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Assassinato in Polonia il dissidente russo Semyon Skrepetsky, aveva protestato alla Biennale

Roma, 16 giu. (askanews) – “Ho una notizia terribile da darvi: semyon skrepetsky, che aveva partecipato alle proteste a Venezia contro la riapertura del padiglione russo, è stato assassinato. Era un artista e un dissidente russo che aveva scelto di sfidare il potere con le sue opere. Le sue caricature colpivano Putin, Kadyrov e Lukashenko, trasformando l’arte in uno strumento di denuncia contro l’autoritarismo. Dopo aver lasciato la russia, aveva trovato rifugio in Polonia e continuava a battersi per la libertà, partecipando anche alle proteste di europa radicale e all’associazione radicale certi diritti, da ultimo contro la riapertura del padiglione russo. La sua terribile uccisione impone una riflessione non più rinviabile”. Lo comunica su X la vicepresidente dell’Europarlamento Pina Picerno.

“Negli ultimi anni – denuncia Picierno – abbiamo assistito a una lunga sequenza di avvelenamenti, omicidi e operazioni contro oppositori del cremlino ben oltre i confini della federazione russa. Le responsabilità dei singoli episodi spettano alle autorità giudiziarie accertarle, ma il fenomeno delle aggressioni extraterritoriali ai danni di dissidenti e critici dei regimi autoritari rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza europea. Per questo l’Unione Europea deve fare un passo avanti”.

“Serve – conclude- una rete europea per la protezione dei dissidenti e degli oppositori politici, coordinata a livello ue e in stretta collaborazione con gli stati membri, capace di valutare le minacce, condividere intelligence, predisporre misure di sicurezza e offrire tutela concreta a giornalisti, artisti, attivisti e rifugiati politici esposti a rischi credibili. L’Europa deve essere un luogo in cui chi fugge dalla repressione trova libertà e protezione. Difendere i dissidenti significa difendere la nostra democrazia”.

Esce in Italia "Down with the System", l’autobiografia di Serj Tankian

Roma, 16 giu. (askanews) – “Down with the System – Un’autobiografia (o quasi)” di Serj Tankian arriva in Italia il 17 giugno, pubblicato da Il Castello nella collana Chinaski. Una delle voci più riconoscibili del rock contemporaneo racconta la propria vita in un memoir che intreccia musica, impegno civile e ricerca personale, offrendo uno sguardo intimo sul percorso che lo ha portato a diventare il frontman dei System of a Down.

“Sono stato un attivista molto prima di diventare un artista”, scrive Tankian, sottolineando come il suo impegno sociale abbia sempre accompagnato la carriera musicale. Nel libro ripercorre le origini della sua famiglia armena, la crescita negli Stati Uniti e il modo in cui identità culturale, memoria storica e senso di giustizia hanno contribuito a plasmare la sua visione del mondo. Con uno stile diretto e personale, il musicista accompagna il lettore dietro le quinte della nascita e dell’evoluzione dei System of a Down.

Tra i ricordi più significativi emerge il raggiungimento del primo posto in classifica con l’album “Toxicity” proprio l’11 settembre 2001, una coincidenza destinata a segnare per sempre la storia della band. Tankian racconta di quando assistette al concerto degli Iron Maiden nel 1984 senza conoscerli, e gli anni dell’esplosione del nu metal, che contribuirono a creare il contesto favorevole per il successo del gruppo. Ampio spazio è dedicato all’attivismo politico e umanitario, in particolare alla battaglia per il riconoscimento internazionale del genocidio armeno e alla difesa dei diritti umani. Il cantante ricorda anche le pressioni e le attenzioni ricevute nel corso degli anni a causa delle sue campagne di sensibilizzazione. Tra gli episodi più emblematici figurano la minaccia di lasciare la band se Sony non avesse affidato a Michael Moore la regia del videoclip di “Boom!” e il rifiuto di esibirsi a Istanbul in segno di protesta contro il negazionismo turco. Per Tankian la musica non è mai stata soltanto intrattenimento, ma uno strumento per stimolare il pensiero critico e promuovere il dialogo.

Il memoir affronta inoltre il rapporto con il successo, la fama e le tensioni interne che nel 2006 lo portarono ad allontanarsi dai System of a Down all’apice della popolarità. Nonostante le divergenze, Tankian ha continuato a considerare gli altri membri come amici fraterni, mantenendo vivo un legame costruito in anni di esperienze condivise. Non mancano aneddoti curiosi e divertenti che coinvolgono figure come Rick Rubin, Lemmy dei Motörhead, Mike Patton, Tom Morello e Chris Cornell, offrendo uno spaccato inedito del mondo della musica rock.

Il libro ripercorre anche le attività sviluppate al di fuori della band, tra album solisti, composizioni per orchestra e colonne sonore, dimostrando la versatilità artistica di Tankian. La narrazione si chiude con una riflessione nata negli anni della reunion: vedere i figli dei membri della band ballare insieme sotto il palco gli ha fatto comprendere che i System of a Down sono diventati molto più di una semplice band, trasformandosi in una vera famiglia. Un racconto sincero e appassionato che restituisce il ritratto di un artista rimasto fedele ai propri valori pur vivendo sotto i riflettori dell’industria musicale globale. I System of a Down saranno in concerto a Milano il 6 luglio per l’unica data italiana.

Roma est, apre l’hub che porta i servizi in periferia

Roma, 16 giu. (askanews) – Un milione e mezzo di persone vive intorno al Grande Raccordo Anulare di Roma, eppure per molte di loro accedere a un servizio basilare come una consulenza legale, una pratica previdenziale o un semplice elettrocardiogramma significa affrontare ore di spostamenti in una città dove la rete dei trasporti resta tra le più carenti d’Europa rispetto alla sua estensione. Il divario tra centro e periferia nella Capitale non è solo una questione urbanistica: nel VI Municipio il reddito medio pro capite non supera i 18.000 euro annui, mentre nel II Municipio arriva a 43.000 euro, una forbice che racconta due città diverse conviventi sotto lo stesso nome.

È in questo contesto che a Torpignattara, quartiere del quadrante est di Roma considerato il più multietnico della capitale, ha aperto un centro servizi che riunisce sotto un unico tetto CAF, patronato, avvocato, notaio, commercialista, consulente del lavoro, medico legale e psicologa. Il progetto, denominato Civic Hub, è stato ideato da Gady Funaro, coordinatore romano della Confederazione AEPI (Associazione Europea Professionisti e Imprese), che ha scelto deliberatamente la periferia come luogo in cui radicare l’iniziativa. Mi sono trovato davanti persone malate oncologiche che non avevano mai presentato una richiesta per la 104 semplicemente perché nessuno gliel’aveva spiegato , racconta Funaro. Non è ignoranza nel senso dispregiativo del termine, è che in questi quartieri manca qualcuno che ti prende per mano e ti dice quali sono i tuoi diritti .

La scelta di Torpignattara non è casuale. Il quartiere, attraversato dal tracciato della nuova Metro C, ospita una delle comunità straniere più numerose di Roma. Ho scelto questa zona perché è un quartiere multietnico dove il bisogno è reale e tangibile , spiega Funaro. Molti pensionati che vivono con la minima non vanno nemmeno a fare le analisi del sangue .

Il modello prevede una prima consulenza gratuita per tutti i servizi offerti. Le pratiche previdenziali non comportano costi diretti per il cittadino. I professionisti coinvolti applicano tariffe calmierate in considerazione del contesto socioeconomico del territorio. Tra le figure di riferimento dello staff c’è una psicologa del V Municipio.La risposta del quartiere ha sorpreso lo stesso ideatore. All’inaugurazione erano presenti il presidente del Municipio e l’assessore al Sociale del Comune di Roma. “Non pensavo a una partenza così forte”, ammette Funaro. “Il giorno dopo l’apertura sono stato travolto di richieste. Prenotazioni per i 730, domande di consulenze, ricorsi, pratiche medico-legali. Pensavo a un avvio più morbido e invece lavoriamo già a pieno regime”.

Il centro non si limita alle pratiche burocratiche. Sono già in programma giornate di screening sanitario gratuito nei centri anziani delle aree più periferiche, da Torre Angela a Ponte di Nona, con spirometrie ed elettrocardiogrammi eseguiti da medici volontari. Un servizio che nelle periferie romane, dove raggiungere un ambulatorio può significare attraversare mezza città con mezzi pubblici inadeguati, assume un valore che va oltre la prevenzione sanitaria.

L’interesse per il modello Civic Hub si è rapidamente esteso oltre Roma. Richieste di apertura sono arrivate da Cagliari, Ardea e Latina, attraverso la rete nazionale della Confederazione AEPI. “Quando le persone hanno visto cosa abbiamo costruito, hanno capito che il modello funziona”, dice Funaro.

“Il punto non è la sigla, ma chi ci metti dentro. Noi abbiamo portato un notaio in periferia, cosa che a Roma sembra fantascienza, visto che sono quasi tutti concentrati tra Prati e Balduina”. Il fenomeno dello svuotamento residenziale del centro storico, sempre più convertito in strutture per il turismo, sta accelerando la concentrazione della popolazione nelle periferie. Questo rende ancora più urgente la necessità di decentralizzare i servizi. Parrocchie e centri anziani stanno diventando i nuovi avamposti di questa rete. La città che si estende per oltre 1.200 chilometri quadrati con sole tre linee metropolitane, di cui una ancora incompleta, non può continuare a concentrare i servizi essenziali nelle aree centrali. Un conto è parlare di mettere le persone al centro, un conto è farlo davvero , conclude Funaro. Questo centro servizi dimostra che si può partire dal basso, dalla periferia, e costruire qualcosa che funziona. Le istituzioni sono venute da noi, non il contrario . Il caso di Torpignattara potrebbe rappresentare un modello replicabile per altre aree metropolitane dove la distanza dai servizi non si misura in chilometri, ma in opportunità negate.

UniCredit, Ops Commerzbank a premio per la prima volta: oggi si chiude

Milano, 16 giu. (askanews) – UniCredit scatta in Borsa nell’ultimo giorno di adesioni all’Ops su Commerzbank, portando per la prima volta l’offerta a premio dall’avvio lo scorso 5 maggio, nonostante il Governo tedesco abbia ribadito la sua contrarietà all’operazione. Il titolo del gruppo guidato da Andrea Orcel, a metà seduta, guadagna il 4,1% a 77,66 euro, mentre le azioni della banca tedesca scambiano a 36,52 euro (+0,8%). Ai valori correnti l’Ops, che prevede un concambio di 0,485 azioni, valorizza quindi Commerzbank 37,66 euro, pari a un premio del 3% circa.

La prima parte dell’Ops termina oggi a mezzanotte (poi ci saranno altre due settimane supplementari come previsto dalla normativa tedesca, dal 20 giugno al 3 luglio), ma già oggi pomeriggio è atteso l’ultimo aggiornamento quotidiano sull’andamento delle adesioni delle ore 14 (ieri all’11,91%). I dati definitivi si conosceranno venerdì.

Commissione Covid, Boccia (Pd): a nostre proteste serve risposta scritta

Roma, 16 giu. (askanews) – “Non ci bastano risposte verbali. Quello che è stato detto in commissione venga messo per iscritto”. Lo ha dichiarato il presidente dei senatori del Partito democratico, Francesco Boccia, unico esponente delle opposizioni intervenuto nel corso dei lavori della commissione d’inchiesta sul Covid.

“A contestazioni di questa natura non si risponde a voce. Si mette tutto per iscritto e ci si assume la responsabilità di ciò che si scrive. Stiamo ancora aspettando una risposta scritta alle questioni che abbiamo sollevato. Sarà interessante verificare – ha aggiunto – se quanto sostenuto verbalmente verrà confermato nero su bianco. Le cose che abbiamo ascoltato sono diverse da quelle che ci sono state raccontate. Per questo continuiamo a chiedere chiarimenti formali e documentati”.

“Fino a quando i presidenti di Camera e Senato non avranno esaminato le questioni che abbiamo formalmente sottoposto alla loro attenzione e non avranno fornito una risposta alle gravissime contestazioni formulate, noi non parteciperemo ai lavori della commissione”, ha sottolineato ancora l’esponente dem. “Siamo qui – ha aggiunto – solo per rispetto delle persone che sono state convocate, ma sia chiaro: per noi nulla è cambiato. Restano intatte le nostre contestazioni, restano intatte le nostre richieste e resta intatta la nostra determinazione a difendere le prerogative del Parlamento e il rispetto delle regole costituzionali”, ha affermato.

“Ci sarà un rappresentante delle opposizioni ogni volta che verranno convocati testimoni che erano stati indicati dalle opposizioni, ma fino a quando non ci saranno chiarimenti noi non ci saremo”, ha concluso Boccia.

A Francoforte l’evento “Nasce l’Europa degli italiani”

Francoforte, 16 giu. (askanews) – L’Hilton Frankfurt Gravenbruch di Francoforte, città cuore dell’eurozona e sede della Banca Centrale Europea, ha ospitato il 13 giugno “Nasce l’Europa degli Italiani”, il primo grande raduno delle comunità italiane residenti in Europa, con un focus dedicato all’economia, all’imprenditorialità e alla valorizzazione del Made in Italy.

Un evento promosso da Massimo Romagnoli, Presidente della V Commissione del CGIE presso il Ministero degli Affari Esteri e Presidente della Confederazione degli Imprenditori Italiani in Europa, che ha riunito imprenditori, professionisti, rappresentanti delle collettività italiane e figure istituzionali provenienti da oltre venti Paesi del continente: “Lascio il messaggio che dobbiamo far diventare gli italiani che vivono in Europa protagonisti e non italiani di serie B. Noi siamo la vera economia dell’Europa, coloro che spendono tutti i loro soldi in Italia, che consumano prodotti italiani all’estero e che, pertanto, aiutano tantissimo l’economia del nostro Paese. Per questo motivo gli italiani devono essere sempre i nostri protagonisti. Sono tutti ambasciatori, creano un ponte effettivo tra l’Europa e l’Italia e sono coloro che, ogni giorno, possono creare rete”.

Filo conduttore della giornata è stato il valore economico dell’emigrazione italiana, raccontato come fenomeno strutturale con impatti misurabili su export, investimenti diretti esteri e trasferimento di competenze.

“Io amo dire che gli italiani all’estero sono i veri ambasciatori dell’Italia. Questo non per sminuire il lavoro della nostra diplomazia, che è eccellente, ma perché, mentre la diplomazia passa, la presenza dei nostri cittadini nel mondo resta e le reti che si costruiscono sono molto solide. Esse contribuiscono non solo a creare opportunità per gli imprenditori e i cittadini italiani all’estero, ma anche a dare un’immagine sempre più positiva del nostro Paese. Questo è vero in tutta la storia dell’Italia, ma particolarmente in questo momento, in cui gli equilibri mondiali stanno cambiando, purtroppo non sempre in modo positivo”, ha aggiunto Paolo Alli, Segretario Generale della Fondazione Alcide De Gasperi.

“Molti imprenditori italiani sono ormai presenti in tutta Europa e hanno avviato attività di grande successo in numerosi Paesi dell’Unione Europea. È un fatto molto positivo che questi imprenditori possano incontrarsi in un evento come questo e sono molto contento che sia stato organizzato qui a Francoforte”, ha concluso Tobias Hans, membro della Presidenza federale della CDU.

L’evento si è concluso con l’impegno a trasformare il confronto in un appuntamento ricorrente, attraverso gruppi di lavoro tematici dedicati ai principali dossier economici di interesse per gli italiani all’estero, tra cui l’accesso ai programmi dell’Unione Europea, la tutela previdenziale, i servizi consolari digitali, le reti d’impresa e gli scambi formativi.

UniCredit, il governo tedesco rifiuta l’Ops sulle azioni Commerzbank

Milano, 16 giu. (askanews) – Il governo dello Stato federale tedesco, che detiene oltre il 12% di Commerzbank, respinge l’Offerta pubblica di scambio lanciata da UniCredit su Commerzbank – che termina alla mezzanotte di oggi, salvo proroghe – ritenendo il premio offerto “non adeguato” e ponendosi a sostegno dell’indipendenza della banca tedesca, contro l’approccio “aggressivo” di UniCredit. In particolare, come riporta un comunicato odierno dell’Agenzia Federale delle finanze tedesca (Finanzagentur) a rifiutare l’offerta della banca italiana guidata da Andrea Orcel è il Comitato direttivo interministeriale del Fondo di stabilizzazione dei mercati finanziari (Fms), responsabile delle decisioni sulle questioni essenziali riguardanti l’Fms. “Accettare l’offerta – si legge nel comunicato – non era già un’opzione dal punto di vista finanziario, in quanto non prevedeva un premio adeguato rispetto all’attuale prezzo delle azioni di Commerzbank”. “Inoltre – si aggiunge – il comitato direttivo sostiene la strategia di indipendenza di Commerzbank e respinge l’approccio aggressivo di UniCredit”. “Commerzbank – spiega Finanzagentur – svolge un ruolo importante nel finanziamento dell’economia tedesca e del settore delle medie imprese, il cosiddetto Mittelstand. In quanto importante datore di lavoro, la banca è anche fondamentale per il centro finanziario di Francoforte. Entrambi – conclude – devono continuare a essere garantiti in futuro”. L’Agenzia delle Finanze della Repubblica Federale di Germania è responsabile dell’indebitamento e della gestione del debito pubblico tedesco.

G7, fonti italiane: chiarimento Meloni-Trump, importante unità Occidente

Evian, 16 giu. (askanews) – Un “incontro di chiarimento”, un “utile scambio” in cui la premier ha confermato l’importanza del “principio di unità dell’Occidente necessario in questo momento di grandi crisi internazionali”. Così fonti diplomatiche italiane descrivono il primo contatto avvenuto ieri sera a margine della cena al G7, tra Giorgia Meloni e il presidente americano, sottolineando che “non c’è stata nessuna battuta, nessuno scherzo”.

Le stesse fonti osservano come non è stato affrontato qualche singolo aspetto ma il chiarimento è stato fatto in generale visto che “in questi mesi c’era stata una certa chiarezza” da parte di Meloni su alcune uscite pubbliche di Trump.

Ad ogni modo, si sottolinea, lo scambio di ieri sera è stata una delle occasioni ma ce ne saranno altre di qui alla fine del vertice.

Centrosinistra, Sala: Schlein ha domostrato tanta pazienza per tenere tutti insieme

Milano, 16 giu. (askanews) – “Io ne parlo con affetto perché il nostro rapporto è un rapporto di affetto e anche di stima reciproca, ma permettetemi di dire una cosa, Elly Schlein ha dimostrato tanta pazienza nel cercare di continuare a fare di tutto per tenere tutti insieme e diciamo che sa benissimo che anche se è faticoso bisogna farlo. Io non so se avrei avuto tanta pazienza, è un carattere diverso”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando a margine di un evento in Stazione Centrale a Milano, a proposito dell’incontro di ieri con la segretaria del Pd.

“E’ chiaro – aveva detto poco prima – che in questo momento il Pd ha la responsabilità di dover cercare di lavorare su chi gli sta a sinistra e mi pare che vengano fuori anche proposte più a sinistra e un centro che è in subbuglio”. “Capisco che è difficile, però ce la si può fare – ha detto riferendosi alla scelta del candidato per la guida di Milano – La vittoria non è scontata, io continuo a dire che negli ultimi dieci anni abbiamo sempre vinto, se facciamo le cose giuste possiamo continuare a vincere, ma la vittoria non è scontata, quindi ci vuole tanta pazienza”.

E, sempre a proposito di Milano, ha spiegato che nall’incontro avuto ieri con la segretaria del Pd, Elly Schlein, “ovviamente i nomi non sono stati fatti, in ogni caso farei fatica a dirveli, ma sul mio futuro lo dico in maniera chiara e radicale, anche perché continuo a dire le stesse cose, io sono interessato a continuare in politica, ma adesso la situazione, lo vediamo anche oggi, continua ad essere talmente delicata che mi impongo di non pensarci. Ci ripenseremo dopo le vacanze”. “Per quanto riguarda Milano, io continuo ad essere dell’idea che ci sia la necessità di tenere insieme uno spazio politico più largo possibile”, ha concluso.

Uif, Serata: corruzione cerca di occultare utilità a politici o esponenti PA

Roma, 16 giu. (askanews) – Le segnalazioni di operazioni sospette “connesse con contesti corruttivi evidenziano spesso schemi operativi complessi, volti a occultare la corresponsione di indebite utilità a esponenti politici e funzionari pubblici con ruoli decisionali”. Lo afferma il direttore dell’Unità di informazione finanziaria dell’Italia, Enzo Serata nel suo intervento in occasione della presentazione della Relazione annuale dell’Uif, oggi a Roma presso la Banca d’Italia.

Questi schemi “prevedono l’interposizione di soggetti collegati da rapporti familiari o professionali o di enti, anche esteri, caratterizzati da assetti proprietari opachi”.

Frequente, poi “il transito su conti esteri dei flussi finanziari. Specialmente in contesti che prevedono l’uso di risorse pubbliche, è necessaria una maggiore attenzione – ha detto – nel cogliere i collegamenti soggettivi con esponenti politici e funzionari, che spesso sfuggono ai segnalanti”.

Uif, Serata: nuove forme più aggressive di criminalità finanziaria

Roma, 16 giu. (askanews) – “Il mondo si confronta con straordinari mutamenti del quadro geopolitico che ridisegnano, in alcuni casi drammaticamente, i rapporti tra gli Stati, pongono in luce debolezze e limiti del diritto e delle organizzazioni internazionali, determinano nuovi equilibri economici, aprono la strada a forme più aggressive di criminalità finanziaria, utilizzate per perpetrare schemi criminali complessi e transnazionali, ostacolare la tracciabilità dei proventi illeciti, eludere sanzioni”. Lo afferma il direttore dell’Unità di informazione finanziaria dell’Italia, Enzo Serata nel suo intervento in occasione della presentazione della Relazione annuale dell’Uif, oggi a Roma presso la Banca d’Italia.

“La comunità globale delle FIU e le altre autorità di prevenzione e contrasto si misurano con scenari nuovi e fluidi, connessi anche con la crescente digitalizzazione dei servizi finanziari, l’espansione delle criptoattività e di strumenti che rendono difficile identificare il titolare effettivo o la provenienza dei fondi. L’evoluzione tecnologica, inclusa l’intelligenza artificiale – ha detto – modifica tanto le modalità operative dei soggetti economici quanto quelle delle organizzazioni criminali”.

“Anche in questo nuovo e più difficile contesto, l’intelligence finanziaria si conferma uno strumento importante a tutela della legalità. I confortanti giudizi contenuti nel Rapporto del GAFI sulla Mutual Evaluation dell’Italia – ha avvertito Serata – non devono indurci al compiacimento. I risultati raggiunti non sono acquisiti in modo permanente: in un contesto di cambiamenti così profondi, la tenuta del sistema dipende dalla capacità di rinnovarsi continuamente, non di consolidare l’esistente”. “È necessario che gli intermediari finanziari, i professionisti e gli altri soggetti obbligati continuino a rafforzare le difese dalle infiltrazioni criminali; le autorità, a loro volta, devono investire in competenze e sfruttare con tempestività gli stessi strumenti tecnologici che i criminali già utilizzano”.

Uif: nel 2025 +11,5% operazioni sospette segnalate, boom truffe informatiche

Roma, 16 giu. (askanews) – Lo scorso anno le segnalazioni di operazioni sospette (Sos) ricevute dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia sono aumentate dell’11,5% a quota 162.059. Secondo quanto riporta la stessa Uif, l’aumento è derivato dal contributo di segnalanti di recente iscrizione, in particolare banche telematiche, ed è stato per lo più collegato a truffe e frodi informatiche.

L’Uif riporta invece una riduzione della quota di segnalazioni classificabili a rischio di riciclaggio basso o nullo e un aumento della tempestività dell’invio delle Sos.

L’evoluzione degli strumenti informatici, spiega il Rapporto Annuale dell’Unità, presentato questa mattina dal Direttore Enzo Serata, che in un incontro alla Banca d’Italia ha illustrato l’attività svolta dall’Unità nel 2025, potenzia le capacità analitiche dei segnalanti, ma l’utilizzo di modelli automatici non appare sempre presidiato adeguatamente e si riflette in alcuni casi in informazioni parziali, ripetute o non coerenti con i fatti esposti.

Serata ha spiegato che la Uif ha intrapreso specifiche iniziative in merito. Nel biennio 2024-25 sono pervenuti riscontri investigativi significativi: la Guardia di Finanza ha comunicato circa 44.400 feedback positivi, l’83,6% dei quali riferiti a SOS a rischio medio-alto o alto.

La Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ha fornito circa 8.700 riscontri di interesse, con l’85,5% delle segnalazioni classificate nei livelli di rischio più elevati. I dati sull’attività della Direzione Investigativa Antimafia evidenziano che le SOS hanno contribuito alla formulazione di oltre la metà delle misure di prevenzione, rappresentando rispettivamente il 70% e il 36% degli asset complessivamente sequestrati e confiscati.

Caritas: il tasso di povertà non diminuisce e cresce quello di chi vive in stato di grave deprivazione

Roma, 16 giu. (askanews) – In Italia “rimane sostanzialmente stabile la quota di persone a rischio di povertà (18,6% dal 18,9%), mentre cresce quella di chi vive in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale, salita dal 4,6% al 5,2%”. Il preoccupante dato sulla povertà in Italia emerge dal quarto Report statistico nazionale 2026, reso noto oggi dalla Caritas italiana.

Secondo l’organismo caritativo della Chiesa italiana “a rendere particolarmente vulnerabili le famiglie è soprattutto la progressiva erosione del potere d’acquisto dei salari”.

Nel rapporto si conferma che quasi un residente su dieci vive in povertà assoluta nel nostro paese. Si tratta, si chiarisce, di circa 5,7 milioni di persone appartenenti a oltre 2,2 milioni di famiglie che non dispongono delle risorse necessarie per accedere a uno standard di vita dignitoso. E se il rischio di povertà o esclusione sociale dal 2024 al 2025 ha registrato una lieve flessione, passando dal 23,1% al 22,6% (un valore che risulta, comunque, più elevato rispetto alla media UE pari a 20,9%), “tale miglioramento appare legato principalmente alla diminuzione delle famiglie a bassa intensità lavorativa”, si chiarisce.

Se l’aiuto della rete Caritas a sostegno delle fasce povere del paese ha raggiunto circa il 6 per mille dei nuclei familiari residenti nel nostro paese e circa il 12% delle famiglie in povertà assoluta, quella dell’indigenza è questione che coinvolge sempre più gli anziani nel nostro paese. A mettere in rilievo il dato è la Caritas italiana nel suo quarto Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia reso noto oggi. Tra le persone accolte cresce il peso delle situazioni di fragilità cronica e intermittente, testimonia il rapporto. Oltre un assistito su quattro (28,1%), infatti, è seguito dalla Caritas da almeno cinque anni, mentre diminuisce l’incidenza dei nuovi ascolti. “La povertà appare dunque sempre meno episodica e sempre più persistente e intensa”, sottolinea la Caritas.

Le famiglie con figli continuano a rappresentare il nucleo principale della domanda di aiuto: il 52% ha figli minori, pari a circa 147mila nuclei ai quali corrisponde un numero almeno equivalente di bambini e ragazzi in ristrettezza economica supportati dalla rete Caritas.

L’età media delle persone aiutate sale, invece, a 48 anni (era 46 due anni fa). Tra gli italiani raggiunge i 55 anni, mentre tra gli stranieri si ferma a 43. “Particolarmente significativa – si sottolinea – la crescita degli anziani: gli over 65 rappresentano oggi il 15,4% del totale, contro il 7,7% di dieci anni fa: +191% in termini assoluti”.

Il Papa: la pace minacciata dal saccheggio delle risorse naturali e dal cambiamento clima

Roma, 16 giu. (askanews) – “Data la natura globale delle sfide che stiamo affrontando, è chiaro che molte persone sono preoccupate. Si sta infatti diffondendo la consapevolezza che la pace sia minacciata dalla mancanza di rispetto per il creato, dal saccheggio delle risorse naturali e da un progressivo peggioramento della qualità della vita dovuto al cambiamento climatico. Queste sfide richiedono una cooperazione internazionale, unita a un multilateralismo coeso e lungimirante, al fine di trovare soluzioni efficaci”: è quanto sottolinea il Papa in un videomessaggio inviato ai partecipanti al decimo Austrian World Summit che si tiene oggi a Vienna, presso il Palazzo Hofburg.

“Spesso, tuttavia, nelle discussioni e nei negoziati su questi temi emergono vari timori – ha sottolineato Leone – il timore di cambiare rotta, il timore di perdere potere e il timore di esiti incerti. Solo superando queste paure possiamo lavorare insieme per trovare le soluzioni giuste”.

Iran, Teheran: Ghalibaf firmerà l’accordo di pace con gli Usa in Svizzera

Roma, 16 giu. (askanews) – Il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi ha dichiarato che il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf guiderà la delegazione iraniana in Svizzera e sarà il firmatario del memorandum.

“La Svizzera sarà la sede della firma, ma il luogo esatto non è ancora stato determinato. Il prossimo ciclo di negoziati inizierà immediatamente dopo la firma”, ha detto Takht-Ravanchi.

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato in una intervista a Fox News che il presidente Donald Trump potrebbe decidere di rendere pubblico l’accordo tra Stati Uniti e Iran prima di venerdì.

L’accordo è stato firmato elettronicamente dai leader statunitensi e iraniani e si prevede che venga firmato di persona venerdì a Ginevra.

Nations Award di Taormina, Castellitto e Mastronardi tra gli ospiti

Roma, 16 giu. (askanews) – I Nations Award di Taormina compiono vent’anni e il parterre di ospiti spazierà dal cinema al mondo dell’archeologia e dell’architettura accendendo i riflettori su talenti ed eccellenze. Da giovedì 25 a domenica 28 giugno, a Taormina, protagonisti saranno Sergio Castellitto, Alessandra Mastronardi, Michele Morrone e l’attrice di origine turca Ozge Ozpirincci, nota per il ruolo di Bahar nella serie di successo.

La forza di una donna tra gli artisti che riceveranno il prestigioso riconoscimento; il “re” degli archeologi egiziani Zahi Hawass, celebre egittologo di fama mondiale e Ministro delle Antichità in Egitto, apprezzato per le importanti scoperte su Tutankhamon e i numerosi documentari, l’architetto Mario Cucinella, uno delle più illustri firme contemporanee (scuola di Renzo Piano), punto di riferimento per l’architettura “ecologica” e fondatore dello studio MCS a Parigi, ha guidato la transizione verso edifici ad alta efficienza energetica e a basso impatto ambientale.

“Abbiamo scelto di raccontare il cinema attraverso sfumature diverse – spiega il presidente e organizzatore della manifestazione Michel Curatolo – a cominciare da Sergio Castellitto, uno degli attori, registi e sceneggiatori più autorevoli del grande e piccolo schermo, protagonista di pellicole indimenticabili che hanno segnato la storia cinematografica italiana, pluripremiato e amato da un pubblico eterogeneo, grazie alla sua versatilità artistica. Alessandra Mastronardi, che si è saputa distinguere in commedie e ruoli drammatici, particolarmente stimata sia da critica che dagli spettatori. Michele Morrone, che noi tutti ricordiamo per l’intensa interpretazione del boss Massimo Torricelli in 365 giorni e nei sequel. Infine Ozge Ozpirincci, nata a Istanbul, ha studiato negli Usa e adesso è considerata una delle attrici più importanti del cinema turco. Nelle prossime settimane annunceremo anche gli ospiti internazionali che festeggeranno con noi il Ventennale del Premio”.

“Anche in questa ventesima edizione i Nations Award approfondiranno tematiche d’attualità nel salotto talk dedicato alla sostenibilità ambientale Thinking Green – conclude Curatolo – all’NH Hotel esperti, rappresentanti istituzionali e autorità si confronteranno in una serie di dibattiti e incontri alla presenza dei premiati”.

I Nations Award – Thinking Green, la cui direzione artistica è curata da Marco Fallanca – si svolgono sotto l’alto patrocinio del Senato della Repubblica e Regione Siciliana, con il patrocinio e il sostegno di Regione Siciliana, ARS e Parco Archeologico di Naxos; con il patrocinio del Comune di Taormina, Città Metropolitana di Messina, Fondazione Taormina, Università degli Studi di Messina, Ordine degli Architetti, Fondazione Architetti nel Mediterraneo Messina, Istituto Nazionale di Bioarchitettura, Ordine degli Ingegneri, Consiglio Notarile di Messina, Barcellona, Patti e Mistretta, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina e Tourism Bureau Messina.

G7, playlist di Macron per i leader. Per Meloni ‘Felicità’ di Al Bano e Romina

Evian, 16 giu. (askanews) – Una canzone per ogni leader, una vera e propria playlist dedicata a ciascuno dei suoi colleghi arrivati a Evian per il G7. Il presidente francese Emmanuel Macron ha pubblicato sui social le immagini del benvenuto ufficiale ai capi di Stato e di governo di ieri sera e per ogni clip ha scelto con cura una musica di sottofondo.

Per Donald Trump ha optato per ‘Love is a long road’ di Tom Petty mentre per Giorgia Meloni ha scelto ‘Felicità’ di Al Bano e Romina. Per il cancelliere tedesco Friedrich Merz il brano è ‘Lieblingsmensch’ (che significa ‘persona preferita’) di Namika mentre per la giapponese Sanae Takaichi la preferenza è ricaduta su ‘Arigato’ dei Nxnja Beats, e per il canadese Mark Carney ‘J’irai où tu iras’ (Andrò dove andrai tu) di Celine Dion.

A chiudere la speciale playlist ‘The world is not enough’ dei Garbage, colonna sonora di James Bond, con cui ha omaggiato il premier britannico Keir Starmer, e ‘L’inno alla gioia’ per i vertici dell’Ue Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo. 

Uffizi, la Venere e la Primavera di Botticelli ora si guardano

Firenze, 16 giu. (askanews) – I due più famosi dipinti di Sandro Botticelli, la Venere e la Primavera, sono da oggi esposte l’una di fronte all’altra. È il nuovo allestimento permanente degli spazi dedicati all’artista rinascimentale fiorentino alle Gallerie degli Uffizi a porle in un dialogo diretto e inedito, uno sguardo diretto tra l’arte, la storia e l’immaginario collettivo. E, per la prima volta, i due grandi quadri sono collocati in teche ermetiche che tutelano la conservazione delle opere nelle migliori condizioni possibili di sicurezza, eliminando le vetrate protettive esterne che ne alteravano la percezione diretta di monumentali quadri appesi alle pareti.

Le sale della Galleria che ospitano i maggiori capolavori di Botticelli sono state completamente rinnovate. Per il grande affresco staccato dell’Annunciazione è stata progettata una nuova installazione che ne restituisce la percezione originaria, facendolo apparire come parte integrante della parete, così come si presentava nella chiesa fiorentina di San Martino. Le piccole ma fondamentali opere Storie di Giuditta e Uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio, sono state invece valorizzate attraverso nuove teche espositive e collocate nel passaggio, oggi ampliato, tra le due “sale scrigno” della Primavera e della Venere.

Ai lati di quest’ultima trovano ora posto i tondi della Madonna del Magnificat e della Madonna della Melagrana. Le tre opere evocano, attraverso la straordinaria somiglianza tra i volti della Vergine e della dea, la dottrina della prisca theologia elaborata da Marsilio Ficino nell’ambito dell’Accademia neoplatonica promossa dai Medici. Tale concezione, alla base di gran parte dell’arte botticelliana, sosteneva che anche il mondo antico avesse intuito le verità della religione cristiana e che molte delle divinità pagane rappresentassero una prefigurazione delle figure sacre del Cristianesimo. Nel caso dell’accostamento proposto dagli Uffizi, il riferimento è precisamente a Venere e a Maria, madre di Cristo. Con analoga simmetria, nella sala prospiciente, la Primavera è oggi affiancata da due ulteriori immagini mariane: la Madonna del Roseto e la Madonna dei Cherubini.

Il percorso storico di Botticelli viene presentato in questa sala con particolare cura storico-critica; l’opera di apertura è la Adorazione dei Magi della Cappella di Gaspare di Zanobi del Lama, vero e proprio ritratto di famiglia del potere mediceo in cui risalta l’autoritratto dell’artista al centro della società quattrocentesca. Chiude la sequenza la Calunnia di Apelle del 1495, opera degli anni tumultuosi della Firenze savonaroliana e della profonda crisi spirituale botticelliana. Importanti interventi hanno interessato anche la sala dedicata a Piero e Antonio del Pollaiolo, contemporanei del giovane Sandro.

La realizzazione dei nuovi spazi dedicati a Botticelli si inserisce nel più ampio progetto di riallestimento delle Gallerie degli Uffizi, avviato già nel 2023 per l’adeguamento delle misure di sicurezza e divenuto oggi un ambizioso programma di rinnovamento generale annunciato dal direttore Simone Verde fin dal suo insediamento, nel gennaio 2024.

“Quella di oggi rappresenta una nuova importante tappa, certamente non l’ultima, del riallestimento complessivo delle Gallerie annunciato nel 2024, che ha già consentito l’apertura di numerosi spazi completamente rinnovati, tra cui il Gabinetto dei Marmi antichi, la Sala della Niobe e il Gabinetto delle Matematiche. L’obiettivo di questa operazione, insieme filologica, estetica e storico-artistica, è quello di ricomporre il vastissimo e preziosissimo patrimonio monumentale e collezionistico dei Medici affinché le Gallerie, rigenerandosi senza tradire la propria identità, continuino a essere ciò che sono sempre state: il museo più bello del mondo”, ha dichiarato il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Simone Verde.

Parallelamente, il lavoro di “ricomposizione” museale prosegue anche al di fuori delle sale espositive. Nei monumentali corridoi del secondo piano sono state installate numerose e confortevoli sedute in legno massello, il cui disegno riprende fedelmente quello delle panche progettate da Giorgio Vasari per la loggia della Galleria. È inoltre in corso la completa sostituzione della segnaletica con eleganti pannelli informativi in bronzo, caratterizzati da elevata leggibilità, così come il rinnovo integrale dei dispositivi di protezione, oggi concepiti secondo un linguaggio rinascimentale coerente con il rigore monumentale del museo.

Iran, Araghchi: il cessate il fuoco inizia venerdì (e comprende il Libano). Negoziato divisi in due fasi

Roma, 16 giu. (askanews) – Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato che l’attuazione ufficiale del cessate il fuoco nella guerra, nell’ambito del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, inizierà venerdì, giorno in cui il memorandum sarà firmato.

Araghchi ha inoltre ribadito che il nuovo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti si terrà venerdì in Svizzera e ha affermato che i negoziati sono divisi in due fasi: “La prima riguarda la fine della guerra, lo Stretto di Hormuz, il rilascio dei fondi iraniani congelati e la ricostruzione. I negoziati continueranno per 60 giorni e affronteranno la questione nucleare e la revoca delle sanzioni”.

Secondo il diplomatico iraniano, il memorandum d’intesa prevede “la fine immediata e definitiva della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano”, ha riportato il giornale israeliano Ynet.

Terrorismo anarchico, sabotaggi ai treni dell’alta velocità: blitz della polizia in tutta Italia, 7 arresti

Roma, 16 giu. (askanews) – Avevano creato “una compagine criminale o gruppo di affinità connotato dallo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico e strutturato secondo modalità e metodologie note e sperimentate nel movimento anarchico”. Per questo la Polizia di Stato ha eseguito stamane 7 misure cautelari per gli attentati ai treni ed alle linee ferroviarie. Secondo le indagini della Digos il gruppo era radicato nel territorio capitolino, ma anche in relazione con realtà affini individuabili, tra l’altro, nelle aree di Bologna, Forlì, Cesena, Milano e Napoli.

Per gli attentati ai treni ed alle linee ferroviarie la Digos della polizia di Stato ha eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere e due agli arresti domiciliari. Le misure sono state decise dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura. Il principale reato contestato, a seconda delle singole posizioni, è quello di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico di cui all’articolo 270 bis del codice penale.

Due degli arrestati sono anche gravemente indiziati di aver concorso nella realizzazione di attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione per delinquere, aggravati dalla finalità di terrorismo. Si tratta in particolare dell’azione compiuta il 14 febbraio 2026 ai danni della rete ferroviaria dell’Alta Velocità Roma – Firenze, con l’uso di manufatti esplosivi rudimentali, ma di sicura efficacia. I danni provocati all’infrastruttura – si sottolinea – hanno avuto un costo di ripristino pari a 455 mila euro.

L’azione del 14 febbraio scorso, con un’altra effettuata sulla linea Roma-Napoli, è stata rivendicata sul sito web ispiraazione.noblogs.org creato qualche mese prima. Il comunicato faceva riferimento alla concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina e agli intenti antimilitaristi e di attacco violento alle infrastrutture. Nelle prospettive del gruppo in questione anche l’obiettivo di mantenere attiva la mobilitazione dell’anarco-insurrezionalismo contro il regime detentivo del 41bis per il leader anarchico Alfredo Cospito. “Anche attraverso violente azioni dimostrative”, si aggiunge. Gli investigatori della Digos hanno eseguito una serie di perquisizioni a Milano, Bologna, Napoli, Torino, Terni e Rieti. Interessato inoltre a tale attività il centro anarchico romano Bencivenga Occupato ed altri similari. Alle verifiche sulla rete illegale ed i collegamenti, anche a livello internazionale, sono stati impegnati gli esperti della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

L’arte di fotografare l’arte: lo sguardo di Aurelio Amendola

Milano 16 giu. (askanews) – Lo sguardo di un fotografo sull’arte e sugli artisti, la capacità della fotografia di rendere vive le storie e le persone, ma anche le architetture e le sculture. Aurelio Amendola, uno dei più famosi ritrattisti dei protagonisti del contemporaneo, torna a Palazzo Reale di Milano dopo 30 anni con la mostra “Capolavori fotografati” e con sé, a 88 anni, porta anche una visione storica della fotografia. “Io continuo a lavorare in analogico – ha detto Amendola ad askanews – gli altri con il digitale e tutto io non ci capisco niente, non è il mio mondo. La mia è una fotografia pensata, ci metto un’ora e quella è. Io sono rimasto come prima, non cambio niente. Amo il bianco e il nero, mi piace stampare e sviluppare da me e io continuo così finché potrò”.

In mostra le fotografie scattate negli studi di tre grandi protagonisti del Novecento come Hermann Nitsch, Emilio Vedova e Alberto Burri, di quest’ultimo è esposta la famosissima, e indimenticabile, serie che riprende una combustione dell’artista di Città di Castello. “In quel momento – ha aggiunto il fotografo – dovevo fare solo delle belle foto, ma se Burri non avesse mostrato la prova, io quelle foto non le avrei fatte. Lui mi disse: questa è la fiamma ossidrica, quando inizio non posso smettere. Io questo lo sapevo, allora io porto sempre le mie luci e come vedete c’è un controluce, perché altrimenti le immagini sarebbero venute piatte e devo dire quando lui incominciò a lavorare io con la mia Hasselblad gli andai dietro. Ho passato una settimana con lui, meravigliosa”.

Esposta per la prima volta una serie di scatti sul Duomo di Milano, che mostrano la capacità di Amendola di “leggere” anche le architetture più note e poi grandi immagini dedicate alla sculture di Michelangelo, con le Pietà, di Bernini, con i capolavori di Villa Borghese e Antonio Canova, con una serie dedicata ad Amore e Psiche. “Quando fotografo una scultura io devo creare un lavoro – ha concluso Aurelio Amendola – e questo Amore e Psiche mi piaceva da tanti anni, ora qui di sono quattro sole stampe, ma ne esiste una serie. Io ho fatto parlare queste due persone meravigliose, con una sensualità non indifferente e con la luce sono riuscito a tirare fuori queste immagini, forse possono piacere, forse no, io sono contento però”.

La mostra, promossa dal Comune di Milano con Palazzo Reale e l’associazione culturale Building, resta aperta al pubblico fino al 6 settembre.

L’esercito israeliano conferma: annullati gli attacchi contro l’Iran

Roma, 16 giu. (askanews) – In un messaggio rivolto ai militari, il capo dell’Aviazione militare israeliana, Omer Tischler, ha confermato che una vasta ondata di attacchi pianificata contro l’Iran è stata annullata durante il recente confronto militare.

Tischler ha affermato che, nel pomeriggio dell’8 giugno, “l’intera Aeronautica era pronta al decollo per una vasta missione d’attacco”, che avrebbe incluso bombardamenti contro “centinaia di obiettivi nel cuore dell’Iran”.

Tuttavia, secondo quanto riferisce il giornale Times of Israel, “l’attacco è stato fermato mentre stavamo tenendo il briefing negli squadroni, appena un’ora prima della partenza della missione”.

Secondo quanto riportato, l’operazione sarebbe stata annullata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump gli avrebbe chiesto di non intensificare il conflitto con l’Iran.

Agcm: indagine su Apple per servizi cloud ai sensi del Dma

Milano, 16 giu. (askanews) – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine nei confronti di Apple, Apple Distribution International e Apple Italia sull’osservanza degli obblighi di interoperabilità previsti dal Digital Markets Act per i sistemi operativi iOS e iPadOS.

Secondo il Dma, Apple deve garantire ai fornitori terzi di servizi cloud consumer, a titolo gratuito, l’effettiva interoperabilità con i propri sistemi operativi e parità di accesso alle stesse componenti hardware e software disponibili per iCloud.

L’Antitrust ritiene di avere elementi per valutare se i fornitori alternativi di servizi cloud siano posti nelle stesse condizioni del servizio Apple. In particolare, secondo l’Autorità, i servizi di cloud storage concorrenti potrebbero non avere accesso alle componenti di iOS e iPadOS che consentono il backup integrale dei dati presenti sui dispositivi, funzione invece disponibile per iCloud.

È la prima volta che l’Agcm esercita i poteri previsti dall’articolo 38 del Digital Markets Act, attribuiti all’Autorità dalla legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022. In base alla normativa, l’Antitrust può supportare la Commissione europea svolgendo indagini preliminari nell’ambito del Dma.

Il procedimento, spiega l’Autorità, è stato avviato in stretta cooperazione con la Commissione europea. I risultati dell’indagine dell’Agcm saranno trasmessi a Bruxelles, che resta l’unica autorità competente per l’applicazione del Digital Markets Act.

Salesforce investe 1 mld dollari in 5 anni in Italia su IA

Milano, 16 giu. (askanews) – Salesforce investirà un miliardo di dollari in Italia nei prossimi cinque anni per accelerare la trasformazione digitale e la crescita dell’intelligenza artificiale agentica. Il piano prevede l’apertura di una nuova sede a Milano, nuove assunzioni e programmi di formazione dedicati all’IA per imprese, pubbliche amministrazioni e professionisti.

L’annuncio è stato dato da Marc Benioff, presidente e ceo di Salesforce, durante la sua visita in Italia in occasione della Terza Conferenza annuale di Roma su IA, Etica e Governance. “Siamo orgogliosi di rafforzare la nostra presenza in Italia con questo importante investimento”, ha dichiarato Benioff, sottolineando che il Paese “si sta affermando rapidamente come uno dei principali poli europei dell’innovazione nell’intelligenza artificiale”.

La nuova sede sorgerà a Palazzo Missori, nel cuore di Milano, e sarà progettata come spazio di collaborazione tra clienti, partner e dipendenti per lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni innovative. Ospiterà anche attività di formazione, aggiornamento professionale e inclusione, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per le competenze digitali.

Salesforce rafforzerà inoltre l’organico italiano con nuove figure professionali nei settori data science, IA agentica e ingegneria. Dal suo arrivo in Italia, nel settembre 2003, il gruppo ha creato oltre 600 posti di lavoro e conta oggi migliaia di clienti e un ecosistema di partner in crescita.

Tra le iniziative previste c’è il lancio della Enterprise Architecture Academy, programma pensato per supportare partner e clienti nella preparazione all’adozione dell’IA. Nella fase iniziale l’Academy coinvolgerà oltre 70 partecipanti. “Crediamo in un’Italia protagonista nell’era dell’intelligenza artificiale agentica”, ha detto Vanessa Fortarezza, Svp e country general manager di Salesforce Italia.

Agentforce, la piattaforma di IA agentica di Salesforce, è già utilizzata in Italia da gruppi come Ferrari, Enel, UniCredit, Telepass e Trenitalia, oltre che da migliaia di piccole e medie imprese. Anche il settore pubblico utilizza le tecnologie Salesforce, tra cui Inps per migliorare l’esperienza di utenti e dipendenti.

In particolare Trenitalia sta implementando Agentforce a supporto delle attività commerciali e di assistenza. Francesco Cacciapuoti, chief sales officer di Trenitalia, sottolinea che la piattaforma “consente ai team di gestire la complessità operativa e dedicare maggiore attenzione ai passeggeri, valorizzando il lavoro delle persone”.

Il gruppo ricorda inoltre di essere tra i firmatari della Rome Call for AI Ethics promossa dal Vaticano. Attraverso il modello filantropico 1-1-1, Salesforce ha contribuito in Italia con oltre 926mila dollari in donazioni e più di 73.500 ore di volontariato a favore di 318 organizzazioni non profit e istituti di istruzione superiore.

I dubbi della Cia sulla disponibilità di Teheran a concessioni sul nucleare

Roma, 16 giu. (askanews) – Il direttore della CIA, John Ratcliffe, avrebbe avvertito il presidente americano Donald Trump che le informazioni raccolte dall’intelligence statunitense sollevano “seri dubbi” sulla reale disponibilità dell’Iran ad accettare le concessioni sul programma nucleare richieste da Washington in un accordo definitivo. Lo riferisce Axios citando tre fonti a conoscenza delle discussioni interne all’amministrazione.

Secondo il sito americano, Ratcliffe avrebbe espresso le proprie riserve durante una serie di incontri ad alto livello che hanno preceduto l’annuncio del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. Le informazioni raccolte dalle agenzie di intelligence avrebbero mostrato una discrepanza tra quanto i funzionari iraniani dicevano privatamente e quanto comunicavano ai mediatori e agli Stati Uniti.

Axios riferisce inoltre che anche il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbero espresso dubbi sull’intesa nelle discussioni interne, mentre il vicepresidente JD Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner si sarebbero mostrati favorevoli.

Secondo una delle fonti citate da Axios, l’intelligence americana ritiene che “le intenzioni iraniane non siano in linea con gli impegni previsti dall’accordo”. La Casa Bianca, interpellata dal sito, ha replicato che il memorandum rispetta le linee rosse fissate dall’amministrazione e garantisce che l’Iran non possa ottenere un’arma nucleare.

Il memorandum, firmato domenica, prevede l’avvio di un negoziato di 60 giorni per definire un accordo più dettagliato sul programma nucleare iraniano e sulle sanzioni statunitensi.

Mondiali di calcio: risultati, classifiche e calendario

Roma, 16 giu. (askanews) – Questo il calendario e le classifiche del Mondiale di calcio:

GRUPPO A: 11/06 Messico-Sudafrica 2-0 12/06 Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1 18/06 (Atlanta): Repubblica Ceca-Sudafrica ore 18 18/06 (Guadalajara): Messico-Corea del Sud ore 03 25/06 (Monterrey): Sudafrica-Corea del Sud ore 03 25/06 (Città del Messico): Repubblica Ceca-Messico ore 03

CLASSIFICA: Messico, Corea del Sud 3, Sudafrica, Rep.Ceca 0

GRUPPO B 12/06 Canada-Bosnia 1-1 13/06 Qatar-Svizzera 1-1 18/06 (Los Angeles): Svizzera-Bosnia ed Erzegovina ore 21 19/06 (Vancouver): Canada-Qatar ore 00 24/06 (Vancouver): Svizzera-Canada ore 21 24/06 (Seattle): Bosnia ed Erzegovina-Qatar ore 21

CLASSIFICA: Canada, Bosnia ed Erzegovina, Qatar, Svizzera 1

GRUPPO C 14/06 Brasile-Marocco 1-1 14/06 Haiti-Scozia 0-1 20/06 (Boston): Scozia-Marocco ore 00 20/06 (Philadelphia): Brasile-Haiti ore 03 25/06 (Atlanta): Marocco-Haiti ore 00 25/06 (Miami): Scozia-Brasile ore 00

CLASSIFICA: Scozia 3, Brasile, Marocco 1 Haiti 0

GRUPPO D 13/06 Usa-Paraguay 4-1 14/06 Australia-Turchia 2-0 19/06 (Seattle): USA-Australia ore 21 19/06 (San Francisco): Turchia-Paraguay ore 06 26/06 (Los Angeles): Turchia-USA ore 04 26/06 (San Francisco): Paraguay-Australia ore 04

CLASSIFICA: USA, Australia 3, Paraguay, Turchia 0

GRUPPO E 14/06 Germania-Curaçao 7-1 14/06 Costa d’Avorio-Ecuador 1-0 20/06 (Toronto): Germania-Costa d’Avorio ore 22 21/06 (Kansas City): Ecuador-Curaçao ore 02 25/06 (Philadelphia): Curaçao-Costa d’Avorio ore 22 25/06 (New York): Ecuador-Germania ore 22

CLASSIFICA: Germania, Costa d’Avorio 3, Curaçao, Ecuador 0

GRUPPO F 14/06 Olanda-Giappone 2-2 15/06 Svezia-Tunisia 5-1 20/06 (Houston): Olanda-Svezia ore 19 20/06 (Monterrey): Giappone-Tunisia ore 06 26/06 (Kansas City): Tunisia-Olanda ore 01 26/06 (Dallas): Giappone-Svezia ore 01

CLASSIFICA: Svezia 3, Olanda, Giappone 1, Tunisia 0

GRUPPO G 15/06 Belgio-Egitto 1-1 16/06 Iran-Nuova Zelanda 2-2 21/06 (Los Angeles): Belgio-Iran ore 21 22/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Egitto ore 03 27/06 (Vancouver): Nuova Zelanda-Belgio ore 05 27/06 (Seattle): Egitto-Iran ore 05

CLASSIFICA: Belgio, Egitto, Iran, Nuova Zelanda 1

GRUPPO H 15/06 Spagna-Capo Verde 0-0 16/06 Arabia Saudita-Uruguay 1-1 21/06 (Atlanta): Spagna-Arabia Saudita ore 18 22/06 (Miami): Uruguay-Capo Verde ore 00 27/06 (Houston): Capo Verde-Arabia Saudita ore 02 27/06 (Guadalajara): Uruguay-Spagna ore 02

CLASSIFICA: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita, Uruguay 1

GRUPPO I 16/06 (New York): Francia-Senegal ore 21 16/06 (New York): Iraq-Norvegia ore 00 22/06 (Philadelphia): Francia-Iraq ore 17 22/06 (Boston): Senegal-Norvegia ore 03 26/06 (Boston): Norvegia-Francia ore 03 26/06 (Boston): Senegal-Iraq ore 01

CLASSIFICA: Francia, Senegal, Iraq, Norvegia

GRUPPO J 17/06 (Dallas): Argentina-Algeria ore 03 17/06 (Vancouver): Austria-Giordania ore 06 22/06 (New York): Argentina-Austria ore 21 22/06 (Los Angeles): Algeria-Giordania ore 03 27/06 (Dallas): Argentina-Giordania ore 22 27/06 (Seattle): Algeria-Austria ore 04

CLASSIFICA: Argentina, Algeria, Austria, Giordania

GRUPPO K 17/06 (Boston): Portogallo-RD Congo ore 19 21/06 (Los Angeles): Portogallo-Uzbekistan ore 03 21/06 (New York): RD Congo-Colombia ore 21 26/06 (Miami): Portogallo-Colombia ore 21 26/06 (Dallas): RD Congo-Uzbekistan ore 03

CLASSIFICA: Portogallo, RD Congo, Uzbekistan, Colombia

GRUPPO L 17/06 (New York): Inghilterra-Croazia ore 22 17/06 (Houston): Ghana-Panama ore 01 22/06 (Los Angeles): Inghilterra-Ghana ore 03 22/06 (Boston): Croazia-Panama ore 01 26/06 (Miami): Inghilterra-Panama ore 21 26/06 (Seattle): Croazia-Ghana ore 04

CLASSIFICA: Inghilterra, Croazia, Ghana, Panama

SEDICESIMI DI FINALE (Accedono le prime due classificate di ogni gruppo più le 8 migliori terze)

28/06 (New York): 1A-2B ore 21 28/06 (Boston): 1C-2D ore 03 29/06 (Los Angeles): 1D-2C ore 03 29/06 (Dallas): 1B-2A ore 21 30/06 (Miami): 1E-2F ore 21 30/06 (Seattle): 1G-2H ore 03 01/07 (Houston): 1F-2E ore 03 01/07 (Vancouver): 1H-2G ore 21 02/07 (Philadelphia): 1I-2J ore 21 02/07 (Atlanta): 1K-2L ore 03 03/07 (San Francisco): 1J-2I ore 03 03/07 (Kansas City): 1L-2K ore 21

OTTAVI DI FINALE 04/07 (New York): V1A-2B vs V1C-2D ore 21 04/07 (Los Angeles): V1D-2C vs V1B-2A ore 03 05/07 (Miami): V1E-2F vs V1G-2H ore 21 05/07 (Dallas): V1F-2E vs V1H-2G ore 03 06/07 (Boston): V1I-2J vs V1K-2L ore 21 06/07 (Seattle): V1J-2I vs V1L-2K ore 03 07/07 (Houston): ultimo ottavo ore 21 07/07 (Atlanta): ultimo ottavo ore 03

QUARTI DI FINALE 09/07 (New York): Quarto di finale 1 ore 21 09/07 (Los Angeles): Quarto di finale 2 ore 03 10/07 (Dallas): Quarto di finale 3 ore 21 10/07 (Miami): Quarto di finale 4 ore 03

SEMIFINALI 14/07 (Atlanta): Semifinale 1 ore 21 14/07 (New York): Semifinale 2 ore 03

FINALE 3° POSTO 18/07 (Miami): Finale 3° posto ore 21

FINALE MONDIALE 19/07 (New York): Finale Mondiali 2026 ore 21

Mondiali: Uruguay fermato dall’Arabia Saudita: è 1-1 a Miami

Roma, 16 giu. (askanews) – Finisce 1-1 tra Arabia Saudita e Uruguay nella gara d’esordio delle due nazionali ai Mondiali 2026. All’Hard Rock Stadium di Miami arriva un pareggio ricco di emozioni che lascia il gruppo H in perfetto equilibrio, con tutte e quattro le squadre appaiate a un punto dopo la prima giornata.

A sorprendere per primi sono i sauditi, capaci di chiudere il primo tempo in vantaggio. Al 41′ un corner battuto dalla destra trova la testa di Mohamed Kanno: Muslera non trattiene il pallone e Al Amri è il più rapido ad avventarsi sulla respinta, firmando l’1-0.

L’Uruguay fatica nella prima frazione, con Darwin Nunez quasi mai coinvolto nel gioco. Marcelo Bielsa decide così di cambiare subito volto alla squadra inserendo Canobbio e Sanabria all’intervallo. La mossa produce effetti immediati e nella ripresa i sudamericani assediano l’area avversaria.

Il pareggio arriva all’80’: su un cross dalla sinistra, Vinas colpisce di testa, Al Owais respinge ma sulla ribattuta Maximiliano Araujo è il più lesto a intervenire e firma l’1-1. Nel finale continua il forcing della Celeste, che costruisce numerose occasioni ma trova sulla sua strada uno straordinario Al Owais, decisivo con una serie di interventi che blindano il risultato.

Il dato più significativo della pressione uruguaiana è nei numeri: ben 22 tiri nella sola ripresa, una delle prestazioni offensive più intense registrate nella storia della Coppa del Mondo. Non basta però per completare la rimonta e l’Arabia Saudita conquista un punto prezioso contro una delle favorite del girone.

Mondiali, Iran-Nuova Zelanda 2-2 al debutto mondiale

Roma, 16 giu. (askanews) – L’Iran debutta con un pareggio per 2-2 contro la Nuova Zelanda nel gruppo G dei Mondiali 2026, in una sfida preceduta da forti tensioni legate alla situazione geopolitica e alla partecipazione della nazionale iraniana alla rassegna negli Stati Uniti. Al SoFi Stadium di Inglewood, in California, durante l’esecuzione dell’inno iraniano si sono levati sonori fischi dagli spalti, mentre numerosi tifosi hanno esposto le storiche bandiere con il leone e il sole.

Sul campo la Nuova Zelanda parte meglio e passa in vantaggio già al 7′. L’azione nasce da un lungo rinvio del portiere Crocombe: Wood lavora il pallone e, insieme a Singh, costruisce l’assist per Elijah Just che supera Beiranvand per l’1-0.

L’Iran reagisce e trova il pareggio al 32′ grazie all’esperienza di Ramin Rezaeian, abile ad approfittare di una disattenzione della difesa oceanica. Nella ripresa gli All Whites tornano avanti ancora con Just, protagonista assoluto della serata e primo neozelandese a realizzare una doppietta in una partita di Coppa del Mondo.

La squadra asiatica però non si arrende. Al 64′ è ancora Rezaeian a fare la differenza con un preciso cross dalla destra sul quale Mohebi trova la deviazione vincente di testa per il definitivo 2-2. Un risultato che lascia tutto aperto nel gruppo G, con le due nazionali che conquistano un punto prezioso in vista delle prossime sfide.

Usa-Iran, la nuova costellazione geopolitica del XXI secolo

Jürgen Habermas, pochi mesi prima di morire, disse che altri, non lui, avrebbero visto gli sviluppi degli eventi del XXI secolo. Ecco, l’accordo ormai raggiunto tra gli Usa di Donald Trump e l’Iran teocratico e militarizzato rappresenta forse il primo atto di rilievo di quella che potremmo definire, proprio in chiave habermasiana, la costellazione post-nazionale, post-secolare e post-globale.

Per noi europei, ad esempio, Occidente e secolarizzazione restano concetti pressoché sovrapponibili. Eppure abbiamo sotto gli occhi il peso della “destra religiosa” nell’orientare le scelte della Casa Bianca, fino al limite della caricatura e oltre.

La centralità geopolitica dello stretto di Hormuz, poi, relativizza molto le “narrazioni” di un’epoca nella quale i combustibili fossili non sarebbero più decisivi.

Inoltre: il ponte naturale tra Nord-America e Vecchio continente resta il Regno Unito, a dispetto delle velleità del governo Meloni al riguardo. E ciò ripropone con forza l’istanza ineludibile di un’intesa e di una vicinanza sempre più strette tra Unione europea e Londra, fino a una rinnovata e piena integrazione.

Infine, ma non per importanza, resta aperta la questione della democrazia globale. Ormai sappiamo che non è perseguibile la via militare alla democratizzazione del mondo e che, anzi, è controproduttiva; un boomerang. Del resto, il “deficit democratico” coinvolge pesantemente la democrazia per antonomasia, quella a stelle e strisce, e il cuore stesso dell’Occidente europeo.

I marines di Sigonella «arruolati» in oratorio: pennelli e solidarietà nel centro storico

Una mattina di tute da lavoro, rulli e vernice, dove le divise d’ordinanza hanno lasciato il posto al più classico dei gesti di vicinato. 

Sabato scorso, oltre venti militari statunitensi della stazione aeronavale della Marina Usa (Nas) di Sigonella hanno varcato le porte dell’oratorio della Chiesa del Sacratissimo Cuore di Gesù dei Cappuccini, nel cuore del centro storico, non per ragioni di servizio ma per una missione speciale: restituire un pezzo di futuro ai ragazzi del quartiere.

Rigenerare uno spazio educativo

L’operazione di riqualificazione si inserisce nel consolidato programma di Community relations della base americana, incrociando il progetto di rinascita fortemente voluto dalla comunità parrocchiale guidata da Fra Augusto Magno. L’obiettivo comune è chiaro: rigenerare uno spazio educativo e inclusivo, un presidio di legalità e socialità dedicato alle nuove generazioni in un’area urbana segnata da profonde fragilità economiche e sociali.

L’asse della solidarietà

I militari, provenienti da diversi reparti della base, hanno lavorato per ore per tinteggiare le sale interne e rimettere a nuovo le ringhiere della struttura, da anni punto di riferimento per le famiglie della zona. Ma la giornata non si è limitata al solo restauro edilizio. C’è stato spazio per una forte pagina di integrazione: accanto ai marinai a stelle e strisce hanno infatti lavorato, gomito a gomito, alcuni minori stranieri non accompagnati ospitati dalla cooperativa Integra di Mascalucia. Un incrocio di storie, lingue e percorsi di vita diversi, uniti dallo stesso spirito di cittadinanza attiva.

«Questo luogo, che da tempo necessitava di interventi radicali, sta tornando a nuova vita grazie a una straordinaria alleanza tra la nostra comunità e i volontari», ha raccontato con emozione Fra Augusto Magno, accogliendo il contingente. «L’obiettivo è restituire dignità a uno spazio che diventerà il motore delle attività di crescita per i giovani del quartiere».

Un legame lungo quasi settant’anni

Il cantiere di sabato non resterà un caso isolato. Alberto Lunetta, responsabile delle Relazioni esterne della Nas Sigonella, ha confermato che i militari torneranno nelle prossime settimane per completare i lavori:

«Le attività di volontariato dei nostri militari sono ormai una presenza strutturale sul territorio. Per noi si tratta di un modo concreto per ricambiare la straordinaria ospitalità che la Sicilia garantisce alla nostra base fin dal 1959. Un impegno che in questi decenni ci ha visto collaborare alla tutela e al rilancio di decine di siti culturali, archeologici e religiosi dell’Isola».

La forza delle idee, l’urgenza dell’azione

Fare il punto per orientarsi nel presente

Il titolo di questo incontro, “Facciamo il punto”, non è una formula di servizio né una sosta burocratica. È un gesto di orientamento: fermarsi mentre tutto accelera, uscire per un istante dal frastuono, capire non solo dove siamo, ma da quale soglia guardiamo il Paese. Perché ogni sguardo porta già con sé una scelta: dice da che parte collochiamo la persona, quale democrazia immaginiamo, quale promessa collettiva siamo ancora disposti a custodire.

Da quello sguardo dipende già l’orizzonte pubblico che vogliamo costruire. Possiamo osservare le nostre comunità dal centro comodo delle statistiche, dai palazzi, dal rumore dei talk show, dalla velocità dei social. Oppure possiamo provare a leggerle dai margini: dalle famiglie affaticate, dai giovani che non riescono più a immaginare il domani, dagli anziani soli, dai territori svuotati, da chi vive ogni giorno la vita democratica non come promessa, ma come attesa tradita.

Io credo che oggi non abbiamo bisogno di un’altra retorica rassicurante. Ne abbiamo avute fin troppe: formule seduttive, annunci, campagne permanenti, parole levigate, promesse consumate. Abbiamo conosciuto il lessico del cambiamento, dell’innovazione, della ripartenza. Ma spesso, dietro queste espressioni, è rimasto intatto il medesimo problema: una comunità nazionale che produce vulnerabilità e poi finge di stupirsi quando quelle ferite esplodono.

Uno sguardo critico serve precisamente a questo: a togliere al presente la maschera dell’ovvio; a mostrare che ciò che chiamiamo destino è spesso struttura; che ciò che definiamo colpa individuale è spesso disuguaglianza organizzata; che ciò che nominiamo emergenza è quasi sempre una lunga omissione diventata visibile.

Weber ci ha ricordato che la politica richiede un “lento e tenace perforare di tavole dure”: non improvvisazione, non clamore, non teatro permanente, ma durata, responsabilità, visione, fatica.

La democrazia svuotata dei legami

E qui tocchiamo il primo nodo: la crisi democratica non è soltanto crisi delle istituzioni. È cedimento di tutto ciò che trasforma una folla in popolo: legami, linguaggi, mediazioni, appartenenze, fiducia. Quando questi elementi si indeboliscono, l’edificio resta in piedi, ma suona vuoto.

Viviamo dentro una democrazia a gettone: ci accendiamo al momento del voto, ci infiammiamo sui social, ci dividiamo davanti a ogni titolo urlato, poi torniamo soli.

La sofferenza cresce dove i legami si assottigliano e la vita resta senza sponde. Nelle città che isolano, nei lavori che consumano, nelle periferie senza ascolto, molte persone attraversano da sole ciò che un tempo era sostenuto da una comunità: la malattia, la vecchiaia, la cura dei figli, la precarietà, la povertà educativa. È lì, dove manca uno sguardo capace di riconoscere, che la fatica diventa ferita.

Questa, per me, è la vera domanda politica: chi trasforma la solitudine privata in questione pubblica?

L’immaginazione sociologica e le ferite collettive

E qui entra la forza delle idee. C. Wright Mills chiamava “immaginazione sociologica” la capacità di vedere, dentro una vicenda individuale, il segno di una storia collettiva. Nessuna vita si rompe mai nel vuoto. Si spezza dentro condizioni concrete, dentro rapporti sociali, dentro istituzioni che mancano o arrivano tardi. Per questo, un ragazzo che non immagina più l’avvenire non è soltanto un ragazzo fragile: è la prova vivente di un mondo adulto che ha consumato le sue promesse.

Lo stesso vale per una famiglia lasciata sola davanti alla disabilità, alla dipendenza, alla povertà: lì diventa visibile un welfare tardivo, che scarica sulle biografie ciò che dovrebbe assumere come responsabilità pubblica. E vale per le aree che perdono giovani, servizi e lavoro: non si stanno soltanto spopolando, stanno smarrendo voce, rappresentanza, immaginario. Là la parola “futuro” non suona più come promessa condivisa, ma come eco lontana.

Le idee come motore della realtà

Le idee non sono decorazioni per convegni. Non sono citazioni eleganti da mettere in apertura.

Il pensiero autentico è matrice di realtà: genera sguardi, istituzioni, priorità, politiche pubbliche.

Ogni scelta collettiva è anche una scelta di campo: decide chi viene riconosciuto come cittadino e chi viene degradato a problema, chi entra nella storia comune e chi viene consegnato all’invisibilità.

Una comunità si regge anche sulle convinzioni che considera normali.

È normale che un giovane passi anni dentro la precarietà, come se fosse un tirocinio infinito alla vita adulta? È accettabile che la povertà educativa venga scaricata sulle famiglie, come se nascere in una casa povera di libri, relazioni, tempo e fiducia fosse una questione privata? Possiamo davvero considerare fisiologico che la partecipazione venga chiesta ai cittadini solo quando serve consenso, e non quando bisogna costruire decisioni?

La politica comincia quando qualcuno interrompe questa falsa normalità. Quando dice: no, non è naturale. Non è inevitabile. Non è destino. È il risultato di rapporti di forza, di omissioni, di modelli di sviluppo sbagliati, di immaginari impoveriti.

Uguaglianza delle opportunità contro le disuguaglianze invisibili

La vita democratica non può limitarsi a proclamare uguaglianza: deve allargare opportunità reali. Se non rimuove gli ostacoli che impediscono alle persone di sviluppare pienamente la propria esistenza, si riduce a procedura; e quando non restituisce parola a chi ne è privo, finisce per amministrare il privilegio.

Bourdieu ci ha insegnato che le disuguaglianze non sono fatte solo di reddito, ma anche di capitale culturale, sociale e simbolico: linguaggio, reti, riconoscimento, fiducia. Una collettività può escludere senza chiudere formalmente le porte: può dire “la strada è aperta”, mentre a molti mancano scarpe, mappa e forza per camminare.

E allora basta con una retorica del merito usata come randello contro chi parte indietro. Il merito, senza uguaglianza delle condizioni, rischia di diventare la maschera elegante della selezione sociale.

L’urgenza della storia e la responsabilità dell’agire

Qui l’azione diventa urgente. Ma attenzione: urgenza non significa fretta.

La fretta appartiene alla comunicazione. L’urgenza appartiene alla storia. La prima produce annunci. La seconda costruisce processi. La fretta vuole visibilità. L’urgenza cerca trasformazione.

Noi viviamo in un tempo che fa moltissimo e cambia pochissimo. Comunica tutto e ascolta quasi nulla. Il problema non è l’assenza del fare; è la mancanza di prassi.

L’agire politico, invece, è un fare orientato da un senso. È responsabilità incarnata. È istituzione che si sporca le mani. È comunità che non delega tutto allo Stato, ma non lascia nemmeno che lo Stato si ritiri nel nome di una sussidiarietà usata come alibi.

Amartya Sen, con l’approccio delle capacitazioni, ci aiuta a capire che lo sviluppo non coincide con l’aumento astratto delle risorse, ma con l’espansione delle libertà reali delle persone: ciò che ciascuno è concretamente messo in condizione di essere e di fare.

Tradotto politicamente: non basta dare un contributo. Bisogna creare condizioni. Non basta assistere chi cade. Occorre domandarsi perché tanti cadano nello stesso punto. Non basta invocare la dignità. Bisogna farla diventare casa, lavoro, scuola, salute, trasporti, servizi, cultura, riconoscimento.

Questa è la differenza tra assistenzialismo e politica. Il primo gestisce il danno. La seconda interviene sulle cause che lo producono.

Pensiero e azione: una sola responsabilità

E qui voglio essere netto: una collettività che arriva sempre dopo non è prudente. È colpevolmente lenta. Arriva dopo il disagio dei ragazzi, dopo la dispersione scolastica, dopo la dipendenza, dopo la depressione, dopo la violenza, dopo la povertà, dopo l’abbandono dei territori, dopo la sfiducia nelle istituzioni. Poi convoca tavoli, produce documenti, dichiara emergenze.

Ma le emergenze, spesso, sono soltanto politiche mancate che hanno preso fuoco.

Per questo dobbiamo rimettere insieme pensiero e azione. Senza visione, l’agire si disperde. Senza concretezza, l’idea marcisce: diventa stile, posa, consolazione per anime belle. Un intervento privo di orientamento rischia di ridursi a gestione del presente, amministrazione della superficie, manutenzione dell’ingiustizia.

Hannah Arendt collocava l’azione nello spazio pubblico della pluralità, là dove gli uomini entrano in relazione e inaugurano qualcosa di nuovo. La politica nasce qui: non nella pura amministrazione, ma nella capacità di generare un mondo comune.

E allora chiediamocelo con severità: stiamo ancora generando un orizzonte condiviso, o ci siamo rassegnati a governare solitudini separate, senza più trasformarle in destino comune?

Un welfare che abilita e una politica della prossimità

Don Milani lo ha detto con una formula che dovrebbe stare incisa all’ingresso di ogni istituzione: “Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia”. È una definizione potentissima, perché sposta l’agire pubblico dal calcolo individuale al destino condiviso. Ci dice che il problema dell’altro non è un fastidio da contenere, ma una responsabilità da assumere.

Ecco perché serve un welfare abilitante, non soltanto riparativo. Un sistema di protezione sociale che non tratti le persone come utenti da gestire, ma come soggetti da riconoscere; che non arrivi solo quando la ferita è già aperta, ma sappia prevenire, accompagnare, ricucire.

Questo significa almeno tre cose: restituire sostanza ai luoghi della partecipazione, perché cittadini, giovani, famiglie e corpi intermedi possano incidere davvero; rafforzare i presìdi territoriali di prossimità — scuola, sanità, servizi sociali, Terzo settore, Comuni, parrocchie, imprese responsabili, università e reti civiche — perché nessuna vulnerabilità resti senza sguardo; trasformare il welfare da macchina dell’emergenza a politica della possibilità.

Non una somma disordinata di interventi, ma una governance della prossimità, capace di vedere prima, intervenire meglio e tenere insieme ciò che oggi appare disperso.

Perché la prossimità non è sentimentalismo. È infrastruttura sociale. E un Paese senza infrastrutture relazionali si frantuma, anche se ha strade, reti digitali e piattaforme efficienti.

Dalla speranza alla costruzione del bene comune

Fare il punto, allora, significa avere il coraggio di dire alcune cose con nettezza: la democrazia non si salva con le liturgie, ma restituendo potere reale alle persone. La partecipazione non si invoca: si organizza. La dignità non si celebra: si rende esigibile. La speranza non si declama: si struttura. Il futuro non si annuncia: si costruisce.

E la politica non può essere l’arte di occupare spazi. Deve tornare a essere l’arte di generare possibilità.

Vorrei chiudere con questa convinzione.

Non siamo chiamati a passare dentro questo tempo come ombre. Siamo chiamati a rispondergli, a misurarci con le sue ferite senza consegnarci né al cinismo, che spegne ogni attesa, né all’ingenuità, che scambia il desiderio per realtà.

Il cinismo dice: non cambierà nulla. L’ingenuità dice: basterà volerlo. La responsabilità dice: qualcosa può cambiare se costruiamo le condizioni perché cambi. Non basta sapere dove siamo. Dobbiamo decidere dove vogliamo stare: dalla parte di chi ricuce, non di chi lacera; dalla parte di chi edifica, non di chi consuma; dalla parte di chi accompagna, non di chi giudica da lontano; dalla parte di chi trasforma le idee in processi, le parole in luoghi, la speranza in istituzioni, la dignità in vita concreta.

Perché le idee, quando sono vere, non restano ferme. Camminano. E quando incontrano donne e uomini disposti ad assumersi il peso dell’azione, diventano storia, avvenire, bene comune.

 

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Quando l’intelligenza artificiale si ammala: la nuova frontiera della sicurezza delle decisioni

Dall’attacco ai sistemi alla manipolazione del giudizio

Gli algoritmi non vengono più hackerati per fermarli, ma per ammalarli.

Per anni la sicurezza informatica ha significato proteggere sistemi, dati e infrastrutture. Gli attacchi erano evidenti: server giù, servizi interrotti, dati rubati, danni immediati.

Con l’Intelligenza Artificiale questo schema non vale più. Oggi un sistema può continuare a funzionare perfettamente e, allo stesso tempo, iniziare a prendere decisioni sbagliate. Non si blocca. Si altera.

Il nuovo obiettivo degli attacchi cyber non è fermare la macchina, ma influenzarne il comportamento. Attraverso la manipolazione dei dati, la contaminazione dei dataset o tecniche di adversarial machine learning, si può spostare progressivamente il modo in cui un modello interpreta la realtà.

Il risultato è silenzioso ma profondo: il sistema resta operativo, ma cambia la sua bussola decisionale.

E quando questo accade, non si rompe la tecnologia. Si deformano le decisioni.

Una banca può iniziare a negare credito a persone affidabili. Un ospedale può modificare indirettamente le priorità di accesso alle cure. Un sistema di selezione può escludere candidati senza una ragione spiegabile. Una rete logistica può diventare meno efficiente senza che nessuno se ne accorga subito.

Il punto non è il malfunzionamento. È la deviazione silenziosa del giudizio.

Quando la tecnologia tocca la vita concreta

Dietro queste dinamiche non ci sono solo sistemi astratti.

C’è una madre che non ottiene un prestito per comprare casa. C’è un paziente che attende più a lungo senza capire perché.

C’è un giovane che viene scartato da un algoritmo che non può spiegarsi. La questione cambia natura. Non è più solo ingegneria. È vita umana.

L’audit algoritmico come nuova forma di responsabilità

È qui che emerge una necessità nuova: l’audit algoritmico continuo.

Così come i bilanci aziendali vengono verificati da revisori indipendenti, anche i modelli di Intelligenza Artificiale devono essere controllati nel tempo per garantire che le loro decisioni restino coerenti, affidabili e non compromesse.

La domanda chiave cambia: non più “il modello funziona?”, ma “il modello decide ancora correttamente?”.

Questo implica monitoraggio continuo, rilevamento di anomalie, verifica dell’integrità dei dati e supervisione umana nei casi critici.

Una decisione automatizzata non è mai neutra: incide su una vita concreta, su un volto, su una storia.

E ogni volta che un sistema decide, dovrebbe ricordare — almeno indirettamente — che sta attraversando una persona, non un dato.

Dalla cybersecurity alla Decision Security

Il pericolo più grande non è il collasso dei sistemi. È la loro apparente normalità. L’AI può essere perfettamente operativa mentre prende decisioni progressivamente distorte. È qui che la metafora medica diventa utile: non siamo davanti a un infarto improvviso, ma a una malattia lenta.

Non si spegne il sistema. Si ammala il giudizio. Per questo sta nascendo una nuova esigenza industriale e sociale: la sicurezza delle decisioni.

Non solo proteggere dati e infrastrutture. Ma proteggere il modo in cui le macchine decidono. La “Decision Security” diventa così un nuovo spazio che prevede:

  • audit algoritmico continuo;
    • monitoraggio del comportamento dei modelli;
    • governance dell’AI;
    • verifica della robustezza dei dati;
    • supervisione umana delle decisioni critiche.

Non è solo un tema tecnologico. È una nuova infrastruttura di fiducia.

La dignità umana come criterio ultimo

Qual è la vera posta in gioco? Il valore più importante nell’era dell’AI non è la potenza dei modelli. È la fiducia nelle loro decisioni.

E la fiducia esiste solo dove le decisioni possono essere verificate, corrette e comprese.

Perché proteggere gli algoritmi non significa solo difendere sistemi. Significa custodire ciò che attraversano ogni giorno: la vita delle persone.

E, in ultima analisi, la loro dignità. Proteggere le decisioni significa riconoscere la magnifica humanitas che attraversa ogni dato.

Picierno: Pd e campo largo scivolati verso populismo con la pochette

Milano, 15 giu. (askanews) – Quanto alla possibilità di dialogo con il Pd, “il dialogo si fa sempre con tutti, la politica è per definizione discutere con tutti altrimenti diventa solipsismo, modo un po’ strano per dire che ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli, io sono stonatissima. Dialogo con tutti ma intorno a questione serie. Ho l’impressione che il campo largo e pure il Pd siano scivolati verso sempre di più purtroppo il populismo con la pochette di Giuseppe Conte”: lo ha affermato l’eurodeputata Pina Picierno, arrivando al Teatro Parenti per l’iniziativa che segna la nascita del movimento Europeisti.eu.

“Come ho già detto io non entrerò in Azione. Certo c’è la volontà di lavorare insieme ad Azione, insieme a tutti i partiti, alle personalità che hanno già dato vita a iniziative raccontando della necessità di un fronte, di un polo europeista e democratico e quindi lavoreremo senza dubbio insieme. L’iniziativa di oggi serve a tenere insieme tutte queste persone superando i tanti personalismi che ci sono stati, perché il limite di questo polo europeista in passato è stato quello di far prevalere un po’ i personalismi, i piccoli partiti. Spazio Pubblico non è un nuovo partito, è un movimento che serve proprio ad aprire uno spazio politico. Non vogliamo fondare l’ennesimo partitino, vogliamo dire all’Italia che è il momento di credere nella possibilità di un popolo europeista e democratico”, ha spiegato.

Calenda: “Vannacci criptofascista, sarà il M5S del centrodestra”

Milano, 15 giu. (askanews) – “Vannacci sarà il 5 stelle del Centrodestra”. Lo ha detto Carlo Calenda da Milano, a margine dell’evento al Teatro Parenti durante il quale è stato lanciato il movimento “europeisti.eu”.

“Azione non ha fatto parte del Conte 2, perché sapevo che i 5s una volta messi lì dentro non sarebbero usciti e avrebbero determinato una svolta populista del Pd – ha spiegato Calenda – Vannacci rischia di fare la stessa cosa in peggio nel centrodestra”.

“In peggio – ha concluso – perché stiamo parlando di un cripto fascista, amico di Putin”, il rischio “che rimanga veramente come un virus all’interno del centrodestra secondo me esiste”.

Vino, la Ciociaria e la Valle di Comino sul tetto del mondo

Roma, 15 giu. (askanews) – C’è un pezzo di Valle di Comino che continua a conquistare le più prestigiose vetrine internazionali del vino. Ancora una volta il Maturano di Antica Tenuta Palombo si afferma infatti al Concours Mondial de Bruxelles, tra le competizioni enologiche più autorevoli e selettive al mondo, confermando il valore di un progetto che ha saputo trasformare un antico vitigno autoctono in una delle eccellenze più riconoscibili del panorama vitivinicolo italiano. Un risultato che va oltre il semplice riconoscimento enologico, a conferma di una storia imprenditoriale costruita sulla visione, sul coraggio e sulla capacità di investire in un territorio spesso lontano dai grandi circuiti del vino internazionale ma ricco di identità, tradizione e qualità.

Il premio ottenuto dal Maturano rappresenta infatti il successo di un percorso iniziato oltre quarant’anni fa e portato avanti con determinazione dalla famiglia Mastrantoni, che ha creduto nella valorizzazione di un vitigno storico della Valle di Comino quando pochi ne intuivano le potenzialità. Oggi quel vino, nato tra le montagne della Ciociaria, viene giudicato e premiato da esperti provenienti da tutto il mondo, diventando ambasciatore di un intero territorio.

Il nuovo riconoscimento al Concours Mondial de Bruxelles rafforza ulteriormente il prestigio dell’azienda e della Valle di Comino, confermando come la valorizzazione dei vitigni autoctoni rappresenti una delle strade più efficaci per raccontare nel mondo la ricchezza e l’unicità dei territori italiani.

Picierno: Europeisti nasce contro polarizzazione e dibattiti su Pucci

Milano, 15 giu. (askanews) -“Un’iniziativa voluta e organizzata dall’associazione Europeisti, che ha richiamato qui a Milano tanti protagonisti diversi che pensano la stessa cosa e ciop che c’è un’Italia democratica, europeista, che è stanca di scegliere ogni volta il meno peggio, che è stanca ogni volta di andare a votare turandosi il naso e che chiede un’offerta politica credibile, seria, democratica, europeista. E noi siamo qui per aprire questo spazio politico, per dire che è possibile farlo con determinazione, con coraggio e con fiducia”. Lo ha detto l’eurodeputata Pina Picierno, arrivando al Teatro Parenti per l’iniziativa che segna la nascita del movimento Europeisti.eu.

“Noi possiamo costruire un polo democratico europeista in Italia, che penso sia quello che tanti italiani ci chiedono, è esattamente quello che vogliamo fare”, ha aggiunto.

“Noi vogliamo provare ad offrire un polo che vada oltre le polarizzazioni: sempre di più vediamo uno scontro tra il campo largo e la destra che governa questo Paese, che è uno scontro molto ideologico, molto identitario, molto rissoso, ma che si basa però sul nulla. Litigano su Pucci a Sanremo, ci facciamo giornate a discutere di Pucci a Sanremo. Noi vogliamo aprire uno spazio politico pubblico nel quale si discuta di cose serie”, ha aggiunto Picierno.

Iran, Meloni a Evian per il G7. "Pronti a fare la nostra parte con ok del Parlamento"

Evian, 15 giu. (askanews) – Le prossime ore serviranno a cercare di sciogliere le molte incognite che accompagnano la svolta. Ma il memorandum di intesa firmato da Usa e Iran nel giorno dell’ottantesimo compleanno di Donald Trump, piomba gioco forza sull’agenda dei leader che da oggi e fino a mercoledì sono a Evian per il G7 a presidenza francese. Inevitabile che la soddisfazione per lo spiraglio che si apre dopo oltre tre mesi di guerra si mescoli a una certa cautela. E così anche per Giorgia Meloni che di prima mattina sigla una nota che, nella sostanza, ricalca la dichiarazione concordata a caldo ieri sera con i Paesi del formato E4, dopo un giro di contatti con i leader di Francia, Germania e Regno Unito.

La presidente del Consiglio esprime il suo “forte apprezzamento” e parla di “occasione di pace che va colta” ribadendo che “l’Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo”. Meloni spiega che il nostro Paese può “contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz”, che resta una priorità insieme a quella di una fine delle ostilità anche in Libano.

“Siamo pronti, insieme agli altri partner”, sottolinea. Aggiungendo una postilla già esplicitata in passato: “Fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare”. Non basterà dunque una semplice informativa: il percorso già studiato dal governo prevede infatti che si tenga una comunicazione – che potrebbe essere fatta dalla stessa premier – a cui seguirebbero dei voti su delle risoluzioni. La stessa tempistica di questo passaggio, tuttavia, dipenderà da come e con quale rapidità si scioglieranno una serie di nodi. Tra questi, per esempio, quello del tipo di ombrello internazionale che accompagnerà la missione, così come di chi ne dovrebbe assumere il comando. Anche nel dossier elaborato dal Centro studi di Fratelli d’Italia, infatti, se da una parte si accoglie “molto positivamente la notizia di un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran”, dall’altra si sottolinea che “c’è ancora molta strada da fare”.

Il contributo dell’Italia dovrebbe essere principalmente quello dei due cacciamine, ‘Rimini’ e ‘Crotone’ aggregati ad Aspides, che già da qualche settimana si trovano a Gibuti, poi ci dovrebbero essere navi di supporto logistico. Ma, come in tutta questa vicenda, ancora una volta a pesare potrebbe essere la posizione di Donald Trump. Il presidente americano, che ha avuto un lungo bilaterale con il presidente francese dopo il suo arrivo ad Evian, solo pochi giorni fa era tornato ad accusare l’Europa di irrilevanza rispetto alla crisi in Medio Oriente e oggi, seduto accanto a Macron, non si è fatto alcun problema nel ridimensionare l’offerta del padrone di casa. “Non credo che avremo bisogno di molto aiuto, ma – ha affermato – non credo sia una cattiva idea avere là una o due navi di alcuni Paesi”.

D’altra parte, l’imprevedibilità del numero uno della Casa Bianca è di per sè una delle variabili di questo summit. Lo è anche per Giorgia Meloni che lo rincontra dopo mesi di gelo e di botta e risposta aspri in pubblico, oltre che dopo settimane in cui tra i due non c’è stata nemmeno una telefonata. Nei giorni scorsi, fonti italiane spiegavano che non era stato fissato nessun bilaterale ma che certamente nelle molte ore trascorse insieme a Evian non sarebbe mancata occasione di un confronto. Già stasera, d’altra parte, la cena di lavoro prevede la presenza intorno allo stesso tavolo dei soli leader. Un momento in cui si potrebbe cominciare ad affrontare anche il tema dell’altro conflitto, quello tra Russia e Ucraina. Domani mattina si terrà una sessione di lavoro appositamente dedicata a questo, alla quale è atteso anche il numero uno di Kiev. “Abbiamo avuto un’ottima conversazione ieri con il presidente Zelensky e con il presidente Putin, e vedo – ha detto Trump – che forse possiamo fare qualcosa lì, lo penso davvero. Penso che siano entrambi aperti a questo, quindi ora che questo è finito ci concentreremo su quello, vedremo se riusciamo a risolvere anche quella situazione”.

A Milano prove di Terzo Polo: hackerare bipolarismo populista

Milano, 15 giu. (askanews) – La convinzione, ripetuta come un mantra, è che ci sia “un grande spazio” lasciato libero dai principali schieramenti, con una “offerta politica credibile, seria, democratica, europeista”. E al Teatro Parenti di Milano si ritrovano Pina Picierno e Carlo Calenda, Luigi Marattin e Andrea Marcucci, con la benedizione di Mario Monti e Carlo Cottarelli: l’occasione è l’iniziativa di Piercamillo Falasca e Daniele Nahum, il movimento Europeisti.eu che nasce oggi con l’obiettivo di “hackerare” l’attuale bipolarismo.

Il ragionamento è ormai noto: “Sempre di più vediamo uno scontro tra il campo largo e la destra che governa questo Paese, che è uno scontro molto ideologico, molto identitario, molto rissoso, ma che si basa però sul nulla. Noi vogliamo aprire uno spazio politico pubblico nel quale si discuta di cose serie”, ha spiegato Picierno, per la quale “possiamo costruire un polo democratico europeista in Italia: quello che tanti italiani ci chiedono, è esattamente quello che vogliamo fare”. Le fa eco Carlo Calenda: “Questo è il cantiere della costruzione di un Polo che non si presenterà né con la destra né con la sinistra, che avranno coalizioni che andranno da Vannacci a Tajani, da Renzi a Potere al Popolo e noi dobbiamo dare un’alternativa a questo scempio, altrimenti l’Italia tra gli estremismi opposti semplicemente a un certo punto imploderà”.

I bersagli sono “il populismo con la pochette” di Giuseppe Conte da un lato, “il cripto-fascismo putiniano” di Roberto Vannacci dall’altro. Sono loro i “virus” che infettano le coalizioni di centrodestra e centrosinistra e che espongono l’Italia “all’attacco potentissimo della disinformazione e della propaganda del Cremlino e dei suoi alleati”. Due virus agevolati dalla legge elettorale quella attuale ma anche da quella di cui si discute: “La legge elettorale che faranno, che spingerà ad avere delle coalizioni infinite con estremisti, sempre più estremisti dentro, è la cosa che va combattuta”, spiega Calenda. Ma non per questo i centristi intendono cedere e alla fine allearsi con una delle coalizioni: “Se ci sarà quella legge elettorale, bisognerà combatterla di più questa situazione”, ha assicurato il leader di Azione.

E allora, aggiunge Picierno, “c’è la volontà di lavorare insieme ad Azione, insieme a tutti i partiti, alle personalità che hanno già dato vita a iniziative raccontando della necessità di un polo europeista e democratico e quindi lavoreremo senza dubbio insieme. L’iniziativa di oggi serve a tenere insieme tutte queste persone superando i tanti personalismi che ci sono stati”. Perché il “limite” del polo europeista in passato, riconosce Picierno “è stato quello di far prevalere un po’ i personalismi, i piccoli partiti”. E invece serve “aprire uno spazio politico, vogliamo dire all’Italia che è il momento di credere nella possibilità di un popolo europeista e democratico”.

UniCredit, domani chiude Ops ma con Commerzbank è sempre più scontro

Milano, 15 giu. (askanews) – Alla vigilia della chiusura dell’Ops di UniCredit su Commerzbank, si inasprisce lo scontro sull’operazione, da sempre osteggiata dal management della banca tedesca che a più riprese ha continuamente criticato la strategia del gruppo italiano e il premio a suo avviso poco allettante proposto ai soci. Ma, nelle ultime settimane, nella guerra di accuse reciproche a finire nel mirino sono state le comunicazioni al mercato e le modalità con cui la banca guidata da Andrea Orcel si è assicurata (a oggi) il sostegno da parte dell’11,91% del capitale di Commerzbank e l’utilizzo dei derivati.

Nel giorno in cui la Procura di Francoforte ha comunicato di aver avviato un’indagine preliminare su una presunta manipolazione del mercato a seguito di una denuncia presentata contro ignoti alla BaFin dal consiglio di fabbrica di Commerbank, questa mattina UniCredit è passata al contrattacco, rispondendo punto per punto alle recenti accuse di Commerzbank sulla correttezza dei dati forniti, ribadendo di aver ha sempre agito con “trasparenza” e nel “pieno rispetto” delle normative, e arrivando a minacciare indirettamente di sostituire il management della seconda banca tedesca. Le partecipazioni e gli interessi azionari sono stati comunicati “in modo chiaro e accurato”, ha replicato UniCredit, e le affermazioni relative a presunte attività di prestito titoli sono “infondate”. Semmai, “la confusione e la conseguente narrazione fuorviante hanno avuto origine dalle dichiarazioni di Commerzbank”. Proprio per questo la banca italiana si è rivolta direttamente alla Bafin, chiedendo all’Autorità federale di vigilanza finanziaria “una valutazione approfondita delle circostanze relative a tali dichiarazioni, della loro attendibilità e del loro apparente intento di compromettere l’integrità del processo di offerta, generando confusione tra gli stakeholder”.

Alle 14 di oggi le adesioni all’Ops sono lievemente salite all’11,91% del capitale (dall’11,86% di venerdì). Domani a mezzanotte chiude l’offerta avviata il 5 maggio, solo venerdì si conoscerà il dato definitivo, poi ci saranno i supplementari per ulteriori due settimane di adesioni (dal 20 giugno al 3 luglio), come previsto dalla normativa tedesca. UniCredit già possiede il 26,77% di azioni Commerzbank e, con le adesioni odierne, la quota diretta sale così al 38,68%, ben sopra l’obiettivo fissato del 30% (55,1% potenziale considerando i derivati). Forte della partecipazione che è arrivata a detenere, UniCredit per la prima volta ha ventilato oggi l’ipotesi di sostituire il management di Commerzbank. “Qualora UniCredit ottenesse un adeguato sostegno assembleare in sede di assemblea dei soci – ha sottolineato nella comunicazione odierna -, sarebbe nella posizione di nominare tutti i rappresentanti degli azionisti nel consiglio di sorveglianza, il quale a sua volta sarebbe competente per la nomina del consiglio di gestione. UniCredit ritiene che tale assetto consentirebbe l’attuazione di una strategia orientata alla creazione di valore di lungo periodo, rafforzando Commerzbank, in particolare nel mercato domestico tedesco, e posizionandola in maniera competitiva per il futuro”. Una parte del comunicato stigmatizzata dall’Handelsblatt: “Per la prima volta, il gruppo italiano parla apertamente di licenziare la guida di Commerzbank. Questo sarebbe anche un affronto al governo federale”, ha titolato il sito online del quotidiano economico tedesco.

Alla vigilia della chiusura dell’Ops, che prevede un concambio di 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, il titolo Commerzbank ha chiuso a 36,21 euro (-1,68%), UniCredit a 74,57 euro (+1,73%), riducendo lo sconto allo 0,12%.

Iran, Trump: Teheran è d’accordo, non avrà l’arma nucleare

New York, 15 giu. (askanews) – “Andiamo molto d’accordo con l’Iran”, dove “c’e’ un nuovo insieme di leader” definiti “intelligenti e forti”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, durante un bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron in vista dei lavori del G7 di Evian. “Mi e’ dispiaciuto dovere fare degli attacchi”, quelli del weekend scorso che avevano portato a varie ritorsioni da parte di Teheran, ha aggiunto. Stando a Trump, in Iran “non avranno un’arma nucleare, sono d’accordo totalmente su questo”. Il presidente Usa ha detto che “probabilmente l’avrebbero usata se l’avessero avuta”. Quella con l’Iran “si spera sara’ una buona relazione, altrimenti torneremo all’inizio”. Stando a Trump, l’accordo “portera’ successo al mondo”.

Stellantis: 5 mld in Italia su innovazione, allarme sindacati su Cassino

Milano, 15 giu. (askanews) – Stellantis investirà 5 miliardi di euro in Italia entro il 2030 in ricerca e innovazione, con risorse destinate in particolare alle tecnologie per nuove piattaforme, intelligenza artificiale e motorizzazioni. Lo ha detto Emanuele Cappellano, responsabile Europa del gruppo, nell’incontro con i sindacati a Roma sul piano Fastlane 2030.

Un annuncio importante che arriva alla vigilia dell’audizione del ceo Antonio Filosa, atteso mercoledì nella Sala del Mappamondo di Montecitorio davanti alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato. Filosa fornirà dettagli sulla strategia del gruppo e sugli investimenti annunciati da Cappellano, ma l’audizione sarà anche l’occasione per chiarire l’altro punto centrale: il livello complessivo degli investimenti industriali in Italia, che negli ultimi anni si è attestato intorno ai 2 miliardi l’anno e che Stellantis dovrebbe confermare nell’orizzonte del nuovo piano.

A livello globale Fastlane 2030 prevede oltre 60 miliardi di investimenti, circa il 60% destinato a brand e prodotti e il restante 40% a piattaforme globali e nuove tecnologie. In Europa, ha spiegato Cappellano, arriverà circa il 40% degli investimenti globali, con l’obiettivo di aumentare i ricavi del 15% entro il 2030, rafforzare i marchi, ampliare la gamma, migliorare la competitività dei costi e aumentare l’utilizzo della capacità produttiva.

“In questo quadro, l’Italia gioca un ruolo centrale”, ha detto Cappellano, sottolineando domanda in crescita, aumento della quota di mercato, produzione in aumento e riduzione degli ammortizzatori sociali in diversi stabilimenti. Il manager ha confermato nuovi modelli, investimenti per l’innovazione, coinvolgimento di tutti i brand italiani e “nessuna chiusura di stabilimenti”.

Il Piano Italia, secondo Stellantis, sarà rafforzato da Fastlane 2030: il Paese sarà hub produttivo per le auto piccole a Mirafiori e Pomigliano, per vetture di fascia medio-alta e lusso a Melfi, Cassino e Modena e per i veicoli commerciali ad Atessa. A Pomigliano sono confermati almeno due nuovi modelli e-car dal 2028, uno a marchio Fiat, che si aggiungeranno alla Pandina, prevista fino al 2030. A Mirafiori restano 500 elettrica e ibrida, lo sviluppo della futura 500 e un nuovo investimento batterie entro il 2027; a Melfi confermati i quattro modelli previsti e, dal 2028, un nuovo C-Suv Alfa Romeo.

Il punto più delicato resta Cassino. Per lo stabilimento ciociaro Stellantis ha indicato l’assegnazione della nuova Maserati Grecale da fine 2027, mentre il piano dettagliato su Maserati e sulle prospettive industriali del sito è rinviato a fine 2026. Una prospettiva giudicata insufficiente dai sindacati, vista la forte sottoutilizzazione dello stabilimento. Per Ferdinando Uliano, segretario generale Fim-Cisl, il piano “rappresenta certamente un passo in avanti”, ma restano aperte questioni fondamentali su sicurezza occupazionale e prospettive di Cassino. “Ci aspettavamo risposte più concrete”, ha detto, indicando Cassino e Termoli come le maggiori preoccupazioni. Per il sito ciociaro, l’arrivo della nuova Grecale è “importante ma non sufficiente” per affrontare le criticità di breve periodo e garantire prospettive di lungo termine.

Più positivo, ma con riserve, il giudizio della Uilm. Per Davide Sperti, segretario nazionale Uilm, il piano “riporta l’azienda con i piedi per terra” e segna una discontinuità rispetto al passato. Ma su Cassino resta allarme: lo stabilimento “ha lavorato 24 giorni da gennaio” e il rinvio a fine anno di un piano operativo andrà monitorato “con molta attenzione”, perché la cassa integrazione non può diventare una condizione permanente.

Netta la Fiom-Cgil. Per Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil, “la situazione è molto, molto preoccupante”: servono più investimenti e garanzie occupazionali, perché l’impegno a non chiudere stabilimenti non basta se i lavoratori restano senza prospettiva produttiva. “La cassa integrazione deve terminare e per terminare abbiamo bisogno di produzioni e quindi di nuovi modelli”, ha affermato.

Videocittà Watercult 2026: Apparat protagonista doppio appuntamento

Roma, 15 giu. (askanews) – Dopo aver svelato il tema dell’acqua e le novità della IX edizione, Videocittà, il Festival della Visione e della Cultura Digitale ideato da Francesco Rutelli con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti, completa il programma di Watercult 2026 – al Gazometro di Roma dal 10 al 12 luglio – annunciando l’arrivo del compositore, musicista e producer tedesco Apparat, protagonista di una doppia partecipazione speciale con la sonorizzazione dell’installazione In Lympha ideata e prodotta da Eni e un dj set esclusivo pensato per il Festival, in programma sabato 11 luglio.

Accanto al producer tedesco, il Festival presenta UNDA, la nuova installazione monumentale prodotta da Eni che illuminerà il Gazometro G4, le opere e gli artisti che completano il programma di Videoarte, il progetto artistico-scientifico Ocean Suite realizzato dal CMCC e la collaborazione con Filmmaster, dedicata al racconto della Cerimonia di Chiusura Olimpica di Milano Cortina 2026.

Apparat all’anagrafe Sascha Ring, ha ridefinito negli ultimi vent’anni i confini tra elettronica, composizione orchestrale e scrittura vocale, sviluppando un linguaggio sonoro capace di unire sperimentazione, intensità emotiva e ricerca timbrica. Vincitore del David di Donatello per la migliore colonna sonora grazie al lavoro realizzato per Capri-Revolution di Mario Martone, nominato ai Grammy Awards con l’album LP5 e autore delle musiche della serie cult Dark, ha portato la propria musica sui palchi dei più importanti festival internazionali, dal Sónar al Primavera Sound, affermandosi come una delle voci più autorevoli dell’elettronica contemporanea.

A Videocittà 2026 l’artista sarà protagonista di una doppia partecipazione speciale: la sua iconica traccia Black Water, reinterpretata in una nuova versione realizzata per il quindicesimo anniversario del brano, entrerà a far parte di In Lympha, la grande installazione immersiva ideata e prodotta da Eni in collaborazione con Videocittà, che invaderà gli spazi dell’Opificio 41 per tutta la durata del Festival interpretando l’acqua come origine e principio generativo: ciò che nutre, mette in movimento e da cui ogni forma si evolve ed espande. A questo si aggiunge uno speciale DJ set in programma sabato 11 luglio sul Main Stage del Gazometro, pensato appositamente per Videocittà e concepito come uno spazio di totale libertà artistica ed espressiva tra elettronica, ambient e sperimentazione.

Tra le principali novità di questa edizione anche UNDA, la nuova installazione luminosa site-specific prodotta da Eni per Videocittà e ideata da Visioni Parallele e Niulab con la produzione esecutiva di Eventitaliani. Per la prima volta il Gazometro G4 si trasforma in un’opera visibile esclusivamente dall’esterno, diventando un nuovo segnale luminoso nel paesaggio urbano della Capitale. Attraverso una composizione di luce e laser ispirata al moto perpetuo dell’acqua, UNDA reinterpreta uno dei simboli più iconici dell’archeologia industriale contemporanea trasformandolo in un faro urbano in continua metamorfosi. Un flusso di onde luminose attraversa la struttura evocando il ritmo del mare e la sua capacità di modellare il paesaggio nel tempo.

Si amplia anche la sezione Videoarte, curata da Damiana Leoni e Rä di Martino, da sempre una delle sezioni portanti del festival. Accanto alla presenza già annunciata di Adrian Paci l’11 luglio che presenterà le opere Turn On, Di queste luci si servirà la notte e The Column, il 10 luglio la proiezione delle opere di alcuni tra i più interessanti protagonisti della scena artistica internazionale contemporanea, dedicate al tema dell’acqua. Spazio quindi a Shahzia Sikander, artista pakistana nota per aver sovvertito le tradizioni della pittura in miniatura dell’Asia centrale e meridionale, con il tableau cinematografico dipinto a mano 3 to 12 Nautical Miles sulle storie di commercio, colonialismo e potere che hanno segnato il passato e presente; al collettivo milanese che esplora il rapporto tra immagine, paesaggio e percezione FLATFORM – già conosciuto per le sue esposizioni al MAXXI, Centre Pompidou e Fondazione Prada nonché candidato agli Academy Awards nel 2021 – che in dialogo con le curatrici presenterà l’opera Quello che verrà è solo una promessa: un lungo piano sequenza che racconta gli effetti dell’innalzamento delle acque. Poi ancora l’artista argentina multidisciplinare Cecilia Bengolea che indaga il rapporto tra corpo, movimento e ambiente attraverso la danza contemporanea e pratiche popolari, con l’opera in bianco e nero Lighting Dance dove esplora il rapporto tra elettricità atmosferica, musica e movimento; e infine Monira Al-Qadiri, artista kuwaitiana che ha esposto in contesti internazionali come il Guggenheim di Bilbao, il Palais de Tokyo e la Biennale di Venezia 2022 nella mostra centrale ‘The Milk of Dreams’, con Driver, un racconto sulla pesca delle perle nel Golfo Persico che ha sostenuto per secoli l’economia della sua regione. L’acqua come fenomeno naturale, climatico e scientifico è invece al centro di OS Ocean Suite, il progetto artistico-scientifico realizzato dal CMCC – Centro Euro-Mediterraneo e sui Cambiamenti Climatici con Nova System Academy e Planetaria.

Attraverso la sonificazione di oltre settant’anni di dati climatici legati al fenomeno ENSO (El Niño-Southern Oscillation), il progetto – posizionato nella rampa di accesso al Gazometro G3 per tutta la durata del Festival – trasforma il dialogo invisibile tra oceano e atmosfera in un paesaggio sonoro immersivo, rendendo percepibili attraverso la musica le connessioni profonde che regolano gli equilibri climatici del pianeta. Un incontro tra ricerca scientifica e creazione artistica che traduce dati, numeri e modelli climatici in esperienza sensoriale.

Agorà, il programma professionale del festival coordinato da Guido Pietro Airoldi dedicato all’internazionalizzazione della filiera italiana delle creative technologies, dell’audiovisivo immersivo, della digital art e dell’industria culturale contemporanea, realizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane / ITA – Italian Trade Agency, si conferma come piattaforma di incontro tra operatori italiani e internazionali, buyer, curatori, istituzioni, festival, studi creativi e aziende. Tra le novità del programma anche la collaborazione con Filmmaster, tra le più prestigiose realtà creative e produttive italiane, che nel 2026 celebra cinquant’anni di attività. Alfredo Accatino, Presidente e Chief Creative Officer, e Adriano Martella, Head of Creative e Creative Director, racconteranno sabato 11 luglio, il processo creativo che ha trasformato l’acqua nel principio narrativo della Cerimonia di Chiusura Olimpica di Milano Cortina 2026, mostrando come un fenomeno naturale possa diventare racconto collettivo, linguaggio visivo e spettacolo capace di parlare a centinaia di milioni di spettatori nel mondo.

Il programma di Videocittà si arricchisce inoltre della collaborazione con Stellantis e Giffoni Innovation Hub che porteranno a Videocittà Wasted di Tobia Passigato, cortometraggio ambientato su un’isola di rifiuti nel mezzo dell’oceano che riflette sul rapporto tra uomo, consumo e ambiente e sarà proiettato venerdì 10 luglio nella terrazza del Gazometro G3.

Videocittà si riconferma luogo di pensiero e confronto tra artisti e creativi, esperti e pubblico di tutte le età. Con il ciclo di incontri AQUA ideati da Francesco Rutelli , e con gli Aqua Talk di Simone Arcagni il Festival amplia la riflessione sul tema dell’acqua affrontandone le implicazioni ambientali, storiche e strategiche, tra cambiamenti climatici, patrimonio culturale e scenari geopolitici globali.

Si parte il 10 luglio con Acqua che manca e precipitazioni intense: investire per prevenzione, Adattamento e quartieri-spugna è molto meglio che lamentarsi e riparare i danni Introduce Giulio Boccaletti (Direttore Scientifico CMCC, Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici). Intervengono: Erasmo D’Angelis, Marco Lombardi; Giovanni Milani, Claudio Rosi, Ginevra Sotirovic, coordina Natalia Bagnato; si prosegue l’11 luglio con ‘Gli insegnamenti di Roma antica: acque nelle Terme e fontane; acqua per milioni di persone già duemila anni fa, dalla Caput Mundi alle coste atlantiche, alla Siria’. Introduce Alfonsina Russo (DG Valorizzazione Ministero della Cultura). Intervengono: Giorgio Ortolani, Alessandro Viscogliosi, coordina Laura Larcan. Si chiude il 12 luglio con ‘Mari e Oceani nel mondo che cambia: geopolitica e navigazione; energia e risorse sottomarine; comunicazioni e sicurezza’.

Introduce Alessandro Lanza (Presidente Fondazione Enrico Mattei). Intervengono: Luiza Bialazievicz, Amb. Vincenzo De Luca, Massimo Frezzotti, coordina Giovanna Pancheri. Si continua con i tre AQUA talk, incontri informali e multidisciplinari in cui il docente ed esperto di nuovi media Simone Arcagni nei tre giorni del festival dialoga con artisti, creator e personalità il cui cammino artistico e professionale affonda le radici nella ricerca, nella sperimentazione e nel pensare fuori dagli schemi: N.A.I.P., Valentina Tanni, Siamounmagazine, Eki, Valerio Ferrara, Elisabetta Modena, Vino, Matilde De Feo, Federico Ferrazza, Eki. I momenti di confronto si arricchiscono di un public panel dedicato alla produzione dell’esperienza virtuale In Pinus con la partecipazione del Prof.re Giuseppe Scarascia Mugnozza e dei suoi protagonisti nell’ambito del progetto europeo CO-VISION presso l’anfiteatro.

Le nuove produzioni e i nuovi protagonisti si inseriscono all’interno di un programma che vede già la presenza delle installazioni immersive Nature’s Computility dell’artista cinese Cao Yuxi, Water: always the same, always different di Giuseppe La Spada, Francesca Heart e Amanda Lana, una line-up di live e dj set audio visuali che comprende la partecipazione di alcuni dei più importanti e stimati producer come Mace, Populous, Nziria, Sara Persico & Mika Oki, Voices From The Lake e Liminal State, le esperienze in realtà virtuale presentate da Diversion e Rai Cinema, la mostra Riflessi di Arte al Gazometro. Con Watercult 2026, Videocittà continua a esplorare l’acqua come elemento naturale, culturale, simbolico e tecnologico: una presenza che attraversa musica, videoarte, installazioni immersive, ricerca scientifica e immaginazione contemporanea, trasformandosi in un filo conduttore capace di connettere linguaggi, discipline e visioni del futuro.

Al Muzeum Susch si svela l’attivismo artistico di Mariuccia Secol

Susch, 15 giu. (askanews) – Fino al 1 novembre 2026 il Muzeum Susch presenta Mariuccia Secol: Unraveling, la prima grande retrospettiva istituzionale dedicata all’artista e attivista italiana Mariuccia Secol. Curata da Monika Branicka e Eva Brioschi, la mostra ripercorre oltre settant’anni di pratica artistica che intreccia femminismo radicale, critica sociale e riscoperta storica. Questa retrospettiva si allinea con la missione fondativa del Muzeum Susch di valorizzazione delle artiste dell’avanguardia internazionale trascurate o incomprese, restituendo loro lo stesso riconoscimento tributato ai colleghi maschi.

La curatrice Eva Brioschi ha introdotto ad askanews: “Questa mostra racconta la storia e la pratica artistica di Mariuccia Secol, un’attività artistica che è sempre stata anche un attivismo artistico. Mariuccia Secol fonda il Gruppo Femminista Immagine di Varese, attiva nella lotta contro il patriarcato e per la liberazione delle donne, ma è anche attiva nel promuovere la creatività femminile”. Il figlio di Mariuccia Secol, Alberto Tognola – che ha dato un apporto fondamentale alla realizzazione della mostra attraverso la ricerca delle opere, molte provengono dall’archivio personale dell’artista – ha proseguito: “Io ho avuto modo con questa mostra di rivedere tutto il suo percorso e di riconoscere i due elementi, cioè l’elemento artistico molto importante, ma anche l’elemento politico, soprattutto dal punto di vista del femminismo”.

L’esposizione traccia l’evoluzione di Secol a partire dai primi dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta, caratterizzati da temi esistenziali e dal trauma della guerra. Influenzata dal clima di protesta del 1968 e dai nascenti movimenti femministi, Secol abbandonò i suoi pennelli silenziosi per lavorare con materiali quotidiani e domestici, come grembiuli e spugne metalliche, che divennero la materia prima di una pratica fondata sul rifiuto. L’opera iconica Casa di bambola (1970-73), creata smantellando i propri abiti (incluso l’abito da sposa), segnò il suo netto rifiuto dei ruoli univoci di moglie e madre.

La curatrice evidenzia le motivazioni alla base della scelta dell’artista per la retrospettiva: “L’importanza della figura di Mariuccia Secol e di riscoprire la sua attività e la sua vita sta proprio nella qualità incredibile delle sue opere. Sono opere che sono attualissime nell’utilizzo dei materiali. Questa mostra attraversa tutte le tematiche e anche i medium che sono stati usati da Mariuccia Secol: dalla pittura a encausto fino al tessuto che lei lavora per sottrazione attraverso queste smagliature sul bisso di cotone, facendo apparire queste silhouette che sono delle identità: l’identità di una nuova donna che attraverso le smagliature della sua stessa carne in quanto madre di quattro figli e le ferite sul suo corpo di donna, madre e moglie riesce a fare apparire la creatività e la conoscenza come un messaggio di speranza per tutti quanti”.

Alberto Tognola ricorda poi alcune opere della madre: “Negli anni Settanta, grazie anche ai gruppi di autocoscienza che le studentesse di quel periodo facevano, e ce n’era uno anche a Varese che mia madre ha frequentato, inizia questa presa di coscienza di quelle che erano le tematiche che già erano dentro un po’ nella sua pittura, ma diventano molto più evidenti. Quindi inizia la fase

dell’utilizzo dei vecchi vestiti che vengono smembrati e ricomposti in opere d’arte. In una delle opere che si chiama Donna Ponte augura ai maschi di poter fare quel lavoro di autocoscienza che loro donne hanno fatto per superare tutti i problemi di oggi dalle guerre in poi”.

“Propone e riesce a partecipare con un progetto insieme alle sue compagne alla Biennale di Venezia nel 1978. Per la prima volta nello spazio aperto ai Magazzini del Sale il Gruppo Femminista Immagine di Varese porta l’arte femminile e l’arte femminista all’interno di un contesto istituzionale come quello della Biennale di Venezia” – Eva Brioschi conclude con il significato alla base di tutta la pratica artistica di Mariuccia Secol – “Il messaggio di Mariuccio è un messaggio universale, inclusivo e che noi abbiamo definito di un femminismo umanistico, nel senso che appunto include tutti. Vuole includere anche la liberazione dell’uomo stesso dal patriarcato e vuole includere ogni tipo di marginalizzazione, ricordandoci che la libertà si ottiene solo se tutti quanti siamo liberi”.

Negli ultimi decenni, il lavoro di Secol si è ampliato verso una critica globale: è stata una precorritrice nello sviluppare una forma di intersezionalità in cui le lotte delle donne si incrociano con la difesa di tutte le identità marginalizzate o oppresse. Il percorso espositivo si articola come un cerchio che si chiude: la prima grande sala mette al centro il corpo in trasformazione in relazione alle diverse fasi della crisalide e accoglie una panoramica completa del percorso artistico di Mariuccia Secol. Nelle altre sale la narrazione si sviluppa fino a tornare al punto di partenza, riflettendo il suo cammino personale e creativo.

Muzeum Susch è stato fondato e creato da Grazyna Kulczyk, imprenditrice polacca e sostenitrice di lunga data dell’arte contemporanea, nella valle dell’Engadina, nelle Alpi svizzere, dove sorgeva un ex monastero e birrificio del XII secolo a Susch, una cittadina remota situata sull’antica via dei pellegrini verso Santiago de Compostela. Il progetto comprende millecinquecento metri quadrati di spazi espositivi, che ospitano opere permanenti e site-specific oltre a una programmazione di mostre temporanee alla ricerca di una connessione emotiva con l’arte come matrilinearità e di riscoperta di ciò che talvolta è stato omesso, trascurato o frainteso, come nel caso di Mariuccia Secol.

Petrolio accentua cali, Wti sotto 80 dollari prima volta da oltre 3 mesi

Roma, 15 giu. (askanews) – Mentre nel pomeriggio i rialzi delle Borse si smorzano in Europa, parallelamente i cali del petrolio continuano energici, anzi si rafforzano, al punto che il barile di West Texas Intermediate si riporta per la prima volta da oltre tre mesi sotto la soglia psicologica degli 80 dollari. Il greggio di qualità “texana” cala del 5,88% a 79,89 dollari, sui minimi dal 3 marzo; nel frattempo il Barile di Brent, il petrolio di riferimento del mare del Nord cala del 5,54% 82,49 dollari.

La forte correzioni al ribasso dell’oro nero era iniziata venerdì, con il riaccendersi delle speranze sull’accordo tra Stati Uniti e Iran per mettere fine alle ostilità. E’ ripartita stamattina dopo gli ultimi sviluppi, nella speranza di una riapertura per la fine della settimana dei traffici nello stretto di Hormuz.

Bertini (ENEA): competitività edilizia da riduzione consumi

Roma, 15 giu. (askanews) – Istituzioni e professionisti a confronto all’evento “Metodologie e strumenti a supporto della decarbonizzazione e della circolarità in edilizia”, promosso da MASE, ENEA e GBC Italia. In questo contesto, Ilaria Bertini, Direttrice del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica di ENEA, ha sottolineato il ruolo strategico dell’efficienza energetica, dell’economia circolare e dell’industria dei materiali nel percorso di decarbonizzazione del settore.

“I lavori di oggi hanno evidenziato la centralità dell’edificio inteso come sistema complesso, che richiede di essere affrontato da molteplici punti di vista. Certamente l’efficienza energetica, che rappresenta il fulcro dell’attività del nostro Dipartimento, è un aspetto peculiare: ci permette di abbattere i consumi e, di conseguenza, di favorire concretamente il percorso di decarbonizzazione al centro del dibattito odierno. Altrettanto fondamentale è il tema dell’economia circolare, legato alla possibilità di riutilizzare i materiali derivanti dalla dismissione degli edifici. In questa transizione, un ruolo preponderante e massivo è giocato dalle aziende produttrici di materiali per l’edilizia. Questo settore, forse prima di altri, ha dimostrato una grande lungimiranza nel comprendere la necessità di ridurre i consumi: una scelta dettata non solo da imprescindibili ragioni ambientali, ma anche da fattori di sicurezza energetica ed economici, essenziali per la loro stessa competitività sul mercato.”

Augias e il “caso Moro”: attenzione a non sfiorare conclusioni aberranti

Stimo Corrado Augias ma, sul “caso Moro”, gli consiglierei di non adombrare, sia pure involontariamente, l’accredito di conclusioni aberranti. Mi riferisco a quanto detto ieri a Bologna, nella cornice della kermesse politico culturale di Repubblica, a proposito della drammatica vicenda di cui fu vittima lo statista pugliese. Ecco: cosa sarebbe successo se, invece di ucciderlo, le Brigate rosse lo avessero liberato? La risposta di Augias è stata perentoria: “Uno sconquasso. Avrebbe gettato la Democrazia cristiana nel marasma. Non lo so quello che sarebbe successo”.

Ora, nel rispetto di opinioni che si rincorrono e si arricchiscono da circa mezzo secolo, viene il dubbio che a sinistra ancora oggi — anzi soprattutto oggi — si ricerchi la verità sull’atto più infame del terrorismo rosso con il filtro del sospetto e dell’incomprensione in chiave antidemocristiana. Rispunta infatti, nelle parole di Augias, la nota insinuazione circa gli effetti nascosti della linea della fermezza, grazie alla quale avrebbe prevalso l’esigenza di preservare gli equilibri e quindi la tenuta stessa del partito cardine della Repubblica. Una lettura che finisce col consegnare la condotta della classe dirigente cattolica, anche fuori dalle stanze di Piazza del Gesù, a una rappresentazione di scandaloso opportunismo.

È probabilmente vero che la liberazione di Moro avrebbe potuto favorire la strategia delle Brigate rosse, volta a infrangere la politica di solidarietà nazionale e la connessa strategia della Terza Fase. E di ciò il Pci era ben consapevole.

Tra la documentazione a suo tempo acquisita dalla Commissione che ho presieduto, ricordo a tale proposito la lettera del 30 luglio 1991 di Francesco Cossiga a Giovanni Spadolini, nella quale l’ex capo dello Stato scrisse che, dopo la prima lettera inviata da Moro durante il sequestro, Ugo Pecchioli, responsabile dei problemi dello Stato del Pci, gli disse che “l’onorevole Moro, sia che muoia sia che ritorni vivo dalla prigionia, per noi è morto”.

Da qui scaturisce allora l’osservazione critica sulla natura e le finalità che le BR vollero perseguire, dovendoci tuttora confrontare con il mistero di quel di più d’inumanità legato alla fredda esecuzione della condanna pronunciata dal cosiddetto “Tribunale del Popolo”. Non c’è dubbio, in ogni caso, che a pagarne il prezzo maggiore sia stata la Dc, chiamata a fronteggiare — più di altri, ma insieme ad altri, in primo luogo il Pci — l’assalto terroristico alle istituzioni democratiche, avendo il suo leader più prestigioso “sotto un potere pieno e incontrollato”, come scrisse Moro stesso.

Iran, Macron: faremo tutto il possibile per evitare pedaggi a Hormuz

Roma, 15 giu. (askanews) – Emmanuel Macron, che presiede il vertice del G7 a Evian (Francia), ha promesso di fare tutto il possibile insieme ai suoi partner “per evitare che l’Iran imponga un pedaggio” nello strategico Stretto di Hormuz, nel corso di un’intervista a TF1 all’indomani dell’annuncio di un accordo tra Washington e Teheran. L’accordo prevede la riapertura dello stretto, ma le modalità previste non sono state rese pubbliche.

“Noi difendiamo il diritto internazionale e faremo tutto il possibile affinché non ci sia alcun pedaggio” in questo stretto attraverso il quale transita un quinto della produzione mondiale di idrocarburi, ha sottolineato il presidente francese, aggiungendo che l’introduzione di un pedaggio sarebbe contraria al diritto internazionale e avrebbe come conseguenza quella di far “aumentare i prezzi per il mondo intero”.

“Ne discuteremo anche”, ha aggiunto. “Oggi gli iraniani giocano sulle parole. Dicono che si tratta di pagamenti per dei servizi. Verificheremo”, ha dichiarato ancora. “La priorità, per il momento, è riaprire lo stretto, permettere il passaggio delle centinaia di navi, portacontainer e petroliere (…), e garantire la sicurezza degli equipaggi”, ha affermato. Macron ha inoltre assicurato che la portaerei francese Charles de Gaulle “può essere dispiegata entro due o tre giorni” nello Stretto di Hormuz, qualora l’accordo sia confermato, per contribuire alla riapertura dello stretto nell’ambito di una missione internazionale.

Per il momento, la priorità è che sia finalizzato “un accordo solido e serio” tra Washington e Teheran, ha stimato il presidente francese. Macron ha poi aggiunto che sarà necessario negoziare anche sul programma nucleare iraniano, assicurandosi che le scorte di uranio altamente arricchito presenti in Iran siano neutralizzate sotto la supervisione dell’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica).

Per quanto riguarda i 450 chilogrammi di uranio arricchito al 60 per cento ù una soglia vicina al 90 per cento necessario per la fabbricazione di un’arma nucleare ù “bisogna o trasferirlo fuori dal Paese oppure diluirlo”, ha dichiarato, mentre circolano informazioni secondo cui queste scorte potrebbero essere completamente diluite in Iran.

“Successivamente, bisogna garantire che vi sia un controllo da parte dell’Agenzia (Aiea), affinché gli iraniani non possano, nei mesi e negli anni a venire, riorganizzarsi per produrre nuovamente uranio arricchito e costruire armi”, ha insistito. L’Iran sarà uno dei temi principali del vertice del G7, iniziato lunedì, in particolare durante un pranzo di lavoro previsto per martedì con i Paesi membri (Germania, Canada, Francia, Stati Uniti, Italia e Regno Unito), alla presenza anche di Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar.

Cinema, in anteprima mondiale a Parigi "Rita la zanzara" restaurato

Roma, 15 giu. (askanews) – Nell’ambito della rassegna dedicata a Lina Wertmuller, in programma alla Cinémathèque francaise di Parigi dall’11 al 28 giugno e in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, CSC – Cineteca Nazionale ha presentato in anteprima mondiale il restauro di “Rita la zanzara” (Lina Wertmuller, 1966). La première si è svolta sabato 13 giugno alla presenza di Gabriella Buontempo, presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia, e di Steve Della Casa Conservatore del CSC – Cineteca Nazionale.

Buontempo ha dichiarato: “Il restauro di “Rita la zanzara” e il successo che ha avuto nella proiezione parigina alla Cinémathèque Française mi trova pienamente soddisfatta perché é l’esempio di un’attenzione per la storia del cinema a tutto tondo. Abbiamo proposto un film considerato minore di una grande regista premio Oscar facendo così riscoprire la grande maestria che Lina Wertmüller ha applicato in tutta la sua carriera. Ringrazio Titanus per la stupenda collaborazione”.

Steve Della Casa ha raccontato: “Il restauro di “Rita la zanzara”, presentato alla Cinémathèque française, è stato un grande successo: è stato accolto con un forte applauso ed era un film poco conosciuto. Nel corso della presentazione abbiamo illustrato il lavoro svolto alla Cineteca Nazionale per restaurarlo, e in particolare quello sui colori; è un film connotato da colori notevoli grazie alla fotografia di Di Parma. E’ un musicarello curatissimo, ad esempio anche nei costumi. Sono presenti nel cast alcuni attori al tempo già noti e altri che lo diventeranno successivamente – in una piccola parte ritroviamo anche Loredana Bertè. Insomma, tanti gli spunti notevoli e i motivi di interesse per questo film che ha rappresentato il contributo dato dal CSC – Cineteca Nazionale a questa grossa retrospettiva su Lina Wertmüller, in corso alla Cinémathèque francaise. L’accoglienza è stata veramente notevole – c’è stato anche un applauso a scena aperta – e questo mi fa molto piacere perché è il restauro di un film esplicitamente commerciale – di solito vengono restaurati i film più autoriali, ma questo titolo è parte di una serie di film musicali grazie ai quali la Titanus al tempo si era risollevata: è risaputo, infatti, che la Titanus stesse fallendo per via del passivo causato dalla produzione de Il Gattopardo, e che si sia risollevata grazie ai musicarelli con Gianni Morandi, Caterina Caselli e Rita Pavone. Questa operazione di restauro comporterà dunque la riscoperta di alcune pagine meno note della storia del cinema italiano”.

Presente in sala, in rappresentanza della Fondazione CSC, anche il direttore generale Tiziana Bianchi.

Il restauro di “Rita la zanzara” è stato realizzato nel 2026 dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale in collaborazione con Titanus S.p.A. a partire dai negativi scena e colonna originali. Tutte le lavorazioni sono state effettuate presso il laboratorio CSC Digital Lab.

“Rita la zanzara”, interpretato da Rita Pavone, Giancarlo Giannini e Peppino De Filippo, racconta la storia di un’adolescente vivace e ribelle di nome Rita che si di innamora del suo insegnante di musica e che di notte canta segretamente musica rock. Sotto le spoglie di una commedia musicale si cela un ritratto avvincente di una gioventù dallo spirito libero, tentata dalla trasgressione di fronte ai vincoli di una società rigida.

Insegnante, poi assistente di Fellini in “8 e 1/2”, Lina Wertmuller è diventata una delle figure di spicco del cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta. Dopo un magnifico esordio dai tocchi neorealisti (“I Basilischi”), ha diretto una serie di commedie in stile italiano, pop e colorate la cui arguzia pungente non risparmiava nessuno. Il successo di “Mimì metallurgico ferito nell’onore”, “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” e “Pasqualino Settebellezze” le ha valso il riconoscimento internazionale e la prima candidatura femminile all’Oscar per la miglior regia nel 1977. Onorata con una statuetta d’oro consegnatale da Jane Campion e Greta Gerwig nel 2019, rimane l’incarnazione di un cinema politico e ribelle di rara rilevanza.

Iran, von der Leyen: non ci sarà pace duratura finché il Libano è in fiamme

Evian, 15 giu. (askanews) – “Permettetemi di sottolineare che non può esserci una pace duratura finché il Libano rimane in fiamme. Chiediamo un cessate il fuoco autentico e il pieno rispetto della sovranità del Libano”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in una conferenza che precede l’avvio del G7 a Evian.

“La priorità ora è l’attuazione dell’intesa” tra Usa e Iran, “lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto e la libertà di navigazione deve essere ripristinata senza ostacoli. Questo è essenziale per la stabilità regionale e per l’economia globale”.

Mamma mia!: Cucinotta, Salemme e Porcaro nella nuova stagione Sistina

Roma, 15 giu. (askanews) – ‘Il più amato, il più scelto’, con questo slogan il Teatro Sistina di Roma presenta la nuova stagione 2026-2027, che vedrà protagonisti alcuni tra i volti più amati del panorama teatrale e televisivo italiano, a cominciare da Vincenzo Salemme, Serena Autieri, con due attesissimi ritorni, il duo formato da Paolo Conticini e Luca Ward e, ancora, il debutto sul palco del Sistina di Rosalia Porcaro, volto inconfondibile della comicità italiana, assieme a Rossella Brescia, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo; e poi Giovanni Pernice – vincitore nel 2024 di Ballando con le Stelle – che avrà l’onore di inaugurare la nuova Stagione del Teatro Sistina con accanto altri tre altri maestri del noto programma tv come Nikita Perotti, Erica Martinelli e Sophia Berto.

A rappresentare lo sguardo rivolto al futuro sarà il giovanissimo Samuele Carrino, attore-rivelazione di una nuova generazione di talenti che continua l’impegno civile di una delle produzioni più importanti e prestigiose del Sistina con l’obiettivo di tenere sempre acceso un faro sulla piaga giovanile del cyber bullismo. La nuova Stagione accoglierà in seconda parte la vera rivelazione del 2027 che in migliaia attendono già pronti a ballare e lasciarsi trascinare dalla travolgente colonna sonora: “Priscilla – La regina del deserto”, uno dei musical più amati dal pubblico internazionale. A chiudere la serie di proposte alternative ai grandi Musical, la stagione numero 13 di Piparo segnerà un altro atteso debutto sul palco del Sistina, quello di Maria Grazia Cucinotta, icona del cinema italiano, con Pino Quartullo, già protagonista nelle passate stagioni.

La stagione 2026/2027 riflette pienamente la visione eclettica, popolare e di grande qualità di Massimo Romeo Piparo, alla guida del Teatro Sistina da 13 anni. Un progetto artistico ambizioso che quest’anno si traduce in ben sette Produzioni con una presenza sempre più significativa sul territorio nazionale. Accanto alla Stagione romana, infatti, Piparo sarà protagonista anche a Milano, dove approderà l’imponente struttura de Il Sistina Chapiteau per ospitare l’acclamato “Moulin Rouge! Il Musical” dopo lo straordinario successo di pubblico e critica registrato nella Capitale.

‘In un panorama italiano in cui le identità dei Teatri vengono sempre più tradite dallo spasmodico inseguimento di risultati commerciali, io ho compiuto lo sforzo di farmi guidare dal pubblico rendendolo sempre più ‘protagonista’ delle stagioni del Sistina. L’indirizzo nella programmazione mi è stato dato dagli oltre 200 mila spettatori che scegliendo il Sistina mi hanno indicato la strada. Un calibrato mix di generi, con grandi interpreti, titoli-garanzia, e uno sguardo internazionale ed esclusivo, ritengo siano gli ingredienti di questo successo ultradecennale’, afferma Massimo Romeo Piparo.

‘Non a caso ho miscelato la Commedia brillante con il grande Musical, il Teatro al femminile con il grande mattatore indiscusso della Commedia italiana, il Musical tutto nostrano col titolo internazionale per eccellenza, il titolo di successo planetario con il progetto interamente italiano. Si ride, si riflette, ci si emoziona, in un trionfo di multidisciplinarietà che non stancherà chi volesse godersi l’intera offerta della stagione. Ogni spettacolo sarà diverso e complementare all’altro, uniti da un denominatore comune ma differenti nella propria sostanza. Fieramente e orgogliosamente nazional-popolare. Trasversale e inclusivo in assoluto pur nella sua singolare specificità. Cercando ancora una volta di essere ‘il più amato e il più scelto”, ha aggiunto Piparo.

La nuova Stagione prenderà il via il prossimo 23 settembre con Giovanni Pernice, uno dei ballerini professionisti più amati e riconosciuti della tv italiana, pronto a raccontarsi al pubblico italiano in “Shall We Dance!”, show celebrativo che ripercorre la sua vita e la sua carriera, prodotto da PeepArrow Entertainment e Il Sistina, con la direzione artistica di Massimo Romeo Piparo. Nello spettacolo, che prima di approdare a Roma sarà protagonista di alcune tappe nelle arene estive italiane, il trionfatore di Ballando con le Stelle svelerà anche il percorso che lo ha portato a diventare una star della televisione e del teatro inglese. Al suo fianco anche gli acclamati ballerini dell’amatissimo varietà di Rai1, Nikita Perotti, Sophia Berto, Erica Martinelli, che daranno vita ad una reinterpretazione contemporanea dei balli latino-americani e standard, tra i più apprezzati dal pubblico di ogni generazione.

Dal 29 ottobre, dopo la limited edition della scorsa Stagione, inizierà ufficialmente il tour italiano del sorprendente e audace progetto ‘Il ragazzo dai pantaloni rosa’, il Musical dedicato alla storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne che si tolse la vita perché vittima di bullismo e cyberbullismo -tratto dall’omonimo film campione d’incassi prodotto da Eagle Pictures e Weekend Films – diretto da Massimo Romeo Piparo che lo ha adattato in forma di juke-box musical con una playlist di grandi successi della musica italiana. Lo spettacolo vede protagonisti Samuele Carrino, già interprete del film (cosi come Sara Ciocca) e Rossella Brescia, nei panni della madre di Andrea, insieme ad un grande cast.

Dal 10 novembre, Maria Grazia Cucinotta (al suo debutto assoluto sul palco del Sistina) e Pino Quartullo porteranno in scena ‘La moglie fantasma’, commedia di David Tristram, per la regia di Marco Rampoldi. Con uno stile brillante che mescola una base di Shakespeare, una bella dose di Spirito Allegro, con una spolverata di Pirandello e un pizzico di Agatha Christie, lo spettacolo costruisce una narrazione ironica e sorprendente che gioca con i codici del teatro e del mistero. Al centro della storia, la morte di una grande attrice inizialmente archiviata come suicidio, che si rivela invece un omicidio. A svelare la verità è il fantasma della donna, che riappare all’ex marito raccontandogli di essere stata uccisa da un collega della compagnia.

Un messaggio di speranza che da Napoli arriva al mondo intero: dal 18 novembre torna al Teatro Sistina, dopo 15 anni di attesa mai sopita, ‘C’era una volta… Scugnizzi’, il musical tra i più amati dal pubblico italiano, con una nuova generazione di interpreti pronta a raccogliere un’eredità importante. Lo spettacolo, scritto e diretto da Claudio Mattone, racconta un universo sospeso tra realtà e poesia in cui i protagonisti sono ragazzi fragili ma pieni di sogni, spesso costretti a crescere troppo in fretta. Le loro storie parlano di scelte difficili, speranza e riscatto, dando vita a un racconto sorprendentemente attuale. Un omaggio alla grande canzone napoletana nell’anno della sua candidatura a Patrimonio dell’Unesco.

Dal 17 dicembre e per tutte le feste di Natale sarà l’atteso ritorno di ‘Mamma Mia!’ a infiammare il palco del Sistina: al ritmo travolgente delle intramontabili canzoni degli Abba e con la sua irresistibile voglia di mare, sole e spensieratezza, torna in scena l’amatissimo Musical diretto e adattato in italiano da Massimo Romeo Piparo, già campione di incassi con oltre 600 mila spettatori in 300 repliche. Insieme ad un ricco cast e orchestra dal vivo, Paolo Conticini, Luca Ward e Sabrina Marciano, già acclamati protagonisti delle passate edizioni, sono pronti a riportare sul palco tutta l’energia di una storia intramontabile che brilla di romanticismo, passione, coraggio e amicizia.

Dal 10 febbraio arriva uno dei titoli più iconici e amati del teatro musicale internazionale: ‘Priscilla – La regina del deserto’, la nuova imperdibile produzione firmata Massimo Romeo Piparo tratta dall’omonimo film premiato con l’Oscar e vincitore del Grand Prix du Public al Festival di Cannes. Un Musical che celebra amicizia, coraggio e ricerca della propria identità attraverso una messa in scena imponente, un cast di oltre 30 artisti, gli straordinari costumi originali della versione inglese e una colonna sonora composta da alcune delle hit internazionali più celebri di sempre come “I Will Survive”, “It’s Raining Men”, “Finally”, “Go West”, eseguiti in lingua originale con l’Orchestra dal vivo.

Un divertente spaccato di vita tutto al femminile, tra gli amori e le chiacchiere sugli uomini, il profumo del buon cibo e le ricette più gustose, umorismo e sensibilità rigorosamente in “rosa”: dall’8 aprile sarà in scena ‘Belle Ripiene – Una gustosa commedia dimagrante’. Lo spettacolo, diretto da Massimo Romeo Piparo che lo ha scritto con Giulia Ricciardi, e interpretato da (in ordine alfabetico) Rossella Brescia, Roberta Lanfranchi, Rosalia Porcaro e Samuela Sardo, è ambientato tra i fornelli di una vera cucina dove le quattro protagoniste accenderanno un confronto sul loro rapporto coi rispettivi uomini e le rispettive più-o-meno-realizzate esistenze. Un omaggio doveroso alla Cucina italiana eletta patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Dal 20 aprile non poteva mancare la presenza di Serena Autieri (già applaudita Star di Moulin Rouge! il Musical) stavolta nei panni de “La Sciantosa”, uno spettacolo che ha saputo conquistare pubblico e critica grazie a un perfetto equilibrio tra ironia, musica e narrazione teatrale. Un omaggio elegante e coinvolgente al mondo del teatro-canzone, che rievoca atmosfere d’epoca e restituisce al pubblico il fascino di una figura iconica del varietà italiano.

‘Last but not least’, nella nuova Stagione del Sistina ci sarà uno spettacolo che ha conquistato il pubblico con la sua straordinaria capacità di far ridere e, allo stesso tempo, emozionare: “…E fuori nevica!” del mattatore Vincenzo Salemme. Un grande classico della commedia contemporanea che unisce ironia, umanità e profondità, riportando in scena tutta la magia del teatro napoletano.

(Credits photo Antonio Agostini)