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La Norvegia vuole ripristinare l’obbligo di rifugi antiaerei

Roma, 10 gen. (askanews) – Ipotizzando rischi di guerra, la Norvegia ha annunciato che sarà ripristinato l’obbligo di costruire rifugi antiaerei nei nuovi edifici, una delle circa 100 misure proposte per aumentare la preparazione del Paese. “In futuro dovremo tenere conto delle crisi e delle guerre e prepararci ad affrontarle”, ha affermato il ministro della Giustizia norvegese Emilie Enger Mehl, responsabile anche delle emergenze.

Insieme al primo ministro Jonas Gahr Store, Emilie Enger Mehl ha presentato un Libro bianco sulla preparazione del Paese. Tra un centinaio di proposte, il governo di centro-sinistra ha suggerito di ripristinare l’obbligo di dotare i nuovi grandi edifici di rifugi antiaerei, spiegando che la guerra in Ucraina ne ha dimostrato la necessità.

Il vicino della Russia, membro della Nato, ha rinunciato a questo obbligo nel 1998, dopo l’implosione dell’Unione Sovietica e la fine della Guerra Fredda. Secondo il Libro bianco, la Norvegia attualmente dispone di rifugi in grado di ospitare circa il 45 per cento della sua popolazione, rispetto al 90 per cento della Finlandia, all’80 per cento della Danimarca e al 70 per cento della Svezia. Tra le altre misure previste, il governo vuole aumentare il numero di persone mobilitabili nella Protezione civile da 8mila a 12mila e aumentare l’autonomia alimentare per raggiungere un tasso di autosufficienza del 50 per cento entro il 2030.

Dollaro balza dopo lavoro Usa, euro giù a 1,0243 su minimi 2 anni

Roma, 10 gen. (askanews) – Fiammata rialzista del dollaro sul mercato dei cambi, dopo che gli ultimi dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti hanno mostrato un aumento dei nuovi posti a dicembre (+256mila) molto superiore alle attese, assieme a un calo del tasso di disoccupazione al 4,1%. Il biglietto verde è schizzato al rialzo e l’euro è repentinamente calato a 1,0243 sul dollaro, riportandosi ai minimi da oltre due anni a questa parte (per trovare valori analoghi bisogna risalire alla fine di ottobre del 2022).

La solidità del mercato del lavoro Usa rafforza lo scenario di una Federal Reserve che ora procederà con maggiore cautela e gradualità sui futuri tagli dei tassi di interesse.

Usa, a dicembre +256.000 posti lavoro, oltre attese, disoccupati 4,1%

New York, 10 gen. (askanews) – Rapporto sull’occupazione di dicembre superiore alle stime, negli Stati Uniti, mostrando un mercato del lavoro ancora resiliente. Il mese scorso sono stati creati 256.000 posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto al mese precedente, mentre gli analisti attendevano un aumento di appena 155.000 posti. La disoccupazione è scesa al 4,1%, rispetto al mese precedente, mentre gli analisti avevano previsto un dato al 4,2%.

I salari orari medi sono aumentati di 0,1 centesimi, lo 0,28%, a 35,69 dollari; rispetto a un anno prima, sono aumentati del 3,93%. La settimana media lavorativa è rimasta invariata a 34,3 ore. La partecipazione della forza lavoro è stata pari al 62,5%, come nei tre mesi precedenti. Rivisti i dati di novembre passati a +227.000 a +212.000 e quelli di ottobre passati da +36.000 a +43.000. Non rivista la disoccupazione di novembre, rimasta al 4,2%.

La7, In Viaggio con Barbero racconta "Francesco, un Santo scomodo"

Roma, 10 gen. (askanews) – Lunedì 13 gennaio alle 21.15, ritorna su La7 il primo grande appuntamento con la storia firmato dal professor Alessandro Barbero nel 2025. Una serata speciale del celebre format, con la collaborazione di Davide Savelli, “In Viaggio con Barbero” dal titolo “Francesco, un Santo scomodo” dedicata a San Francesco di Assisi, il Santo Patrono d’Italia dalla vita avventurosa e rivoluzionaria, una delle personalità più importanti della nostra storia.

Durante la sua lezione il popolare Professore ripercorre, con il consueto rigore storico e potenza narrativa, la vita del giovane rampollo di una ricca famiglia di mercanti umbra, che decise di spogliarsi di ogni bene e vivere in povertà, per seguire il Vangelo.

Un racconto che si dipana attraverso l’analisi degli studi e delle opere a lui dedicate: dalle prime biografie scritte da Tommaso da Celano sino alla Legenda Maior redatta da San Bonaventura da Bagnoregio (considerato dalla Chiesa il suo biografo ufficiale).

Barbero racconterà parallelamente la vita di Francesco e la storia di come, lungo i secoli, questa sia stata oggetto di modifiche e, in alcuni casi, di indebite appropriazioni, talvolta eclatanti, come quella mussoliniana.

Un viaggio che ci restituirà una figura di santo meno idealizzata e molto più umana di quello che ci si potrebbe aspettare.

A seguire la serata di La7 prosegue proponendo “Fra’ – San Francesco, la superstar del Medioevo” un’edizione speciale dello spettacolo di Giovanni Scifoni che ha debuttato a teatro nel 2023 in occasione degli 800 anni dalla nascita Presepe di Greccio. Un appassionante racconto che esplora la figura di San Francesco d’Assisi, interrogandosi sull’enorme potere comunicativo e persuasivo che genera ancora oggi.

Tv, su Netflix arriva la serie "Storia della mia famiglia"

Roma, 10 gen. (askanews) – “Storia della mia famiglia”, la nuova dramedy in 6 episodi creata da Filippo Gravino, diretta da Claudio Cupellini e prodotta da Palomar (a Mediawan Company), sarà disponibile solo su Netflix dal 19 febbraio.

Scritta da Filippo Gravino con Elisa Dondi, la serie vede protagonisti Eduardo Scarpetta (Fausto), Vanessa Scalera (Lucia), Massimiliano Caiazzo (Valerio), Cristiana Dell’Anna (Maria) e Antonio Gargiulo (Demetrio).

Disponibili il teaser trailer e le prime immagini della serie in cui la voce di Fausto, il protagonista, introduce ufficialmente i “fantastici quattro”: Lucia, la mamma di Fausto, Valerio, suo fratello, Maria, l’amica del cuore e Demetrio, il compagno di avventure, tutti candidati a diventare la famiglia dei piccoli Libero (Jua Leo Migliore) ed Ercole (Tommaso Guidi) una volta che il loro papà non ci sarà più. In un vortice di emozioni, lacrime e risate, gioie e dolori, seguiremo il tentativo, a volte goffo, a volte intenso, di questo gruppo di persone di creare un nucleo familiare alternativo capace di prendersi cura dei bambini di Fausto e di esaudire il suo ultimo desiderio.

Questa è la storia di Fausto e del suo ultimo giorno. Una storia fatta di allegria, passione, amore per i figli, e di una sfacciata mancanza di paura per la vita e per il futuro. Ma questa è anche la storia di un amore assoluto e del suo punto di rottura, drammatico e decisivo. È soprattutto la storia di una famiglia improbabile, di uno sgangherato e amatissimo clan a cui Fausto impone responsabilità inattese. Una storia di gioie e di cadute, di risate, di persone capaci di commettere errori macroscopici e piccoli gesti eroici. In cui ognuno, nessuno escluso, dando del proprio peggio cercherà di fare del proprio meglio.

Crosetto incontra Kallas: sostegno a Ue per sicurezza intero Occidente

Roma, 10 gen. (askanews) – “Colloquio davvero cordiale e costruttivo con Kaja Kallas, Alto Rappresentante UE per Affari Esteri e Politica di Sicurezza e Vice Presidente Commissione Europea. Abbiamo fornito pieno sostegno all’autonomia strategica della UE, ‘pilastro europeo’ della Nato, che rimane la pietra angolare della sicurezza collettiva dell’intero Occidente, UE compresa. Abbiamo anche proposto l’istituzione di un tavolo permanente per trovare e proporre soluzioni, oltre che verificare i nostri comuni progressi”. Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“Abbiamo riscontrato anche una visione comune sulla valorizzazione dell’industria difesa – prosegue Crosetto -. Uno strumento che tutti noi riteniamo fondamentale per agevolare la cooperazione militare e strategica europea e contribuire alla sicurezza e alla stabilità delle nostre Democrazie. Focus, inoltre, sulla cooperazione per progetti comuni. Obiettivo, dare maggiore efficienza e ottimizzare l’uso delle risorse. Ribadita, infine, la necessità di scorporare gli investimenti per la Difesa dal Patto di stabilità della UE al fine di rispondere in modo adeguato alle crescenti esigenze di sicurezza collettiva. Su Ucraina – conclude Crosetto – abbiamo ribadito e rinnovato l’impegno comune per creare premesse per pace giusta e duratura”.

M.O., Papa nel libro "Come un pellegrinaggio": atroce guerra a Gaza

Roma, 10 gen. (askanews) – TS edizioni pubblica, anche in formato e-book, “Come un pellegrinaggio. I miei giorni in Terra Santa”, del Custode francescano di Terra Santa, padre Francesco Patton, scritto con il giornalista dell’Osservatore Romano Roberto Cetera.

Il libro ha la prefazione di papa Francesco che sottolinea: “In questi frangenti drammatici padre Francesco ha saputo mantenere diritta la barra della barca affidatagli e moltiplicare piuttosto gli sforzi di vicinanza ai popoli colpiti da queste tragedie. Ho davanti agli occhi l’iniziativa più bella che, insieme al suo vicario, padre Ibrahim Faltas, è stata realizzata in questi mesi di atroce guerra a Gaza: il trasferimento in Italia di 150 bambini feriti e ammalati”.

Il 2 giugno 2016, un aereo scendeva dalle nuvole verso Tel Aviv. A bordo, il nuovo Custode di Terra Santa, fresco di nomina a superiore dei frati minori francescani che da otto secoli custodiscono i Luoghi Santi. Fino a poche settimane prima, l’idea di trasferirsi a Gerusalemme non rientrava neanche tra le immaginazioni più ardite di fra Francesco. La scelta aveva stupito persino lui. Tuttavia, sentiva che anche questa volta il Signore non gli avrebbe fatto mancare il suo aiuto.

Il libro ha una introduzione firmata da fra Massimo Fusarelli, Ministro generale dell’Ordine dei Frati minori, che scrive: “Primo elemento del racconto è proprio quello della sorpresa, qualcosa che accade e cambia la vita senza che si sia pianificato. La vita non è un insieme di copioni da eseguire, ma – direbbe qualcuno – uno spartito da interpretare. Ecco allora che la narrazione prosegue e fra Francesco sembra farci vedere come, entrando in questo luogo particolare, abbia imparato a starci, ad ascoltare, a incontrare gli altri, molto diversi tra loro. Tra aneddoti e stralci di visite ufficiali e di incontri, con quadretti di vita vissuta e foto più formali, possiamo conoscere qualcosa degli otto anni di presenza e di servizio in Terra Santa. Un luogo unico, per questo permette una narrazione originale. Dove non solo le pietre sono ricordate, ma i sentimenti, spesso opposti, le azioni particolari, le attese e le speranze, senza escludere le delusioni e le fatiche”.

Il francescano fra Patton ha intrapreso una missione che ha cambiato radicalmente il corso dei suoi giorni e che merita di essere raccontata, poiché aiuta a conoscere dettagli della vita in quella terra che spesso rimangono nascosti. Perché la Terra Santa non si può mai dire di conoscerla abbastanza. E perché il cammino lungo quelle pietre rimane una delle esperienze spirituali più potenti che un cristiano possa compiere.

Rispondendo a una domanda di Roberto Cetera, inviato in Medio Oriente per l’Osservatore Romano, il Custode racconta: “Ho visto la distruzione, il dolore, la sofferenza, la fame. Soprattutto ho visto quanta distanza ci sia tra la fotografia, la narrazione, e la realtà della guerra toccata con mano. Ho attraversato strade piene di voragini causate dalle bombe, sono entrato in edifici semidistrutti, e ho incontrato gente che in quelle macerie cerca ancora di resistere e vivere. E poi ho visto quell’altra distruzione che è data dallo spostamento forzoso di intere popolazioni”.

“Il 2025 sarà certamente impegnativo – afferma padre Patton al termine di un ricco scambio di considerazioni -: anzitutto spero che sia un vero ‘anno santo’, sia cioè un anno di riconciliazione e di pace, un anno di liberazione dei prigionieri e di ritorno a casa di ostaggi, rifugiati e deportati”.

Santalucia (Anm): manca il 40% del personale amministrativo

Bologna, 10 gen. (askanews) – I numeri sono impietosi: “la scopertura del personale amministrativo generale ha percentuali elevatissime, intorno al 40%”. E “senza quelle risorse, la giustizia far molti passi indietro”. Da qui l’appello al ministero affinch assicuri quelle risorse che verranno a mancare quando cesser il Pnrr, in particolare per gli addetti all’ufficio per il processo. A chiederlo il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, al convegno “Giustizia precaria. Quale futuro per l’ufficio per il processo?” Organizzato da Fp Cgil a Bologna.

“Quella di oggi una delle tante giornate organizzate dalla Cgil cui abbiamo aderito – ha detto Santalucia – perch il problema degli addetti all’ufficio per il processo vitale per l’organizzazione degli uffici giudiziari. L’ufficio per il processo un’articolazione organizzativa importantissima, elaborata negli anni anche dall’Associazione nazionale magistrati, che stata recepita dal legislatore ma che nel 2013 non aveva avuto modo di operare, perch mancavano le risorse umane”. Grazie al Pnrr, ha ricordato il presidente dell’Anm, “ci sono stati finanziamenti per assumere, ma a tempo determinato, gli addetti all’ufficio per il processo. Si sono rivelate risorse preziose e non possiamo pensare al 2026, quando cesser il Pnrr, come al momento in cui ne perderemo grandissima parte”.

Quindi “chiediamo al ministero e alla politica di comprendere le ragioni per le quali, senza quelle risorse, la giustizia far molti passi indietro – ha aggiunto Santalucia -. Sono stati fatti invece progressi significativi, suggellati dai dati ministeriali di ripresa della giustizia civile, soprattutto, in termini di riduzione dell’arretrato e dei carichi di lavoro. Tutto questo non pu essere messo al macero con una stabilizzazione di addetti all’ufficio per il processo in misura esigua, come quella su cui oggi possiamo contare”.

“La scopertura del personale amministrativo generali ha percentuali elevatissime, intorno al 40% – ha ricordato il presidente dell’Associazione nazionale dei magistrati a margine del convegno organizzato dalla Cgil -. Gli addetti all’ufficio per il processo sono a tempo determinato oggi intorno a 8mila unit, si parla di una stabilizzazione per 2.600/3000 unit troppo poco per consentire alla giustizia di proseguire almeno con il passo che abbiamo ormai intrapreso, un passo spedito in termini di riduzione dell’arretrato e dei carichi”.

Tennis, Paolini: "Con calma e serenità mi esprimo meglio"

Roma, 10 gen. (askanews) – “Amo l’Australia e sono felicissima di essere di nuovo qui. Apprezzo il fatto che qui sia tutto raccolto, che lo stadio sia vicino al centro, che la città sia a portata di mano. Due passi in centro e uno dei tanti ristoranti italiani, qui si sta bene”. Parola di Jasmine Paolini che si presenta in conferenza stampa alla vigilia degli Australian Opne 2025. “Devo scendere in campo cercando di rimanere calma, rilassata e concentrata su quello che va fatto – spiega a Melbourne -. Se riesco a scendere in campo con quella tranquillità e quella serenità riesco anche ad esprimermi meglio. Quando mi innervosisco non trovo le soluzioni, che sono poi quelle che ti aiutano a vincere i match. Cerco di mantenere le aspettative basse e di non mettermi pressione addosso, uno degli obiettivi principali rimane quello di scendere in campo per divertirmi. Ne parlo spesso con il mio coach, solo quando scendo in campo così riesco anche ad esprimermi meglio”.

“È impossibile fare dei paragoni con lo scorso anno, non ha senso – aggiunge -. Ovviamente l’obiettivo è fare un buon torneo ma preferisco non pensarci. Tutte le esperienze fatte lo scorso anno, i grandi match che ho avuto la possibilità di giocare, spero possano aiutarmi nel primo match, l’unico che giocherò di sicuro!”.

A pochi giorni dal suo 29° compleanno (li ha festeggiati lo scorso 4 gennaio, ndr) la toscana è nel momento più bello e soddisfacente della carriera: “Sono cresciuta come giocatrice e come persona – spiega – ; sono più matura e credo più in me stessa rispetto a 3 o 4 anni fa. A volte mi chiedo perché non ho iniziato a giocare così a 23 o 24 anni… non so, forse ho avuto bisogno di tempo per credere nei miei mezzi e nella possibilità di arrivare a questo livello. All’epoca già qualificarmi per uno Slam sembrava una cosa enorme, per fortuna le cose sono cambiate… Già a fine 2023 ho iniziato a giocar meglio, certi match mi hanno dato la consapevolezza di poter far bene. Mi sono resa conto che a certi livelli potevo rimanerci e mi è piaciuto confrontarmi con le più grandi negli stadi più prestigiosi. Ho vissuto emozioni speciali e mi è venuta voglia di provare a riviverle”.

Down under c’è una invasione di appassionati italiani, la stampa locale è curiosa di capire come sia cambiata la vita di Jasmine: “Sento l’amore della gente, le cose sono cambiate, è vero, ed è molto positivo – conclude -. In Italia adesso il tennis è ovunque, il nostro sport è cresciuto moltissimo. La gente parla di noi e parla di tennis, e questo è bello”.

Sinner vince anche l’esibizione contro Tsitsipas

Roma, 10 gen. (askanews) – Jannik Sinner vince anche la seconda esibizione della Opening Week in vista degli Australian Open. Dopo Alexei Popyrin, il n°1 del mondo batte anche Stefanos Tsitsipas, n°11 del mondo: 6-3, 7-5 i parziali per il campione in carica, che si prepara dunque nel miglior modo possibile in vista del debutto al primo Slam dell’anno, previsto per lunedì 13 gennaio contro Nicolas Jarry. Otto ace, una resa ottima del servizio e una buona condizione fisica, in un match giocato indoor alla Rod Laver Arena. Ancora 48 ore e poi si comincerà a fare sul serio: obiettivo uno storico bis.

Giustizia, Santalucia (Anm): grande preoccupazione per separazione carriere

Bologna, 10 gen. (askanews) – “La separazione delle carriere consegner da qui a breve il pubblico ministero all’influenza dell’esecutivo. Questo il quadro di grandissima preoccupazione che si pone davanti a noi”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, a margine del convegno “Giustizia precaria. Quale futuro per l’ufficio per il processo?” Organizzato da Fp Cgil a Bologna.

“La nostra preoccupazione – ha aggiunto Santalucia facendo un bilancio a poche settimane dall’inaugurazione dell’anno giudiziario – soprattutto delle riforma costituzionale in termini della cosiddetta separazione delle carriere che molto pi grave di quello che il solo titolo pu condensare. Si tratta di un ridimensionamento del potere giudiziario che passa attraverso una ristrutturazione del Consiglio superiore della magistratura, l’alta corte di giustizia in cui la componente dei magistrati non avr pi la maggioranza numerica come in tutti gli organi disciplinari delle magistrature”.

Queen Celebration in Concert Tour 2025, André Abreu torna in Italia

Roma, 10 gen. (askanews) – Dopo il grande successo del tour 2024, André Abreu torna in Italia con lo spettacolo che fa rivivere la storia musicale di Freddie Mercury e della sua celeberrima band.

Dopo la prima tappa al Teatro Repower ad Assago (MI) il 17 febbraio 2025, André Abreu insieme alla sua band e all’orchestra si esibiranno il 18 febbraio al Palaunical Teatro a Mantova, il 21 al Cineteatro Don Bosco a Potenza, il 22 al Politeama a Lecce, il 24 al Teatro Augusteo a Napoli, il 25 al Teatro Team a Bari, il 26 al Palariviera di San Benedetto (AP), il 27 ad Assisi (PG) al Teatro Lyrick, il 28 febbraio e il 1° marzo all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma e il 3 marzo a Bologna al Teatro Celebrazioni.

Queen Celebration in Concert non è un semplice concerto, non è un tributo, ma è un’immersione musicale nel lavoro della band britannica che combina i più grandi successi con uno spettacolo di luci e contenuti audiovisivi per far rivivere al pubblico la storia dei Queen e di Freddie Mercury, presentando momenti di tour e di spettacoli memorabili, come “Queen Live allo stadio di Wembley”.

Uno spettacolo degno dei grandi musical mondiali, capace di risvegliare le emozioni e i sentimenti più forti attraverso una musicalità unica. Performance elettrizzanti, costumi impeccabili e il mix di rock e sonorità classiche, in cui il talentuoso protagonista André Abreu dà vita all’immortale Freddie Mercury. André Abreu, cantante, polistrumentista, compositore e produttore musicale brasiliano, incredibilmente simile a Mercury, non solo per la sua somiglianza fisica, ma anche per la qualità della sua estensione vocale e l’accuratezza della sua intonazione, rivela: “È un lavoro che richiede molta energia e devozione personale. Più che un tributo è un omaggio da fan a idolo e un omaggio al lavoro geniale e senza tempo dei Queen. Quando Freddie morì avevo solo 3 anni, ma appena ascoltai, per la prima volta, la sua voce e la sua musica ne rimasi folgorato…”

Con Queen Celebration in Concert il pubblico rivivrà i momenti musicali più importanti della band grazie a brani come “Love of my Life”, “We are the Champions”, “We Will Rock You”, “Radio Gaga “, “Crazy Little Thing Called Love”, “Don’t Stop Me Now”, “Somebody to Love”, “Another One Bites the Dust”. Lo spettacolo è prodotto da BOOM PRODUCAO, in collaborazione per l’Europa con We4Show e Menti Associate.

Biennale Danza 2025, i Leoni a Twyla Tharp e Carolina Bianchi

Venezia, 10 gen. (askanews) – È Twyla Tharp, la leggendaria coreografa americana che in sessant’anni di carriera ha attraversato epoche e stili facendo la storia, il Leone d’oro della Biennale Danza 2025. Alla performer, autrice e regista brasiliana Carolina Bianchi, che mette al centro dei suoi lavori l’esperienza radicale del corpo, va il Leone d’argento.

I Leoni, approvati dal Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia su proposta del direttore artistico Wayne McGregor, verranno consegnati nel corso del 19. Festival Internazionale di Danza Contemporanea, che si svolgerà a Venezia dal 17 luglio al 2 agosto 2025.

Cresciuta alla scuola dell’American Ballet Theater e poi negli studi di Martha Graham e Merce Cunningham, con un passaggio nella formazione di Paul Taylor, Twyla Tharp fonda la propria compagnia nel 1965. Ed è da allora che con la sua danza Twyla Tharp libera corpi e menti da convenzioni e stereotipi passando con audacia sperimentale attraverso tutti i generi – dal tip tap alla danza jazz, dal post modern al neoclassico – per reinventare .

Scrive Wayne McGregor nella motivazione: “Twyla Tharp è a dir poco un fenomeno. I suoi contributi rivoluzionari all’ecologia della danza mondiale non hanno eguali, grazie a un lavoro che combina rigore e gioco, disciplina classica e tecnica del balletto con danza moderna e movimenti naturali, per coreografie radicalmente innovative destinate sia al teatro che al cinema. Twyla Tharp è una delle più importanti coreografe esistenti”.

Zelensky ha invitato Mattarella a Kiev

Roma, 10 gen. (askanews) – “Ho appena avuto l’incontro con il presidente Mattarella. Lui è molto positivo. Io gli ho detto che è ora che venga in Ucraina perché l’ultima volta che il presidente dell’Italia è stato in Ucraina è stato 25 anni fa, un quarto di secolo”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista a Rainews24. “Credo che sarebbe opportuno che venisse, soprattutto adesso che stiamo parlando della conferenza di ricostruzione dell’Ucraina che è un aspetto molto importante”, ha aggiunto il leader di Kiev.

Riscoprire il Museo Correr: un palazzo reale in piazza San Marco

Venezia, 10 gen. (askanews) – Il Museo Correr a Venezia conserva alcuni dipinti famosissimi, come le Due dame veneziane di Carpaccio oppure il Cristo in pietà sorretto da tre angeli di Antonello da Messina. Ma accanto a questi capolavori c’è altro, c’è una storia di collezionismo a suo modo unica, quella del fondatore Teodoro Correr, e soprattutto una restituzione alla città e ai turisti di tutto il mondo di quello che era il palazzo reale di Venezia.

“Il Museo Correr – ha detto ad askanews Andrea Bellieni, responsabile del museo – è essenzialmente il museo della città di Venezia. Nel cuore della città, proprio tra piazza San Marco e il bacino di San Marco, l’antico edificio delle Procuratie Nuove, edificio cinque-seicentesco, però nell’800 è sviluppato e ingrandito come reggia, prima napoleonica, poi asburgica, infine sabauda, è diventato nel 1922 il grande museo della città di Venezia. Ne racconta la storia, ne conserva preziosi documenti, ci parla della grande vicenda, della grande epopea della Serenissima, Regina del Mare”.

Il percorso attraverso le stanze reali, con un lungo corridoio che offre una prospettiva a suo modo unica a Venezia, è anche un itinerario attraverso il gusto e lo stile di un secolo, l’Ottocento, di cui alla fine il Correr è il grande testimone in Laguna. “Il percorso delle sale reali oggi qui al Correr – ha aggiunto il responsabile del museo, che è parte della Fondazione Musei Civici – dà la possibilità di compiere questo itinerario nel gusto dell’Ottocento nel suo sviluppo dal neoclassico fino al romantico”.

E qui non possono mancare le stanze dedicate ad Antonio Canova, le cui sculture, con lo sfondo di piazza San Marco, sembrano prendere ancora più vita. Trattandosi poi di un museo che nasce da una collezione, a volte capitano anche scoperte impreviste, come un dipinto attribuibile a Mantegna, che ora è esposto al Correr. “Una piccola tavola – ha spiegato Bellieni – attribuibile alla mano o comunque all’ideazione, gli storici dell’arte avranno molto da dibattere appunto sull’autografia più o meno effettiva di questo dipinto, appunto di Andrea Mantegna”.

Le sale della pittura poi vantano anche lo storico allestimento di Carlo Scarpa, che aggiunge un ulteriore elemento di venezianità al museo, già così denso di legami con la città e la sua storia.

Cosa sta succedendo in Venezuela

Roma, 10 gen. (askanews) – Nicolas Maduro giura oggi per un nuovo mandato di sei anni (il terzo consecutivo) come presidente del Venezuela dopo un’elezione contestata sia dall’opposizione che dagli organismi internazionali e sullo sfondo di una persistente crisi economica e sociale del Paese – nonché di un crescente isolamento politico.

Stando alle indiscrezioni della vigilia saranno pochissimi i Capi di Stato e di governo presenti alla cerimonia: persino Brasile e Colombia, tradizionalmente non ostili al regime di Caracas, invieranno dei rappresentanti diplomatici.

Non è peraltro ancora chiaro se l’opposizione, che rivendica la vittoria elettorale, tenterà la dimostrazione di forza in piazza manifestando oggi contro Maduro: il suo candidato presidenziale, Edmundo Gonzalez, è in esilio in Spagna.

La vera leader, Maria Corina Machado, è stata arrestata e poi liberata ieri dopo essere comparsa ad una manifestazione a Caracas contro Maduro, che lei accusa di aver rubato le elezioni presidenziali dello scorso luglio. Malgrado tutte le difficoltà tuttavia il regime chavista continua a reggere, essenzialmente per due motivi: il primo l’alternativa – che al di là delle etichette dei singoli leader oppositori si riassume in un semplice ritorno dell’oligarchia di destra – viene ancora considerata peggiore, visti i precedenti storici.

Chavez proveniva dai ranghi dell’esercito e il suo regime è stato ben attento a favorire in ogni modo colonnelli e generali – tradizionalmente ultraconservatori – che di fatto sono diventati fra i principali beneficiari delle politiche governative. Stando così le cose, malgrado l’isolamento internazionale è difficile che Maduro possa perdere il potere in tempi brevi: sarebbe necessaria un’opposizione credibilmente democratica accettabile come tale da quell’ampia fascia di popolazione che dal chavismo ha avuto quanto meno qualche beneficio sociale, e che teme un semplice ritorno a un passato ricordato ancora come ancora peggiore.

E tuttavia è vero che il credito del regime è in esaurimento, prova ne è l’emigrazione di massa che ha riguardato oltre sette milioni di persone; lo stesso Maduro è stato costretto a ricorrere a delle politiche economiche ben lontane dal “socialismo del XXI secolo” predicato da Chavez per cercare di tenere a bada un’inflazione galoppante. Il tutto in un Paese che costituisce un esempio perfetto della “maledizione delle materie prime”: una ricchezza petrolifera che malgrado il riuscito monopolio statale è stata sempre utilizzata a beneficio di pochi e come ricompensa per la fedeltà politica, sia dalla destra che dalla sinistra.

Ces 2025, la casa mobile diventa un appartamento da 40 mq

Las Vegas, 9 gen. (askanews) – Una casa trasformabile, completamente elettrica, dotata di un sistema di smarthome e su quattro ruote. O vista al contrario, un camper che si apre fino a diventare un appartamento di 37 metri quadri composto da locali modulari.

la AI transformable home di AC future, azienda californiana che ha presentato la sua creazione (col design di Pininfarina) alla fiera tecnologia di Las Vegas, il CES organizzato da Cta.

All’interno una living room, cucina, bagno con doccia e una camera da letto che si alza quando le pareti si richiudono per far tornare la casa di nuovo guidabile. La casa crea da sola l’energia di cui ha bisogno tramite i pannelli solari, ed autosufficiente anche per l’acqua, tramite un sistema di raccolta della pioggia e di riciclo di quella usata.

Cinema, In ultimo di Mario Balsamo il 14 gennaio al Greenwich a Roma

Roma, 10 gen. (askanews) – Dopo la selezione nel concorso internazionale del 42esimo Torino Film Festival, il film documentario “In ultimo” di Mario Balsamo verrà proiettato il 14 gennaio alle ore 21 a Roma al Cinema Greenwich.

Protagonista del docufilm è il medico palliativista Claudio Ritossa che, con grande empatia, svolge il suo lavoro nell’Hospice Anemos di Torino. Qui, con umanità e dedizione, accompagna i pazienti nel delicato tratto finale della loro vita, alleggerendo il peso dell’imminente dipartita grazie anche al sostegno spirituale che riesce a infondere una lieve serenità.

Attraverso lo sguardo del dottor Ritossa, il regista Mario Balsamo esplora il tema della morte come parte integrante del ciclo della vita, in parallelo a quello emblematico delle piante, di cui il medico è appassionato cultore, un’attività che, a ben vedere, rimanda al senso della sua professione. Le piante e gli alberi, all’interno di un solo anno, mostrano (incidenti di percorso compresi) le tappe naturali della vita, esattamente come fanno le diverse età dell’uomo. La narrazione, grazie alle voci dei testimoni, celebra il valore delle cure palliative e si muove all’interno di un dialogo intenso tra i degenti e le persone che li assistono. Ne esce con forza l’importanza di un percorso di consapevolezza e dignità per vivere con pienezza gli ultimi istanti su questa Terra.

“Ho scelto la resilienza, perché l’hospice e le persone che vi lavorano e vi vivono spingono verso tale risoluzione dell’animo – ha spiegato il regista – in quel luogo che accoglie i malati terminali c’è molto di inaspettato, un pieno di cose che ha a che fare proprio con l’esistenza. Lì più che altrove, si percepisce la morte non in contrapposizione alla vita, bensì come sua parte. Se ci si pensa, il termine della Corsa può essere l’occasione per fare un bilancio della propria esperienza terrena: cosa ho fatto di cui sono soddisfatto? Di cosa no? Che lascio alle persone care delle mie azioni, dei miei valori, delle mie conquiste?  Chi lavora all’Anemos di Torino non nasconde le difficoltà di operare in un ambiente così delicato e complesso, però, al contempo, sente di mettere a disposizione dei degenti la possibilità di una pacificazione, per quanto tenue possa essere, con sé stessi e con i propri cari”.

“In ultimo”, prodotto dalla casa di produzione La Sarraz, è una coproduzione Italia-Portogallo realizzata con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, il fondo di sostegno allo sviluppo e produzione di documentari per il cinema. 

Anche BlackRock si defila dall’attivisto sul clima

Roma, 10 gen. (askanews) – Anche BlackRock si defila dall’attivismo sulle politiche climatiche. Il gigante Usa ha infatti inviato una comunicazione agli investitori istituzionali sull’abbandono della Net Zero Asset Managers, un gruppo di società, riporta il Financial Times, che afferma di perseguire l’obiettivo di emissioni serra nette a zero per il 2050 o prima.

E si tratta solo dell’ultima defezione da parte dei pesi massimi della finanza statunitensi: nelle ultime settimane è stata una vera e propria corsa ad abbandonare questi impegni, quella che si è verificata in vista dell’insediamento della nuova amministrazione Trump alla Casa Bianca, prevista il 20 gennaio.

Il quotidiano rileva come tutte le sei maggiori banche statunitensi – JP Morgan, Citygroup, Bank of of America, Morgan Stanley, Wells Fargo e Goldman Sachs -abbiano deciso di uscire da un gruppo analogo, la Net-Zero Banking Alliance.

Da Donald Trump è attesa una drastica svolta su queste politiche, laddove l’amministrazione Biden era fortemente orientata a sostegno delle tesi sulle cause antropiche dei cambiamenti climatici, e relative politiche.

E come emerge anche alla comunicazione di BlackRock, l’attivismo sul clima dei giganti finanziari è ora oggetto di crescenti contestazioni – potenzialmente costose, anche a livello giudiziario – su iniziativa di esponenti repubblicani e terze parti.

Haiki+ debutta in Borsa al prezzo di 0,8 euro

Milano, 10 gen. (askanews) – Debutta in Borsa Haiki+, società dedicata all’economia circolare e alla gestione dei rifiuti della famiglia Colucci, facendo segnare un prezzo di 0,8 euro.

L’avvio della quotazione coincide con la data di efficacia della scissione parziale da Innovatec dedicata alle energie rinnovabili, senza aumento di capitale e senza forchetta di prezzo: per ogni azione Innovatec detenuta si riceverà una azione Haiki+. Innovatec scambia a 0,3805 euro, la somma dei valori dei due titoli è sostanzialmente in linea con la chiusura di Innovatec di ieri a 1,2 euro (+2.2%).

Haiki+ ha chiuso il 2024 con 205 milioni di ricavi (+22%), un Ebitda di circa 30 milioni pari a un margine del 15% e punta al 2027 a una crescita dei ricavi a 328 milioni e dell’Ebitda a 62 milioni, pari a un margine del 19%. Negli ultimi 3 anni Haiki ha effettuato investimenti per 100 milioni, gestisce 21 impianti di trattamento rifiuti e un impianto di riciclo delle batterie al litio in Abruzzo, occupa 400 persone e tratta circa 600mila tonnellate di rifiuti l’anno.

“Per noi è un momento epocale. La quotazione di Haiki+ nasce dalla convinzione che la separazione del business delle rinnovabili da quello dei rifiuti possa creare più valore”, ha detto il presidente Elio Catania.

Autunno delle democrazie? Non possiamo fare finta di niente.

È venuto il tempo di guardare in faccia la realtà, per quanto essa possa non piacere. L’impetuosa avanzata nelle prime due decadi del nuovo secolo della rivoluzione digitale che si era annunciata nelle ultime due dello scorso sta mutando in profondità – oltre a numerose modalità con le quali si estrinseca la vita quotidiana dei singoli e delle comunità – l’esercizio della democrazia nelle società occidentali.

Il crescente aumento dell’astensionismo elettorale è l’epifenomeno del progressivo indebolimento dei partiti, sempre più ridotti a mera cornice organizzativa (e a volte nemmeno quella) del leader di turno che diviene l’unico punto di riferimento, l’unico motivo per cui quel partito e non un altro viene votato; della radicalizzazione dello scontro veicolata attraverso i social media, strumenti unidirezionali che si alimentano quasi esclusivamente di toni urlati, settarismi, false notizie, banalizzazioni o, quando va bene, di semplificazioni che respingono ogni possibilità di analisi e di  riflessioni più accurate, più informate, più attente; dell’inquietante appassimento presso l’opinione pubblica di quel sentimento di rispetto nei confronti degli istituti democratici di rappresentanza, di garanzia, di controllo che per decenni hanno costituito l’essenza dello stato di diritto in favore  di una più immediata e semplice esaltazione della funzione di comando esercitata, appunto, dal leader: che deve mostrare i tratti del decisionismo e ora, sempre più, anche del radicalismo che lo ha condotto al potere. E che instaura un suo personale rapporto diretto con il cittadino-elettore utilizzando in massimo grado tutti gli strumenti tecnologici a disposizione senza dover più transitare attraverso l’intermediazione giornalistica e, sempre più spesso, neppure quella istituzionale.

Conta solo, o comunque soprattutto, il “fare” del leader, che diviene “capo” del Governo e sempre meno “Presidente del Consiglio” secondo il dettato costituzionale italiano o anche, se si vuole, “Premier”, secondo il costume di altri paesi. Sposando così una logica presidenzialista all’americana che ora il trumpismo vuole ulteriormente radicalizzare, sino a scuotere dalle fondamenta il è. virtuoso equilibrio garantito dalla separazione dei poteri e dal meccanismo checks and balances, pesi e contrappesi. La via italica al perseguimento di questa logica pare essere, nelle intenzioni di Giorgia Meloni e della maggioranza parlamentare che la sostiene, il premierato: una variante che ha comunque il medesimo obiettivo, ossia il predominio del leader, osannato dal pubblico secondo un canone populista che prevede altresì la riduzione ai minimi termini della partecipazione politica, inclusa quella elettorale. Una implicita delega di “pieni poteri” al leader affogata in una sostanziale indifferenza nei confronti della democrazia e dei suoi istituti, a cominciare da quello della rappresentanza parlamentare. Ma questo disinteresse, questo abbandono preludono alla morte della democrazia, che si ridurrebbe, così svilita e impoverita, ad una “democrazia di fantasmi” secondo la cruda espressione utilizzata dal Presidente della Repubblica poche settimane fa.

Come qualcuno ha detto, siamo entrati nell’autunno della democrazia. Sarebbe molto preoccupante se ad esso dovesse seguire un inverno ancor più gelido per le sue istituzioni, a quel punto definitivamente considerate inutili se non proprio dannose per l’esercizio del comando da parte del nuovo conducator, del nuovo dux.

Il contrasto alle destre esige una nuova classe dirigente

La duplicazione di modelli politici passati può farci sottovalutare la realtà politica del momento.

Leggiamo sempre più spesso teoremi politici costruiti su comparazioni con stagioni che oramai, hanno fatto il loro tempo.

Se non vogliamo andare troppo indietro nel tempo, la stagione che ha visto protagonista Romano Prodi alla guida di una coalizione di centrosinistra ebbe nell’idea della Margherita la sua leva vincente. Tra i diversi paralleli con la Storia recente è, però, quell’esperienza che maggiormente intriga una certa dietrologia.

Ma la Storia, come è a tutti noto, non si ripete. Tuttavia in tutti i suoi irripetibili accadimenti c’è una lezione di vita, soprattutto della sfera pubblica ed istituzionale di ogni paese, con tutta la sua carica, positiva o negativa di razionalità, o di irrazionalità, che non va ignorata, quando si è nell’imminenza di scelte cruciali nei momenti più difficili di un paese.

Certo guardare recenti esperienze passate non fa male, magari evitando qualche eccesso di nostalgia, ma un ritorno a modelli di partito di tempi trascorsi per far rivivere esperienze  che avevano la loro ragion d’essere in quel determinato contesto politico, appaiono essere tentativi, palesemente antistorici,

Ancora più anacronistici appaiono quei tentativi di rievocare continuità con modelli di partito da prima Repubblica, in una società che ha da tempo superato le ideologie, sostituendole con singoli temi, identitari, più fluidi, perché più facilmente esposti alle manipolazioni demagogiche.

 

La deriva elettorale astensionista pone nuove sfide ed esige una nuova classe dirigente.

Così non può sfuggire la circostanza che il mutato contesto sociale sia, soprattutto, caratterizzato da un elettorato liquido, sempre più abbagliato da politiche ingannevoli e pronto a correre dietro le soluzioni più suggestive e radicali, quando non scevre da certe componenti viscerali.

In tale contesto trovano buon gioco le manipolazioni dei problemi, attraverso propagande populiste, dentro artificiosi scenari di paure ed insicurezze, che oramai hanno di gran lunga soverchiato le soluzioni a più lungo respiro.

Di certo occorre colmare al più presto quel vulnus di inadeguatezza e di scarsa credibilità di una classe politica modulata sulle singole leadership personali.

Suonerebbe perciò come una autentica rivoluzione culturale porre al centro di un percorso di rinnovamento del sistema la promozione e la cura di una nuova classe dirigente, per affrancarla dai comuni vizi: primo fra tutti, la fedeltà cieca verso i capi partito e i leader personali, che oggi caratterizzano, pressoché, tutti i partiti in campo (come emblematicamente registrato dai dati elaborati da LaPolis, secondo il cui istituto, in un solo anno la fiducia nei partiti è passata da 12 punti (anno 2023) a 9 punti percentuale, in quest’anno.

 

La deriva populista e sovranista sta restringendo progressivamente le prerogative del Parlamento.

Forse non è improprio affermare che una tale deriva che si riverbera in primo luogo nel progressivo affievolimento degli istituti rappresentativi, a cominciare dal Parlamento, non sia estranea a motivare, in modo sempre più cogente, nell’ambito dell’area cattolico-democratica, popolare e riformista, propositi di attiva partecipazione a ipotesi di progetti di governo, alternative alle destre, in grado di comporre, in una prospettiva di governo, scelte politiche pubbliche dominate da equilibrio e ragionevolezza,

Ed è soprattutto l’emergere di così crescente aspettativa che si sta registrando in un ampio segmento della società, ad alimentare la speranza di un recupero diffuso e condiviso di quei principi e valori fondamentali che connotano l’assetto istituzionale del paese, e che sembra facciano ombra alla maggioranza governativa.

 

La coesione sociale: obiettivo prioritario di una nuova aggregazione centrista che guarda ad un progetto comune riformista.

In tali scenari, un’auspicabile nuova forza politica, all’interno di un quadro democratico, nell’eterno dualismo tra élite e popolo, può esercitare, nell’ambito di una visione più attenta alla coesione sociale, un valore aggiunto offrendo una credibile visione di paese capace di neutralizzare politiche divisive e penalizzanti. Il cui effetto palese è stato quello di farne pagare il prezzo, soprattutto, ai ceti popolari e alle classi subalterne, mentre ai ceti imprenditoriali e professionali si è, al contempo, disegnato un diverso trattamento fiscale, in spregio al principio costituzionale di uguaglianza e progressività delle imposte.

 

I tentacoli delle oligarchie tecno-capitaliste sui settori vitali del paese.

A ciò si aggiungano i tentativi di intesa con oligarchi, titolari di tecnologie nel campo della sicurezza nazionale e delle comunicazioni satellitari (emblematiche le correnti voci di intesa in tal senso tra il governo e Elon Musk) per nuove ed inedite dominanze che renderebbero subalterne e vulnerabili le sovranità nazionali.

Ecco perché non sarebbe insignificante l’impatto che avrebbe il messaggio, da parte di una auspicata nuova forza politica che ponga, come primo obiettivo, la formazione di una nuova e più competente classe dirigente.

Non passerebbe inosservato. Anzi! Susciterebbe sicuramente nuovi rivoli di speranza in una recuperata identità centrista nel proposito di un precipuo obiettivo di ripristinare l’esercizio della volontà popolare, all’interno del modello di rappresentanza delle istituzioni, come delineato dallo spirito di partecipazione che è tra i cardini fondamentali del nostro assetto costituzionale.

Oltre al fatto che un progetto politico, che fa della solidarietà e della coesione sociale il suo denominatore comune, renderebbe più credibile la prospettiva di una visione globale, e di lungo periodo, dei problemi entro una organica e razionale composizione delle diverse istanze sociali e civili, capaci di ridare nuova linfa a progetti di crescita personale, che soprattutto i giovani hanno ormai smesso persino di pensare.

 

Creare un laboratorio permanente che valorizzi l’incontro tra le culture cattoliche, democratiche e riformiste e promuova un governo ombra.

Occorre che, in questo avviato processo costituente per aggregare una nuova forza di centro, si propizi un laboratorio che valorizzi l’incontro tra le culture cattoliche, democratiche e riformiste, magari sotto la guida di un autorevole coordinatore, come può essere il prof. Romano Prodi, in una comune riconosciuta leadership di un nuovo rassemblement; una operazione, questa, che intenda tradurre questo campo democratico e riformista in una alternativa politica, promuovendo subito una sorta di opposizione attiva, alla maniera di un governo ombra, per fronteggiare le politiche di una destra repressiva e divisiva.

 

Si ridia linfa al processo di integrazione europea facendo argine alle destre sovraniste e nazionaliste

Ma non sono da meno tutte quelle tematiche che nella rete di rapporti istituzionali tra l’Italia e l’Ue ridiano nuovo impulso al processo di integrazione europea, in questo momento assai appannato da temerarie politiche sovraniste e nazionaliste di cui sono foriere le destre, attualmente con il vento in poppa in diversi paesi del continente europeo.

Ucraina, l’urgenza di coprire i cieli: il valore strategico degli F-16.

[…] Questi i numeri d’una carneficina senza senso, perpetrata [dai Russi, ndr] mentre in Occidente qualcuno si domanda ancora sul senso di dotare le Forze armate ucraine di dispositivi precisi e all’avanguardia con cui difendersi, per timore di far torto a chi fa scempio delle loro case e famiglie.

Dal momento che così a lungo s’e discusso della fornitura a Kyiv di velivoli F-16 – che hanno mezzo secolo sulle ali – di fronte a mattanze come quella appena descritta è doveroso riportare un esempio emblematico di come quei vecchi “Falcon” abbiano una valenza difensiva (sottolineo questo termine, a lungo motivo di discussione nel Bel Paese) essenziale alla sopravvivenza dell’Ucraina. Pochi giorni fa è stato reso noto un evento a dir poco unico nella storia dell’aviazione: lo scorso 13 dicembre il pilota ucraino d’un F-16 donato a Kyiv dalla Fighter Jet Coalition ha abbattuto ben 6 missili cruise nemici in una sola sortita.

Ciò costruisce un risultato straordinario per diversi motivi: uno, meramente tecnico, è legato al fatto che l’arma-mento standard d’un “Falcon” come quello consiste in 4 missili (2 Aim-“Slammer Amraam e 2 Aim-9 “Sidewinder”), usati con successo dal pilota per abbattere altrettanti vettori da crociera russi, finendo per neutralizzare gli altri due a colpi di “Vulcan” (un mitragliatore pesante a canne rotanti e mira manuale); un altro è d’ordine tattico, perché nel corso di quell’offensiva i russi avevano sparato 81 vettori, di cui ben 11 finirono per essere intercettati e distrutti proprio dai pochi F-16 a disposizione; il terzo motivo, d’ordine strategico, è consequenziale: se con un numero così esiguo di velivoli forniti finora dalla coalizione euroatlantica i piloti ucraini sono in grado di compiere imprese simi-li, con una dotazione degna del nemico che stanno affrontando essi sarebbero in grado di cambiare le sorti di questo conflitto.

Dimostrando abilità straordinarie come quella sfoggiata dal pilota protagonista di tale azione, è chiaro che gli aviatori ucraini siano perfettamente in grado di condurre periodi di training intensi mirati a sfornarne un numero maggiore. Gliding bomb come quella che ha provocato la strage di ieri a Zaporizhzhia – che piovono a centinaia ogni settimana sulle città dell’Ucraina – sarebbero neutralizzate prima di causare danni simili.

La prima cosa che chiese il presidente Zelenskyj all’alba del 24 febbraio 2022 fu di coprire i cieli sopra l’Ucraina. Dopo tre anni il numero di velivoli in grado di farlo è tanto modesto da apparire quasi offensivo di fronte a capacità e abilità come quelle appena descritte. Che il recente annuncio di Macron di fornire entro gennaio all’Ucraina un buon numero di Mirage equipaggiati di tutto punto ispiri altri leader a fare altrettanto.

AfD e Musk, l’alleanza che scuote l’Europa.

Elon Musk continua a superare tutte le linee rosse del buon senso politico e istituzionale. In una conversazione con Alice Weidel, leader del partito di estrema destra tedesco Alternativa per la Germania (AfD), il tycoon americano e influente amico di Donald Trump ha offerto un endorsement senza precedenti, definendo l’AfD l’unico partito capace di “salvare la Germania”. “Solo l’AfD può farlo, fine della storia,” ha dichiarato Musk, ribadendo quanto già scritto sul suo social, X, nei giorni scorsi.

Durante il dialogo, Musk ha liquidato come “matematica da scuola media” i problemi della politica energetica tedesca, accusando le precedenti leadership – in particolare Angela Merkel – di aver distrutto l’industria del Paese con la promozione delle energie rinnovabili. Weidel, cogliendo l’occasione, ha ringraziato Musk per averle offerto “la possibilità di parlare apertamente”, lamentandosi di come i media tedeschi la “dipingano” come estremista.

L’intervista arriva in un momento cruciale, a poche settimane da elezioni anticipate che potrebbero ridisegnare gli equilibri politici della Germania, già scossa dalla fine anticipata del governo di Olaf Scholz. La diretta streaming sarà attentamente monitorata dai vertici di Bruxelles per individuare eventuali violazioni delle regole elettorali dell’UE.

Con oltre 100 milioni di utenti europei, X potrebbe rappresentare un potente megafono per un partito che, nonostante il suo programma fortemente divisivo, trova ora un sostenitore d’eccezione. Le parole di Musk, già criticate da molti, rischiano di fornire un vantaggio elettorale decisivo all’AfD, accendendo nuovi interrogativi sull’influenza politica delle piattaforme digitali e sul ruolo degli uomini più ricchi del mondo nella politica globale.

Zelensky arrivato a Palazzo Chigi da Giorgia Meloni

Milano, 9 gen. (askanews) – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky arrivato a Palazzo Chigi, dove, nel cortile d’onore, stato accolto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Zelensky arrivato accompagnato da una folta delegazione.

Tajani riunisce Quintetto sulla Siria: affrontare tema della revoca delle sanzioni

Roma, 9 gen. (askanews) – Con la fine del regime di Bashar al Assad e l’inizio di un nuovo corso in Siria che promette di andare nella giusta direzione, è ora possibile pensare a una revoca graduale delle sanzioni contro Damasco. “E’ un tema che va affrontato perché non c’è più Assad e credo che la nuova leadership debba essere incoraggiata”, ha confermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della riunione del Quintetto (Italia, Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito) sulla Siria, a Roma, organizzata nell’immediata vigilia della sua missione a Damasco, nella giornata di domani. Il ministro intende discutere la questione con l’alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, e tutti gli interlocutori dell’Italia a Bruxelles. E ne ha parlato anche con gli omologhi Antony Blinken e David Lammy e i funzionari dei governi di Parigi e Berlino presenti alla riunione del Quintetto a Villa Madama.

La questione delle sanzioni, d’altra parte, è cruciale per la ripresa economica della Siria. Secondo l’Italia, considerata la complessità del regime comunitario, sarebbe importante al momento concentrarsi sulle cosiddette sanzioni settoriali, con l’obiettivo di promuovere anche iniziative di ‘early recovery’. Inoltre, l’uso delle sanzioni come strumento strategico potrebbe guidare efficacemente la transizione politica della Siria. In particolare, subordinando la loro rimozione a progressi tangibili, si potrebbero incentivare le nuove autorità siriane ad intraprendere riforme significative, facilitando la ricostruzione e migliorando le condizioni di vita della popolazione.

Il tema è stato discusso oggi in una conversazione telefonica tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha chiesto all’Italia di svplgere un ruolo di guida in Europa sull’alleggerimento del regime sanzionatorio ai danni di Damasco. Un’interlocuzione, quella con la Turchia, portata avanti anche da Tajani, che ha avuto un colloquio con il suo omologo di Ankara Hakan Fidan. Nella telefonata, giunta alla vigilia della partenza del titolare della Farnesina per la capitale siriana, è emersa una comune volontà di lavorare assieme per favorire un processo politico inclusivo.

A proposito della sua missione a Damasco, Tajani ha informato i suoi interlocutori del Quint su incontri in programma e obiettivi. Il ministro vedrà il nuovo leader de facto al Jolani e il ministro degli Esteri al Shibani, avrà colloqui con rappresentanti della società civile e della comunità cristiana. Visiterà infine anche la moschea più importante di Damasco. “L’obiettivo è avere una Siria stabile, un’unita territoriale, e che tutti i siriani siano riconosciuti come cittadini con uguali diritti e doveri”. I primi messaggi della nuova leadership sono “positivi”, ha detto Tajani. “Ecco perché sarò lì per incoraggiare una fase nuova che serva a stabilizzare la situazione interna”, ha aggiunto.

In questo contesto, hanno concordato i ministri e gli alti rappresentati del Quint, è essenziale mantenere un coordinamento per orientare il processo di transizione che, comunque, deve essere guidato e gestito dai siriani, rispondendo a principi fondamentali. I ministri, a questo proposito, hanno evidenziato la necessità che le promettenti aperture della nuova leadership siriana si traducano in politiche concrete per promuovere una transizione pacifica, inclusiva e non settaria in Siria, in linea con i principi di mediazione delle Nazioni Unite. A questo proposito è considerata essenziale la protezione di tutte le diverse componenti della società siriana, così come non meno importante è ritenuto il rispetto dei diritti sociali, religiosi e politici, inclusi i diritti delle donne.

Secondo l’Italia è inoltre fondamentale preservare l’integrità territoriale della Siria, nel contesto di uno Stato unitario e pluralista. La nuova leadership, hanno concordato i ministri, deve mantenere una posizione non aggressiva nei confronti dei suoi vicini. Allo stesso tempo è necessario insistere sulla stretta osservanza del principio di non interferenza negli affari siriani da parte di attori esterni. A questo proposito, Tajani ha detto di considerare “molto prematura” una discussione sull’ipotesi di un’offensiva turca contro le milizie curde. “Siamo agli inizi di una nuova stagione, non mi pare che nessuno voglia fare operazioni militari”, ha spiegato. Il ministro ritiene il percorso che si sta delineando, ovvero l’inserimento delle milizie curde disarmate all’interno delle forze armate siriane, come “una soluzione positiva per rafforzare l’unità del Paese”, che “va anche a tranquillizzare il governo turco”. “Se le milizie curde si scioglieranno nelle forze armate, la situazione sarà sicuramente più tranquilla. Non dipende da noi ma dai messaggi della nuova governance del Paese e i messaggi sono abbastanza chiari in questa direzione”.

(di Corrado Accaputo)

Meloni e Zelensky, l’incontro tra i leader a Palazzo Chigi

Roma, 9 gen. (askanews) – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky è arrivato a Palazzo Chigi, dove, nel cortile d’onore, è stato accolto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Zelensky è arrivato accompagnato da una folta delegazione. Al termine dell’incontro tra i leader, durato 45 minuti,, Zelensky ha lasciato Palazzo Chigi.  Nel corso del colloquio – fa sapere Palazzo
Chigi in una nota – il Presidente Meloni ha espresso solidarietà per le vittime dei recenti bombardamenti russi e ha ribadito il sostegno a 360 gradi che l’Italia assicura e continuerà ad
assicurare alla legittima difesa dell’Ucraina e al popolo ucraino, per mettere Kiev nelle migliori condizioni possibili per costruire una pace giusta e duratura.

Cecilia Sala: non mi hanno detto perché ero nel carcere di Evin

Roma, 9 gen. (askanews) – “Sono confusa, felicissima. Mi devo riabituare e devo riposare. Questa notte non ho dormito per l’eccitazione, per la gioia. La notte precedente non ho dormito per l’angoscia”, lo ha detto Cecilia Sala, il giorno dopo il ritorno a casa e la sua liberazione dal carcere iraniano di Evin; la giornalista ha raccontato cosa è successo nel suo podcast Stories, Chora media, ed è il direttore Mario Calabresi che ha raccolto le sue parole.

“A me non è stato spiegato perché io sia finita in un a cella di isolamento nel carcere di Evin”, dice Cecilia Sala nel podcast, confidando che “l’Iran era il Paese dove più volevo tornare, dove c’erano le persone a cui più mi sono affezionata”. “Ci tenevo a tornare da loro ed è molto difficile ottenere un visto per l’Iran, ero molto felice di averlo ottenuto, questo viaggio comincia per incontrarle e dar loro voce”.

Il giorno prima di essere arrestata – racconta – aveva intervistato Zeinab Musavi, famosa comica iraniana, e con lei, che c’era stata, aveva parlato proprio della detenzione nella cella di isolamento, le aveva raccontato che persino in quelle condizioni le erano venute in mente delle battute e aveva riso; così “per me pensare alla sua forza è stato di grande aiuto nei giorni successivi”. E anche Cecilia Sala è riuscita, nonostante l’isolamento e il silenzio, a ridere: “Due volte, la prima volta che ho visto il cielo”, anche se nel piccolo cortile del carcere circondato dal filo spinato, “ho pianto di gioia e ho riso di gioia”, e “poi quando c’era un uccellino che faceva un verso buffo”.

Nel podcast Stories di Chora media Cecilia Sala racconta che, mentre era in isolamento nel carcere di Evin, “ad un certo punto mi sono ritrovata a passare il tempo contando i giorni, a contarmi le dita, a leggere gli ingredienti del pane, che era l’unica cosa in inglese”, e “non ho mai pensato che sarei stata liberata così presto”. “La tua testa – racconta – quando non hai nulla da fare, non ti stanca, non hai sonno, quindi non dormi e là dentro già un’ora sembra una settimana; se non dormi e devi riempirne 24 di ore, è più faticoso”. “La cosa che più volevo – confida – era un libro, la storia di un altro, qualcosa che mi portasse fuori, una storia diversa dalla mia” perché “non riuscivo ad avere tanti pensieri positivi rispetto alle mie prospettive”.

“C’è un’indagine in corso e – spiega la giornalista – ci sono tante cose che non posso dire in questo momento, anche per rispetto del lavoro che stanno facendo le persone che mi hanno portata via di lì. Però posso dire che non vedo senza lenti od occhiali e gli occhiali non me li hanno mai dati fino agli ultimi giorni, perché sono pericolosi puoi spaccare il vetro e usarli per tagliarti. Non ho potuto scrivere, non ho potuto avere una biro, per lo stesso motivo”.

E “ho chiesto il Corano in inglese perché pensavo fosse l’unico libro che potessero avere dentro una prigione di massima sicurezza della Repubblica islamica e non mi è stato dato per molti giorni”. Sulle sue condizioni di detenzione, Cecilia Sala racconta: “Avevo delle coperte, non avevo cuscini o un materasso. Il problema non è stato mangiare il problema è stato dormire”.

La giornalista è stata arrestata mentre era in hotel e portata in carcere il giorno prima del programmato rientro in Italia, “stavo lavorando alla puntata di quel giorno del podcast – racconta – e mi hanno bussato alla porta, pensavo fossero delle pulizie e ho detto che non avevo bisogno di nulla e stavo lavorando. Sono stati insistenti e ho aperto. E non erano persone delle pulizie”. Così l’hanno portata via.

IX edizione Women for Women against Violence – Camomilla Award

Roma, 9 gen. (askanews) – Sabato 11 gennaio 2025 in seconda serata su Raiuno andr in onda la IX edizione di “Women for Women against Violence – Camomilla Award”, un evento tv straordinario e unico dedicata ai due killer delle donne, la violenza di genere e il tumore al seno, presentato da Arianna Ciampoli e Beppe Convertini per la regia di Antonio Centomani. Quasi sempre si parla di chi muore e non ce la fa, Women for Women, ideato, prodotto e organizzato da Donatella Gimigliano, Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, che ne anche l’autrice con Fabrizio Silvestri e Cristina Monaco, vuole dare voce alla forza delle donne che non smettono mai di combattere e che vincono ogni giorno. Un evento pensato anche per ricordare che ogni anno in Italia oltre 110 donne vengono uccise da uomini che, quasi sempre, sostengono di amarle, e per ricordare, inoltre, che il tumore al seno, nel nostro Paese, il big killer pi letale e pi frequente del genere femminile e principale causa di mortalit oncologica (12 mila all’anno).

Il nutrito programma della kermesse, che ha visto la collaborazione della giornalista Cinzia Profita, ospita storie di rinascita dopo un tumore al seno e una violenza, straordinari esempi di resilienza di forza per i pi fragili, Rosanna Banfi con il monologo “Io ballo per la vita” e Cristina Donadio attraverso il suo corto “La scelta” racconteranno il loro vissuto con il tumore al seno, Nicol Maja, giovane orfano del femminicidio si chieder: “Come posso perdonarti pap?”, dedicato all’autore della strage della sua famiglia di cui lui l’unico sopravvissuto, Nadia Accetti con la sua testimonianza “Dal tunnel della violenza all’amore per la vita”, racconter come ha trasformato il dolore di una violenza, e i gravi disturbi alimentari che le ha causato, in voglia di aiutare gli altri. Tanti gli artisti che si alterneranno sul palco, la giovane cantante STE accompagnata da due straordinari dancers di fama internazionale: Antonio Fini & Abby Silva Gavezzoli, gli esilaranti Gemelli di Guidonia con performance tratte dal loro spettacolo “Intelligenza musicale” fatto di musica, parodie, monologhi, la violinista elettrica dall’archetto luminoso Elsa Martignoni, i Maestri Flautisti Giuseppe Mario Finocchiaro e Camilla Refice, le pianiste Scilla Lenzi e Cristina Donnini, incursioni delle Dancers for Oncology di Carolyn Smith capitanate da Carolina Marconi. Testimonial e personalit impegnate nella sensibilizzazione questi due importanti temi riceveranno il “Camomilla Award”, scultura realizzata dal maestro orafo Michele Affidato che si ispira alla virt terapeutiche del fiore della pianta che aiuta le piante malate a guarire, tra questi Carmela Pace, Presidente dell’Unicef, Rosario Valastro, Presidente Croce Rossa Italiana, lo Chef Gennaro Esposito, Simona Sala, Direttrice Rai Radio 2, il giornalista Mediaset Giuseppe Brindisi, il regista Giuseppe Nuzzo, la conduttrice tv Emanuela Folliero, l’attivista, scrittrice e opinionista Vladimir Luxuria, la fotografa Tiziana Luxardo, firma di “Women for Women against Violence – la Mostra”, la kosovara Adelina Trshana studentessa della World House di Rondine – Cittadella della Pace. “Women for Women Social” per il suo attivismo contro il body shaming alla modella e inluencer Ilaria Capponi. Ospiti di onore Valentina Pitzalis, data alle fiamme dal suo ex marito e rimasta gravemente sfigurata, attivamente impegnata nella sensibilizzazione contro la violenza sulle donne con l’Associazione FarexBene, la stilista Antonietta Tuccillo, che sta combattendo un tumore ovarico di alto grado, e Carla Caiazzo, vittima di violenza e Presidente dell’Associazione “Io rido ancora”.

Mps: Delfin sale al 9,78% del capitale

Milano, 9 gen. (askanews) – Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, sale ulteriormente nel capitale di Mps fino ad arrivare al 9,78% dalla precedente partecipazione del 3,5%, acquisita lo scorso novembre in occasione della vendita del 15% della banca senese da parte del Mef. Lo si apprende dagli aggiornamenti della Consob sulle partecipazioni rilevanti.

La salita nel capitale poco sotto la soglia rilevante del 10% è datata 27 dicembre, a seguito – si legge – dell’acquisto di azioni nell’ambito di una complessiva operazione di “share forward” e “collar share forward”.

Incendi in California, la sindaca di Los Angeles: una tempesta di fuoco storica e senza precedenti

Roma, 9 gen. (askanews) – I pensieri della sindaca di Los Angeles, Karen Bass, sono rivolti alle migliaia di abitanti della città della California colpite dagli incendi. Lo ha dichiarato la stessa prima cittadina. “Los Angeles resterà unita e forte”, ha detto.

I venti di martedì sono stati di “natura storica” e “senza precedenti” e hanno impedito il proseguimento delle operazioni aeree, ha spiegato. Tuttavia, a partire da ieri, hanno permesso di effettuare operazioni aeree che hanno consentito “progressi significativi” contro gli incendi.

Dalle 7.30 di questa mattina, gli ordini di evacuazione a Hollywood sono stati revocati. La sindaca di Los Angeles ha aggiunto che le operazioni aeree stanno proseguendo rapidamente a Palisades, a Sylmar e in tutta la regione. La prima cittadina ha sottolineato che i venti forti e l’estesa siccità hanno creato una “tempesta perfetta” che ha spinto le persone ad abbandonare le loro abitazioni. “Sono stata nelle zone interessate dagli incendi e posso constatare quanto siano veloci e devastanti questi incendi provocati dal vento”, ha ammesso Bass.

Bass ha dichiarato di essere in costante contatto con i suoi colleghi a livello di contea, di Stato e federali. “Il presidente (Joe) Biden e il governatore Newsom ci hanno assicurato il pieno sostegno statale e federale”, ha sottolineato.

I funzionari stanno attuando una strategia e si stanno adattando alle condizioni sul campo in tempo reale. “È una tempesta di fuoco storica e senza precedenti, ma siamo tutti pronti a intervenire”, ha detto Bass, “Dobbiamo continuare a collaborare. Dobbiamo evacuare quando ci viene chiesto di farlo. Dobbiamo aiutare gli altri, aiutare i nostri vicini. E prima di tutto, dobbiamo restare uniti”.

"Lonely Dancers" di Conan Gray il brano più ascoltato nelle radio

Milano, 9 gen. (askanews) – Con l’inizio del nuovo anno, Conan Gray celebra la pole position nella Top 100 EarOne Airplay Internazionali con “Lonely Dancers”. Posizionandosi al primo posto del report annuale, il singolo contenuto nell’album “Found Heaven”, ottiene il risultato di brano internazionale più ascoltato nelle radio italiane nel 2024.

Conan Gray ha recentemente concluso il suo tour mondiale “Found Heaven On Tour”, con l’ultima data a Londra il 10 novembre 2024, a chiusura della leg europea completamente sold out, portando live sul palco sia i brani del nuovo album sia i successi già apprezzati dai fan.

Nell’aprile 2024, l’artista ha pubblicato “Found Heaven”, il suo terzo album in studio che contiene numerose canzoni di successo come “Killing me”, “Winner”, “Never Ending Song” e il brano internazionale più ascoltato nelle radio italiane nel 2024 “Lonely Dancers”.

“Found Heaven” segue la pubblicazione dei progetti che hanno permesso a Conan Gray di debuttare ed emergere nell’industria musicale, “Superache” e “Kid Krow”, quest’ultimo in particolare contenente la nota “Heather”, disco d’oro in Italia.

Chiara Bersani nuova artista associata di Triennale Milano Teatro

Milano, 9 gen. (askanews) – Chiara Bersani è la nuova artista associata di Triennale Milano Teatro per il triennio 2025-2027. La nomina dell’artista lodigiana si aggiunge a quella del coreografo spagnolo Marcos Morau, fondatore e direttore de La Veronal, avvenuta a luglio di quest’anno.

Autrice e interprete tra le più intense della scena italiana ed europea, il rapporto di Chiara Bersani con Triennale si svilupperà in una relazione di confronto e collaborazione continua, attraverso il sostegno produttivo agli spettacoli e l’ospitalità, ma anche con il coinvolgimento in attività laboratoriali, progetti speciali aperti alle più ampie collaborazioni internazionali.

Chiara Bersani è una performer e autrice attiva nell’ambito delle performing arts, del teatro di ricerca e della danza contemporanea. Presentati nei più importanti circuiti internazionali, i suoi lavori – tra i quali ricordiamo Goodnight, Peeping Tom (2016), The Olympic Games (2017) , Il canto delle balene (2020) e Sottobosco (2024) – nascono come creazioni in dialogo con spazi di diversa natura e sono rivolte prevalentemente a un pubblico “prossimo” alla scena.

La sua ricerca si basa sul concetto di Corpo Politico e sulla creazione di pratiche volte ad allenarne la presenza e l’azione. L’opera simbolo di questa ricerca è Gentle Unicorn (2017), performance inserita nel circuito Aerowaves che le è valsa il Premio UBU 2018 come miglior nuova attrice/performer under 35 e il prestigioso Total Theatre Awards al Festival di Edimburgo nel 2019.

Emozionante e profondamente consapevole, Chiara Bersani impersona un modo di essere artista in maniera visceralmente contemporanea, multidisciplinare e viva, politica senza mai rinunciare alla tenerezza, che non fa sconti, ma crea un’empatia diversa e unica.

Musk protagonista all’incontro della premier con la stampa, Meloni assicura: non è un pericolo

Roma, 9 gen. (askanews) – Elon Musk, il proprietario di X, SpaceX e Tesla, è stato il protagonista principale dei temi discussi nell’annuale conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata da Ordine dei giornalisti e Associazione stampa parlamentare. Ben sei domande su quaranta hanno riguardato direttamente Musk, prossimo a diventare membro della nuova amministrazione Usa guidata da Donald Trump, il quale si ‘aggiudica’ esattamente la metà delle domande sul miliardario sudafricano rivolte alla premier. Ed è poi lo stesso Musk a commentare le parole della premier.

Poca politica italiana nelle richieste di chiarimento alla premier da parte dei giornalisti, se non qualche accenno alle riforme e ai referendum collegati: il rilascio della collega Cecilia Sala, avvenuto ieri, ha condizionato inevitabilmente l’agenda delle priorità. “Non ho provato emozione più grande in questi anni – ha confidato Meloni rispondendo alla prima domanda – di quando ho potuto chiamare una madre per dire che la figlia stava tornando a casa. E’ l’emozione che ho provato ieri”. Sulla vicenda, ha spiegato la premier, “non c’è stato un vero e proprio momento di svolta: è stata seguita sin dall’inizio, ci sono stati una serie di tasselli, le interlocuzioni con l’Iran sono soprattutto di natura diplomatica e di intelligence, il governo è tenuto alla riservatezza che si deve in questi casi, salvo ovviamente riferire negli ambiti competenti. Questa attenzione è dovuta anche al fatto che in Iran attualmente ci sono oltre 500 italiani e quindi bisogna essere molto cauti nel muoversi”.

Ma ecco che dalla seconda domanda Musk si è fatto protagonista, con Meloni che è dovuta tornare a smentire l’esistenza di un accordo con Starlink, società controllata da SpaceX, relativo all’affidamento, da parte dell’Italia, di un servizio strategico di comunicazioni satellitari: “Non ho mai parlato personalmente con Elon Musk di queste vicende. Non so se altri siano abituati a usare la cosa pubblica per fare favori agli amici ma non è mio costume. Valuto gli investimenti stranieri – ha assicurato la premier – con l’unica lente dell’interesse nazionale”. In ogni caso, quelle con SpaceX sono “interlocuzioni nella normalità di un governo, si fa con decine di aziende che si propongono”. E quindi “il problema con SpaceX è che è privato o sono le idee di Musk? – ha poi contrattaccato Meloni riferendosi alle polemiche sollevate dall’opposizione nei giorni scorsi -, perché non accetto che a persone che la pensano come me venga attaccata una lettera scarlatta. La faccenda va trattata come un tema di sicurezza nazionale. Da una parte – ha spiegato – si tratta di mettere in sicurezza informazioni delicate parlando con un soggetto che è più avanzato” tecnologicamente, considerando che “per fare questo lavoro non ci sono alternative pubbliche”, quindi “questo è il dilemma”. “In un dibattito serio – ha insistito Meloni – questo sarebbe il tema del quale dobbiamo discutere, quale sia preferibile tra due scenari che non sono ottimali”.

Incalzata poi sulle ingerenze di Musk nella politica di altri Paesi, che si concretizza nei suoi post su X, Meloni ha sostenuto con forza che Musk non costituisce un pericolo per la democrazia. “Musk – ha argomentato – è una persona molto nota e facoltosa che esprime le sue posizioni: può piacere o non piacere ma stiamo parlando di questo. E quando si dice che costituisce un’ingerenza nella sovranità degli Stati e un pericolo per la democrazia io devo segnalare che non è il primo. E il problema è che è ricco o che non è di sinistra?”, ha aggiunto. “Di persone note e facoltose che esprimono le loro opinioni – ha proseguito – io ne ho viste parecchie. Spesso le esprimono contro di me e non ricordo che nessuno si sia mai scandalizzato. Il problema sarebbe quando persone facoltose usano quelle risorse per finanziare in mezzo mondo partiti e movimenti per condizionare le scelte degli Stati nazionali. Questo non lo fa Elon Musk. Lui ha finanziato la campagna elettorale nel suo paese del suo candidato ma non mi risulta che finanzi in giro per il mondo partiti. Questo lo fa Soros – ha sottolineato Meloni – e, questa sì, la considero una pericolosa ingerenza nella sovranità degli Stati nazionali”. “In molti casi – ha dovuto ammettere la premier – non condivido le parole” che Musk esprime sul suo social network, “ma da questo a un rischio per la democrazia ce ne corre”.

“Il fatto che c’erano società che governavano la comunicazione e che avevano un fatturato che delle volte superava il Pil di interi stati nazionali è un tema che ho posto anni fa, quando non interessava nessuno. Un tema molto più grave – ha aggiunto – è quando quelle persone usano quegli strumenti per decidere chi possa dire cosa, perché la libertà di espressione è alla base della democrazia. Ma questo non l’ha fatto Musk, che consente a tutti di dire qualsiasi cosa sulla sua piattaforma e viene per questo molto contestato. Lo hanno fatto altri che hanno deciso chi poteva scrivere e cosa poteva dire: io sono stata bannata svariate volte. Non può diventare un problema quando uno dei padroni di queste piattaforme non è più d’accordo con me, non si è credibili a porre questa questione adesso”. Sempre su Musk la premier ha anche dovuto smentire che il miliardario abbia avuto un ruolo nella liberazione di Sala: “Se ha avuto un ruolo io non ne ho notizia”.

In tema di affari interni la premier ha poi anticipato una decisione del Consiglio dei ministri, confermando che in sostituzione dell’ex capo del Dis Elisabetta Belloni, “per cui ho stima e rispetto enormi”, “abbiamo deciso di nominare il prefetto Vittorio Rizzi, attuale vicedirettore dell’Aisi.

Infine, tornando ai temi internazionali, dalla premier è arrivata una considerazione rassicurante sulle minacce del presidente eletto degli Usa: le affermazioni di Trump sulla Groenlandia e il Canale di Panama, ha sostenuto Meloni, “rientrano nel dibattito a distanza tra grandi potenze, è un modo energico per dire che gli Usa non rimarranno a guardare di fronte alla previsione che altri grandi player globali muovono in zone di interesse strategico per gli Usa e, aggiungo, per l’Occidente. Io la leggo così, poi mi confronterò con i miei omologhi europei nelle prossime ore”. In serata  le parole della premier sono state anche commentate dallo stesso Elon Musk: “E Soros sta perdendo”, ha postato sul suo profilo di X .

Per la Giornata della Memoria torna in sala "La zona d’interesse"

Roma, 9 gen. (askanews) – “La zona d’interesse” (The Zone of Interest) di Jonathan Glazer torna in sala il 26, 27, 28 e 29 gennaio per la Giornata della Memoria, dopo il suo percorso costellato di premi – 171 nominations e 61 vinti, tra cui due Premi Oscar (Miglior film internazionale e miglior sonoro), il Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes, tre Bafta, e la più recente designazione di “Film della Critica 2024” da parte del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

Definito il miglior film sull’Olocausto dai tempi di Schindler’s List dal Premio Oscar Steven Spielberg e il film del secolo dal Premio Oscar Alfonso Cuarón, celebrato dalla critica che l’ha accolto come “capolavoro geniale”, “capolavoro contemporaneo”, “un’opera ipnotica”, “un film come nessun altro”, “un lungometraggio necessario”, “duro e bellissimo”, “un film imperdibile”, “epocale”. Il film ha saputo infatti, con un sorprendente linguaggio cinematografico potente e innovativo, conquistare un posto nell’immaginario collettivo, varcando i confini del grande schermo per diventare un tema di stringente attualità e di discussione tra i taste maker e gli opinion leader.

Un film che è andato oltre il cinema e che ha convogliato riflessioni, spunti di discussione, dibattiti, che hanno investito la politica, la società, la cultura, diventando un vero e proprio cult, un must see.

I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, distributori italiani del film, dopo il grande successo di box office dello scorso anno (il film ha totalizzato 4.841.953,89 euro di incasso con 723.008 presenze), hanno deciso di riprogrammare La zona d’interesse per quattro giorni in occasione della Giornata della Memoria, proprio per l’alto valore di testimonianza del film, che rappresenta l’opera chiamata a raccogliere in questo decennio l’eredità dei grandi capolavori del cinema che, da Schindler’s List a Il Pianista, da Train de Vie a La Vita è bella, hanno raccontato una delle pagine più buie della storia del Novecento.

Una deliziosa villetta, un giardino paradisiaco e l’agghiacciante serenità di una famiglia che, tra gite in barca e feste in piscina, ignora l’orrore al di là del muro, in uno sconvolgente ritratto della banalità del male. Un capolavoro cinematografico acclarato che porta il tema dell’Olocausto in territori assolutamente finora inesplorati. Reinventando il grande romanzo di Martin Amis, Jonathan Glazer ha realizzato un film epocale sullo Sguardo e sulla percezione soggettiva portando d’un colpo il Cinema avanti di un secolo, con la più pura emozionante ed estrema sperimentazione in termini di stile, visione, linguaggio.

Prodotto da A24 e Extreme Emotions, La zona d’interesse (The Zone of Interest), sarà nelle sale italiane dal 26 al 29 gennaio 2025 distribuito da I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection.

Musk protagonista all’incontro con la stampa, Meloni: non è un pericolo

Roma, 9 gen. (askanews) – Se Elon Musk lo venisse a sapere il suo ego ne uscirebbe ulteriormente rafforzato: il proprietario di X, SpaceX e Tesla, è stato il protagonista principale dei temi discussi nell’annuale conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata da Ordine dei giornalisti e Associazione stampa parlamentare. Ben sei domande su quaranta hanno riguardato direttamente Musk, prossimo a diventare membro della nuova amministrazione Usa guidata da Donald Trump, il quale si ‘aggiudica’ esattamente la metà delle domande sul miliardario sudafricano rivolte alla premier.

Poca politica italiana nelle richieste di chiarimento alla premier da parte dei giornalisti, se non qualche accenno alle riforme e ai referendum collegati: il rilascio della collega Cecilia Sala, avvenuto ieri, ha condizionato inevitabilmente l’agenda delle priorità. “Non ho provato emozione più grande in questi anni – ha confidato Meloni rispondendo alla prima domanda – di quando ho potuto chiamare una madre per dire che la figlia stava tornando a casa. E’ l’emozione che ho provato ieri”. Sulla vicenda, ha spiegato la premier, “non c’è stato un vero e proprio momento di svolta: è stata seguita sin dall’inizio, ci sono stati una serie di tasselli, le interlocuzioni con l’Iran sono soprattutto di natura diplomatica e di intelligence, il governo è tenuto alla riservatezza che si deve in questi casi, salvo ovviamente riferire negli ambiti competenti. Questa attenzione è dovuta anche al fatto che in Iran attualmente ci sono oltre 500 italiani e quindi bisogna essere molto cauti nel muoversi”.

Ma ecco che dalla seconda domanda Musk si è fatto protagonista, con Meloni che è dovuta tornare a smentire l’esistenza di un accordo con Starlink, società controllata da SpaceX, relativo all’affidamento, da parte dell’Italia, di un servizio strategico di comunicazioni satellitari: “Non ho mai parlato personalmente con Elon Musk di queste vicende. Non so se altri siano abituati a usare la cosa pubblica per fare favori agli amici ma non è mio costume. Valuto gli investimenti stranieri – ha assicurato la premier – con l’unica lente dell’interesse nazionale”. In ogni caso, quelle con SpaceX sono “interlocuzioni nella normalità di un governo, si fa con decine di aziende che si propongono”. E quindi “il problema con SpaceX è che è privato o sono le idee di Musk? – ha poi contrattaccato Meloni riferendosi alle polemiche sollevate dall’opposizione nei giorni scorsi -, perché non accetto che a persone che la pensano come me venga attaccata una lettera scarlatta. La faccenda va trattata come un tema di sicurezza nazionale. Da una parte – ha spiegato – si tratta di mettere in sicurezza informazioni delicate parlando con un soggetto che è più avanzato” tecnologicamente, considerando che “per fare questo lavoro non ci sono alternative pubbliche”, quindi “questo è il dilemma”. “In un dibattito serio – ha insistito Meloni – questo sarebbe il tema del quale dobbiamo discutere, quale sia preferibile tra due scenari che non sono ottimali”.

Incalzata poi sulle ingerenze di Musk nella politica di altri Paesi, che si concretizza nei suoi post su X, Meloni ha sostenuto con forza che Musk non costituisce un pericolo per la democrazia. “Musk – ha argomentato – è una persona molto nota e facoltosa che esprime le sue posizioni: può piacere o non piacere ma stiamo parlando di questo. E quando si dice che costituisce un’ingerenza nella sovranità degli Stati e un pericolo per la democrazia io devo segnalare che non è il primo. E il problema è che è ricco o che non è di sinistra?”, ha aggiunto. “Di persone note e facoltose che esprimono le loro opinioni – ha proseguito – io ne ho viste parecchie. Spesso le esprimono contro di me e non ricordo che nessuno si sia mai scandalizzato. Il problema sarebbe quando persone facoltose usano quelle risorse per finanziare in mezzo mondo partiti e movimenti per condizionare le scelte degli Stati nazionali. Questo non lo fa Elon Musk. Lui ha finanziato la campagna elettorale nel suo paese del suo candidato ma non mi risulta che finanzi in giro per il mondo partiti. Questo lo fa Soros – ha sottolineato Meloni – e, questa sì, la considero una pericolosa ingerenza nella sovranità degli Stati nazionali”. “In molti casi – ha dovuto ammettere la premier – non condivido le parole” che Musk esprime sul suo social network, “ma da questo a un rischio per la democrazia ce ne corre”. “Il fatto che c’erano società che governavano la comunicazione e che avevano un fatturato che delle volte superava il Pil di interi stati nazionali è un tema che ho posto anni fa, quando non interessava nessuno. Un tema molto più grave – ha aggiunto – è quando quelle persone usano quegli strumenti per decidere chi possa dire cosa, perché la libertà di espressione è alla base della democrazia. Ma questo non l’ha fatto Musk, che consente a tutti di dire qualsiasi cosa sulla sua piattaforma e viene per questo molto contestato. Lo hanno fatto altri che hanno deciso chi poteva scrivere e cosa poteva dire: io sono stata bannata svariate volte. Non può diventare un problema quando uno dei padroni di queste piattaforme non è più d’accordo con me, non si è credibili a porre questa questione adesso”. Sempre su Musk la premier ha anche dovuto smentire che il miliardario abbia avuto un ruolo nella liberazione di Sala: “Se ha avuto un ruolo io non ne ho notizia”.

In tema di affari interni la premier ha poi anticipato una decisione del Consiglio dei ministri, confermando che in sostituzione dell’ex capo del Dis Elisabetta Belloni, “per cui ho stima e rispetto enormi”, “abbiamo deciso di nominare il prefetto Vittorio Rizzi, attuale vicedirettore dell’Aisi.

Infine, tornando ai temi internazionali, dalla premier è arrivata una considerazione rassicurante sulle minacce del presidente eletto degli Usa: le affermazioni di Trump sulla Groenlandia e il Canale di Panama, ha sostenuto Meloni, “rientrano nel dibattito a distanza tra grandi potenze, è un modo energico per dire che gli Usa non rimarranno a guardare di fronte alla previsione che altri grandi player globali muovono in zone di interesse strategico per gli Usa e, aggiungo, per l’Occidente. Io la leggo così, poi mi confronterò con i miei omologhi europei nelle prossime ore”.

Bobo Rondelli in "Storie Assurde tour", al via 16 gennaio da Milano

Roma, 9 gen. (askanews) – Parte da Milano il 16 gennaio il “Storie Assurde tour”, nuova avventura live di Bobo Rondelli. Una serie di concerti in cui il cantautore livornese porterà sul palco il suo repertorio storico accanto ai brani dell’ultimo album, da cui la tournée prende il nome. Ad accompagnarlo, la band pop-swing Musica da Ripostiglio, che ha collaborato alle registrazioni del disco curandone anche gli arrangiamenti, per uno spettacolo all’insegna del lato più giocoso e spensierato dell’artista.

Dopo Milano (Santeria Toscana 31), il tour cura di Kashmir music farà tappa il 23 gennaio al Monk di Roma, il 28 al Locomotiv Club di Bologna, il 29 all’Hiroshima Mon Amour di Torino, il 5 febbraio al Teatro Cartiere Carrara di Firenze, il 7 al Teatro Impavidi di Sarzana (SP)

Con una carriera che ha attraversato musica, teatro, cinema e letteratura, Bobo Rondelli è capace di ammaliare, divertire, emozionare il pubblico grazie alla sua autenticità e al suo spirito libero. Sempre lontano dalle convenzioni, ha calcato centinaia di palchi, dalle grandi piazze ai piccoli teatri, portando con sé una carica emotiva e una sincerità che lo hanno reso fra i più apprezzati artisti della scena contemporanea.

Pubblicato lo scorso giugno, “Storie Assurde” è una selezione dei brani più ironici e scanzonati di Bobo Rondelli, alcuni dei quali mai pubblicati prima in un disco. Tra questi, canzoni amatissime nei suoi live, come “Mantenuto”, “La Chiappona”, “Il Gigolò a Rotterdam” e “I dolori del giovane Walter”. Un invito a riscoprire il suo mondo fatto di canzoni, racconti e suggestioni, con la certezza che anche questa volta saprà stupire, divertire e far riflettere.

“Con la band c’è molta affinità e abbiamo tante idee da proporre al nostro pubblico – spiega Bobo Rondelli – I personaggi di ‘Storie Assurde’ sono quelli che incontri per strada, gente normale con la loro vita tragicomica. Tutti hanno un amico che si innamora di continuo, senza mai essere corrisposto. Oppure quello che si imbuca in ogni occasione, anche quando non c’entra nulla. Credo che sia questo che piace al pubblico, potersi identificare e trovare in questi racconti le persone che incontrano ogni giorno. Portare ‘Storie Assurde’ nei teatri ci darà la possibilità di creare un filo conduttore, un racconto di cui però non vorrei anticipare troppo”.

Cinema, Gialdini (Cinetel): inizio anno in crescita, +10% sul 2024

Roma, 9 gen. (askanews) – “Il 2025 iniziato molto bene, la coda delle feste sta aiutando il mercato e nei primi otto giorni dell’anno abbiamo una crescita del 10% rispetto al 2024, con il cinema italiano fa la parte del leone con una quota di mercato intorno al 40% in questi primi giorni, un segno della buona salute dei prodotti nazionali che vengono apprezzati dal pubblico”.

Cos il presidente di Cinetel, Simone Gialdini, a margine della presentazione dei dati del mercato del cinema nel 2024 a Roma, rispondendo a una domanda sull’inizio del nuovo anno nelle sale italiane.

Look Up il nuovo album di musica country di Ringo Starr

Milano, 9 gen. (askanews) – Look Up il nuovo album di musica country di Ringo Starr in uscita domani, prodotto e scritto in collaborazione con T Bone Burnett, contiene 11 brani originali registrati quest’anno a Nashville e Los Angeles. Nove degli 11 brani di Look Up sono stati scritti in collaborazione con Burnett, uno da Billy Swan e l’altro scritto da Starr e Bruce Sugar. Ringo ha cantato e suonato la batteria in tutti i brani e ha realizzato il brano di chiusura dell’album, “Thankful”, insieme a Alison Krauss. Burnett ha reclutato alcuni dei più grandi talenti di Nashville per questo progetto, tra cui Billy Strings, Larkin Poe, Lucius, Molly Tuttle e Alison Krauss. La canzone che apre l’album, “Time On My Hands”, scritta da Paul Kennerly e Daniel Tashian (che è anche tra i produttori dell’album insieme a Sugar) e Burnett, è in uscita oggi.

La passione di Starr per la musica country è sempre stata evidente durante tutta la sua prestigiosa carriera. Ha suonato e scritto numerose canzoni country – o con influenze country – sia durante gli anni con i Beatles (ad esempio “Act Naturally”, “What Goes On”, “Don’t Pass Me By”) che con il gruppo precedente Rory Storm and The Hurricanes. Inoltre, il suo secondo album da solista Beaucoups of Blues del 1970 era country. Il suo amore per la musica country e il blues lo ha portato da Londra al Texas quando era ancora un adolescente, dopo aver letto che Lightnin’ Hopkins ha vissuto a Houston. Il nuovo album di Ringo Starr arriva dopo un incontro casuale con Burnett ad un evento a Los Angeles nel 2022 (i due si erano conosciuti negli anni ’70), dove Starr chiede a Burnett di scrivere una canzone per un EP che stava registrando. Prendendo a cuore il compito, Burnett è tornato con nove canzoni, tutte in stile country, che hanno felicemente messo Starr sulla strada giusta per registrare Look Up: il suo primo album country dopo 50 anni e il suo primo album completo dal 2019.

“Mi è sempre piaciuta la musica country. E quando ho chiesto a T Bone di scrivermi una canzone, non pensavo nemmeno che sarebbe stata una canzone country, e quando è arrivata era incredibilmente bella”. Ricorda Ringo. “Il quel periodo stavo realizzando degli EP e quindi pensavo che avremmo realizzato un EP country, ma quando mi ha portato nove canzoni ho capito che avremmo dovuto pubblicare un intero album! E sono così contento di averlo fatto. Voglio ringraziare e mandare Peace & Love a T Bone e a tutti i grandi musicisti che hanno contribuito a realizzare questo disco. È stato un piacere farlo e spero sia altrettanto piacevole ascoltarlo”.

“Ho apprezzato Ringo Starr e il suo modo di suonare, di cantare e il suo stile per tutto il tempo che riesco (o che mi interessa) ricordare”, dice Burnett. “Ringo, con il suo approccio creativo è riuscito a cambiare il modo di suonare di ogni batterista, e ha sempre cantato un rockabilly da urlo, oltre a essere un incredibile interprete di ballad. Comporre questa musica con lui è stato come realizzare un sogno che ho vissuto per 60 anni. Nessuno dei lavori che ho prodotto nella mia lunga vita in ambito musicale sarebbe potuto esistere se non fosse stato per lui e la sua band. Tra le altre cose, questo album è un modo per ringraziarlo per tutto quello che ha dato a me e a noi.”

Ringo Starr presenterà questa nuova musica a Nashville allo storico Ryman Auditorium il 14 e 15 gennaio 2025.

Tra tinte noir e Dylan Dog, Romics d’Oro a Barbara Baraldi

Roma, 9 gen. (askanews) – Barbara Baraldi, scrittrice e sceneggiatrice poliedrica, riceverà il Romics d’Oro alla 34esima edizione del Festival, in programma dal 3 al 6 aprile 2025 alla Fiera di Roma. Con una carriera che spazia tra romanzi, racconti e sceneggiature per fumetti, Baraldi è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di letteratura noir, thriller, fantasy e fumetto.

Ha esordito nel mondo della narrativa noir con “Una storia da rubare” (2007), vincendo il premio Gran Giallo Città di Cattolica come miglior racconto. Un successo a cui sono seguite opere di grande intensità, come “La collezionista di sogni infranti” (2007) e “Lullaby – La ninna nanna della morte” (2010), che l’hanno consacrata come una delle autrici emergenti più promettenti della narrativa noir italiana.

Nel 2010 Baraldi ha conquistato il pubblico con “Scarlett”, un’avvincente saga dark fantasy pubblicata da Mondadori che mescola atmosfere gotiche, orrore e romanticismo. La trilogia, composta da “Scarlett” (2010), “Scarlett: Il bacio del demone” (2011) e “Scarlett: La terza luna” (2015), ha riscosso un enorme successo tra i giovani lettori, diventando un punto di riferimento nel genere fantasy italiano.

Nel 2017, la scrittrice ha consolidato la sua vocazione al thriller psicologico per la casa editrice Giunti, dando vita alla serie di Aurora Scalviati, profiler del buio. Il primo romanzo, “Aurora nel buio” (2017), è stato seguito da “Osservatore oscuro” (2018), “L’ultima notte di Aurora” (2019), “La stagione dei ragni” (2021) e “Cambiare le ossa” (2022). Il suo ultimo romanzo è “La bambola dagli occhi di cristallo” (Giunti).

Baraldi ha iniziato la sua collaborazione con Sergio Bonelli Editore nel 2012, esordendo con la storia Il bottone di madreperla, disegnata da Paolo Mottura e pubblicata su Dylan Dog Color Fest n.9, e nel 2015 ha debuttato sulla serie regolare con l’albo n.348, La mano sbagliata, illustrato da Nicola Mari. Da allora è una delle firme di punta della testata, contribuendo con opere amate come Gli anni selvaggi (2016), Casca il mondo (2019) e Jenny (2021), arricchendo il personaggio creato da Tiziano Sclavi con nuove sfumature emotive e narrative. A coronamento del suo percorso, nel maggio 2023, è stata nominata curatrice di Dylan Dog, assumendo un ruolo centrale nel futuro creativo della serie.

Nel corso della sua carriera, ha collaborato con la Walt Disney Company come consulente creativa, ha pubblicato graphic novel con editori indipendenti in Italia, e in Francia con l’editore Soleil. Ha pubblicato romanzi per Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e un ciclo di guide ai misteri della città di Bologna per Newton & Compton.

I suoi libri sono pubblicati in vari Paesi, tra cui Germania, Polonia, Inghilterra e Stati Uniti. È tra i protagonisti del documentario BBC Italian noir (2010). Dal 2017 collabora con il periodico Tutto Libri – La Stampa. Dal 2023 è docente di fumetto presso la Scuola Holden.

A Romics sarà protagonista di un incontro speciale che ripercorrerà le tappe fondamentali della sua carriera artistica e di una mostra dedicata ai suoi lavori.

Il cinema italiano consolida la ripresa, il pubblico tornato in sala

Roma, 9 gen. (askanews) – Il cinema italiano nel 2024 ha consolidato la ripresa iniziata nel 2023. Sono stati incassati al box office quasi 494 milioni di euro (493.977.853), per un numero di presenze in sala pari a 69.709.089 biglietti venduti. I dati Cinetel relativi all’anno appena trascorso sono stati presentati a Roma, al The Space Cinema Moderno.

Simone Gialdini, presidente Cinetel: “Un 2024 che registra un pareggio con il 2023, un calo di incassi di appena lo 0,4% e di presenze dell’1,3% ma rispetto alle aspettative di gennaio un anno di successo; un anno di successo del cinema italiano che cresce rispetto al 2023 e con le festivit natalizie 2024-2025 importanti, che hanno visto una crescita di oltre il 28% sullo scorso anno”.

Un risultato inaspettato a inizio 2024, secondo gli operatori del settore, e a cui ha contribuito la stagione estiva, a cui si deve puntare, anche grazie alle iniziative sostenute dal Ministero della Cultura con la Direzione Generale Cinema e audiovisivo e il coordinamento di Cinecitt come “Cinema Revolution” che la Sottosegretaria Lucia Borgonzoni, che non potuta essere presente, ha riconfermato per quest’anno. Nella top ten degli incassi i film per famiglie e i blockbuster, con i cartoon protagonisti, “Inside Out 2”,(46.5 milioni), “Oceania 2” (19.4) e “Deadpool and Wolverine” (18 milioni), ma nella top ten entra in coda “Il ragazzo dai pantaloni rosa”.

Lo stesso film in vetta alla top 10 dei film italiani, (9 milioni d’incasso), davanti a “Parthenope” di Sorrentino (7.5 milioni), “Un mondo a parte” (7.3 milioni) e a molte commedie anche se nelle feste “Diamanti” di Ferzan Ozpetek ha conquistato il pubblico diventando il film con il pi alto incasso tra i titoli italiani usciti nel 2024.

Il cinema italiano, nel complesso, andato bene, con una quota di mercato superiore al 25%, nonostante sia mancato un titolo trascinatore come “C’ ancora domani” di Paola Cortellesi lo scorso anno. E nel periodo delle feste, non presente nel report di Cinetel, ha toccato il 45%.

Alessandro Usai, presidente Anica: “Trovo quasi straordinario che il cinema italiano abbia staccato un numero di biglietti e fatto un box office nel 2024 pari alla media del 2017-2019, recuperando completamente il gap pre-pandemia, cosa che per le altre cinematografie ancora non avvenuta”.

Mario Lorini, presidente Anec: “Un mercato forte un mercato che ha un’importante produzione nazionale. Quindi la stabilizzazione sullo storico della produzione italiana, intorno al 25% un elemento importante”.

Tra gli altri dati, emerge la quota di mercato Usa che ancora da padrona (oltre il 52%) ma la produzione ha risentito degli scioperi a Hollywood; cresciuto il pubblico dei pi giovani (+43%), soprattutto nella fascia 3-14 anni e anche il numero delle sale in Italia rimasto pressoch invariato, con buoni risultati soprattutto per la monosala piuttosto che i multiplex.

Inoltre, sono stati distribuiti 943 nuovi titoli (+166 rispetto al 2023) di cui 431 di produzione o co-produzione italiana (+67 rispetto al 2023). Con 96 film italiani che hanno avuto una distribuzione superiore ai 50 cinema, il numero pi alto mai registrato. E il 2025 iniziato bene: nei primi otto giorni c’ stata una crescita del 10% rispetto al 2024.

Ghali è l’artista più ascoltato del 2024 nelle radio italiane

Milano, 9 gen. (askanews) – Un nuovo straordinario riconoscimento marchia a fuoco il 2024 di Ghali appena concluso: è l’artista più ascoltato dell’anno nelle radio italiane secondo i dati ufficiali di EarOne. Un primato che racconta non solo del suo talento, ma anche della capacità di connettersi con un pubblico trasversale, grazie alla sua poliedricità artistica e all’abilità nello spaziare tra generi e linguaggi. Quello appena trascorso è stato un anno incredibile per Ghali, inaugurato con il suo attesissimo debutto al Festival di Sanremo con “Casa Mia”: il brano si è imposto da subito come un autentico fenomeno, conquistando il pubblico e le classifiche e guadagnandosi il Triplo Disco di Platino. L’estate è stata dominata da “Paprika” (Triplo Disco di Platino), brano fresco e travolgente che ha dominato le radio e le chart estive, simbolo dell’eclettismo musicale di Ghali, capace di miscelare il groove delle hit estive alla raffinatezza del suo stile. Il 2024 è stato una cavalcata di successi anche sul fronte live, segnato dalla catena di sold out del GHALI LIVE 2024, il tour prodotto da Vivo Concerti che l’ha visto tornare nei palasport a distanza di 6 anni dal suo primo Forum di Assago, con show che hanno ridefinito gli standard delle produzioni live italiane. Ma Ghali non si ferma: con l’annuncio del Gran Teatro di Ghali, lo straordinario evento previsto per il 20 settembre 2025 a Fiera Milano Live a coronamento della sua tournée estiva, ha già puntato lo sguardo verso un nuovo capitolo di innovazione musicale e scenica, pronto a stupire ancora. A questi successi si aggiunge il profondo impatto di “Niente Panico” (Warner Music Italy), un singolo che non solo ha scalato le classifiche, ma ha portato con sé un messaggio di forza e resilienza, diventando un inno di amore universale per un’intera generazione. Con un 2025 che si preannuncia altrettanto scintillante, Ghali si prepara a scrivere nuove pagine nella sua carriera, sempre all’insegna della musica e delle emozioni condivise con il suo pubblico.

Internet satellitare: al via bando gara per sperimentazione in Lombardia

Milano, 9 gen. (askanews) – Aria, l’agenzia di Regione Lombardia per gli acquisti, ha pubblicato il bando da 5 milioni di euro per dotare le aree periferiche a bassa connettività di connessione internet satellitare. Sulla piattaforma telematica Sintel è stata pubblicata la procedura ad evidenza pubblica per selezionare i fornitori ai quali affidare lo sviluppo della sperimentazione per usare, in modo complementare alla fibra, le connessioni satellitari.

Il finanziamento è pari a 5 milioni di euro, per la quota di competenza del dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del consiglio dei ministri, a valere sul Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, oltre che, in quota parte di finanziamento, da fondi di Regione Lombardia pari a 1 milione e 500 mila euro. La sperimentazione complessivamente prevede pertanto un finanziamento pari a 6,5 milioni, di cui 5 milioni messi a gara e 1 milione e 500 mila euro di costi gestionali e amministrativi.

La gara è una procedura aperta, multilotto, suddivisa in 2 lotti omogenei, su base geografica. Il primo comprende le province di Sondrio, Como, Bergamo, Varese, Lecco, Brescia, Monza e Brianza; il secondo quelle di Milano, Pavia, Cremona, Lodi, Mantova.

Le prestazioni avranno una durata massima di 24 mesi, precisandosi che le sole attività di fornitura, posa in opera e connettività avranno una durata di 4 mesi, eventualmente prorogabili di ulteriori 4 mesi.

Il termine per la presentazione delle offerte è il 25 febbraio. Tra i possibili candidati a partecipare al bando la Starlink di Elon Musk che è già in grado di offrire connessione internet satellitare in Italia, ma anche i concorrenti Viasat, Telesat e il progetto Kuiper di Amazon.

“L’accesso a siti e servizi digitali di qualità è un diritto da garantire a tutte le persone che desiderano farne uso – ha dichiarato Marco Ambrosini, presidente di Aria – L’obiettivo di Aria e Regione Lombardia, in stretta sinergia con il Dipartimento per la trasformazione digitale, è superare la realtà del digital divide e siamo orgogliosi di fare ancora una volta da apripista e poter contribuire, in prima linea, alla realizzazione della Strategia nazionale per la banda ultra larga 2023-2026”. “Un passaggio importante – ha aggiunto il direttore generale di Aria, Lorenzo Gubian – che ha l’obiettivo di aumentare la connessione ad alte prestazioni nei territori, penso alla fascia alpina lombarda, dove è ancora difficile connettere alla rete migliaia di utenti. Un’occasione strategica per la Regione Lombardia che ha l’obiettivo di fornire una copertura globale nelle aree rurali e remote, dove la connettività Internet è spesso inaffidabile o inesistente”.

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Parte da Trieste tour nazionale concerto-omaggio a Franco Battiato

Roma, 9 gen. (askanews) – Dopo il grande successo dell’anteprima assoluta del 3 dicembre scorso al Teatro Olimpico di Roma, il 2 febbraio 2025 prende il via dal Teatro Politeama Rossetti di Trieste il tour nazionale di Voglio Vederti Danzare, la nuova grande produzione musicale dedicata a Franco Battiato, firmata Menti Associate in collaborazione con Good Vibrations Entertainment e la direzione artistica di Rossana Raguseo.

La carriera dell’artista siciliano, indiscusso e indimenticabile Maestro della musica contemporanea italiana, può essere vista come un viaggio continuo e in evoluzione, che attraversa fasi di sperimentazione, pop colto, mistica, classica e spirituale, dimostrando la sua capacità unica di reinventarsi senza mai perdere la sua essenza di artista visionario e ricercatore. E così, Voglio vederti danzare conduce lo spettatore attraverso un coinvolgente percorso musicale attraverso le sue varie stagioni: dalla svolta eclettica dell’Era del cinghiale bianco ai riferimenti letterari di Prospettiva Nevskij, dalla riflessione sulla vita, la spiritualità e la trascendenza, il metodo Gurdjieff per la ricerca del proprio Centro di gravità permanente, ai dervishes turners immortalati nei versi di Voglio vederti danzare e molto altro.

Uno spettacolo emotivamente e spiritualmente suggestivo, in cui i tre aspetti fondamentali della natura umana, lo Spirito, l’Amore e l’Anima, si fondono tra note e parole. L’eccezionale accoglienza del pubblico durante l’anteprima romana ha evidenziato il forte impatto emotivo e artistico dello spettacolo, grazie a un perfetto equilibrio tra fedeltà agli arrangiamenti originali e nuove sfumature interpretative che ne hanno esaltato la modernità senza tradire l’essenza del Maestro. Le interpretazioni vocali di David Cuppari e Giorgia Zaccagni hanno saputo trasmettere l’anima più profonda dei capolavori di Battiato, facendo vibrare corde di pura emozione. E ogni brano eseguito ha suscitato entusiasmo per la sua impeccabile resa tecnica, frutto della straordinaria sintonia tra la band formata da Simone Temporali alle tastiere, Antonello Pacioni e Leonardo Guelpa alle chitarre, Glauco Fantini al basso e cori e Mario Luciani alla batteria e l’Orchestra d’archi Roma Sinfonietta, diretta da Giovanni Cernicchiaro, che ha curato gli arrangiamenti insieme a Temporali. A rendere l’esperienza ancora più intensa, il momento di profonda spiritualità creato dalla danza ipnotica dei dervisci rotanti, simbolo di armonia cosmica e trascendenza.

Dopo la data di Trieste il tour, che si avvale del supporto tecnico di Event Group, proseguirà nei maggiori teatri italiani: il 3 febbraio a Mestre (VE), al Teatro Toniolo, il 4 a Napoli al Teatro Acacia, il 6 al Politeama di Genova, il 7 a Milano al Teatro Dal Verme, il 2 marzo all’Auditorium Santa Chiara a Trento, il 3 al Palariviera a San Benedetto del Tronto (AP), il 4 ad Ancona al Teatro delle Muse, il 5 al Teatro Nuovo di Ferrara, il 6 a Piacenza al Teatro Politeama per concludersi il 7 marzo ad Assisi (PG) al Teatro Lyrick.

Teatro, Vinicio Marchioni dal 16 gennaio in "In Vino Veritas"

Roma, 9 gen. (askanews) – Al Teatro Palladium arriva Vinicio Marchioni con il suo spettacolo “In Vino Veritas” il 16, 17 e 18 gennaio 2025: un appuntamento che mescola teatro, letteratura e musica dal vivo.

“In Vino Veritas”, prodotto da Anton Art House, è un viaggio che attraversa miti, poesie, storie e ricordi personali, tutti legati al vino, simbolo di convivialità e ispirazione. Sul palco nella doppia veste di protagonista e regista, Marchioni intreccia le parole di Omero, Hemingway, Alda Merini e Bukowski con frammenti della propria memoria, evocando l’antico culto di Dioniso e condividendo con il pubblico emozioni universali: l’amicizia, l’amore, la paura, la gioia di vivere. Il tutto accompagnato dalle musiche originali di Pino Marino e Alessandro D’Alessandro, eseguite dal vivo.

Lo spettacolo vuole trasportare chi guarda e ascolta in una dimensione sospesa in un’atmosfera poetica e intima, come quella di una cena tra vecchi amici che si prolunga fino a notte fonda.

Nel suo ventunesimo anno di attività, il Teatro Palladium, con la stagione 2024/2025 “Mutamenti”, si conferma ancora aperto al nuovo, faro per gli studenti dell’Università Roma Tre e polo culturale di spicco per il territorio capitolino. Il nuovo presidente, il professor Riccardo Chiaradonna prosegue – con oltre 100 eventi, tra cui 18 spettacoli teatrali, 12 appuntamenti di danza, 15 giornate di cinema e 8 iniziative formative – la missione iniziata dal predecessore, professor Luca Aversano: creare un ponte tra il patrimonio culturale e le ultime ricerche artistiche, essere una palestra di esperienze per gli studenti e un laboratorio di sperimentazione di nuovi linguaggi, fornire agli artisti emergenti un palco per mettere in connessione discipline diverse.

In venticinque anni di carriera Vinicio Marchioni ha sempre alternato teatro e cinema ai massimi livelli, nazionali e internazionali. È stato diretto in teatro, tra gli altri, da Luca Ronconi, Antonio Latella, David Lescot, Leo Muscato, Roberto Latini. È stato candidato al Premio Ubu per la sua interpretazione in “Chi ha paura di Virginia Woolf” di A. Latella. Ha curato la regia di “Uno Zio Vanja”, “I soliti ignoti” e vari altri spettacoli e ha diretto il docufilm “Il terremoto di Vanja”. Per il cinema ha interpretato più di 40 film, alternando generi e ruoli, diretto dai maggiori registi, tra i quali Paolo Virzì, Paola Cortellesi, Paolo Genovese e Paul Haggis. È produttore, formatore, sceneggiatore e ha esordito come scrittore con il suo romanzo “Tre notti”, edito da Rizzoli.

L’esercito russo a due chilometri da Kupiansk, città chiave dell’Ucraina nord-orientale

Roma, 9 gen. (askanews) – L’esercito russo si trova ad appena due chilometri da Kupiansk, città chiave dell’Ucraina nord-orientale nell’oblast’ di Kharkiv. Lo ha dichiarato il capo dell’amministrazione militare della città, secondo quanto riportato dal Kiev Independent.

“La situazione è molto difficile; la linea del fronte è a due chilometri dalla periferia della città. La Russia cerca costantemente di attaccare”, ha dichiarato Andrii Besedin, aggiungendo che ieri l’esercito di Mosca ha effettuato dodici attacchi contro località a pochi chilometri di distanza.

Le truppe russe stanno cercando di raggiungere l’arteria principale Svatove-Kupiansk per entrare nella parte orientale della città, ha aggiunto. Si stanno avvicinando al nord-est di Kupiansk, come mostra il sito web DeepState, che mappa la linea del fronte da fonti aperte.Il Comando generale dell’esercito ucraino ha inoltre riferito che ieri sono stati registrati dodici attacchi russi in direzione di Kupiansk.

Venezuela, Maduro si insedia nell’isolamento internazionale

Roma, 9 gen. (askanews) – Nicolas Maduro giurerà domani un nuovo mandato di sei anni (il terzo consecutivo) come presidente del Venezuela, dopo un’elezione contestata sia dall’opposizione che dagli organismi internazionali e sullo sfondo di una persistente crisi economica e sociale del Paese – nonché di un crescente isolamento politico.

Stando alle indiscrezioni della vigilia infatti saranno pochissimi i Capi di Stato e di governo presenti alla cerimonia: persino Brasile e Colombia, tradizionalmente non ostili al regime di Caracas, invieranno dei rappresentanti diplomatici; il governo venezuelano, non a caso, non ha ancora reso nota la lista ufficiale dei partiti.

Malgrado tutte le difficoltà tuttavia il regime chavista continua a reggere, essenzialmente per due motivi: il primo l’alternativa – che al di là delle etichette dei singoli leader oppositori si riassume in un semplice ritorno dell’oligarchia di destra – viene ancora considerata peggiore, visti i precedenti storici.

Non è peraltro ancora chiaro se l’opposizione, che rivendica la vittoria elettorale, sceglierà di manifestare contro Maduro: il suo candidato presidenziale, Edmundo Gonzalez, al momento è in esilio in Spagna e la vera leader, Maria Corina Machado, si torva in clandestinità per evitare l’arresto.

Senza contare che all’indomani del voto il regime non ha esitato ad usare la violenza per reprimere ogni dissenso, il che porta al secondo motivo della sopravvivenza del chavismo: il perdurante sostegno delle forze armate.

Chavez proveniva dai ranghi dell’esercito e il suo regime è stato ben attento a favorire in ogni modo colonnelli e generali – tradizionalmente ultraconservatori – che di fatto sono diventati fra i principali beneficiari delle politiche governative.

Stando così le cose, malgrado l’isolamento internazionale è difficile che Maduro possa perdere il potere in tempi brevi: sarebbe necessaria un’opposizione credibilmente democratica accettabile come tale da quell’ampia fascia di popolazione che dal chavismo ha avuto quanto meno qualche beneficio sociale, e che teme un semplice ritorno a un passato ricordato ancora come ancora peggiore.

E tuttavia è vero che il credito del regime è in esaurimento, prova ne sia l’emigrazione di massa che ha riguardato oltre sette milioni di persone; lo stesso Maduro è stato costretto a ricorrere a delle politiche economiche ben lontane dal “socialismo del XXI secolo” predicato da Chavez per cercare di tenere a bada un’inflazione galoppante.

Il tutto in un Paese che costituisce un esempio perfetto della “maledizione delle materie prime”: una ricchezza petrolifera che malgrado il riuscito monopolio statale è stata sempre utilizzata a beneficio di pochi e come ricompensa per la fedeltà politica, sia dalla destra che dalla sinistra.

Cinema, "Nonostante" di Valerio Mastandrea nelle sale il 27 marzo

Roma, 9 gen. (askanews) – “Nonostante” di Valerio Mastandrea, film di apertura della sezione Orizzonti alla 81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, uscirà nelle sale il 27 marzo distribuito da BiM Distribuzione.

Il film è interpretato da Valerio Mastandrea, Dolores Fonzi, Lino Musella, Giorgio Montanini, Justin Alexander Korovkin, Barbara Ronchi, Luca Lionello e con Laura Morante.

“Nonostante” racconta di un uomo che trascorre serenamente le sue giornate in ospedale senza troppe preoccupazioni. E’ ricoverato da un po’ ma quella condizione sembra il modo migliore per vivere la sua vita, al riparo da tutto e da tutti, senza responsabilità e problemi di alcun genere. Si sta davvero bene lì dentro e anche se qualche compagno di reparto si sente intrappolato, per lui ci si può sentire anche liberi come da nessun’altra parte. Quella preziosa routine scorre senza intoppi fino a quando una nuova persona viene ricoverata nello stesso reparto. E’ una compagna irrequieta, arrabbiata, non accetta nulla di quella condizione soprattutto le regole non scritte. Non è disposta ad aspettare, vuole lasciare quel posto migliorando o addirittura peggiorando. Vuole vivere come si deve o morire, come capita a chi finisce lì dentro. Lui viene travolto da quel furore, prima cercando di difendersi e poi accogliendo qualcosa di incomprensibile. Quell’incontro gli servirà ad accettare che se scegli di affrontare veramente il tuo cuore e le tue emozioni, non c’è alcun riparo possibile.

“Nonostante” è prodotto da Viola Prestieri e Valeria Golino per HT Film, Francesco Tatò e Oscar Glioti per Damocle, Moreno Zani e Malcom Pagani per Tenderstories con Rai Cinema. Il soggetto e la sceneggiatura sono di Enrico Audenino e Valerio Mastandrea, il montaggio è di Chiara Vullo, la fotografia è a cura di Guido Michelotti, la scenografia è di Roberto De Angelis, le musiche originali sono di Tóti Gudnason, i costumi di Veronica Fragola e Carlotta D’Alessio, il casting di Gabriella Giannattasio.

Ces 2025, i tech trends: dalle nuove frontiere dell’AI ai computer quantistici

Las Vegas (Nevada), 9 gen. (askanews) – Dalle nuove frontiere dell’AI allo sviluppo dei computer quantistici, e poi salute digitale sostenibilit, transizione energetica. Sono i trend tecnologici del 2025 che emergono dal Ces di Las Vegas, l’evento tech organizzato da Cta (dal 7 al 10 gennaio). Jessica Boothe direttrice del market research al Ces.

“Quest’anno i trends si focalizzano sul modo in cui la tecnologia stia aiutando il mondo e l’ambiente in generale. Quindi sostenibilit e il modo in cui l’energia si sta trasformando. Poi la salute digitale tramite cui stiamo provando a vivere pi a lungo, e tutto questo possibile grazie all’AI, che davvero parte integrante di tutta la tecnologia che stiamo vedendo qui al CS quest’anno.

E oltre il 2025? “Guardando al futuro vedremo una tecnologia molto pi incentrata sulla persona. Quindi, mentre l’intelligenza artificiale continua a imparare dai nostri dati, vedremo come ci aiuter con i chat bot e a personalizzare le nostre esperienze nel mondo della salute e del lavoro. Oltre il 90% delle persone capisce cosa sia l’IA e un po’ meno cosa sia quella generativa, ma il 60% la utilizza per lavoro e continueremo a vedere questa tendenza espandersi in futuro”.

Warner Bros. Discovery: 2024 record per ascolti e raccolta pubblicità

Roma, 9 gen. (askanews) – Ascolti da record nel 2024 per il gruppo Warner Bros. Discovery che si conferma terzo editore nazionale e segna, con il 9,4% di share nelle 24 ore, una crescita del +9% rispetto allo scorso anno. Crescita che raggiunge il +18% in prime time, grazie alla quale WBD è l’editore televisivo con la miglior performance tra tutti i broadcaster facendo segnare numeri da record in ogni singolo mese del 2024. Un successo spinto da Nove e Real Time, i canali che hanno avuto la maggiore crescita sia nelle 24 ore sia in prime time.

Molto bene il portfolio anche sul target commerciale 25-54 anni: 12,1% di share nelle 24 ore e 10,8% di share in prima serata. In entrambe le fasce, WBD è l’editore che sale di più (rispettivamente +7% e +15% rispetto allo scorso anno).

Alessandro Araimo, Amministratore Delegato Warner Bros. Discovery Italy & Iberia, commenta: “Sono particolarmente orgoglioso di questi primati che confermano WBD come terzo editore nazionale e, soprattutto, quello con la maggior crescita sul mercato. Un risultato frutto di un costante e infaticabile lavoro dei nostri team editoriale e commerciale su tutto il portfolio ed in particolare nelle fasce più pregiate dei principali canali, Nove e Real Time, che raggiungono i migliori risultati di sempre. Con questi numeri, uniti alle performance a doppia cifra della nostra concessionaria – anche questa la migliore del mercato grazie a una proposta editoriale che per qualità e quantità degli ascolti è ormai indispensabile in ogni pianificazione pubblicitaria – e a una squadra di talent di veri fuoriclasse, affrontiamo un 2025 ricco di nuove opportunità e con un importante potenziale ancora da sfruttare”.

Il successo fa leva sulla performance di Nove, che segna un anno da record sia nelle 24 ore, con il 2,3% di share (+18% vs 2023), che in prime time e seconda serata, dove sale rispettivamente al 3,2% e 3% con una crescita del +29% e +27% rispetto allo scorso anno.

Che Tempo Che Fa, il talk show creato e condotto da Fabio Fazio, traina il successo del canale con una media di 2 milioni di spettatori e 10,1% share, con punte record di 3 milioni e 14% share.

In autunno, ottime performance anche per Amadeus e la sua La Corrida – Dilettanti allo Sbaraglio, con 905.000 spettatori e 6,3% share, mentre Maurizio Crozza al venerdì sera con Fratelli di Crozza consolida i risultati dell’anno precedente con 1,1 milioni di spettatori e 6% share.

Anno record anche per Real Time che chiude il 2024 con le migliori performance di sempre sia nelle 24 ore, con una media dell’1,8% share (+23% rispetto al 2023), sia in prime time con il 2% di share (+49% rispetto al 2023). Anno della consacrazione di Casa a prima vista che, con la quarta stagione, ha ottenuto i numeri più alti di sempre con 817.000 spettatori e il 4% di share (+12% rispetto alla stagione precedente). Crescono anche il talent storico del canale, Bake Off Italia – Dolci in forno – che con la media di 638.000 spettatori e 3,6% share chiude con +12% rispetto allo scorso anno – e il dating Matrimonio a prima vista, con 571.000 spettatori e 3,2% share, con +40% rispetto al 2023.

Nel 2024 vanno bene anche altri canali del portfolio, in particolare: Dmax chiude l’anno all’1% share; Food Network cresce del +6% sull’anno precedente e Warner Tv del +10%; Eurosport da record con una crescita del +75% rispetto al 2023, grazie ai risultati dei Giochi Olimpici Parigi 2024 e alle edizioni più viste di sempre degli Australian Open e del Roland-Garros.