruzione. A dichiararlo è il Wall Street Journal che ha sentito persone vicine al presidente.

Mentre Los Angeles lotta contro gli incendi che hanno causato la morte di 24 persone e lo sfollamento di migliaia di persone, Hollywood si interroga su come gestire l’incombente stagione dei premi. L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha già posticipato per la seconda volta l’annuncio delle nomination agli Oscar al 23 gennaio. Posticipata al 17 gennaio la data di votazione finale, poiché alcuni membri dell’Academy hanno perso la casa e molti non hanno elettricità o un computer per votare. Inoltre lo stesso Dolby Theatre, sede degli Oscar, è stato temporaneamente sottoposto a ordini di evacuazione. Alcuni attori hanno proposto di utilizzare la cerimonia di premiazione, per ora prevista il 2 marzo, per lanciare una raccolta fondi.

I membri della Recording Academy hanno invece confermato per il 2 febbraio la 67ma edizione dei Grammy, come già previsto. La scorsa settimana i membri dell’associazione che premia i migliori artisti in campo musicale hanno lanciato una raccolta fondi che ha già raggiunto 2 milioni di dollari, distribuiti immediatamente per aiuti d’emergenza. La cantante Beyonce, attraverso la sua fondazione ha già destinato 2,5 milioni di dollari per le vittime dell’incendio di Eaton.

Stefano Karadjov: i musei devono spiegare il nostro presente

Brescia, 14 gen. (askanews) – “I musei oggi sono luoghi di ricerca, di collezione, di elaborazione, di interpretazione del patrimonio. Il patrimonio per, anche secondo la definizione dei musei, da almeno vent’anni non pi solo il patrimonio materiale, anche il patrimonio immateriale. Nel patrimonio immateriale ci sono anche le storie, incluse le storie, come in questo caso, dei nuovi residenti. A Brescia ci sono circa il 20% degli abitanti che sono stranieri, nel settore lavorativo fino al 40%. E dunque un museo, un museo soprattutto civico, in un luogo che fa dell’accoglienza una professione di investimento, oltre che di solidariet, non pu trascurare di interessarsi dei temi dell’attualit legati a questo patrimonio crescente della comunit”. Lo ha detto ad askanews Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei, in occasione di un’intervista sulla mostra del sudanese Khalid Albaih nell’ambito del progetto su arte contemporanea a e diritti umani, esposizione incentrata sul tema delle migrazioni.

“Dunque il museo si cala, impiega le proprie capacit di elaborazione contenutistica, di raccolta, di edizione di un’idea, di un artista, e le cala su un tema quotidiano, nella cronaca e, ahim, nella politica di oggi, degli ultimi vent’anni, il tema delle migrazioni forse tra i pi importanti. La nostra mostra presenta anche una drammatica infografica che racconta come il mestiere del migrante sia il mestiere pi pericoloso al mondo, con un ratio di morti deceduti sul lavoro del 2%, pi alta degli sherpa himalayani. Ecco, i musei non possono chiudere i palazzi intorno alle collezioni, collezioni fuori dal tempo, i musei devono usare le collezioni, dialogare anche con il contemporaneo, come in questo caso, per spiegare il presente, perch a questo servono, a mio giudizio, a giudizio di Brescia Musei, i patrimoni ereditati dai nostri antenati”.

FT: Ue temporeggia su multe a big tech Usa in vista di arrivo Trump

Roma, 14 gen. (askanews) – Gli uffici della Commissione europea e le autorità dell’Unione starebbero prendendo tempo su tutte le decisioni e le possibili sanzioni contro i giganti digitali degli Stati Uniti, come Apple, Meta (Facebook) e Google, mentre si procede a una rivalutazione delle procedure in corso in vista dell’imminente insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Lo riporta il financial Times, citando una serie di fonti europee anonime informate di questi temi.

Il timore che frenerebbe la Ue è che al ritorno di Trump, sollecitato su questi temi dalle Big Tech Usa, scatti una nuova fase di attriti con Washington. Ma dalla Commissione europea hanno smentito seccamente queste ricostruzioni.

Due delle fonti menzionate dal quotidiano Gb affermano che le autorità e gli uffici Ue sarebbero in attesa di “indicazioni politiche”, prima di procedere a finalizzare decisioni sui casi riguardanti Google, Apple e Meta. Alcune di queste procedure sono nelle fasi preliminari, altre sono ad uno stadio più avanzato e avrebbero potuto portare a decisioni già sul finale dello scorso anno.

Prima della vittoria di Trump, rileva il Ft, le autorità europee stavano operando aggressivamente contro i giganti digitali statunitensi, facendo leva su una serie di normative tra cui il Digital Markets Act. Ma ora, con la nuova Commissione si vuole riesaminare il quadro, mentre salgono le pressioni negli Usa affinché Trump intervenga per smorzare queste misure.

La scorsa settimana, Mark Zuckerberg, il magnate che controlla Meta, si è espresso in tal senso lamentando che negli ultimi 20 le autorità europee hanno costretto i gruppi tecnologici Usa a pagare “oltre 30 miliardi di dollari” in sanzioni. E non si tratta certo del più vicino al presidente eletto, come invece Elon Musk, patron di X, oltre che di Tesla e Space X, che fino a poche settimane fa era bersagliato dalle bordate dell’allora eurocommissario francese, poi dimessosi, Therry Breton.

Interpellati su queste ricostruzioni, oggi i portavoce della Commissione europea hanno smentito che vi siano ritardi deliberati nelle procedure, aggiungendo che non si è ancora giunti alla fase delle “indicazioni politiche” e che le complessità tecniche delle decisioni richiedono tempo. I lavori preparatori giuridici in base ai quali finalizzare le decisioni, viene rimarcato da Bruxelles, non sono ancora completati.

Calcio, Lotito: licenziati falconiere e medico. Sostituiremo aquila

Roma, 14 gen. (askanews) – La Società Sportiva Lazio ha licenziato non solo il falconiere Juan Bernabè, ma anche l’urologo che lo ha operato per violazione del codice deontologico. Lo ha detto il presidente della squadra biancoceleste e senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, parlando con i giornalisti in Transatlantico a margine delle votazioni alla Camera per i giudici della Corte Cortituzionale.

Il medico, ha detto, è stato allontanato “subito, immediatamente. Gli è stato revocato il tesseramento”. Alla domanda se questo fosse legato alla volontà di farsi pubblicità ha risposto: “Tutto nasce da questo. Il medico e la clinica”.

I contratti che legano i collaboratori della Lazio, ha ricordato, prevedono che “laddove c’è la violazione del codice etico c’è la rescissione immediata, con eventuali conseguenze di danni che hai procurato”.

“La Lazio è una società quotata” ha aggiunto e “agiremo nelle sedi preposte”.

Parlando della mascotte della squadra biancoceleste Lotito ha detto che “dobbiamo trovare le soluzioni per sostituirla” confermando che “quell’aquila sicuramente non volerà più perché era legata alla persona”. Potrebbe quindi arrivare una nuova Olimpia: “Lavoreremo per far sì che ciò accada anche perchè me la sono inventata io questa cosa…”.

Tananai annuncia il suo primo tour nei club europei

Roma, 14 gen. (askanews) – Dopo aver collezionato innumerevoli sold out nel 2024 nei palasport più importanti d’Italia e dopo l’annuncio della tournée estiva 2025, Tananai aggiunge oggi un nuovo traguardo per la sua carriera live: per la prima volta, l’artista si esibirà in tour nei club europei nel mese di aprile 2025, con 7 appuntamenti nelle principali città d’Europa.

Il “CALMOCOBRA – EUROPEAN TOUR” vedrà Tananai viaggiare per il continente europeo portando per la prima volta la sua musica sui palchi dei club di Zurigo, il 3 aprile, e continuando a Lugano, Londra, Barcellona, Amsterdam, Bruxelles, fino all’ultima tappa a Parigi, il 28 aprile.

Dopo il suo primo tour europeo, Tananai tornerà a esibirsi in Italia nei principali festival estivi, a partire dal 19 giugnoa Roma presso l’Ippodromo delle Capannelle, continuando poi a Collegno, Ferrara, Servigliano, Francavilla; l’artista farà tappa anche nei festival di Genova, Lecce, Barletta, Palermo, Catania e Cinquale. Dopo una tappa nella sua città natale, Milano, all’Ippodromo SNAI San Siro, in occasione del Milano Summer Festival, l’artista concluderà il viaggio il 13 settembre con una data speciale in Piazza Carlo Di Borbone a Caserta presso la Reggia di Caserta, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, nell’ambito del festival Un’Estate Da Belvedere.

“CALMOCOBRA”, certificato disco d’oro, scritto e interpretato da Tananai stesso, che ne ha curato la produzione con il contributo di Davide Simonetta, Michelangelo e Okgiorgio, e con la direzione artistica di Stefano Clessi, è il secondo album di Tananai, disponibile dal 18 ottobre 2024 per Eclectic Records/EMI Records Italy (Universal Music Italia), debuttando in #1 posizione sia nella classifica degli album più venduti sia in quella di CD, vinili e musicassette nella settimana di uscita. “CALMOCOBRA”, dopo l’album di debutto triplo disco di platino “RAVE, ECLISSI”, porta alla luce un nuovo aspetto dell’anima di Tananai, più maturo, consapevole e capace di mixare con scioltezza divertimento musicale e profondità di linguaggio.

Brescia Musei, le migrazioni raccontate dal sudanese Khalid Albaih

Brescia, 14 gen. (askanews) – Raccontare il tema dei diritti umani attraverso l’arte contemporanea. Il progetto della Fondazione Brescia Musei prosegue e arriva a parlare di migrazioni con una mostra dedicata a Khalid Albaih e incentrata sull’illustrazione politica, ma anche su una serie di installazioni e video di grande impatto, che guardano alla storia recente del Sudan. “Da circa due anni – ha detto ad askanews Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei – il dramma umanitario del Sudan il pi tragico a livello geopolitico, oltre 20 milioni di sfollati e di profughi. Un Paese distrutto, la sua capitale, un’antica capitale, Khartoum completamente devastata, anche nell’edilizia coloniale britannica bellissima. Un contesto drammatico molto poco conosciuto e per questo di difficile percezione dell’opinione pubblica. Per questo i musei di Brescia hanno scelto di proseguire il proprio ciclo dedicato all’arte contemporanea in rapporto ai diritti umani scegliendo il pi importante artista sudanese Khalid Albaih”.

Curata da Elettra Stamboulis nell’ambito anche del Festival della Pace, la mostra raccoglie le opere grafiche di Albaih, che durante le Primavere arabe sono diventate vere e proprie immagini di lotta e che l’artista stesso concepisce come destinate a circolare e a essere utilizzate, ma presenta anche video raccolti sulla Rete che documentano i naufragi in mare oppure installazioni create con i passaporti di veri migranti arrivati poi nel territorio di Brescia all’interno dei quali, come in una tenda, possibile ascoltare la loro storia. “Si tratta di una sorta di mostra matrice – ha aggiunto il direttore -. Abbiamo da un lato la necessit di raccontare un perfetto sconosciuto per il pubblico italiano, dunque la necessit di raccontare molto bene la sua storia e in questo senso una piccola antologica. Dall’altra parte avevamo la necessit di intercettare un tema che legasse questo artista alle vicende italiane, mediterranee e europee ed per questo che abbiamo scelto il taglio tematico del sottotitolo della mostra: Le migrazioni a nord, il tempo delle migrazioni a nord”.

Tra le opere anche una scultura divano che ritrae una grande figura femminile, quasi alla Henry Moore, ma in contesto africano. “Si tratta di una realizzazione simbolica della nonna – ha concluso Stefano Karadjov – che in ogni grande famiglia africana rappresenta l’arrocamento ai principi della famiglia, della casa”. Una casa che milioni di persone perdono ogni giorno ai confini di un’Europa che, dagli altri angoli del mondo viene vista come un miraggio, ma anche come qualcosa di crudele e respingente. Come la corona di stelle del Cristo-migrante che l’immagine simbolo della mostra.

West Side Story, boom vendite al Teatro Sistina. E torna dal 6 giugno

Roma, 14 gen. (askanews) – E’ stata davvero straordinaria l’accoglienza che pubblico e critica hanno riservato a “West Side Story”, l’ultimo gioiello firmato da Massimo Romeo Piparo che proprio ieri ha terminato la sua programmazione al Teatro Sistina: il Musical-Kolossal che ha accompagnato gli spettatori nelle festività natalizie ha venduto 26mila biglietti in appena quattro settimane di repliche.

Lo spettacolo, in questa versione adattata per il pubblico italiano, ha conquistato tutti ed in particolare gli under 25 che hanno rappresentato il 37% degli spettatori complessivi. Grazie a questo incredibile successo, dopo le repliche di gennaio a Firenze e Bologna, “West Side Story” tornerà nuovamente al Sistina con ulteriori date a partire dal prossimo venerdì 6 giugno. Il Musical, un capolavoro senza tempo, proseguirà anche in estate nelle suggestive arene archeologiche italiane con un tour che si concluderà a settembre al Teatro Greco di Taormina.

Tratto dall’omonimo Musical che Arthur Laurents, Leonard Bernstein, Stephen Sondheim e Jerome Robbins crearono nel 1957 ispirandosi al “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare e da cui poi nel 1961 venne realizzato anche il celebre film diretto dallo stesso Robbins, che ottenne dieci premi Oscar, “West Side Story” rappresenta l’ennesima scommessa vinta da Piparo. Il regista, produttore e direttore artistico del Teatro Sistina ha voluto regalare agli spettatori l’emozione irripetibile di un autentico capolavoro del teatro musicale, la cui gloriosa carriera ha pochi eguali nella Storia del Musical: un’opera immortale, raccontata sul palco da un cast di oltre 30 artisti e da due giovani protagonisti, Luca Gaudiano nel ruolo di Tony e Natalia Scarpolini in quello di Maria, che ha commosso e appassionato gli spettatori del Sistina, grazie anche alla straordinaria colonna sonora di Bernstein suonata dalla grande Orchestra dal vivo diretta dal Maestro Emanuele Friello con brani indimenticabili come “Maria”, “America”, “Somewhere” e “Tonight”.

Con le coreografie di Billy Mitchell, le scenografie originali di Ricardo Sanchez Cuerda supervisionate da Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona, le luci di Daniele Ceprani e il suono di Stefano Gorini, lo spettacolo è prodotto da PeepArrow Entertainment in collaborazione con Il Sistina. “West Side Story” racconta -fondendo dramma, musica e danza- la contrastata storia d’amore tra Tony e Maria, due giovani appartenenti a mondi completamente diversi, e i dissidi tra i “Jets”, una gang di nativi bianchi guidata da Riff, e gli “Sharks”, immigrati portoricani capitanati da Bernardo, due bande che si contendono a New York il predominio sul quartiere dell’Upper West Side.

Sangiuliano presenta libro “Trump, la Rivincita” (con Arianna Meloni)

Napoli, 14 gen. (askanews) – L’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, tornato il 13 gennaio a Napoli da giornalista, come ha precisato lui stesso, per presentare il suo libro “Trump – La Rivincita”.

“Trump rialza la bandiera dell’Occidente – ha detto Sangiuliano parlando a margine con i giornalisti – e di una dimensione identitaria, comunitaria, di appartenenza dei popoli, di sovranit”.

E se il rapporto di Trump con l’Europa non deve preoccupare, dice Sangiuliano, perch ci sar Giorgia Meloni a fare da “cerniera”, per quanto riguarda il suo passato, o meglio un suo futuro ritorno in politica, l’ex ministro taglia corto:

“Nel mio futuro c’ di realizzare dei buoni servizi giornalistici da giornalista televisivo e di scrivere qualche altro libro, qualcosa sto gi preparando”.

Presenti all’evento al Teatro Sannazzaro il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, la giornalista Giovanna Botteri, il leader di Polo Sud, ex deputato di An, poi Pdl, Amedeo Laboccetta, il direttore de Il Mattino, Roberto Napoletano, e in platea la sorella della premier, nonch capo della segretaria politica di Fratelli d’Italia, Arianna Meloni.

“Arianna una carissima amica, un significato importante, che non sottovaluto e mi ha fatto molto piacere”, ha spiegato l’ex ministro.

“Quindi sbagliato leggere la presenza di Arianna Meloni qui come un segnale da Roma, della premier che dice ‘siamo sempre con te?'”, gli chiede un giornalista. L’endorsement alla Meloni glielo ha fatto Trump?, gli chiede ancora il collega.

“Tra i due c’ un ottimo rapporto, sa perch? Perch c’ una base ideale comune. La Meloni si autodefinisce patriota, giustamente, anche io mi sento un patriota, e Trump fa appello alla categoria del patriottismo, perch la categoria del patriottismo ti consente di superare la conflittualit di classe”.

Ue, Meloni a Ecr: idee conservatrici abbiano sempre più successo

Roma, 14 gen. (askanews) – “Vogliamo che le nostre idee conservatrici abbiano sempre più successo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento alla riunione del Consiglio dell’Ecr Party che ha eletto Mateusz Morawiecki nuovo presidente.

“E’ stato – ha sottolineato – un onore e un privilegio per me servire come presidente del nostro partito. Insieme, abbiamo dato voce a decine di milioni di cittadini europei, sempre a favore dei valori di libertà, sovranità nazionale, sicurezza e coesione sociale. Inoltre, abbiamo coltivato relazioni e favorito gli scambi con i conservatori extraeuropei e d’oltreoceano, grazie alle centinaia di politici, accademici, giornalisti e amici conservatori che hanno partecipato agli eventi del partito ECR. Sono orgogliosa di ciò che abbiamo costruito e delle pietre miliari che abbiamo raggiunto”.

“Voglio ringraziare tutti voi – ha detto ancora – anche perché, al termine del mio primo mandato statutario, quando mi sono dichiarata disponibile a un passaggio di consegne a causa del crescente numero di impegni istituzionali, mi avete chiesto all’unanimità di rimanere in carica, per guidare la nostra famiglia politica attraverso e oltre il rinnovamento delle istituzioni europee. Un mandato che ho portato avanti con la stessa dedizione di sempre e credo che abbiamo ottenuto ottimi risultati per la nostra famiglia politica. I nostri sforzi congiunti ci hanno permesso di raggiungere questi importanti risultati, consolidando l’influenza dei Conservatori europei nel panorama politico del continente e dando la migliore risposta a chi sogna di isolare le forze di destra e conservatrici. Possiamo quindi considerarci pienamente soddisfatti? Certo, non possiamo. Vogliamo che le nostre idee conservatrici abbiano sempre più successo”.

Morawiecki – ha detto ancora Meloni – “è un politico di valore e un uomo leale, ha l’alto livello necessario per rappresentare al meglio il nostro messaggio all’estero, ha l’esperienza giusta per guidare e gestire il nostro partito, insieme ai vicepresidenti che eleggerete e a tutti i membri del Consiglio. Sono convinta che sia la migliore scelta possibile e gli faccio i miei migliori auguri”.

“Quanto a me – ha concluso – siate certi che continuerò a fare la mia parte per rendere il nostro partito europeo più forte, più unito e più influente, dentro e fuori l’Europa. Perché questo è il modo migliore che conosciamo per dare ai nostri cittadini le risposte giuste alle loro speranze. Continueremo a dare il massimo per questo obiettivo, e sono sicura che ci riusciremo”.

Lavoro, Calderone: situazione positiva, vincere sfida competenze

Roma, 14 gen. (askanews) – La situazione del mercato del lavoro è “assolutamente positiva”, ma l’obiettivo è continuare a impegnarsi per “avere un mondo del lavoro più efficiente e inclusivo e ridurre le diseguaglianze che permangono”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Marina Calderone, intervenendo alla Camera alla presentazione del rapporto Inapp.

“Abbiamo molto da fare per portare a bordo le energie vitali del Paese: giovani e donne – ha proseguito – abbiamo da fare ancora un percorso importante. Ma anche in questo contesto l’indicatore ci dice che c’è un’inversione di tendenza. Dobbiamo vincere la sfida delle competenze, una sfida fondamentale”.

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La famiglia del cooperante italiano arrestato in Venezuela, appello al governo

Roma, 14 gen. (askanews) – I familiari di Alberto Trentini, il cooperante italiano fermato il 15 novembre dall’autorità del Venezuela e di cui non si hanno più notizie, lanciano un appello “al Governo italiano” per “porre in essere tutti gli sforzi diplomatici possibili e necessari, aprendo un dialogo costruttivo con le istituzioni Venezuelane, per riportare a casa Alberto e garantirne l’incolumità”.

In una nota diffusa dalla famiglia e dall’avvocato Alessandra Ballerini, si ricostruisce la vicenda di Alberto Trentini che era in Venezuela per una missione con la Ong ‘Humanity e Inclusion’ per portare aiuti umanitari alle persone con disabilità. “Alberto era arrivato in Venezuela il 17 ottobre 2024 ed il 15 novembre mentre si recava in missione da Caracas a Guasdalito è stato fermato – si riferisce – ad un posto di blocco, insieme all’autista della Ong. Dalle scarse e informali informazioni ricevute sembrerebbe che pochi giorni dopo il fermo Alberto sia stato trasferito a Caracas e, ad oggi, ci risulta ‘prigioniero’ in una struttura di detenzione, senza che gli sia mai stata contestata formalmente nessuna imputazione”.

Nel comunicato si afferma che “nessuna notizia ufficiale è mai stata comunicata da nessuna autorità Venezuelana né Italiana e di fatto, da quasi due mesi, nulla sappiamo sulle sorti di Alberto, tenuto anche conto che soffre di problemi di salute e non ha con sé le medicine né alcun genere di prima necessità. Dal suo arresto ad oggi, a quanto sappiamo, nessuno è riuscito a vederlo, né a parlargli. Neppure il nostro Ambasciatore è riuscito a comunicare con lui né ad avere sue notizie nonostante plurimi tentativi”.

Per i familiari “è inaccettabile che cittadini italiani che si trovano a lavorare o visitare altri Paesi con l’unica finalità di contribuire a migliorare le condizioni di vita dei loro abitanti, si trovino privati delle libertà e dei diritti fondamentali senza poter ricevere nessuna tutela effettiva dal nostro Paese. Confidiamo che la presidente del consiglio ed i ministri interessati, si adoperino con lo stesso impegno e dedizione recentemente dimostrati a tutela di una nostra connazionale, per riportare presto, incolume, Alberto in Italia”, aggiungono.

Nato, Rutte: ‘Baltic Sentry’ necessaria per ciò che ci sta a cuore

Milano, 14 gen. (askanews) – “Lavorare insieme agli alleati della NATO, anche tramite ‘Baltic Sentry’, significa che stiamo facendo tutto il necessario per garantire la sicurezza e la protezione delle nostre infrastrutture critiche e di tutto ciò che ci sta a cuore”. Lo ha scritto su X il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, che è a Helsinki, in Finlandia, dove partecipa al vertice degli alleati della NATO nel Mar Baltico. “È fantastico partecipare al Baltic Sea Allies Summit” ha aggiunto ringraziando i capi di stato e di governo di Finlandia ed Estonia, nazioni ospitanti.

La Baltic Sentry ovvero “sentinella baltica” è un’operazione per proteggere i cavi sottomarini nella regione del Mar Baltico, alla luce degli atti di sabotaggio sinora osservati. “Oggi posso annunciare che la NATO sta lanciando la Baltic Sentry sotto l’autorità del comandante supremo alleato della NATO (SACEUR), generale Christopher Cavoli”, ha detto poco prima dalla capitale finlandese.

“Questa attività militare fa parte del nostro impegno continuo per migliorare la presenza marittima e il monitoraggio delle aree chiave per la nostra alleanza. Coinvolgerà una serie di risorse, tra cui fregate e velivoli da pattugliamento marittimo, tra gli altri, e migliorerà la nostra vigilanza nel Baltico” ha detto Rutte. “Abbiamo concordato oggi di lanciare un’iniziativa per impiegare e distribuire nuove tecnologie per questo sforzo, tra cui una piccola flotta di droni navali per fornire una sorveglianza e una deterrenza migliorate. Stiamo anche lavorando con gli alleati per integrare le loro risorse di sorveglianza nazionale con la NATO, garantendo un rilevamento completo delle minacce” ha aggiunto.

Cavoli, italoamericano (con un master in russo alla Yale University), guida le Forze armate dislocate in Europa dai Paesi alleati nell’attuale complicato frangente.

Meloni firma il Dpcm sul nuovo Isee, titoli di Stato fuori dal calcolo

Roma, 14 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha firmato il Dpcm di modifica relativo alle ‘Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, che fissa le regole per la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

“Il nuovo decreto – si legge in una nota di Palazzo Chigi – nell’ottica di garantire una maggiore certezza del diritto a contribuenti ed enti, recepisce una lunga serie di novità intervenute nel tempo e che hanno modificato il testo del Regolamento che disciplina lo strumento utilizzato dalle famiglie italiane per accedere a misure sociali e di assistenza agevolate erogate dallo Stato e dagli enti locali. Tra le principali novità, l’esclusione dalla determinazione dell’ISEE, fino ad un massimo di 50.000 euro, del valore dei titoli di Stato e dei prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, come i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale. Inoltre, per i nuclei familiari aventi tra i componenti persone con disabilità o non autosufficienti, sono esclusi dal computo del reddito di ciascun componente del nucleo familiare i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, comprese le carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità. Viene, inoltre, attribuita una maggiorazione, pari a 0,5, al parametro della scala di equivalenza per ogni componente (del nucleo familiare) con disabilità media, grave o non autosufficiente”.

Il decreto, precisa la nota, prevede comunque una disciplina transitoria di validità delle attestazioni ISEE già rilasciate e che reteranno valide ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate fino alla naturale scadenza. Resta comunque la possibilità per le famiglie di richiedere una nuova attestazione ISEE calcolata secondo le regole fissate dal nuovo Dpcm che ora sarà inviato alla Corte dei conti per la registrazione e la sua successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Migranti, Meloni: diminuiscono ingressi, merito azione Italia

Roma, 14 gen. (askanews) – “Oggi Frontex ci fa sapere che, complessivamente, il numero di ingressi irregolari di migranti registrati nell’Unione europea nel 2024 è calato al livello più basso dal 2021, quando i flussi migratori risentivano ancora della pandemia da Covid. Riduzione dei flussi dovuta principalmente al drastico calo degli ingressi sulla rotta del Mediterraneo centrale, grazie al crollo delle partenze da Tunisia e Libia. E questo è sicuramente un risultato dovuto all’azione dell’Italia, così come la riduzione complessiva degli ingressi irregolari nell’Unione europea, anche sulle altre rotte, come quella balcanica, dipende dal grande lavoro che il nostro Governo ha intrapreso in questi anni e che sta dando ottimi risultati”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aprendo il Consiglio dei ministri, sottolineando il “cambio di passo” dovuto “all’inversione di tendenza che abbiamo impresso nel governo dei flussi migratori”.

Morte di Furio Colombo, mercoledì 15 i funerali a Roma

Roma, 14 gen. (askanews) – E’ morto questa mattina a 94 anni Furio Colombo, grande giornalista che è stato inviato Rai, editorialista di Repubblica, direttore dell’Unità e fondatore del Fatto Quotidiano. E’ stato anche parlamentare per tre legislature: Ds, L’Ulivo e il Pd. Grande esperto, tra le altre cose, degli Stati Uniti, in cui ha vissuto. Il funerale si svolgerà domani, mercoledì 15 gennaio, alle 15 al cimitero acattolico di Roma.

“Esprimo il più profondo cordoglio per la morte di Furio Colombo, una vita al servizio del giornalismo e dell`impegno politico e civile. Direttore storico de L’Unità, parlamentare del Partito Democratico, e ancora grande conoscitore dell`America, intellettuale, con la sua vasta produzione saggistica ha sempre avuto a cuore i problemi dell’informazione e il rapporto tra realtà e mezzi di comunicazione, in una parola la qualità della democrazia. Ci mancherà il suo sguardo lucido e appassionato”. Così in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.

Farsi auscultare i polmoni restando a casa con lo stetoscopio smart

Las Vegas (Nevada), 14 gen. (askanews) – Quante volte la brutta tosse di un bambino impensierisce i genitori? solo un raffreddore o qualcosa di pi serio? Una startup polacca ha cercato una soluzione inventando StethoMe (presentato al Ces di Las Vegas, la fiera tech organizzata da Cta – Consumer technology association), uno stetoscopio smart e wireless da usare a casa per far auscultare i polmoni ai medici in remoto.

“Per i dottori riduciamo le visite non necessarie – spiega Pawel Elbanowski, cofondatore della startup – le persone se hanno dubbi possono essere visitate da casa, non devono andare fisicamente in studio e allo stesso tempo permette ai dottori di prendere decisioni basandosi su dati oggettivi”.

Il dispositivo, pensato anche per un uso su grande scala negli ospedali, registra e raccoglie i dati permettendo di accedere a un database con la cronologia di tutto quello che riguarda respirazione e stato del cuore del paziente, senza doversi basare sul racconto soggettivo sull’andamento della tosse o altri sintomi.

Le vendite per ora sono cominciate in Gran Bretagna, Polonia e Francia.

UniCredit, Orcel: visione paneuropea, ma cuore identità batte in Italia

Milano, 14 gen. (askanews) – “La nostra visione è paneuropea, ma il cuore della nostra identità batte in Italia. E non abbiamo alcuna intenzione di dimenticarlo, perché è un aspetto fondamentale delle nostre origini e della nostra cultura”. Lo ha scritto in un post su Linkedin l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel. “Crediamo nel futuro. Crediamo nell’Italia”, ha detto il top manager.

“Il nostro obiettivo – ha aggiunto Orcel – è creare un Gruppo ancora più solido, forte e competitivo, a livello nazionale: avremo la possibilità di migliorarci, di generare un impatto positivo sulle economie locali e di assicurare un sostegno finanziario sempre più significativo ai clienti ed alle comunità in cui operiamo”, ha sottolineato nel post l’ad di UniCredit che a novembre ha annunciato una Ops su Banco Bpm da 10,1 miliardi di euro.

“Vogliamo fare la nostra parte e contribuire attivamente al successo del nostro Paese”. Le imprese, ha chiosato, “beneficeranno del nostro raggio d’azione paneuropeo e avranno accesso alle nostre offerte di finanziamenti: la realizzazione del nostro progetto di investimento per l’Italia permetterà di incrementare l’impatto e il sostegno che già oggi UniCredit fornisce all’economia nazionale, un’economia basata su un tessuto vivace di aziende radicate sul territorio, votate all’esportazione e pronte a trarre vantaggio dalla nostra presenza in 13 mercati – un punto di forza che solo la nostra Banca può vantare nel panorama europeo”.

La cover tech che rende il tuo cestino della spazzatura smart

Las Vegas, 14 gen. (askanews) – Una cover in grado di rendere qualsiasi cestino smart e capace di riconoscere in automatico la spazzatura e aprire lo sportello giusto.

l’ultimo prodotto (presentato al Ces di Las Vegas, la fiera tech organizzata da Cta) di Ganiga Innovation, startup italiana che si occupa di unire la robotica all’intelligenza artificiale per la gestione dei rifiuti. Nicolas Zeoli founder e ceo:

“Al suo interno ha un modello di computer vision, riconosce la mano dell’utente e cosa ha in mano capisce cosa dove va smistato a seconda del Comune del cliente e manda tutto a un cloud dove i clienti possono vedere statistiche e dati”.

Il prototipo pronto per essere commercializzato in estate.

Stefano Karadjov: i musei devono spiegare il nostro presente

Brescia, 14 gen. (askanews) – “I musei oggi sono luoghi di ricerca, di collezione, di elaborazione, di interpretazione del patrimonio. Il patrimonio però, anche secondo la definizione dei musei, da almeno vent’anni non è più solo il patrimonio materiale, è anche il patrimonio immateriale. Nel patrimonio immateriale ci sono anche le storie, incluse le storie, come in questo caso, dei nuovi residenti. A Brescia ci sono circa il 20% degli abitanti che sono stranieri, nel settore lavorativo fino al 40%. E dunque un museo, un museo soprattutto civico, in un luogo che fa dell’accoglienza una professione di investimento, oltre che di solidarietà, non può trascurare di interessarsi dei temi dell’attualità legati a questo patrimonio crescente della comunità”. Lo ha detto ad askanews Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei, in occasione di un’intervista sulla mostra del sudanese Khalid Albaih nell’ambito del progetto su arte contemporanea a e diritti umani, esposizione incentrata sul tema delle migrazioni.

“Dunque il museo si cala, impiega le proprie capacità di elaborazione contenutistica, di raccolta, di edizione di un’idea, di un artista, e le cala su un tema quotidiano, nella cronaca e, ahimè, nella politica di oggi, degli ultimi vent’anni, il tema delle migrazioni è forse tra i più importanti. La nostra mostra presenta anche una drammatica infografica che racconta come il mestiere del migrante sia il mestiere più pericoloso al mondo, con un ratio di morti deceduti sul lavoro del 2%, più alta degli sherpa himalayani. Ecco, i musei non possono chiudere i palazzi intorno alle collezioni, collezioni fuori dal tempo, i musei devono usare le collezioni, dialogare anche con il contemporaneo, come in questo caso, per spiegare il presente, perché a questo servono, a mio giudizio, a giudizio di Brescia Musei, i patrimoni ereditati dai nostri antenati”.

Ucciso un altro giornalista a Gaza, sono 204 dall’inizio del conflitto

Roma, 14 gen. (askanews) – Un giornalista dell’agenzia di stampa palestinese Safa, Mohammed al-Talmas, è morto oggi per le ferite riportate ieri in un bombardamento israeliano a Gaza City. Sale così a 204 il numero degli operatori dei media uccisi dall’inizio del conflitto nell’enclave palestinese, il 7 ottobre 2023.

“Chiediamo alla Federazione internazionale dei giornalisti, alla Federazione dei giornalisti arabi e a tutte le organizzazioni giornalistiche di tutti i paesi del mondo di condannare questi crimini sistematici contro i giornalisti palestinesi e i professionisti dei media nella Striscia di Gaza”, ha dichiarato oggi l’ufficio media del governo dell’enclave controllata da Hamas.

One More size 4 Season: al Pitti la versatilit di Michael Coal

Napoli, 14 gen. (askanews) – Una collezione minimal ed essenziale con linee pulite e colori neutri, senza alcun elemento decorativo superfluo, ponendo la qualit e la versatilit al centro di ogni scelta stilistica. Sono questi gli innovativi concept sui quali stata realizzata la collezione autunno/inverno 2025/26 di Michael Coal, brand di moda uomo specializzato nella produzione di pantaloni made in Italy. Principale highlight della collezione, presentata in esclusiva a Pitti Uomo 107, il progetto One More Size 4 Season.

Michele Carbone art director di Michael Coal: ‘Il progetto One More Size un mix di innovazioni tra sartorialit e aggiornamenti costanti che quest’anno abbiamo adottato per dare un plus alla collezione. Parliamo di una cinta elastica che viene inserita all’interno del busto del pantalone che permette di avere un’estensione fino a una taglia e mezza in pi. Quest’anno abbiamo inserito dei blend di lana da un peso di 300 grammi che danno la possibilit di avere un valore aggiunto. Quale il valore aggiunto? quello di essere sempre pi presente nel guardaroba dell’uomo se consideriamo anche il problema dei cambiamenti climatici, quindi diventa un pantalone quattro stagioni e per questo che abbiamo definito One More Size 4 Season’.

La collezione si distingue in altre aree, come quella Lab che un vero e proprio laboratorio creativo che rivoluziona il concetto di vestibilit, a spiegarlo sempre Michele Carbone: ‘qui abbiamo giocato con dei tessuti molto strutturati e con delle forme balloon, dove si evidenziano volumi molto pi ampi per adattarsi totalmente a un’altra clientela un po’ pi giovane. Per finire abbiamo anche l’altra area che abbiamo definito Rock Party, qui abbiamo lavorato con delle bande a contrasto su dei tessuti floc che la fanno da padrona e in pi abbiamo fatto degli inserti sia con bande laterali sia con dei busti’ conclude l’art director.

Nei piani aziendali, prevista entro il 2025 l’apertura di una nuova sede, che garantir una migliore capacit produttiva, permettendo cos di affrontare con maggiore competitivit il mercato, sia nazionale, che internazionale: “I progetti per il 2025, quello fondamentale quello della nuova sede che stiamo realizzando, – spiega ancora Carbone – dove ci permetter di avere dei nuovi spazi, delle nuove aree, sia logistiche che organizzative, per assecondare e rispondere in maniera celere a tutte le esigenze che oggi i nostri clienti, sia italiani che esteri, ci chiedono”. Nelle strategie commerciali aziendali per il futuro, l’espansione del brand sui mercati internazionali sicuramente tra gli obiettivi primari.

Michele Chiarelli, direttore commerciale della Michael Coal: ‘Tra gli obiettivi del 2025 c’ il miglioramento e il consolidamento del mercato italiano attuando nuove strategie commerciali come il Be to be o uno stock service di magazzino per stare a fianco al mondo retail. Un altro obiettivo principale della Michael Coal la penetrazione in nuovi mercati esteri, da quelli europei a quelli extra-europei. Gi da questa stagione abbiamo inserito in organigramma alcune nuove agenzie distributive in Germania, Austria, Svizzera e Spagna. Tutto questo per avere un obiettivo comune che il consolidamento del brand Michael Coal’. Questa scelta rappresenta l’inizio di un progetto pi ampio che coinvolge un team di professionisti, tutti impegnati nel consolidamento della presenza nei mercati attuali e per lo sviluppo e l’implementazione di strategie innovative nei mercati internazionali.

Intesa Sp investe in Bitcoin, Messina: non deve stupire, è un test

Milano, 14 gen. (askanews) – Intesa Sanpaolo è la prima banca italiana a investire direttamente in Bitcoin. Lo ha confermato il Ceo della banca, Carlo Messina, interpellato a margine della presentazione di un accordo con Confindustria. “Ormai siamo il leader europeo in termini di market cap, quindi non dovrebbe stupire se facciamo quello che fanno tutte le altre banche nel mondo – ha spiegato -, peraltro sono importi limitatissimi perchè abbiamo 100 miliardi di euro in portafoglio titoli, è un esperimento, un test”. Indiscrezioni parlano di un investimento dal valore di circa 1 milione.

“Questo credo sia una dimostrazione del fatto che ci può essere un’attenzione verso i canali digitali molto limitata in termini di investimento – ha proseguito Messina -, ma soprattutto dimostra che siamo pronti nel caso in cui alcuni clienti particolarmente sofisticati chiedessero di effettuare queste forme di investimento”. “Però – ha concluso – permettetemi di ribadire che io stesso personalmente, lo ritengo una forma di investimento che deve essere riservata a operatori istituzionali e a clienti veramente con grandissima professionalità e grandissime skill, io stesso non investo in Bitcoin”.

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L’insegnante aggredita dai genitori è stata arrestata per violenza sessuale

Napoli, 14 gen. (askanews) – Era stata aggredita lo scorso novembre da un gruppo di genitori di alcuni alunni della scuola ‘Catello Salvati’ di Castellammare di Stabia (Napoli), oggi la professoressa è finita nel carcere di Benevento per maltrattamenti, violenza sessuale, induzione al compimento di atti sessuali e corruzione di minorenne, commessi ai danni di suoi allievi minorenni. L’insegnante è stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale procura. Le indagini sono partite dopo l’aggressione ai danni della donna quando la professoressa e il padre, intervenuto in sua difesa, avevano riportato delle lesioni. In quell’occasione alcuni genitori, che avevano preso parte al violento litigio, avevano sporto denuncia nei suoi confronti per presunti abusi sessuali perpetrati ai danni dei loro figli. I sei minori sono stati ascoltati in forma protetta e poi sono stati analizzati i file audio estratti dai loro telefoni cellulari e da quello dell’insegnante. È così emerso che la professoressa di sostegno di uno dei minorenni coinvolti, a partire dall’ottobre 2023, avrebbe sottoposto gli studenti a reiterate condotte di carattere sessualizzante, portandoli durante l’orario scolastico (con la scusa di impartire ripetizioni) in un’aula riservata della scuola, da lei soprannominata “la saletta”, dove avrebbe ripetutamente mostrato loro del materiale video pornografico, intavolato continui discorsi di natura sessualmente esplicita (fatti di riferimenti a proprie esperienze in materia o di indicazioni su come e dove toccarsi o toccare, anche in parti intime, i partner), invogliato alcuni di loro a scambiarsi effusioni sessuali, arrivando anche ad abusare sessualmente di uno di tali studenti, praticandogli un rapporto orale. Dalle indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura oplontina è emerso che l’insegnante di sostegno, una volta che l’accesso alla ‘saletta’ a scuola le veniva precluso, avrebbe creato un gruppo su Instagram, chiamato appunto “la Saletta”, nell’ambito del quale gli unici discorsi effettuati erano quelli di contenuto esplicitamente sessuale, nel corso dei quali la donna “si relazionava direttamente con i minori sulla base di un rapporto di tipo sostanzialmente paritario”, spiega il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso. Gli alunni erano minacciati di essere bocciati, di far andare i genitori in carcere e di mandare loro stessi in comunità, spauracchi rafforzati dalla millantata relazione con un appartenente alle forze de11’ordine. Uno stato di paura e soggezione che avrebbero indotto i minori a mantenere il segreto sulle condotte della professoressa. Solo la sospensione di uno degli alunni coinvolti avrebbe determinato le vittime a confidarsi con i propri genitori in merito ai comportamenti tenuti nei loro confronti dalla docente, supportando il loro racconto con alcuni messaggi scambiati tramite Instagram e Whatsapp con l’insegnante. Le indagini scattate successivamente hanno permesso di acquisire “rilevanti riscontri alle dichiarazioni rese dai minori”, rinvenendo sul telefono della donna numerosi messaggi vocali inviati agli alunni, nonché materiale pornografico compatibile con quello descritto dalle vittime nel corso dei colloqui con gli investigatori. “Le condotte ascritte a11’indagata, per la loro estrema, intrinseca, gravità e per la loro incidenza negativa su11’equilibrio psicofisico dei minori”, hanno reso necessaria l’adozione della più grave tra le misure cautelari, quella della custodia in carcere. Una misura “peraltro prevista obbligatoriamente per legge per il reato di violenza sessuale in presenza di esigenze cautelari non diversamente tutelabili, in quanto ritenuta l’unica in grado di arginare il pericolo di reiterazione dei reati, anche in considerazione del fatto che, da un lato, la docente è ancora formalmente in servizio presso l’istituto scolastico di cui trattasi, e, dall’altro, la meno afflittiva misura degli arresti domiciliari non avrebbe consentito di inibirle effettivamente l’utilizzo della rete internet, con il conseguente pericolo di avere con altri minori ulteriori contatti analoghi a quelli per cui si procede”, si legge ancora nella nota del procuratore Fragliasso.

Bankitalia: peggiorano i giudizi delle imprese sull’economia

Roma, 14 gen. (askanews) – Sono peggiorati nel quarto trimestre dell’anno passato i giudizi delle imprese in Italia sulla situazione economica generale, mentre per l’inflazione al consumo le aspettative sono diminuite. Lo riferisce la Banca d’Italia in base ai risultati dell’indagine trimestrale, che ha condotto tra il 20 novembre e il 12 dicembre 2024 presso le imprese italiane dell’industria e dei servizi non finanziari con almeno 50 addetti.

Nelle valutazioni delle imprese la domanda si è indebolita, spiega lo studio, in particolare quella proveniente dall’estero e quella rivolta al comparto dei servizi. Le prospettive sulle proprie condizioni operative a breve termine sono complessivamente sfavorevoli; vi incidono l’incertezza economico-politica e, in misura più contenuta, i timori sull’andamento dei prezzi delle materie prime energetiche e, specialmente tra le imprese esportatrici, sulle politiche circa gli scambi commerciali internazionali.

Le imprese prefigurano un’espansione degli investimenti nella prima metà del 2025, dice ancora Bankitalia, nonostante continuino a ritenere sfavorevoli le condizioni per investire. Le condizioni di accesso al credito sono valutate invariate e la posizione complessiva di liquidità è considerata ancora soddisfacente. La maggior parte delle imprese prevede di mantenere invariata la propria forza lavoro.

La crescita dei prezzi di vendita si è stabilizzata su livelli contenuti nei servizi e nell’industria in senso stretto; nelle costruzioni è diminuita, rimanendo tuttavia più sostenuta rispetto agli altri comparti. Nei prossimi 12 mesi, aggiunge l’analisi, la dinamica dei listini resterebbe sostanzialmente stabile in tutti i settori, a fronte di attese di aumenti salariali contenuti. Le aspettative delle imprese sull’inflazione al consumo sono diminuite su tutti gli orizzonti temporali.

L’Istat: a novembre la produzione industriale +0,3% su ottobre (-1,5% su anno)

Roma, 14 gen. (askanews) – A novembre 2024 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,3% rispetto a ottobre. Al netto degli effetti di calendario, a novembre 2024 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali dell’1,5%. Lo ha reso noto l’Istat ricordando che i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 21 di novembre 2023.

Nella media del trimestre settembre-novembre il livello della produzione diminuisce dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali per l’energia (+1,6%), i beni di consumo (+0,9%) e i beni intermedi (+0,3%); viceversa, si osserva una flessione per i beni strumentali (-0,6%).

Si registrano incrementi tendenziali per l’energia (+4,3%) e i beni di consumo (+2,6%); si osserva, invece, una diminuzione per i beni intermedi (-2,5%) e i beni strumentali (-4,9%).

I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali più elevati sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+7,6%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+5,1%) e le industrie alimentari, bevande, tabacco (+4,5%). Le flessioni maggiori si rilevano nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-15,5%), nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-13,8%) e nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-6,2%).

A novembre “l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento congiunturale; questo è diffuso ai principali comparti, con l’esclusione dei beni strumentali. Resta, tuttavia, negativo l’andamento congiunturale complessivo nella media del periodo settembre-novembre”, è il commento dell’Istat.

In termini tendenziali “prosegue, per il ventiduesimo mese consecutivo, la lunga fase di contrazione dell’indice corretto per gli effetti di calendario. Sempre su base tendenziale, si registrano variazioni positive per l’energia e i beni di consumo, a fronte di flessioni per i beni intermedi e i beni strumentali”.

Stelle di Broadway al Tam dichiarano il loro amore per l’Italia

Milano, 14 gen. (askanews) – La leggenda del musical Ramin Karimloo che parla in italiano e si rivolge al pubblico milanese con “un momento” e “grazie mille”. La talentuosa Samantha Bark che confida alla platea di amare il nostro Paese, tanto da averlo scelto come luogo del suo matrimonio (in Toscana) “due anni fa”. Nel segno di un affetto profondo delle stelle di prima grandezza di Broadway e del West End per l’Italia il palcoscenico del TAM Teatro Arcimboldi Milano si è illuminato ieri per accogliere “The Reunion”, la serata-evento dove l’essenza del musical theatre prende vita in una fusione mozzafiato di capolavori tratti dal miglior repertorio del genere. Da Londra e New York direttamente in Italia.

Le orchestrazioni di The Reunion sono curate da Adam Hoskins. Protagonisti della serata i più grandi interpreti, guidati dal pluripremiato e acclamato Ramin Karimloo. Un cast d’eccezione, accompagnato dalla FVG Orchestra diretta da Beatrice Venezi, ha intonato oltre trenta melodie tra cui la celebre “Let it Go” dal musical Disney “Frozen”. E la direzione orchestrale della Venezi è stata parte centrale dell’evento: al centro della scena con la caratteristica chioma fluente, fasciata in un abito da sera corallo nella prima parte e in un completo pantaloni brillante nella seconda, la direttrice ha trasformato la gestualità direttoriale quasi in una danza che ha accompagnato le musiche da “Wicked”, “Mary Poppins”, “Mamma Mia!”, “Shrek”, “La famiglia Addams”, “Jekyll & Hyde”, “Funny Girl”, “Pretty Woman” e “The Greatest Showman”.

“Sei sensazionale” ha detto alla fine dello spettacolo Ramin Karimloo alla Venezi, una delle più giovani direttrici d’orchestra al mondo, recentemente nominata “direttore principale ospite” del Teatro Colón di Buenos Aires. Durante lo spettacolo anche un siparietto tra lei ed Earl Carpenter, che ha preso la bacchetta per un brano ricevendo poi in premio da Venezi un triangolo.

“The Reunion” è un viaggio tra le stelle e i brani più celebri del musical theatre. Cuore di questa esperienza affascinante è il talento impareggiabile di una star assoluta come Ramin Karimloo, interprete del Fantasma nella performance per il 25esimo anniversario di “The Phantom of the Opera” al Royal Albert Hall. La sua straordinaria esibizione fu trasmessa in tutto il mondo il 2 ottobre 2011 e incantò oltre 100 milioni di spettatori. In Italia Ramin Karimloo è stato applaudito da oltre 40.000 spettatori nell’edizione italiana di The Phantom of The Opera diretto da Federico Bellone. Dopo l’impegno in “The Reunion” tornerà a Broadway nel marzo 2025 dove sarà protagonista al fianco di David Hyde Pierce di “Pirates! The Penzance Musical”, una rilettura in chiave jazz del classico di Gilbert & Sullivan.

In The Reunion, Ramin è affiancato dalla star del West End Samantha Barks, Elsa nella produzione londinese di “Frozen” della Disney al Theatre Royal Drury Lane (che arriverà nel 2025, su Disney+, dove interpreterà il ruolo principale) ed Eponine nel film Les Misérables di Tom Hooper al fianco di Hugh Jackman, Russel Crowe, Anne Hathaway ed Eddie Redmayne.

Completano la line-up pluripremiati artisti provenienti da iconiche produzioni del West End e di Broadway come Earl Carpenter che – fra le tante eccellenti prove – è stato l’ispettore Javert nella produzione per il 25° anniversario de “Les Misérables” di Cameron Mackintosh e Monsieur Firmin nel “Phantom of the Opera” nell’edizione italiana, Hadley Fraser interprete del Dr. Frederick Frankenstein nella produzione originale del West End di “Young Frankenstein” di Mel Brooks al Garrick Theatre, Holly-Anne Hull, applaudita Christine Daaé nella produzione itinerante e del West End di “The Phantom of the Opera” di Andrew Lloyd Webber, Natalie May Paris, Jane Seymour nell’edizione originale di “SIX! The Musical”.

Molti i brani tratti da musical di Broadway e del West End, eseguiti per la prima volta dal vivo in Italia come “Merrily We Roll Along” e “Company” di Stephen Sondheim, “Dirty Rotten Scoundrels” e “The Secret Garden”. Il primo atto si è chiuso con un medley delle hit del musical “Les Misérables”, recentemente applaudito sempre al Teatro Arcimboldi di Milano e al Rossetti di Trieste, mentre nel finale del secondo atto ha entusismato il pubblico – arricchito da numerosi addetti ai lavori – un medley dei capolavori di Andrew Lloyd Webber come “Sunset Boulevard”, “Cats”, “The Phantom of The Opera” e “Love Never Dies”, musical che ha visto protagonista Ramin Karimloo nella prima edizione nel West End di Londra.

Dopo aver conquistato Cina e Giappone, il concerto sta facendo tappa in Europa: in esclusiva assoluta, solo in due città italiane. Dopo Milano, al TAM Teatro Arcimboldi ci sarà il doppio appuntamento di Trieste, presso il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (15 e 16 gennaio 2025).

(di Cristina Giuliano)

Usa, Trump: incontrerò Putin in tempi molto rapidi

Roma, 14 gen. (askanews) – Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che sia lui che il presidente russo Vladimir Putin vorrebbero incontrarsi “molto rapidamente”, non appena entrerà in carica. “E so che lui (Putin) vuole incontrarsi, e io lo incontrerò molto rapidamente. L’avrei fatto prima, ma… devi andare in ufficio. Per alcune cose, devi esserci”, ha detto Trump a Newsmax in un’intervista rilasciata ieri.

All’inizio di gennaio, Trump ha rifiutato di dire quando avrebbe incontrato Putin, ma ha detto che un incontro del genere non sarebbe stato appropriato prima della sua inaugurazione, il 20 gennaio. Ieri, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che non c’erano ancora preparativi sostanziali per un incontro con Trump, ma che esiste la volontà politica, poiché “tali contatti sarebbero molto, molto necessari e consigliabili”.

Basta nascondersi, i cattolici democratici devono farsi protagonisti.

La crisi della democrazia è stata affrontata nella Settimana sociale di Trieste con importanti contributi di analisi. Su questa scia bisogna continuare a interrogarsi, come ci propone “Il Domani d’Italia” con la conferenza di domenica 19 gennaio, a Roma, affidata al rettore dell’università Lumsa, il prof. Francesco Bonini. Il titolo non è casuale – “La democrazia dei liberi e forti” – perché la data della conferenza coincide con l’anniversario della fondazione del Partito popolare (18-19 gennaio 1919). L’attenzione alla storia – la nostra storia – non vuole essere un amarcord bensì la proiezione sull’oggi dei valori che contraddistinguono il popolarismo. Sturzo è stato l’uomo di fede e di azione che vide lucidamente i gravi fattori di debolezza dello stato liberale, specie dopo la Grande guerra, e volle il nuovo partito schierato a difesa degli istituti di libertà e democrazia, pur nella logica di un profondo rinnovamento. Sicuramente fu tra i più lucidi nel cogliere la natura illiberale e autoritaria del fascismo, dando un esempio di intransigenza fino al sacrificio dell’esilio volontario.

Questo è il retroterra ideale e politico di cui possiamo andare orgogliosi. Sono convinto, perciò, che la tendenza a mimetizzare la specificità del cattolicesimo democratico e popolare, capace di assurgere a caposaldo della Repubblica con la formidabile esperienza di governo della Dc lungo quasi mezzo secolo, abbia indebolito non solo le già fragili esperienze della diaspora democristiana, ma anche la politica nel suo complesso. È venuto a mancare con la critica alla figura identitaria di partito,  obnubilando le ragioni della proposta “democratica e cristiana”, uno dei principali pilastri della dialettica civile e politica. Anche il mondo cattolico è stato risucchiato in questo vortice di amnesia e confusione, sciupando energie preziose nel tentativo di “riannodare i fili” a prescindere dal filo principale della politica – quella d’ispirazione cristiana – del secondo Novecento.

Se dobbiamo voltare pagina, è assai improbabile che ci si riesca continuando ad assecondare la vocazione a nascondersi o peggio ancora a collocarsi in qualche zona franca del potere, sfruttandone gli interstizi. Lo spazio per una proposta politica esiste, anzitutto per il degrado della politica attuale, ordinata secondo le regole astratte di un bipolarismo sempre più radicalizzato, da cui deriva la disaffezione e persino il disgusto per i partiti, il sistema nel suo complesso, la democrazia tout court. La voce del cattolicesimo democratico non può restare afona: l’occidente si sta pericolosamente affacciando sull’abisso di una libertà che premia i ricchi e i potenti, senza più nemmeno il freno delle grandi visioni ideologiche. Passo dopo passo, l’esempio delle “democrature” pervade la sensibilità di una pubblica opinione disorientata e stanca.

L’invito al cambiamento deve significare dunque la ricerca di nuove basi e nuovi indirizzi sul terreno proprio della politica. Ciascuno può dare un suo contributo, chi sviluppando un lavoro di studio e chi provando a riorganizzare, in attesa di tempi più maturi, le coordinate di una presenza sociale (e nondimeno amministrativa, al fianco e a sostegno di tante esperienze civiche). Questo passo in avanti va fatto, con serietà, tenendo a bada gli istinti funambolici degli improvvisatori e dei “senza tetto” della politica. Tracciato il cammino, può essere più chiaro per tutti quale debba essere l’impegno più immediato e soprattutto più utile per il Paese.

Il pluralismo perduto: quale strada per il centro-sinistra?

Stanno suscitando un giusto interesse i due convegni che il prossimo 18 gennaio si terranno a Milano e Orvieto, rispettivamente organizzati da Comunità Democratica, nuova sigla che raccoglie cattolici democratici prevalentemente iscritti al Pd, e Libertà Eguale, storica associazione della sinistra riformista. Il motivo è presto detto: entrambe queste aree cultural-politiche sono marginalizzate nel Pd guidato da Elly Schlein, si sentono tali e finalmente si sono decise ad ammetterlo e a comunicarlo, all’interno e all’esterno del partito che contribuirono a fondare e del quale sono state, per un certo periodo, parte importante. Ovviamente le due iniziative non dichiarano esplicitamente questo intento e propongono una riflessione d’insieme che si annuncia di elevato profilo, esigenza quanto mai utile e avvertita come necessaria in tempi nei quali quasi ogni tentativo di approfondimento viene sacrificato sull’altare della superficiale e fugace comunicazione social. 

Ma non v’è dubbio che gli interventi dei principali protagonisti dei due incontri, così come stanno sottolineando tutti gli osservatori, verranno valutati con grande interesse e attenzione, così come lo stesso clima generale che si avvertirà in sala, perché potrebbero preludere a qualche novità significativa. Che potrebbe essere interna al PD, più probabilmente, ma anche esterna nel caso la maggioranza del partito dovesse riconfermare la propria chiusura di fatto (le parole, peraltro poche pure esse, di burocratica riconferma dell’importanza del pluralismo interno lasciano infatti il tempo che trovano) alle istanze poste dai promotori dei due appuntamenti.

Che sono una bella dimostrazione dello spirito e dell’idea originarie – e originali – del PD che ebbe come primo segretario Walter Veltroni: un ricco e vivace pluralismo culturale che si saldava politicamente intorno ai valori costituzionali e a un solidarismo riformista consapevole di dover affrontare, nei tempi nuovi simboleggiati dall’avvio di un nuovo secolo, una reale riforma del Welfare senza però stravolgerlo né vanificarne il significato più profondo, attuale come non mai (allora e ancor più oggi, a fronte di diseguaglianze crescenti nella società e nel mondo del lavoro).

Un pluralismo che in termini politici si estrinsecava nella “vocazione maggioritaria” del Pd, unico incubatore (o quasi) delle ambizioni progressiste e riformiste del campo politiconazionale. Le cose però non sono andate come avrebbero dovuto, e lo si percepì quasi subito: con la detronizzazione di Veltroni, costretto alle dimissioni da un violento attacco portatogli dalla maggioritaria componente ex comunista allora guidata da Massimo D’Alema.

Attraverso diverse fasi, che ora non è qui non è il caso di ripercorrere e che sono ben note a quanti hanno seguito la vicenda del Pd in questi tre lustri – la vocazione maggioritaria è svanita e dunque è venuto meno il cardine sul quale poggiava l’idea. Sino alla disastrosa sconfitta del 2022, che ha spalancato le porte di Palazzo Chigi a Giorgia Meloni, intelligente e capace erede di una storia e di una cultura politica antitetiche e quelle fondative del Pd. Un fallimento clamoroso.

Ora il problema è costruire un’alleanza di centro-sinistra in grado di affrontare in termini competitivi le elezioni politiche del 2027. Appare evidente a chiunque non voglia guardare alle cose con i paraocchi dell’ideologia o della “purezza” di parte che per come si è ormai riposizionato, a sinistra, il Pd (alleato a sua volta con un’altra sinistra, più radicale, quella di Avs, nonché con il nuovo M5S schierato a sua volta all’estrema sinistra ma assolutamente ambiguo su una serie di temi di grande rilevanza), senza una corposa formazione di centro (pur dichiaratamente e senza indugi interessata a costruire un nuovo centro-sinistra) non sarà possibile divenire competitivi con la Destra, che sta rafforzandosi proprio al centro grazie alla imprevista (ma invece comprensibilissima, in mancanza appunto di un credibile competitor in quell’area elettorale) crescita di Forza Italia. 

Questo è il dato politico col quale i convegnisti del prossimo fine settimana dovranno confrontarsi e prendere delle decisioni. Non lo faranno così esplicitamente in quelle giornate, ma il tema emergerà: perché c’è, esiste. E quindi andrà affrontato. Meglio prima che poi.

Il bilancio di Biden: Cina contenuta, Russia indebolita, alleanze rafforzate.

L’America è diventata “più forte” grazie all’azione dell’amministrazione Biden. Lo ha sottolineato ieri il presidente uscente Joe Biden nel suo discorso di commiato sulla politica estera, vantando di aver impedito una guerra tra due potenze nucleari, gli Stati Uniti e la Russia, e di aver contenuto la Cina, che “non riuscirà mai a superare gli Stati Uniti”.

Il leader democratico, 82 anni, a una settimana dal passaggio di consegne al repubblicano Donald Trump, ha attribuito il merito alla capacità americana di coagulare alleanze, consentendo al Paese di mantenere una posizione di preminenza sulla scena internazionale. “L’America è più forte, le nostre alleanze sono più solide, i nostri avversari e concorrenti sono più deboli”, ha dichiarato Biden, rivolgendosi implicitamente a Trump, il cui primo mandato è stato caratterizzato da un approccio conflittuale con gli alleati. Le recenti dichiarazioni del presidente eletto non fanno presagire una svolta nel suo secondo mandato.

Riguardo alla Cina, Biden ha ribadito i risultati ottenuti nella competizione strategica. “Oggi posso dire al popolo americano che siamo in una posizione strategica migliore nella competizione a lungo termine con la Cina rispetto a quando ho assunto l’incarico”, ha detto. Ha ricordato come molti esperti prevedessero che l’economia cinese avrebbe inevitabilmente superato quella americana entro il 2030 o poco dopo. “Ma noi, in questa stanza, abbiamo detto no. Se investiamo in noi stessi, proteggiamo i nostri lavoratori e la nostra tecnologia, ciò non accadrà”, ha affermato Biden, aggiungendo: “Ora, secondo le ultime previsioni, con l’attuale corso della Cina, non ci supererà mai. Punto”.

Sul fronte russo, Biden ha rivendicato di aver fermato le ambizioni di Vladimir Putin, che avrebbe “fallito” nei suoi obiettivi strategici dopo l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022. “Quando Putin ha lanciato l’invasione, pensava di poter conquistare Kiev in pochi giorni. La realtà è che, dall’inizio della guerra, l’unico che è andato a Kiev sono io, non lui”, ha dichiarato Biden, ricordando la sua visita in Ucraina nel 2023. Ha inoltre chiarito di aver avuto due obiettivi principali: mobilitare il mondo a sostegno dell’Ucraina e prevenire una guerra tra potenze nucleari. “Abbiamo fatto entrambe le cose,” ha affermato, sottolineando che l’Ucraina non va “abbandonata”.

Riguardo al conflitto nella Striscia di Gaza, Biden ha assicurato che un accordo per un cessate il fuoco, accompagnato dalla liberazione degli ostaggi detenuti nel territorio palestinese, è “sul punto” di essere raggiunto.

Biden ha poi rivendicato i successi contro l’Iran, evidenziando l’indebolimento della sua posizione: “Avreste mai pensato che saremmo arrivati a questo punto con l’Iran in questo momento? Dopo quei attacchi spregevoli di Hamas il 7 ottobre, l’Iran ha attaccato direttamente Israele due volte con centinaia di missili balistici e droni, e per due volte hanno fallito, perché gli Stati Uniti hanno organizzato una coalizione di paesi per fermarli”, ha detto Biden. “Ho ordinato agli aerei statunitensi di andare in difesa di Israele, ora le difese aeree dell’Iran sono in frantumi. L’Iran è più debole di quanto lo sia stato in decenni”.

Ha inoltre ricordato il ruolo degli Stati Uniti nella caduta del regime di Bashar al-Assad in Siria, affermando: “Israele ha inflitto molti danni all’Iran e ai suoi ‘proxy’, ma non c’è dubbio che le nostre azioni abbiano contribuito significativamente”.

Infine, Biden ha invitato la prossima amministrazione ad affrontare il tema del cambiamento climatico, un fronte su cui Trump ha tradizionalmente avuto posizioni negazioniste. “Non credono nemmeno che il cambiamento climatico sia una realtà. Penso che appartengano a un altro secolo. Si sbagliano. Sono completamente in errore. È la più grande minaccia per l’umanità”, ha detto. Convinto di aver ben operato in politica estera, Biden ha concluso il discorso rivendicando l’uso della potenza americana per “unire i paesi, aumentare la nostra sicurezza e prosperità condivisa, resistere all’aggressione, risolvere il più possibile i problemi attraverso la diplomazia e difendere senza sosta la democrazia, i diritti civili e i diritti umani”.

[Fonte: Askanews]

Prezzi in salita, ramen in crisi: il Giappone alle prese con il suo piatto simbolo.

I ramen sono sempre di più uno dei piatti simbolo del Giappone in tutto il mondo. Una combinazione di noodle, dashi (brodo), tare (salsa) con l’aggiunta di grasso o olio e diversi ingredienti: piatto popolare, completo e soprattutto molto economico. Nella loro terra d’origine, però, l’aumento dei prezzi del 2024 sta creando i problemi ai tantissimi ristoranti che nel Paese del Sol Levante propongono questa specialità, ciascuno con le specificità della propria regione. 

A rilevarlo è Teikoku Databank, compagnia fondata nel 1900 con l’obiettivo di “proteggere le aziende dalle frodi” e che detiene oggi il più ampio database aziendale del Giappone. Tra i ristoranti di ramen i bilanci in passivo di almeno 10 milioni di yen lo scorso anno sono aumentati di oltre il 30%, raggiungendo quota 72, rispetto ai 53 del 2023. A pesare non è solo il costo delle delle materie prime e dei servizi: c’è anche l’aumento delle spese per il personale a causa della carenza di manodopera, accompagnata dall’inarrestabile inverno demografico, che nel 2023 ha toccato il minimo storico.

A causare l’alto numero di insolvenze è anzitutto il mantenimento dell’economicità dei ramen nonostante gli aumenti. Il prezzo medio di una ciotola di ramen è difatti ancora inferiore ai 700 yen (circa 4 euro), secondo Teikoku Databank. Ma con i costi degli ingredienti del 2024 che, a ottobre, sono aumentati in media di oltre il 10 per cento rispetto al 2022, le aziende si trovano a dover avvicinare i prezzi alla soglia dei 1000 yen (circa 6 euro). Sebbene resti un prezzo basso rispetto a molte altre opzioni culinarie, il suo superamento è visto come un colpo all’immagine di questo cibo popolare, che potrebbe allontanare i clienti.

Takatoyo Sato, gestore del ristorante Menkoi Dokoro Kiraku nel quartiere degli affari Shimbashi di Tokyo, ha dichiarato all’agenzia giapponese Kyodo News di aver aumentato i prezzi per l’ultima volta nel maggio 2024. Il più popolare tra la sua clientela locale è il ramen shoyu con brodo a base di salsa di soia a 950 yen, in aumento rispetto ai 780 yen del 2021. “Non potevo più evitare di aumentare i prezzi, altrimenti saremmo andati in rosso”, ha detto il 52enne durante una pausa tra il servizio del pranzo e della cena, in uno dei turni di 17 ore che svolge sei giorni alla settimana.

Circa il 34% dei 350 ristoranti di ramen intervistati da Teikoku Databank ha segnalato di aver registrato perdite nel corso dell’anno fiscale 2023. Sato ha raccontato che la scelta di aumentare i prezzi non è stata ben accolta da molti clienti abituali. “Abbiamo perso una parte della clientela. Anche se non lo ammettono apertamente, molti pensano che, in fondo, siano solo ramen… Ma questa visione cambierà,” ha dichiarato, riferendosi al rincaro dei costi necessari per offrire anche questo cibo.

 

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https://www.asianews.it/notizie-it/Ramen-verso-i-1000-yen:-la-crisi-del-‘piatto-economico’-giapponese-62275.html

M.O., Trump: "Siamo molto vicini" ad un accordo, "ce la faranno"

Roma, 14 gen. (askanews) – “Siamo molto vicini a farcela. Devono farlo. Se non lo fanno, ci saranno un sacco di guai là fuori – un sacco di guai come non hanno mai visto prima. Ce la faranno”. Così il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato a Newsmax l’imminente accordo di cessate il fuoco e per il rilascio degli ostaggi a Gaza tra Hamas e Israele. “Ho capito che c’è stata una stretta di mano e che stanno completando il tutto. Forse entro la fine della settimana”, ha aggiunto.

Secondo Bloomberg la Cina valuta la vendita dell’attività Usa di TikTok a Elon Musk

Roma, 14 gen. (askanews) – Le autorità cinesi stanno valutando la possibilità che Elon Musk acquisisca le attività statunitensi di TikTok se la popolare piattaforma verrà bandita negli Stati Uniti entro la fine della settimana, ha riferito ieri Bloomberg.

L’anno scorso gli Stati Uniti hanno approvato una legge che impone al colosso cinese dell’intrattenimento ByteDance di vendere TikTok entro il 19 gennaio 2025, altrimenti verrà bandita nel Paese, dove l’app conta 170 milioni di utenti. Il caso è arrivato fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che venerdì ha ascoltato le argomentazioni di entrambe le parti: Washington afferma di voler prevenire i rischi di spionaggio e manipolazione da parte di Pechino, mentre il social network e le associazioni accusano la legge di “soffocare la libertà di parola ed espressione”. La netta maggioranza dei giudici sarebbe disposta ad approvare il divieto.Il governo cinese e ByteDance si sono sempre opposti apertamente alla vendita della parte americana di TikTok. Ma “alti funzionari cinesi hanno già iniziato a discutere di piani di emergenza per TikTok come parte di una discussione più ampia su come collaborare con l’amministrazione Trump, una delle quali coinvolge Musk”, hanno affermato fonti confidenziali a Bloomberg. “Secondo uno degli scenari presi in considerazione dal governo cinese, X (…) assumerebbe il controllo dell’americana TikTok e gestirebbe insieme le due società”, ha affermato Bloomberg. L’articolo sottolinea tuttavia che le deliberazioni sono in fase “preliminare”.

Segre: il 7 e 8 ottobre mi hanno segnato profondamente_

Roma, 13 gen. – “Il film? Breve storia della mia vita che mi vede sorridente sulla spiaggia di Pesaro da me molto amata, ma non erano ancora successe alcune cose. Il film era stato girato prima del 7 ottobre e prima dell’8 di ottobre, due date che hanno segnato profondamente il mio carattere, il mio umore, e la mia percezione dei fatti di cui sono ancora una volta testimone. Spero che il film venga capito per quello che la storia di una vita”.

Cos la senatrice Liliana Segre intervenendo con un video messaggio all’evento organizzato dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e dalla giornalista e scrittrice Claudia Conte che si tenuto presso la Citroniera della Reggia di Venaria.

La serata ha visto la proiezione del docufilm “Liliana”, seguito da un dibattito moderato da Claudia Conte a cui hanno partecipato il regista Ruggero Gabbai, il Presidente e la Direttrice del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude Michele Briamonte e Chiara Teolato, il Presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia, il Presidente della Comunit Ebraica di Torino Dario Disegni, Giulio Disegni, vice presidente Ucei, Ugo Foa, scrittore, costretto nel 1938, a seguito dell’emanazione delle “leggi per la difesa della razza” da parte del regime fascista, a vivere nascondendosi per non essere deportato.

Anche il Ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha voluto inviare i suoi ringraziamenti alla senatrice a vita “per averci fatto dono non solo di questa sua testimonianza intima e personale, ma anche per il suo impegno costante rivolto alle nuove generazioni, e per tramandare il valore della memoria e della dignit umana. Viviamo un momento pieno di sfide – ha continuato Zangrillo – “non solo economiche e politiche, ma soprattutto sfide sociali che mettono a rischio pace e convivenza civile. Oggi pi che mai ciascuno di noi chiamato a fare la propria parte, perch barbarie come quella dell’Olocausto non si ripetano pi. Contro i gesti di odio, di terrore, non c’ antidoto pi forte della conoscenza”.

“Liliana Segre rappresenta un simbolo e una testimone instancabile della Shoah, e un baluardo contro l’antisemitismo – afferma Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera con la sua testimonianza inviata alla Reggia di Venaria – “Ascoltare la sua storia un atto di amore verso la nazione e di responsabilit verso il futuro dello Stato. Commemorare il Giorno della Memoria – continua Mollicone – non vuol dire solo ricordare quelle giornate tragiche, ma deve essere anche un monito per continuare a fare luce sull’antisemitismo latente che ancora purtroppo ancora falcidia alcune piazze e organizzazioni”.

Grande soddisfazione per l”evento anche da parte di Massimo Briamonte, Presidente del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude: “Ho voluto fortemente che alla Reggia di Venaria si tenesse questa iniziativa toccante dal valore non solo simbolico: una testimonianza storica di valori universali da tenere sempre in conto, con il riconoscimento di gratitudine verso una donna che continua a insegnare la virt della dignit umana e della memoria. Aver costruito un ponte di questo tipo tra passato e presente in un luogo patrimonio Unesco – conclude Briamonte – mi conferma ulteriormente quale ruolo e missione possono svolgere i beni culturali nella societ civile”.

La giornalista e scrittrice Claudia Conte, tra le organizzatrici della serata – sottolinea che “esiste oggi un antisemitismo latente e strisciante, subdolo e insidioso, che va fermato a ogni costo. Il film sulla senatrice Liliana Segre non solo un’opera cinematografica, ma un faro acceso sulla memoria collettiva. Raccontare la sua storia significa ricordare uno dei periodi pi bui dell’umanit, per insegnarci a non ripetere gli stessi errori. La sua voce, il suo coraggio e la sua resilienza sono un dono prezioso per tutte le generazioni, ma anche un monito a combattere l’indifferenza e a promuovere la pace e la tolleranza. Guardare questo film – – conclude – un atto di responsabilit verso il passato, ma anche verso il nostro futuro”.

Piantedosi: manifestazioni un pretesto per commettere violenze e aggressioni alle forze di polizia

Roma, 13 gen. (askanews) – “C’è massima attenzione su questo fenomeno ricorrente delle aggressioni alle forze dell’ordine e su questo temo svilupperemo ogni possibile attenzione a difesa dei nostri poliziotti e dei nostri carabinieri”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un’ intervista al Tg1. Sull’esistenza di una regia dietro gli episodi avvenuti nei giorni scorsi il titolare del Viminale ha risposto: “I fatti testimoniano che cambiano le motivazioni delle manifestazioni di protesta ma resta un tratto unificante. Le manifestazioni sembrano essere un pretesto per commettere violenze e aggressioni alle forze di polizia”.

“Non siamo preoccupati, come io uso sempre dire, ma bisogna mantenere alta l’attenzione. Mi lasci
dire, queste immagini riguardano una vicenda della tragedia della morte di un ragazzo rispetto alla quale dobbiamo essere tutti commossi e partecipi del grande dolore dei genitori che peraltro
stanno dando testimonianza di grande equilibrio e quindi non devono essere strumentalizzate, la violenza non deve essere mai giustificata “, ha detto Piantedosi, in un’ intervista a XXI Secolo, Rai Uno, commentando i recenti episodi di violenze dopo la morte del giovane Ramy, durante un inseguimento delle forze dell’ordine. “Tutti condividono, al di là di quali saranno le strade che verranno prescelte, l’esigenza di arrivare al più presto ad una definizione di un quadro normativo che sicuramente porrà anche delle importanti tutele aggiuntive a quello che è il lavoro complicato delle forze dell’ordine”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, con riferimento al dibattito sul ddl sicurezza, nel corso dell’intervista di Francesco Giorgino, durante la trasmissione XXI Secolo. “Parliamo – ha spiegato il ministro – della tutela legale, parliamo dell’innalzamento delle pene per alcune fattispecie di reato laddove sono commesse in danno ai rappresentanti delle forze di polizia. Quindi il Parlamento sicuramente è abbastanza orientato a arrivare al più presto all’approvazione di questo testo normativo.”

(foto archivio)

Misure sartoriali in 3 minuti con la tuta smart indossabile

Las Vegas (Nevada), 13 gen. (askanews) – Una soluzione per prendere misure precise sartoriali in automatico. l’idea di Proke (presentata al Ces di Las Vegas, organizzato da Cta), una startup italiana che con una tuta, sensori e una app in grado di creare un avatar digitale del nostro corpo su cui prendere misure di precisione. Paola Griggio, cofondatrice di Proke: “Serve sostanzialmente in tutti quei casi in cui abbiamo bisogno di un capo che risulti adatto alla fisicit e alla corporatura delle persone, ma senza la necessit per il cliente di viaggiare o di inviare qualcuno di molto esperto dal cliente, per esempio se faccio delle tute sportive molto performanti e ho la necessit di avere delle misure precise, ma non ho magari del personale molto esperto”.

Utile anche ad esempio per dispositivi medicali, uniformi e in generale per capi sartoriali. “L’idea venuta dopo il Covid: la mia mamma una modellista sarta e aveva la necessit di prendere le misure precise del corpo e non trov nessuna soluzione adatta”, ha spiegato Griggio.

Da l l’idea dell’app, il prototipo e poi la produzione.

Ciclismo, ecco le 21 tappe del Giro d’Italia 2025

Roma, 13 gen. (askanews) – Ecco le tappe del Giro 2025. Due le crono, sei le tappe per velocisti, otto di media montagna e cinque di alta montagna. Circa trentotto, invece, i chilometri di sterrato, trenta di strade bianche nel finale della tappa di Siena e otto sul Colle delle Finestre che per la terza volta nella sua storia sarà anche La Cima Coppi con i suoi 2.178 metri (penultima tappa). La Montagna Pantani sarà il Passo del Mortirolo, mentre la Tappa Bartali sarà la Gubbio-Siena con arrivo in Piazza del Campo. Tappa 1 – 9 maggio: Durres – Tirana (164km) Tappa 2 – 10 maggio Tirana – Tirana (13,7km ITT) Tappa 3 – 11 maggio Valona-Valona (160km) Tappa 4 – 13 maggio Alberobello – Lecce (180km) Tappa 5 – 14 maggio Ceglie Messapica – Matera (145 km) Tappa 6 – 15 maggio Potenza – Napoli (226 km) Tappa 7 – 16 maggio Castel di Sangro – Tagliacozzo (168 km) Tappa 8 – 17 maggio Giulianova – Castelraimondo (197 km) Tappa 9 – 18 maggio Gubbio – Siena (181 km) Tappa 10 – 20 maggio Lucca – Pisa (28,6 km crono) Tappa 11 – 21 maggio Viareggio – Castelnove Ne’ Monti (185 km) Tappa 12 – 22 maggio Modena – Viadana (172 km) Tappa 13 – 23 maggio Rovigo – Vicenza (180 km) Tappa 14 – 24 maggio Treviso – Nova Gorica/Gorizia (186 km) Tappa 15 – 25 maggio Fiume Veneto – Asiago (214 km) Tappa 16 – 27 maggio Piazzola sul Brenta – San Valentino (199 km) Tappa 17 – 28 maggio San Michelle all’Adige – Bormio (154 km) Tappa 18 – 29 maggio Morbegno – Cesano Maderno (144 km) Tappa 19 – 30 maggio Biella – Champoluc (166 km) Tappa 20 – 31 maggio Verres – Sestrieres (203 km) Tappa 21 – 1 giugno Roma-Roma (141 km)

Consulta, si tenta fumata bianca. Trattativa in extremis su nome condiviso

Roma, 13 gen. (askanews) – Potrebbe essere la volta buona, forse. Di certo, a parole, è l’obiettivo a cui puntano tutte le forze politiche anche perché è nota l’attenzione che il Quirinale riserva alla questione. Martedì il Parlamento tornerà a riunirsi in seduta comune per l’elezione dei quattro giudici mancanti della Corte costituzionale e le interlocuzioni tra i partiti nelle ultime ore si sono fatte decisamente intense, anche se la quartina dei nomi da scrivere sulla scheda a sera non aveva ancora avuto il via libera.

La logica, stabilita da tempo, resta quella ‘a pacchetto’ che prevede un esponente indicato da Fdi, uno da Forza Italia, un terzo dal Pd e un quarto condiviso da tutti. Ed è proprio su questo nome che la trattativa si sarebbe fatta particolarmente serrata tanto che non si esclude nemmeno la possibilità che serva almeno un’altra seduta per centrare l’obiettivo di riportare la Corte costituzionale al suo plenum. I presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, l’hanno già prevista all’occorrenza per giovedì 16. Lo lascia intendere anche il leader di Forza Italia, Antonio Tajani: “Vediamo se domani o in settimana, ma la situazione si sbloccherà”, dice.

D’altra parte il tempo scorre e l’obiettivo principale è quello di chiudere la partita in tempo per il 20 gennaio, data in cui la Consulta tornerà a riunirsi per affrontare la questione dei referendum, a cominciare da quello sull’autonomia. Di certo, è ciò a cui punta anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Di Consulta si è parlato nel pomeriggio nel corso di un vertice con i leader di maggioranza a palazzo Chigi, ma fonti del centrodestra spiegano che il sigillo sull’accordo necessariamente dovrà passare da una telefonata tra la premier e la leader dem, Elly Schlein.

In realtà, per Fratelli d’Italia la pratica è stata chiusa da tempo: il nome è e resta sempre quello di Francesco Saverio Marini, padre del premierato, che Meloni aveva provato a far eleggere con i soli numeri della maggioranza già a ottobre. Un blitz poi fallito anche a causa di una fuga di notizie.

Per Forza Italia a lungo la ‘gara’ è stata tra due esponenti di spicco del partito: Francesco Paolo Sisto e Pierantonio Zanettin. Il primo, però, aprirebbe un problema non da poco: essendo stato eletto in un collegio uninominale, il suo trasferimento alla Consulta comporterebbe una elezione suppletiva con annesso rischio per il centrodestra di perdere il seggio. Problema che non avrebbe il secondo (che è peraltro anche genero dell’avvocato Coppi). Il derby innescatosi tra i due, tuttavia, avrebbe convinto sempre più negli ultimi giorni Antonio Tajani a puntare su un terzo nome: circola quello di Antonio Di Porto, docente della Sapienza e già avvocato per Finivest. Ma i rumors puntano anche al profilo di una donna.

Partita chiusa al 90% anche in casa dem dove l’accademico dei Lincei, Massimo Luciani, avrebbe avuto la meglio sul professore Andrea Pertici. Ma è sul nome condiviso da tutte le forze politiche che mancherebbe l’ultimo via libera. Nelle ultime ore tra i ‘papabili’ è spuntato anche il nome di Luisa Carrozza, giuslavorista e già consulente del capo dello Stato. Un nome che si va ad affiancare a quello dell’avvocato di Stato Gabriella Palmieri Sandulli e della segretaria dei giuristi cattolici italiani, Valeria Mastroiacovo. Non è un caso se Tajani prova a buttare la palla nel campo avverso: “Noi – sostiene – siamo pronti, io sono pronto a votare anche domani” i giudici della Consulta, “dobbiamo vedere cosa fanno le opposizioni”.

Ciclismo, ecco il Giro d’Italia: il via dall’Albania

Roma, 13 gen. (askanews) – Presentato all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma il percorso del 108° Giro d’Italia, in programma dal 9 maggio al 1 giugno, e del Giro d’Italia Women, che si svolgerà dal 6 al 13 luglio. Tre tappe esigenti – compresa una cronometro individuale lungo le strade di Tirana – sono l’antipasto del Giro d’Italia 2025 in terra albanese. Prima tappa impegnativa con arrivo nella capitale e finale con due salite ravvicinate anche con pendenze in doppia cifra sul modello delle recenti tappe di Montagna in città. La prova contro il tempo sarà seguita dalla frazione di Valona con l’ascesa di Qafa e Llogarasë, primo punto sopra i 1000 metri della Corsa Rosa. PRIMA SETTIMANA – Dopo il primo giorno di riposo, lunedì 12 maggio, si riparte con tre tappe potenzialmente adatte alle volate ma non necessariamente da gruppo compatto. Si risale la penisola con il primo arrivo in salita in Abruzzo a Tagliacozzo e, dopo la frazione con arrivo a Castelraimondo, spazio alla Gubbio-Siena, tappa Bartali di questa edizione, con cinque settori di strade bianche (circa 30 km) nel finale prima dell’arrivo in Piazza del Campo. SECONDA SETTIMANA – Secondo giorno di riposo lunedì 19 maggio. Si riparte dalla Toscana con la cronometro da Lucca a Pisa, una riedizione in chiave moderna della prova contro il tempo del 1977 vinta da Knut Knudsen. Il giorno successivo celebra il ritorno al Giro dopo 25 anni della salita di San Pellegrino in Alpe all’interno di una tappa molto mossa con arrivo a Castelnovo ne’ Monti. Seguono tre tappe interlocutorie ma insidiose: Viadana in volata, Vicenza con chiusura sullo strappo di Monte Berico e Nova Gorica/Gorizia con il suo circuito transfrontaliero. La settimana si conclude ad Asiago con una tappa molto impegnativa da 3900 metri di dislivello anche se senza arrivo in salita. TERZA SETTIMANA – Dopo l’ultimo giorno di riposo ecco il tappone trentino: Cinque salite dure concatenate senza respiro e arrivo in salita a San Valentino (Brentonico) sul Monte Baldo che domina il Lago di Garda. Gli arrivi di Bormio – tappa che include la Montagna Pantani, il Passo del Mortirolo – e Cesano Maderno precedono due tappe per gli uomini di classifica. La prima, da Biella a Champoluc, è breve ma propone un dislivello molto impegnativo (4950 metri). Le salite Valdostane si susseguiranno senza intervalli di pianura fino all’arrivo. La seconda, da Verrès a Sestrière, è lunga e ripropone l’accoppiata finale Colle delle Finestre (8 km di sterrato e Cima Coppi 2025) e Sestrière che fin dalla prima apparizione nel 2005 (20° anniversario) è garanzia di spettacolo. Gran finale a Roma con il circuito nella Città Eterna.

Ryanair chiede all’Ue tetto al consumo di alcolici negli aeroporti

Roma, 13 gen. (askanews) – Ryanair chiede all’Unione europea di imporre delle limitazioni al consumo di alcolici da parte dei passeggeri negli aeroporti, in modo da limitare i comportamenti potenzialmente dannosi in volo. Con un comunicato, la compagnia aerea denuncia i crescenti costi e disagi causati da viaggiatori sotto l’effetto di alcolici.

Ryanair torna su un caso della scorsa primavera, un volo da Dublino verso le Canarie – di cui aveva già fornito una ricostruzione nei giorni scorsi – su cui ha pubblica il “conto” dei danni: oltre 15.000 euro che ha dovuto sobbarcarsi per il comportamento dannoso (“disruptive”) di un singolo passeggero. Il suo atteggiamento aveva costretto i piloti a deviare il volo su Porto e a far sbarcare tutti, tra cui il passeggero presuntamente alterato che era stato arrestato.

La compagnia ha dovuto pagare i costi di permanenza per una notte a Porto a tutti gli altri passeggeri più l’equipaggio. In più ha dovuto far pervenire un altro un altro velivolo a Lanzarote il giorno successivo, per assicurare il rientro di quelli che avevano perso il volo di ritorno.

“Nessuno di questi costi si sarebbe verificato se questo passeggero non avesse costretto ad effettuare la deviazione a Porto, per tutelare la sicurezza di aeromobile, dei 160 passeggeri e dei 6 componenti dell’equipaggio”, afferma un portavoce di Ryanair citato in un comunicato.

“E’ giunto il momento che le autorità europee assumano iniziative per limitare la vendita di alcolici negli aeroporti. Le compagnie aeree come Ryanair già limitano le vendite di alcol a bordo. Tuttavia, specialmente durante i ritardi sui voli, negli aeroporti i passeggeri possono bere alcolici senza alcuna limitazione. Non capiamo – conclude il portavoce – per quale motivo gli aeroporti non limitino i consumi a due bevande alcoliche, utilizzando le carte di imbarco nella stessa maniera con cui lo fanno per l’uso del duty free. Ne risulterebbero comportamenti più sani e sicuri a bordo e un’esperienza di volo più sicura per passeggeri equipaggi in Europa”. (fonte immagine: Ryanair).

M5S, su limite mandati e Statuto non c’è ancora nuovo testo

Roma, 13 gen. (askanews) – Nessuna deliberazione, solo l’avvio di una “road map” per attuare le decisioni politiche e statutarie assunte nel voto finale del “processo costituente”: è questo, raccontano a Campo Marzio, l’esito della riunione odierna del Consiglio nazionale del Movimento 5 stelle. Consiglio che tornerà a riunirsi lunedì prossimo con, in sostanza, gli stessi temi all’ordine del giorno.

Nell’occasione si è fatta una “ricognizione”, racconta chi c’era, sulle modifiche immediatamente applicabili allo Statuto, in base alle votazioni degli iscritti che hanno concluso l’assemblea costituente. Nonostante sia stata votata due volte neppure l’abrogazione del garante, secondo quanto filtra dagli ambienti vicini al vertice 5 stelle, sarebbe immediatamente operativa, perché andrà comunque costruito il nuovo assetto degli organi di garanzia.

La regola che maggiormente è stata sotto la lente dell’informazione politica nei mesi scorsi, il superamento del limite dei due mandati elettivi nelle istituzioni (contenuta nel codice etico e non nello statuto), non ha ancora trovato sbocco concreto. Senza la nuova regola, anche l’ipotesi dell’ipotetica candidatura dell’ex presidente della Camera Roberto Fico alla carica di “governatore” della Campania rimane impossibile da formalizzare. Per ora, spiegano le fonti M5S, il leader stellato Giuseppe Conte ha avviato la discussione. È l’ex premier, infatti, che porta la responsabilità di redigere la proposta di un testo di sintesi fra le proposte portate al voto degli iscritti (tra le più gettonate la possibilità di ignorare il limite per le candidature a sindaco o presidente di Regione e quella di derogare allo stesso limite anche per le cariche parlamentari ma su proposta motivata dei vertici o dei gruppi territoriali. Conte, in ogni caso, ha colto l’occasione per ribadire al Consiglio la linea più volte espressa: cioè che dalle determinazioni dell’assemblea costituente è venuta fuori la chiara indicazione del superamento del “tetto” dei due mandati ma allo stesso tempo non c’è un “liberi tutti” che possa consentire agli eletti di accumulare mandati su mandati e vivere di politica per sempre.

Fra i temi trattati nella riunione del “parlamentino” di vertice del Movimento, l’istituzione formale del network giovani, attraverso l’inserimento nello statuto; la definizione di una modalità di lavoro “più organica” fra gruppi territoriali e gruppi territoriali dei giovani; i criteri per i finanziamenti ai gruppi territoriali, tema sul quale, spiegano le fonti stellate, “si è iniziato a fare un primo ragionamento”. Infine Conte ha avviato anche una ricognizione sulla corrispondenza fra le tematiche politiche emerse (e votate dagli iscritti) nel “processo costituente” M5S e le proposte già depositate in Parlamento. Se ne occuperanno i comitati politici interni competenti per le varie materie, con l’obiettivo di “allineare” le indicazioni degli iscritti con il lavoro parlamentare, ovviamente laddove vi fossero delle carenze o delle distanze.