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Autonomia differenziata, Emilia-Romagna si sfila: strumento sbagliato

Bologna, 19 feb. (askanews) – L’Emilia-Romagna rinuncia al percorso di autonomia differenziata. Lo ha annunciato il presidente della Regione Michele de Pascale durante l’Assemblea legislativa, segnando una svolta rispetto alla linea tenuta dal suo predecessore Stefano Bonaccini.

“Non condividiamo lo strumento, riteniamo che non serva differenziazione nelle competenze fra le Regioni – ha spiegato de Pascale -. In questo momento il dibattito a livello nazionale non neanche particolarmente serio. E’ evidente che la maggioranza della maggioranza di governo soffre questo provvedimento e sta cercando di metterlo da parte, mentre legittimamente la Lega pretende che vengano rispettati gli accordi di governo”.

“Secondo noi c’ un po’ un gioco delle parti, un teatrino e non vogliamo impegnare l’Emilia-Romagna in questo dibattito poco produttivo – ha aggiunto -. Lo strumento sbagliato, pensiamo che si possa perseguire l’autonomia in maniera non differenziata e amministrativa, non legislativa”.

Sulla discontinuit con Bonaccini, de Pascale ha rivendicato una scelta “autocritica”: “Io ero parte di quel percorso come presidente dell’Anci Emilia-Romagna, un cambio di orientamento basato sui fatti, non una questione pregiudiziale. Sono ormai 8 anni che si discute di autonomia differenziata e non ha portato a nulla. Durante la pandemia le Regioni hanno mostrato i limiti di andare ognuno nella sua direzione. Siamo davanti a scenari internazionali che dicono che serve un’Italia pi forte in Europa, non un’Emilia-Romagna pi autonoma rispetto al Paese”.

Calcio, Gasperini attacca Lookman per il rigore,lui: "Irrispettoso"

Roma, 19 feb. (askanews) – “Credo che Lookman sia uno dei peggiori rigoristi che io abbia mai visto. Li calcia malissimo, anche in allenamento ha una percentuale realizzativa davvero bassa”. Dura la presa di posizione di Gian Piero Gasperini al termine della sconfitta col Bruges, altro stop ai playoff che ha causato l’eliminazione dell’Atalanta dalla Champions League. Battuti sia all’andata che al ritorno dei belgi, i nerazzurri avevano accarezzato la possibilità di rimontare dopo la rete neoentrato Lookman e il rigore del possibile 2-3, penalty calciato dallo stesso nigeriano ma parato da Mignolet. “C’erano Retegui e De Ketelaere che potevano tirarli – ha proseguito Gasperini in conferenza -, ma sull’onda dell’euforia per il gol appena segnato ha voluto prendere lui il pallone. Un gesto che non mi è piaciuto”. Un commento che ha portato alla replica dello stesso Ademola Lookman, sfogo condiviso attraverso una Instagram story.

Ecco il posto integrale dell’attaccante dell’Atalanta: “Mi rattrista dover scrivere questa dichiarazione in un giorno come questo, soprattutto per quello che abbiamo realizzato insieme come squadra e come città. Essere additati nel modo in cui sono stato non solo mi ferisce, ma mi sembra anche profondamente irrispettoso, non da ultimo per l’immenso duro lavoro e impegno che ho sempre messo ogni giorno per aiutare a portare successo a questo club e agli incredibili tifosi di Bergamo. In verità, ho affrontato molti momenti difficili durante il mio periodo qui, la maggior parte dei quali non ho mai parlato perché secondo me la squadra deve sempre essere protetta e deve venire prima. Questo rende ciò che è successo ieri sera ancora più doloroso. Insieme ai nostri incredibili tifosi, anche noi come squadra stiamo soffrendo per il risultato di ieri sera. Durante la partita il rigorista designato mi ha incaricato di calciarlo e, per supportare la squadra, mi sono assunto la responsabilità di farlo in quel momento. La vita è fatta di sfide e di trasformare il dolore in potere e continuerò a farlo”.

Formula1, Vasseur: "Oggi siamo tutti campioni del mondo"

Roma, 19 feb. (askanews) – “A questo punto della stagione siamo tutti campioni del mondo ed è sempre una specie di luna di miele. Dal punto di vista tecnico, la verifica in pista è stata buona”, lo ha detto il team principal della Ferrari, Fred Vasseur, parlando a Sky Sport dopo il primo giorno in pista della nuova SF-25 sul tracciato di Fiorano: “La battaglia è stata serrata lo scorso anno e non c’era bisogno di una rivoluzione. Hamilton era emozionato ieri a Londra, ma lo è da un po’. Sulla carta siamo quattro team in grado di lottare per il titolo, poi dopo i primi gp vedremo come stanno le cose” Intanto Charles Leclerc ha completato i 100 km con la SF-25 a Fiorano. Dopo la pausa pranzo toccherà a Lewis Hamilton. Non ci sono dati ufficiali, ma Leclerc avrebbe migliorato i tempi della scorsa stagione.

A Roma riapre il Fiamma, sarà ancora un cinema e polo multifunzionale

Roma, 19 feb. (askanews) – Il Fiamma di Via Bissolati a Roma riaprirà e sarà ancora un cinema. La gestione della storica multisala sarà curata da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini dell’Associazione Culturale PlaytownRoma che da oltre vent’anni si occupa di promuovere il cinema e l’audiovisivo.

La sala, chiusa dal 2017, è stata acquisita dal gruppo Caroli dell’imprenditore Floriano Caroli, già promotore in passato di iniziative legate al mondo dell’arte e della cultura, che l’ha rilevata dal Centro Sperimentale con l’obiettivo di riaprirla e farla tornare ad essere un punto di riferimento non solo per il quartiere ma per tutto il pubblico romano, con spazi di aggregazione culturale e sociale.

Il Fiamma sarà non solo un cinema ma un polo multifunzionale che terrà conto sia dell’importanza storica del primo multisala della Capitale (ospitò le anteprime di capolavori come “La dolce vita” il 4 febbraio del 1960 e “8 ½” il 13 febbraio del 1963 ma anche la prima edizione dei David di Donatello nel 1956) che di un progetto innovativo legato al cinema di qualità, alla scoperta di nuovi talenti, alle nuove forme di espressione cinematografica e alla valorizzazione del patrimonio di oggi e di ieri.

L’iter che porterà alla riapertura del cinema di via Bissolati e la presentazione del progetto della nuova struttura saranno comunicati nei prossimi mesi.

“Il Fiamma riapre e sarà un cinema per tutti – hanno dichiarato Fabia Bettini e Gianluca Giannelli – Lo sarà grazie ad un gruppo di imprenditori illuminati che con noi ha creduto nell’importanza di irradiare la città attraverso la cultura considerandola un volano imprescindibile per la rinascita e il rilancio del centro storico e della Capitale. Siamo pronti a entrare in dialogo con tutte le istituzioni, il Comune di Roma Capitale, la Regione Lazio e il Ministero della Cultura, che stanno lavorando sul rilancio e sull’importanza delle sale cinematografiche in città, sia come presidio culturale che come industria creativa. Al Fiamma torneranno i giovani che da anni sono la nostra energia e il nostro lavoro e il pubblico che ama il cinema e che abbiamo incontrato nei quartieri più difficili e lontani dal centro storico. Sarà un polo culturale audace, in cui aggregare umanità, idee e gli amici della comunità del cinema. Un luogo di formazione, incontro, studio e di scoperta del talento e delle nuove forme di espressione cinematografica oltre che di valorizzazione del patrimonio presente e passato”.

“Il Fiamma è stato un simbolo dell’epoca d’oro del cinema italiano oltre che per tanti romani che ancora lo ricordano – ha affermato il Gruppo Caroli, sottolineando – Riaprirlo, trasformando lo spazio in un polo culturale che guarda ai giovani, dandogli nuova vita con investimenti adeguati, rappresenta per noi una mission strategica. Pensiamo che la partecipazione culturale possa essere un importante veicolo per la rigenerazione urbana oltre che un volano formidabile per l’inclusione sociale e per lo sviluppo economico del centro storico”.

Fine vita, de Pascale: paradossale no a legge nazionale sul tema

Bologna, 19 feb. (askanews) – “E’ paradossale che chi invoca l’autonomia differenziata poi si opponga a una legge nazionale sul fine vita”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, a margine dell’Assemblea legislativa, commentando le polemiche sul primo caso di suicidio assistito in Lombardia.

“L’idea che in venti Regioni italiane si sia costretti a studiare venti sistemi diversi per decidere come si tratta una fase cos complessa della vita inaccettabile – ha sottolineato de Pascale -. “E’ un tema complessissimo, che sovrappone questioni molto diverse tra loro, come la dignit, il dolore, le terapie palliative, le condizioni di vita, le scelte individuali, il rispetto verso la vita e la malattia”.

“Tutti i governatori sono nella stessa identica condizione di dover occupare uno spazio con strumenti locali che non proprio delle Regioni”, ha aggiunto il presidente. “L’Emilia-Romagna nel passato mandato aveva adottato una delibera di giunta, contro la quale c’ stato un ricorso al Tar ancora pendente. La Toscana ha fatto una legge. Fontana invoca una legge. Ma inaccettabile che questo tema non venga affrontato a livello centrale”.

Calcio, Ranieri: "Quello di domani è un signor arbitro"

Roma, 19 feb. (askanews) – Giornata di vigilia in casa Roma. I giallorossi preparano la sfida contro il Porto, in programma domani, giovedì 20 febbraio, alle ore 18.45 all’Olimpico. Dopo gli episodi dell’andata attenzione sull’arbitro del match: “L’arbitro che ci sarà – il francese Francois Letexier ndr – è un enfant prodige – dice Ranieri in conferenza stampa – mi ha arbitrato quando ero in Ligue 1 due partite. È un signor arbitro, bravissimo. Con tutte le partite in Uefa non ho mai detto nulla sugli arbitri, mi vanno sempre benissimo. Sull’altra domanda: quello che mi interessa è vedere i ragazzi che si divertono e giocano tra di loro. Penso che anche i tifosi siano felici di questo”. Le italiane eliminate le fanno alzare ancor di più l’attenzione: “Io ho sempre l’asticella alzata. Il calcio è uno sport bellissimo, in cui non c’è nulla di scritto. Ho detto alla fine della partita d’andata che parliamo di un 50-50, e così è. Affronteremo una buonissima squadra, molto giovane e con un tasso tecnico molto elevato. Sarà una grande partita”. Su Dovbyk: “Sta migliorando, ma deve ancora crescere tanto. E’ il nostro punto di riferimento offensivo: è un processo che va sempre di più migliorato, ma sono positivo. Sono cose che solo con il lavoro possono essere limate”. Hummels “è tornato a pieno regime. Sta bene e si è allenato bene questa settimana. È disponibile”. Dybala nelle ultime 9 partite di Europa League non ha segnato: “Dico sempre che per la legge dei grandi numeri, prima poi qualcosa cambierà. Prima o poi segnerà”. Che cosa si può evitare rispetto alla gara d’andata: “Nella gara d’andata sono contento di tutto quello che ho visto, sia quando eravamo in 11 che in 10 uomini. Sono molto orgoglioso di questi ragazzi che mi stanno seguendo da quando sono arrivato”.La Roma sui calci d’angolo subisce molte ripartenze: “Noi lavoriamo sempre, anche se a volte penso che ci sia un po’ di casualità. Ci sono periodi in cui prendi gol in determinate situazioni. Con il Porto domani dobbiamo fare molta attenzione: è una squadra molto tecnica che va diretta verso la porta”. Come si allena la difficoltà a centrare la porta: “Contro il Parma è stata una partita un po’ particolare perché, giocando in 10 hanno, chiuso un po’ tutti gli spazi. Penso che per quanto riguarda i gol fatti la squadra si sta ben comportando. Poi è chiaro che ci sono dei goleador. Alcune volte è proprio questione di quanti giocatori hai per far gol”.

Bce, Schnabel: vicini al punto in cui fare pausa o fermare tagli tassi

Roma, 19 feb. (askanews) – Alla Bce “ci stiamo avvicinando al punto in cui potremmo dover fare una pausa o arrestare i nostri tagli ai tassi di interesse”. Lo ha affermato Isabel Schnabel, l’esponente tedesca che siede nel Comitato esecutivo della Bce in una intervista al Financial Times.

Interpellata sulla remota ipotesi di futuri rialzi, risponde invece “No. Questo lo escluderei”. Il punto, secondo Schnabel, è che con le riduzioni già operate al costo del danaro il livello restrittivo della linea monetaria “si è ridotto in maniera rilevante, in misura tale che non possiamo affermare in maniera risoluta che la nostra linea resti restrittiva”.

L’economista spiega che in questo ambito la Bce guarda attentamente alle indagini presso le banche, che nell’ultima edizione riportavano che 9 istituti su 10 affermano che il livello dei tassi non ha effetti sulla domanda di prestiti, mentre un anno fa un terzo delle banche rispondeva che i tassi frenavano la domanda.

Sul se a marzo bisognerà rimuovere, dal comunicato del Consiglio direttivo, il riferimento alla intonazione restrittiva della linea monetaria – posto che generalmente è atteso un nuovo taglio dei tassi di interesse da 25 punti base – “si tratta di una discussione che avremo” al prossimo direttorio. Ad ogni modo “non bisogna assegnare eccessiva importanza a differenze dell’ordine di 25 punti base”.

Dato che non è più chiaro se la politica monetaria sia ancora restrittiva “per me la direzione di marcia non è a sua volta più chiara”, insiste. Peraltro, per quanto riguarda l’inflazione, i recenti rialzi dei prezzi dell’energia sono un fattore da “monitorare attentamente. Secondo me – dice ancora Schnabel – i rischi sulle nostre prospettive di inflazione si sono in qualche misura mossi verso il rialzo. Quindi non escluderei che l’inflazione torni al 2% più tardi di quanto abbiamo anticipato. Ma questo resta da verificare”.

Il quotidiano la subissa di domande sul concetto “tasso di interesse naturale” (R*), ovvero il livello del costo del denaro compatibile con una inflazione stabile in una economia che funziona a piena capacità. Secondo Schnabel il concetto ha rilevanza dal punto di vista analitico e accademico, ma è circondato da incertezza: alla Bce “sappiamo che ne sappiamo davvero poco”. E comunque “non può essere in alcun modo una guida affidabile per la politica monetaria” del giorno per giorno. (fonte immagine: ECB 2024).

Lanzarin (Regione Veneto): stop al finanziamento della sanit a silos

Cernobbio (Co), 19 feb. (askanews) – Le Regioni non in deficit “devono essere messe nella facolt di poter utilizzare le risorse” del fondo sanitario nazionale, garantendo i livelli essenziali delle prestastazioni, “ma anche non a silos come siamo adesso perch questo ci permetterebbe” di “poter dare anche dei servizi aggiuntivi”. Lo ha detto l’assessore alla sanit della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, a margine della seconda edizione della Cernobbio School di Motore Sanit. “Oggi un momento particolare, difficile, con il post emergenza pandemica e la carenza di personale che ritengo sia il vero problema all’interno dei sistemi sanitari tutti, la cronicit, l’invecchiamento della popolazione, la sostenibilit, perch abbiamo costi aggiuntivi legati a tanti fattori stanno comunque mettendo a dura prova il sistema, il nostro modello che universalistico, cio noi curiamo tutti e credo sia un privilegio dell’Italia che va difeso fino alla fine. chiaro che dobbiamo investire sempre pi sui modelli organizzativi, della rete ospedaliera e di quella territoriale” finanziata dal Pnrr per serve anche “un passaggio culturale” per “indirizzare il cittadino sulla rete” ha aggiunto l’assessore.

Tennis, Wenzel (Wada): "Sinner? Non è un caso di doping"

Roma, 19 feb. (askanews) – Ross Wenzel, il General Counsel della Wada, ha rilasciato un’intervista a Sky UK sul caso che ha coinvolto Jannik Sinner (sospeso per tre mesi in virtù di un accordo con l’agenzia mondiale antidoping per la questione clostebol). “Wada ha condotto una significativa indagine dal punto di vista scientifico, non solo sui fatti. C’è stata una versione dei fatti assolutamente comprovata dall’inizio alla fine. Quello che è successo è molto chiaro. Ma anche dal punto di vista scientifico c’è stata una investigazione. Wada ha consultato diversi esperti con lo stesso risultato. Le due positività del marzo 2024 semplicemente non sono compatibili con il doping intenzionale, nemmeno attraverso micro-dosaggi. Posso aggiungere una cosa, che non è stata ancora dichiarata ufficialmente dalla Wada ma che credo sia importante dire per la prima volta. Sono stati controllati tutti i campioni dei test sostenuti da Sinner nei 12 mesi precedenti alle due positività del marzo dello scorso anno. Lo scopo era cercare ogni indizio simile, ogni possibile traccia della sostanza incriminata in tutti i campioni. La risposta da parte di tutti i laboratori su un numero così grande di campioni è stata che non è stato trovato nulla. Qualsiasi cosa la gente possa pensare di questo caso, è chiaro che questo non è un caso di doping o di comportamento scorretto. Penso che sia necessario capire bene questo fatto”.

Sui tre mesi di sospensione: “I tre mesi di sospensione sono una sanzione giusta e corretta in questo caso. La possibilità di arrivare ad un accordo in ogni fase del procedimento è qualcosa che è chiaramente stabilito dalle regole. Wada lo ha fatto in altri 67 casi da quando l’articolo che prevede i patteggiamenti è entrato in vigore quattro anni fa con il codice del 2021. Abbiamo pensato che fosse il modo giusto per risolvere questo caso. È stato, direi, un caso esemplare di accordo tra le parti. La pena minima di un anno, stabilita dal codice per la negligenza, secondo noi sarebbe stata ingiusta per i fatti specifici che sono avvenuti. Molti mi sembrano d’accordo con questa interpretazione”.

Bertolaso: “Possiamo predire rischi salute, manca volont di farlo”

Cernobbio (Co), 19 feb. (askanews) – “Che cos’ la medicina predittiva? quella medicina, che si avvale anche dell’intelligenza artificiale, che mette insieme tutti i dati di una persona, da quando nato, le vaccinazioni che ha fatto, le malattie che ha avuto, le tonsille che gli hanno tolto, le sigarette che fuma, perch tutti questi dati ci sono, e quindi capire esattamente quale sar il percorso di vita di questa persona. Oggi possibile farlo e se tu sei in grado di avere questa palla di vetro che ti permette di capire quali sono i rischi che tu correrai nei prossimi dieci, 20 o 30 anni puoi mettere in pratica quelle azioni preventive che ti possono impedire di ammalarti e questo mi pare un vantaggio non di poco conto e poi per la comunit ci sono dei risparmi sulla spesa straordinari, il tutto su base volontaria”. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, a margine della seconda edizione della Cernobbio School di Motore Sanit. “Manca la volont politica di poter coniugare tutti i dati che abbiamo, tutte le informazioni che ci sono, a un sistema di medicina predittiva” ha aggiunto.

Putin: i colloqui a Riad sono andati bene, la Russia ha fatto il primo passo

Roma, 19 feb. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin “valuta positivamente i risultati” dei colloqui ieri con la delegazione ad alto livello americana a Riad.

“La Russia ha fatto il primo passo per riprendere la collaborazione con gli Stati Uniti in una serie di aree di reciproco interesse, tra cui il Medio Oriente”, ha dichiarato il capo del Cremlino. Vladimir Putin ha dichiarato poi che la Russia è pronta a tornare al tavolo dei negoziati sul conflitto in Ucraina, affermando che Mosca “non si è mai sottratta alle trattative”.

Germania, 4 candidati (e un superfavorito) per la cancelleria

Roma, 19 feb. (askanews) – Sono quattro i candidati alla cancelleria tedesca dopo il voto di domenica 23 febbraio e tra loro il conservatore Friedriech Merz è quello con più probabilità di ottenere la carica. Gli altri aspiranti sono l’attuale cancelliere Scholz, il candidati dei Verdi Robert Habeck e per Afd Alice Weidel, una prima volta per l’estrema destra tedesca, che punta a essere la seconda forza in parlamento.

FRIEDRICH MERZ Il 69enne leader dell’opposizione tedesca ha dominato la campagna elettorale. Capo dell’Unione Unione Cristiano-Democratica (Cdu) dopo l’uscita dalla scena politica di Angela Merkel, Merz ha impresso un corso più conservatore alle politiche del blocco Cdu-Csu, portando al centro il tema dell’immigrazione. Merz non ha esperienza di governo. È entrato nel Parlamento europeo nel 1989 prima di ottenere un seggio in Germania cinque anni dopo. Dopo il 2009 si è preso una pausa dalla politica attiva per diversi anni, esercitando la professione di avvocato e dirigendo il consiglio di sorveglianza della filiale tedesca del gestore di investimenti BlackRock.

OLAF SCHOLZ Il 66enne è cancelliere della Germania dal dicembre 2021. Il socialdemocratico di centro-sinistra ha una grande esperienza di governo, essendo stato in precedenza sindaco di Amburgo e ministro del Lavoro e delle Finanze. Come cancelliere, ha dovuto affrontare crisi inattese, a cominciare dall’invasione russa dell’Ucraina con le sue conseguenze economiche, particolarmente pesanti per la Germania. Scholz promuove la modernizzazione delle forze armate tedesche e ha reso la Germania il secondo fornitore di armi dell’Ucraina. E proprio le discussioni su come fronteggiare la crisi economica hanno minato la coalizione tripartita che lo ha sostenuto, sino a quando il licenziamento del ministro delle finanze Christian Lindner lo scorso 6 novembre ha aperto la strada alle elezioni anticipate: la coalizione tripartita composta dal Partito Social-democratico (Spd), dai Verdi (die Grunen) e dai liberaldemocratici di Fpd non ha infatti garantito il voto di fiducia chiesto da Scholz (207 voti a favore, 394 contrari) e a quel punto si è optato per tornare alle urne. ROBERT HABECK Cinquantacinque anni, è il candidato dei Verdi ambientalisti. È anche l’attuale vice-cancelliere e ministro dell’Economia e del Clima, con responsabilità per le questioni energetiche. Come co-leader dei Verdi dal 2018 al 2022, può rivendicare un aumento della popolarità del partito, ma nel 2021 si è fatto da parte per permettere ad Annalena Baerbock – oggi ministro degli Esteri tedesco – di essere la prima candidata del partito alla carica di cancelliere. Habeck come ministro ha suscitato giudizi contrastanti, in particolare per il piano elaborato dal suo ministero per sostituire i sistemi di riscaldamento a combustibili fossili con alternative più ecologiche, argomento che ha aggravato le divisioni all’interno del governo.

ALICE WEIDEL Con Weideil, 46 anni, per la prima volta il partito di estrema destra e anti-immigrazione Alternativa per la Germania (AfD) si candida alla massima carica del Paese. Economista di formazione, Weidel si è unita al partito poco dopo la sua fondazione nel 2013. È stata co-leader del gruppo parlamentare del suo partito da quando, nel 2017, Afd ha conquistato per la prima volta dei seggi nel parlamento nazionale. È co-leader del partito dal 2022, insieme a Tino Chrupalla. A dicembre è stata nominata candidata alla carica di cancelliere, anche se altri partiti hanno dichiarato di non voler lavorare con l’AfD, per cui al momento sembra impossibile che la sua candidatura si trasformi in cancellierato.

Melozzi: la discografia deve spingere di pi

Roma, 19 feb. (askanews) – “Sanremo una sorta di fiera della discografia in cui, negli anni, le case discografiche hanno investito e oggi l’impatto sulle vendite dei biglietti enorme. Dovendo dare un giudizio strettamente musicale, sono molto critico: noi temiamo di osare. Purtroppo il mondo della discografia si sta appiattendo e con uno strumento cos potente come Sanremo veramente un peccato. Quindi la discografia deve spingere, perch il Festival non pu essere soltanto un modo per raccogliere, deve essere anche un modo per seminare musica, cultura e alzare il livello”. Lo ha detto Enrico Melozzi, compositore, produttore e violoncellista, a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv.

Artisti per Frescobaldi, nel 2025 con Giulia Cenci e Sunmin Park

Milano, 19 feb. (askanews) – stata presentata a Milano la settima edizione di “Artisti per Frescobaldi”, progetto d’arte concepito dalla famiglia Frescobaldi per la tenuta di CastelGiocondo a Montalcino. Nato come premio per figure emergenti, oggi si evoluto in una vera e propria committenza. “Quest’anno – ha detto ad askanews Tiziana Frescobaldi, presidente della Holding Compagnia de’ Frescobaldi e direttrice del progetto artistico – abbiamo invitato due artiste donne. Un’artista italiana, per l’appunto anche toscana, Giulia Cenci e un’artista coreana. Quindi per la prima volta il nostro progetto, che ha visto la partecipazione in passato di artisti internazionali, per non avevamo mai avuto un artista dell’estremo oriente, vede l’invito a Sunmin Park per realizzare un progetto per la Tenuta di CastelGiocondo, un’artista coreana che vive a Seul e che in realt realizzer un progetto ispirato al mondo del vino”.

“Artisti per Frescobaldi” mira a esplorare il legame tra l’arte contemporanea e il patrimonio vitivinicolo della famiglia, e per l’edizione 2025 coinvolta anche un’istituzione museale. “Quest’anno, rispetto alle passate edizioni, – ha aggiunto la direttrice – abbiamo avviato una collaborazione con un museo italiano, quindi un museo con sede in Italia, il museo di arte orientali di arte contemporanea di Torino, che il Mao. Questa vicinanza con l’istituzione museale per il nostro progetto un’espansione, secondo me anche un grande passaggio, ecco, in qualche modo un’evoluzione molto interessante del nostro progetto”.

Per questa settima edizione, il progetto curato dal giornalista Ludovico Pratesi.

Zelensky: Trump vive in uno spazio di disinformazione

Roma, 19 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump “vive in uno spazio di disinformazione”: lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, rispondendo alle affermazioni della Casa Bianca secondo cui la sua popolarità sarebbe scesa al 4%.

“Non commento mai le valutazioni di popolarità, in particolare la mia o quella di altri leader, m l’ultimo sondaggio mostra che il 58% degli ucraini si fida di me: quindi se qualcuno volesse sostituirmi adesso, non funzionerebbe” ha spiegato, aggiungendo di voelr metere in guardia dal ” circolo di disinformazione attorno al presidente Trump” che includerebbe persone legate ai governi ungherese e slovacco.

A tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina, e contrariamente a quanto affermato dal presidente Donald Trump, i consensi per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky restano alti. Secondo un sondaggio telefonico condotto dall’Istituto internazionale di sociologia di Kiev (KIIS), il tasso di approvazione di Zelensky si attesterebbe al momento al 57%, una percentuale in aumento rispetto a dicembre 2024 (52%) e in leggero calo rispetto a settembre 2024 (59%).

Trump ha parlato di un apprezzamento per Zelensky al 4%, una percentuale che a suo avviso confermerebbe l’esigenza di elezioni nel Paese. Il mandato di Zelensky è infatti scaduto a maggio 2024, ma la legge marziale approvata dopo l’invasione russa non consente votazioni durante il conflitto. Secondo il sondaggio condotto all’inizio di febbraio su un campione rappresentativo di 1.000 persone residenti nel territorio controllato da Kiev, il 37% della popolazione non si fida di Volodymyr Zelensky, rispetto al 39% di dicembre 2024 e al 37% di settembre 2024.

“Il presidente Zelensky mantiene un livello di fiducia piuttosto elevato all’interno della società” e “mantiene la sua legittimità”, in particolare nel contesto di possibili negoziati di pace, ha commentato l’Istituto di Sociologia in una nota. Per la “maggioranza” degli ucraini, “le elezioni dovrebbero aver luogo una volta finita la guerra e quando l’Ucraina avrà almeno ricevuto affidabili garanzie di sicurezza”, ha aggiunto l’istituto.

Menopausa, sensibilizzare e conoscere

Milano, 19 feb. (askanews) – Vivere la menopausa nella maniera pi naturale e migliore possibile. Questo uno degli obbiettivi di Astellas Pharma che, con il procinto di Fondazione Onda ETS, Societ Italiana Ginecologia Terza Et (SIGITE) e Societ Italiana Menopausa (SIM) ha presentato “Vampate in menopausa”. Una campagna per sensibilizzare sui sintomi e per dare alle donne le chiavi giuste per gestire al meglio ogni tipo di situazione. E proprio questo il punto di partenza: sentire il proprio corpo, intercettarne il cambiamento ed essere pronti a parlarne per capire meglio la cura migliore possibile.

Abbiamo parlato con Raffaela Di Pace, Ginecologo e Dottore di ricerca in fisiopatologia della menopausa Humanitas San Pio X Milano:

“Con questa ricerca abbiamo voluto esplorare quali fosse la conoscenza ma soprattutto il vissuto delle donne rispetto a questa fase della vita che con l’aumentare della prospettiva della vita si sempre pi allungata e quindi una fase della vita che merita di essere vissuta con serenit, con consapevolezza e anche in ottica di prevenzione, perch quello che spesso le donne non sanno che alcuni sintomi, alcuni campanelli come per esempio le vampate di calore che sono estremamente frequenti e ricorrenti sono anche un campanello d’allarme per alcuni rischi come il rischio cardiovascolare. Entrando in menopausa la donna perde quello che lo straordinario scudo protettivo estrogenico e questo modifica il suo profilo di rischio. Noi vogliamo che la menopausa, il racconto della menopausa, passi attraverso una narrazione positiva di cambiamenti, di cambiamento anche di rischio cardiometabolico ma ad attenzionare, appunto come dicevo prima, con serenit e consapevolezza.

Un dato che ci ha molto interessato della nostra ricerca e che vorrei sottolineare che le donne sebbene dichiarino di essere mediamente informate, anzi un’informazione medio alta chiedono maggior supporto da parte del medico, in particolare del ginecologo anche un coinvolgimento del medico di medicina generale e questo sono convinta che potrebbe realmente contribuire per le donne a vivere con maggior soddisfazione e serenit questo periodo della vita oggi come qualit della vita domani anche in termini di invecchiamento attivo in salute”.

Informazione essenziale, come emerge anche dai dati di Fondazione ONDA, che ha voluto indagare percezione e vissuti delle donne che vivono in menopausa.

poi intervenuta Nicoletta Orthmann, Direttrice medico-scientifica Fondazione ONDA:

“Io credo che la menopausa oggi sia un momento fondamentale per la vita delle donne forse pi di anni fa, intanto perch l’allungamento della vita media fondamentale. Prima le donne non si preoccupavano tanto della menopausa perch avevano una vita che arrivava a 60 anni quindi passavano pochi anni in menopausa, oggi passano un terzo della loro vita questo vuol dire che se io voglio stare bene in una fase della mia vita che ancora importante perch sono attiva dal punto di vista lavorativo, familiare oggi si parla tanto di donne schiacciate dagli impegni perch chi ha 50 anni ha lavoro, figli piccoli, genitori, quindi una vita impegnativa quindi se voglio stare bene e contemporaneamente se voglio porre le basi per quella che una vecchiaia in salute io devo proprio agire a livello della menopausa quindi un momento fondamentale, non una malattia ma un momento in cui la donna deve cambiare stile di vita prendersi un po’ pi cura di s per poter invecchiare bene e stare bene in questa fascia di et”.

E poi l’iniziativa per avvicinare anche gli uomini, per sentire di pi il corpo delle donne. Ecco MenoVest, il primo e unico “simulatore di menopausa” per sperimentare le vampate di calore. Mettersi nei panni dell’altro, capirsi e conoscersi. Un passo importante e decisivo per stare vicino a ogni donna.

Kallas: nessuna pace senza Ucraina ed Ue

Roma, 19 feb. (askanews) – Non può esservi alcun accordo di pace fra Russia e Ucraina senza la partecipazione di Kiev e dell’Unione Europea: lo ha ribadito la responsabile della politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, alla vigilia del vertice del G20 in programma domani a Città del Capo.

“Siamo in stretto contatto con le nostre controparti statunitensi. Quindi quello che stanno dicendo è che stanno cercando di scoprire se la Russia vuole davvero la pace, perché finora non l’ha voluta”, ha spiegato.”È chiaro che affinché qualsiasi tipo di accordo di pace funzioni deve comprendere l’Ucraina e l’Europa, perché altrimenti non servirà. Perché la sua attuazione è in Europa, è in Ucraina.

Quindi, nulla può essere concordato sull’Ucraina senza l’Ucraina, e nulla sull’Europa senza la partecipazione dell’Europa”, ha concluso.

Spazi urbani, Barabotti (Lega): al centro ci sia la socialit

Roma, 19 feb. (askanews) -Andrea Barabotti, parlamentare della Lega, Membro della V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati, in occasione della presentazione del saggio di Fabrizio Capaccioli (presidente di GBC Italia) dal titolo “Urbano e Umano: ripensare le citt per un equilibrio tra progresso e umanit”, ha messo in evidenza l’importanza di una pianificazione economica strategica per le citt del futuro:

“Il nostro paese dopo decenni deve ritrovare un piano di edilizia residenziale pubblica degno di questo nome. Il ministro Salvini su questo fronte si gi impegnato e sta gi lavorando da tempo. E’ evidente che al centro di questo nuovo piano di edilizia residenziale pubblica deve esserci l’essere umano, i nostri giovani, le nostre famiglie, in parole povere la socialit”, ha dichiarato Barabotti.

Spazi urbani, Paparella: Urbano e Umano strettamente collegati

Roma, 19 feb. (askanews) – Silvia Paparella, in occasione della presentazione del libro del presidente di GBC Italia Fabrizio Capaccioli “Urbano e Umano: ripensare le citt per un equilibrio tra progresso e umanit” ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato nella pianificazione delle citt moderne: “Le citt del futuro non devono essere solo intelligenti dal punto di vista tecnologico, ma devono essere pensate come ecosistemi capaci di rispondere alle esigenze delle persone, della comunit e dell’ambiente. fondamentale che le politiche urbane siano orientate alla sostenibilit e all’inclusione sociale.”

Germania al voto, quali scenari per possibili coalizioni?

Roma, 19 feb. (askanews) – Semaforo, rosso-verde, nero-giallo, grande coalizione: a differenza degli USA, in Germania la coalizione di governo è solitamente la regola. Anche alle elezioni federali del 2025 si prevede la formazione di un governo multipartitico. In realtà, c’è stato un solo caso in cui un singolo partito ha ottenuto la maggioranza assoluta. Nel 1957 fu l’Unione a ricevere la maggioranza dei voti.

Con la nuova legge elettorale che ha ridotto il numero dei parlamentari, i seggi da assegnare sono 630, con una maggioranza assoluta fissata quindi a 316 seggi.

I principali istituti di sondaggi hanno cercato di valutare la concretizzazione in seggi delle percentuali di consenso. Secondo l’istituto FORSA i conservatori di Cdu/Csu potrebbe avere 208 seggi, l’estrema destra di AFD 138, il socialdemocratici (Spd) 111, i Verdi 90, la Linke 48 e i liberali FDP 35 (il sondaggio FORSA non tiene conto del possibile risultato della Bsw di Sarha Wagengenknecht) Per YOUGOV, invece lo scenario prevede la Cdu con 189 seggi, la AFD con 140 la SPD CON 119 i Verdi con 84 seggi, la linke con 63 e la Bsw con 35 (mentre non appare il possibile risultato dei Liberali, Fdp).

Per Allensbach, avremmo la Cdu con 222 seggi, l’Afd con 138, la Spd con 104 i Verdi con 90 la Linke con 42 e i liberali con 35 Tenendo conto di questi possibili scenari, l’unica relativa certezza è l’impossibilità di una riproposizione dell’attuale coalizione tra Spd, verdi e Liberali e anche un’improbabile sostegno della Linke porterebbe ai 316 seggi necessari per la coalizione.

Sul fronte opposto, molto complicato anche il compito della CDU/Csu data la dichiarata indisponibilità a stringere alleanze con l’AFD (tutti i sondaggi danno una maggioranza aritmetica a un’alleanza tra i centristi e l’estrema destra, ma si tratta appunto di uno scenario politico al momento impensabile). I Cristiano Democratici, d’altronde, se potrebbero governare con i Liberali molto difficilmente riusciranno a includere in una possibile coalizione i Verdi.

Storicamente, in sostanza, nonostante i toni molto accesi di questo fine di campagna elettorale, dai sondaggi appare quasi inevitabile che l’ossatura di una futura coalizione debba reggere su un qualche tipo di accordo tra Cristiano Democratici e Socialdemocratici (con l’eventuale appoggio dei Liberali), il modello Nero-Giallo di coalizione del resto più frequente nella storia della Germania del dopo-guerra. BREVE STORIA DELLE COALIZIONI IN GERMANIA Nel 1957 ci fu l’unico caso di maggioranza assoluta per un solo partito, l’unione Cdu/Csu. In quell’occasione, dopo che diversi ministri federali abbandonarono la fazione del DP e si unirono alla fazione della CDU/CSU, dal settembre 1960 fino alla fine della terza legislatura nel 1961, nell’Unione esistette un governo monopartitico. Fino ad oggi, è stato l’unico governo monopartitico che la Repubblica Federale abbia mai avuto. E dato il panorama partitico sempre più frammentato, è piuttosto improbabile che ciò accada di nuovo in tempi brevi.

La coalizione più frequentemente tentata in passato è quella tra CDU/CSU e FDP. La coalizione nero-gialla ha guidato il governo nove volte: 1949, 1953, 1961, 1965, 1983, 1987, 1990, 1994 e, più di recente, nel 2009.

Una grande coalizione, spesso chiamata in breve “GroKo”, dei due partiti più grandi, la CDU e la SPD, si è verificata a livello federale con la stessa frequenza di un’alleanza social-liberale tra la SPD e la FDP: quattro volte.

Con la coalizione Rosso-Verde, Gerhard Schröder sperimentò per la prima volta una coalizione di centro-sinistra a livello federale, dal 1998 al 2005. La coalizione del semaforo, composta da SPD, Verdi e FDP, fu un esperimento simile, ma a differenza del governo rosso-verde di Schröder, si sciolse dopo la prima legislatura.

Le coalizioni sono quindi la norma in Germania e anche dopo le elezioni federali del 2025 i partiti dovranno riunirsi di nuovo, nonostante tutte le discussioni avvenute durante la campagna elettorale.

Spazi urbani, Capaccioli: essere umano torni al centro scelte

Roma, 19 feb. (askanews) – “Le citt rappresentano il cuore pulsante della nostra societ, ma spesso il loro sviluppo avviene a scapito dell’equilibrio tra progresso tecnologico e benessere umano. Con questo libro, ho cercato di offrire un contributo concreto alla riflessione su come ripensare gli spazi urbani, affinch siano in grado di rispondere alle sfide della modernit senza dimenticare le necessit fondamentali della vita umana. L’integrazione di innovazione, sostenibilit e inclusione sociale la chiave per costruire un futuro in cui le citt non siano solo luoghi di sviluppo economico, ma anche ambienti in cui ciascun individuo possa vivere dignitosamente, partecipare attivamente e godere di un’alta qualit della vita. Solo cos possiamo davvero pensare a un progresso che sia compatibile con l’umanit e il benessere collettivo.”

Lo ha dichiarato il presidente di GBC Italia Fabrizio Capaccioli in occasione della presentazione del suo libro “Urbano e Umano: ripensare le citt per un equilibrio tra progresso e umanit”.

Un evento di rilevanza che ha raccolto l’interesse di esperti, istituzioni e cittadini sul tema della sostenibilit urbana e del rapporto tra citt e qualit della vita. Il saggio scritto da Capaccioli esplora con approccio sociologico e interdisciplinare le dinamiche che legano lo sviluppo urbano alla vita sociale e culturale delle persone, ponendo particolare attenzione alla sfida di creare citt che siano al contempo tecnologicamente avanzate e attente al benessere umano. In un’epoca di rapida urbanizzazione e innovazione, l’autore esamina come le politiche pubbliche, le infrastrutture, la trasformazione degli spazi urbani e le dinamiche sociali influiscano sulla costruzione di un futuro sostenibile e inclusivo. Un ampio focus dedicato alla governance urbana, con riflessioni su come le citt possano evolversi per rispondere ai bisogni dei cittadini, senza sacrificare l’ambiente e la qualit della vita. La decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile sono temi cruciali che l’autore affronta con proposte concrete e modelli innovativi.

Ambasciatore Lucas: Germania come Italia, Ue al tavolo per l’Ucraina

Roma, 19 feb. (askanews) – “La posizione tedesca corrisponde pienamente a quella italiana” per quanto riguarda il fatto che l’Europa debba partecipare al tavolo delle trattative sulla fine della guerra in Ucraina, poiché si tratta di interessi vitali per la sicurezza europea, e anche per il fatto di aver imposto importanti sanzioni economiche contro la Russia. Lo ha affermato l’Ambasciatore della Repubblica Federale Tedesca, Hans-Dieter Lucas, a margine di un briefing con i giornalisti a Roma, ribadendo: “Nessun accordo sull’Ucraina senza gli ucraini”.

“L’Europa dovrà dare un contributo essenziale a una soluzione equa e duratura per la pace”, ha sottolineato il diplomatico tedesco.

“La nostra posizione è: ‘Nessun accordo senza tenere conto della posizione degli ucraini’. Nessun accordo sugli ucraini senza gli ucraini”, ha concluso.

Covid, Forza Italia: sorpresi da conferenza stampa Fdi

Roma, 19 feb. (askanews) – “Apprendiamo con sorpresa dalle agenzie che il gruppo Fratelli d’Italia sta tenendo una conferenza stampa per commentare l’andamento dei lavori della commissione Covid, tra l’altro anticipando come già accertati e conclusivi i contenuti di alcune audizioni fin qui svolte. Vorremmo ricordare che questa è una commissione d’inchiesta, non uno strumento ad uso di un singolo gruppo, che è chiamata a mantenere uno sguardo obiettivo, svolgere audizioni, fare un’attività istruttoria e alla fine dei suoi lavori, dopo un’accurata riflessione, approvare una relazione”. Lo dichiarano i componenti di Forza Italia della commissione parlamentare Covid, Licia Ronzulli, Stefano Benigni e Annarita Patriarca.

Covid, Fdi: fare luce su chi ha approfittato emergenza per lucrare

Roma, 19 feb. (askanews) – “Nella commissione di inchiesta sul Covid emerge che milioni di mascherine sono state pagate e distribuite pur non essendo idonee perché chi doveva controllare non lo ha fatto e chi ha indagato è stato ostacolato in ogni modo. Ma Fratelli d’Italia vuole andare avanti e fare piena luce su chi ha approfittato di questa drammatica emergenza per fare probabilmente affari”. Lo chiede il presidente dei senatori meloniani, Lucio Malan.

Il tema è stato oggetto di una conferenza stampa, che si è tenuta questa mattina alla Camera, con l’obiettivo, ha sottolineato il capogruppo alla Camera di Fdi, Galeazzo Bignami, di superare il “totale silenzio che sta avvolgendo i lavori di questa commissione” della quale – ha annunciato – lui stesso entrerà a far parte a cominciare dalla prossima seduta.

L’attenzione dei gruppi di Fdi è rivolta in particolare all’audizione che si è tenuta ieri di Miguel Martina, già funzionario dell’ufficio antifrode dell’Agenzia delle Dogane. Per Alice Bonguerrieri, capgruppo dei meloniani in commissione Covid “ciò che sta emergendo è inquietante. Ieri Martina ha raccontato come in nome di una necessità politica la pubblica amministrazione avrebbe derogato a tutte le norme in vigore, azzerando i controlli alle dogane, consentendo l’ingresso di mascherine non idonee e che la Guardia di finanza ha giudicato pericolose per la salute. Stiamo parlando delle mascherine comprate per oltre un miliardo di euro di soldi pubblici dall’allora struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri Emerge anche che il governo era a conoscenza. Riteniamo che queste dichiarazioni potrebbero prospettare scenari gravi che per Fdi è doveroso approfondire”.

(segue)

Ambasciatore Germania: "Non ci facciamo dire da Usa con chi parlare"

Roma, 19 feb. (askanews) – Le ingerenze esterne, come quelle degli Stati Uniti, prima Elon Musk che invita a votare per la AfD e poi le frasi scioccanti contro la “Brandmauer”, la barriera tagliafuoco tesa ad arginare l’ultradestra in Germania, pronunciate dal vice-presidente Usa JD Vance alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, “non sono accettabili”. Lo ha affermato l’Ambasciatore tedesco in Italia, Hans Dieter-Lucas, a margine di un briefing con i giornalisti a Roma a meno di una settimana dalle elezioni tedesche di domenica 23 febbraio.

“Il cancelliere federerale Olaf Scholz ha detto da Monaco, riguardo alle dichiarazionei del vice-presidente Usa JD Vance, che delle ingerenze dall’esterno per influenzare le elezioni in Germania non sono accettabili e vanno respinte”, ha sottolineato il diplomatico.

A sua volta “il leader dell’opposizione, il candidato alla cancelleria Friedrich Merz, ha detto che non si fa dire da un vice-presidente statunitense con chi parlare o meno. Sono quindi molto chiari i messaggi espressi”, ha sottolineato Lucas.

“É chiaro che tutti i partiti che saranno rappresentati al prossimo Bundestag hanno detto con evidenza che escludono una coalizione con AfD, quindi la AfD rimarrà nel prossimo Bundestag un partito all’opposizione, isolato e al margine destro”, ha ribadito l’ambasciatore.

Droga dall’Albania stoccata anche in un centro Sprar: 27 arresti

Roma, 19 feb. (askanews) – In Italia, Albania e Spagna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un’ordinanza, che dispone misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma – su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 27 persone, gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, cessione e detenzione ai fini di spaccio, estorsione, porto di armi da fuoco nonché intestazione fittizia di beni in concorso mediante induzione in errore di pubblici ufficiali.

Il provvedimento, che dispone il carcere per 20 persone e gli arresti domiciliari per altre 7, trae origine da una complessa attività d’indagine dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Parioli, coadiuvati dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga, ha consentito di documentare come una compagine di estrazione albanese importava ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo marijuana direttamente da Valona (Albania), poi smistata, grazie all’alleanza con organizzazioni di matrice nigeriana, in ambito nazionale ed europeo, con un sistema collaudato ed efficiente che si avvaleva di mezzi di trasporto pubblici. È stato documentato come il Centro S.P.R.A.R. (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati, ora Centro di Accoglienza Straordinaria) di Roma, via della Riserva Nuova fosse stato utilizzato quale luogo di stoccaggio e ripartenza delle partite di stupefacente, nonché di reclutamento di migranti nigeriani (titolari di permesso di soggiorno provvisorio in attesa della definizione del relativo status).

Alcuni degli arresti, eseguiti questa mattina a Valona (Albania) e nella provincia di Barcellona (Spagna) sono frutto dell’efficace collaborazione instaurata con le polizie locali, grazie al determinante contributo della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e Interpol.

Lavrov: Trump è l’unico leader occidentale a capire le ragioni russe

Roma, 19 feb. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump è il primo e finora unico leader occidentale a dire pubblicamente che una delle cause della crisi ucraina è il coinvolgimento dell’Ucraina nella Nato, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov parlando alla Duma di Stato russa.

“Questo è un segnale di comprensione della nostra posizione”, ha affermato il capo della diplomazia russa che ieri ha partecipato all’incontro con la delegazione americana a Riad.

“Dobbiamo lavorare e non assumere la postura dell’offeso, questo non porterà a nulla”.

Zelensky: "Non posso svendere l’Ucraina"

Roma, 19 feb. (askanews) – “Non posso svendere l’Ucraina”: lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, commentando l’intenzione statunitense di subordinare gli aiuti militari all’accesso ai giacimenti di terre rare del Paese.

Tuttavia Kiev è pronta a lavorare “su un documento serio” che contenga “delle garanzie di sicurezza”: la proposta della Casa Bianca “è al di fuori dei miei poteri, al di fuori della Costituzione e delle leggi dell’Ucraina, è qualcosa sotto la legge di New York, e non c’è una parola sulle garanzie di sicurezza”.

Venturi: grande successo per IV Sanremo Cristian Music Festival

Roma, 19 feb. (askanews) – ” stata un’ edizione che ha riscosso un rilevante successo in termini di visibilit, grazie al contributo offerto dai social de “La Luce di Maria”, la cui pagina Facebook seguita da oltre 1 milione e 400 Mila follower. Non solo, stato soprattutto un successo per le canzoni che abbiamo ascoltato in quanto di alto livello per quanto concerne il loro messaggio”. Lo ha dichiarato soddisfatto Fabrizio Venturi, Direttore artistico del Festival della Canzone Cristiana tenutosi a Sanremo e giunto alla IV edizione, il quale ha sottolineato:

“Hanno vinto le canzoni i cui testi hanno veicolato contenuti profondamente cristiani ed umani. Il nostro Festival premia, oltre alla musicalit e al ritmo del brano, soprattutto i contenuti del messaggio che esso veicola. Credo che il nostro impegno nel mondo della musica cristiana diventi sempre pi incisivo e tale da porre in evidenza il valore della finalit che ci prefiggiamo. Di ci sono molto fiero. Ringrazio tutti i cantanti che hanno partecipato e tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa ultima edizione dedicata al Giubileo. Ci rivedremo il prossimo anno, sempre a Sanremo”

Formula1, Hamilton: "Emozionato. Per me ancora tutto surreale"

Roma, 19 feb. (askanews) – Giornata speciale per Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo ha infatti scoperto la nuova SF-25, la sua prima Ferrari in vista della stagione 2025 di Formula 1. “La rivelazione della vettura è stata un qualcosa che attendevo da tantissimo tempo – ha detto Hamilton -. Già alla vigilia dell’inizio di quest’anno c’era tantissimo entusiasmo: incontrare il team alla fabbrica, guidare la macchina per la prima volta. Qui dentro ho iniziato a vedere quanta passione e quanto impegno c’è da parte di ogni persona, con cui condividi lo stesso sogno. Ora ognuno è parte del sogno dell’altro ed è qualcosa di unico. Per me, è ancora qualcosa di surreale. Non avrei mai pensato di avere la possibilità di essere in Ferrari e sono molto grato di questo, sono fiero di farne parte. Questa sarà la mia macchina. Ho guidato un paio di quelle vecchie che erano state costruite per altri piloti. Ma questa è proprio per me e per Charles, ed è veramente bellissimo”.

“Il mio arrivo in Ferrari è stato annunciato a inizio 2024 – continua Hamilton -. È stato un anno molto lungo con tante domande e tanti pensieri. Ho cercato di immaginare che cosa avrei trovato alla Ferrari, ma alla fine è stato molto di più di quello che pensavo. La grandiosità del team, la passione che senti è qualcosa di molto vero”. Infine, un messaggio in italiano: “Sono felice di iniziare questa nuova avventura con voi in Ferrari. Sono molto emozionato”.

Il legale di Sinner: "Tennisti dei falchi, Jannik trattato male"

Roma, 19 feb. (askanews) – “Penso che i tennisti siano sempre falchi quando è un altro giocatore a essere coinvolto in una situazione simile e cercano di nascondersi quando sono invece loro a essere coinvolti”. Parola di Jamie Singer, uno dei legali di Jannik Sinner, che ha commentato a Sky News le reazioni del mondo del tennis alla sospensione di tre mesi stabilita dall’accordo fra l’Agenzia mondiale antidoping e il numero uno al mondo. “Tutto questo è molto ingiusto. Sinner è stato giudicato in un processo ‘da manuale’ sin dall’inizio. Non ci sono stati favoritismi. Semplicemente, le circostanze della sua positività sono state molto insolite” .

“Jannik dice di sentirsi trattato in modo piuttosto duro – prosegue l’avvocato -, ma accetta che ognuno abbia diritto alla propria opinione. I tennisti non hanno l’opportunità di conoscere tutti i dettagli della vicenda, quindi semplicemente esprimono delle opinioni. Ma forse i fatti meriterebbero di essere approfonditi maggiormente”.

Infine, Singer ha rivelato le modalità con cui si è arrivati al patteggiamento: “Ci è voluto un po’ di tempo per convincere Sinner che era la cosa giusta da fare – ha ammesso -. Accettare l’offerta della Wada piuttosto che andare davanti al Tas (dove avrebbe rischiato da uno a due anni di squalifica, ndr)”.

Consulta, i nuovi giudici hanno giurato al Quirinale davanti a Mattarella

Roma, 19 feb. (askanews) – Questa mattina al Palazzo del Quirinale hanno prestato giuramento, dinanzi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quali Giudici della Corte Costituzionale Massimo Luciani, Maria Alessandra Sandulli, Roberto Nicola Cassinelli e Francesco Saverio Marini, eletti dal Parlamento in seduta comune il 13 febbraio 2025.

Erano presenti alla cerimonia il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, i Giudici Costituzionali in carica, i Giudici emeriti della Corte stessa e altre Autorità dello Stato.

M.O., Hamas: pronti al rilascio di tutti gli ostaggi "in una sola volta"

Roma, 19 feb. (askanews) – Il movimento palestinese Hamas ha reso noto di essere pronto a rilasciare tutti gli ostaggi israeliani durante la seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco di Gaza con Israele che dovrebbe fermare definitivamente la guerra, ha riferito oggi Al Jazeera, citando il portavoce di Hamas Hazem Qasym.

Tutti gli ostaggi verrebbero rilasciati “in una volta sola”, con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco permanente e il ritiro completo delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza, ha affermato Qasym.

Ieri, il vice capo dell’ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya, ha affermato che Hamas avrebbe rilasciato sei ostaggi sabato e consegnato i corpi di altri quattro giovedì.

Google paga 326 milioni per pendenze fiscali, la Procura chiede l’archiviazione

Roma, 19 feb. (askanews) – La Procura di Milano fa sapere in una nota di aver formulato al Gip istanza di archiviazione del procedimento penale nei confronti della società di diritto irlandese Google Ireland Limited all’esito delle indagini delegate ai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano e al termine della procedura di accertamento con adesione conclusa dalla Società con l’Agenzia delle Entrate per gli anni dal 2015 al 2019.

Dagli approfondimenti investigativi complessivamente svolti è emerso che l’impresa estera, relativamente alle attività condotte sul territorio nazionale, aveva omesso la dichiarazione e il versamento delle imposte sui redditi prodotti in Italia per il tramite di una ipotizzata stabile organizzazione occulta di tipo materiale costituita dai server e dall’infrastruttura tecnologica essenziale per il funzionamento dell’omonima piattaforma per l’offerta di servizi digitali.

In particolare, è stata ravvisata l’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali dei redditi prodotti in Italia e l’omessa presentazione delle dichiarazioni annuali di sostituto d’imposta, relativamente alle ritenute che GOOGLE IRL avrebbe dovuto applicare sulle royalties corrisposte alle società estere appartenenti al medesimo Gruppo, in ragione dell’utilizzo e sfruttamento, da parte della stabile organizzazione, di tutti i programmi, algoritmi, marchi e proprietà intellettuali costituenti, nel loro complesso, la tecnologia Google.

Nel corso delle indagini è stata quindi ricostruita l’intera attività economica svolta dalla società, con particolare riferimento ai ricavi conseguiti tramite la vendita di spazi pubblicitari, con conseguente contestazione dell’omessa dichiarazione degli imponenti redditi derivanti da tali operazioni.

Al termine delle attività tributarie, la società irlandese ha optato per la conclusione di un accordo di adesione all’atto di accertamento – strumento che permette di definire in maniera tempestiva la posizione fiscale e regolarizzare le pendenze mediante il versamento delle somme contestate – accedendo alla qualificazione dell’illecito in termini di elusione fiscale ed abuso del diritto.

All’esito dell’accordo la società ha provveduto al versamento in un’unica soluzione di 326 milioni di euro a titolo di imposte, sanzioni e interessi, per definire le pendenze con il Fisco italiano.

“Questa operazione – precisa la Procura in una nota – testimonia l’efficacia della collaborazione tra l’Autorità Giudiziaria, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate milanesi per assicurare il rispetto delle leggi fiscali poste a tutela del bilancio dello Stato, ulteriormente rinsaldata a seguito della sottoscrizione del Protocollo d’intesa del]1o scorso 28 gennaio 2025”.

Calcio, chiesto il processo per Aurelio De Laurentiis

Roma, 19 feb. (askanews) – Dopo la formale chiusura delle indagini nei mesi scorsi, gli inquirenti della Procura di Roma hanno chiesto il rinvio a giudizio per il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, in relazione alle annate 2019, 2020 e 2021. Il reato contestato è falso in bilancio.

Oltre al presidente del club i magistrati della pubblica accusa, chiedono il processo per la società calcistica partenopea e per il collaboratore del patron, Andrea Chiavelli.

Il procedimento riguarda presunte plusvalenze fittizie nella compravendita del difensore Kostas Manolas nell’estate del 2019 e dell’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.

La fibra sui monti bergamaschi: Open Fiber a Moio De’ Calvi

Moio De’ Calvi, 19 feb. (askanews) – La fibra di Open Fiber ha raggiunto anche il piccolo comune montano di Moio De’ Calvi, in provincia di Bergamo: localit sulle Orobie di 200 abitanti dove sono state raggiunte 350 unit immobiliari per 3 km di infrastruttura, nell’ambito del progetto che riguarda la copertura di oltre 6mila comuni nelle cosiddette “aree bianche” del Paese.

“La nostra mission – ha spiegato ad askanews Antonio Gregorace, Regional manager Lombardia Est di Open Fiber – abbattere le distanze, ridurre il digital divide, offrendo a tutti i cittadini, indipendentemente dalla posizione geografica, a partire dalle grandi citt per arrivare ai piccoli borghi, di avere le stesse opportunit di accesso alle reti Internet cos come ai servizi digitali di ultima generazione”.

Nello specifico di Moio De’ Calvi la situazione della connettivit era particolarmente difficile, a causa della poca copertura anche delle reti telefoniche mobili. “Nel 2019 quando ho iniziato – ci ha spiegato il sindaco di Moio De’ Calvi, Alessandro Balestra – avevamo una linea ADSL che andava a 7 mega, adesso siamo con la fibra comunque a 1 giga, quindi una differenza epocale che ovviamente va di pari passo con l’evoluzione che abbiamo avuto negli ultimi anni. E ci rende attrattivi, non solo per la residenza, ma anche per il turismo e le seconde case: il turismo estivo invernale che per noi sempre stato fondamentale”.

La particolarit della rete di Open Fiber di essere interamente in fibra ottica, il che consente prestazioni migliori ed progettata per supportare le innovazioni tecnologiche che arriveranno nei prossimi anni. “L’infrastruttura Internet fondamentale – ha aggiunto Gregorace -: pensiamo alla domotica, piuttosto che al turismo, all telelavoro alla telemedicina allo smart working. Qui abbiamo realizzato un’infrastruttura in modalit FTTH Fiber to the Home o, meglio, fino a casa dell’utente finale. Grazie all’elevata stabilit e capacit di questa infrastruttura tutti i professionisti e ragazzi avranno la possibilit di vivere questo fantastico borgo e non rinunciare ad eventuali opportunit lavorative”.

E per le attivit del comune, come il ristorante pizzeria La Mela, l’arrivo della fibra ha portato miglioramenti tangibili. “Sicuramente le cose sono migliorate – ci ha raccontato Anna Tassis, gestore del locale -: innanzitutto il POS per i pagamenti elettronici, quello ci ha aiutato particolarmente. Poi anche la velocit di internet, visto che qua da noi non prendono molto i telefoni e i computer e ho notato che, soprattutto d’estate, molti turisti vengono a utilizzare il computer qui da noi, perch sfruttano la connessione, prendono un caff e in pi possono anche lavorare nello stesso tempo”.

Il progetto stato realizzato in accordo con il Comune di Moio De Calvi, la Provincia di Bergamo e la Regione Lombardia, nell’ottica anche di dare continuit ai cantieri e ridurre l’impatto ambientale.

Voto in Germania, Caracciolo ed esperti tedeschi al Goethe Institut

Roma, 19 feb. (askanews) – L’Europa osserva con attenzione l’esito delle elezioni in Germania – in programma domenica 23 febbraio – consapevole del loro impatto sullo scenario politico continentale. Per approfondire le implicazioni del voto, mercoledì 26 febbraio 2025 il Goethe-Institut ospiterà un incontro con esperti italiani e tedeschi, che analizzeranno i risultati e le possibili ripercussioni per l’UE.

Tra gli ospiti ci saranno Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes; Frank Decker, politologo e professore alla Friedrich-Wilhelms-Universitaet di Bonn, esperto di sistemi di governo, riforme democratiche e populismo; e Jochen Roose, sociologo specializzato in opinione pubblica e comportamento elettorale presso la Konrad-Adenauer-Stiftung di Berlino. A moderare il dibattito sarà la giornalista Francesca Sforza.

Dopo il terremoto politico che ha portato alla crisi della maggioranza e alla sfiducia del cancelliere Olaf Scholz, la Germania si prepara a rinnovare il Bundestag.

A contendersi la scena politica sono i principali partiti del panorama tedesco: i socialdemocratici dell’SPD, i Verdi – attualmente ancora insieme al governo – i cristianodemocratici della CDU-CSU e i liberali della FDP, ma anche la destra radicale di Alternative fuer Deutschland (AfD), la Linke e l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW). Per la carica di cancelliere, i candidati sono Friedrich Merz (CDU-CSU), il cancelliere uscente Olaf Scholz (SPD), Robert Habeck (Verdi), Alice Weidel per AfD e Sahra Wagenknecht con la sua nuova alleanza BSW.

Stando agli ultimi sondaggi, la CDU-CSU è in testa attorno al 30% delle preferenze, seguita da AfD al 20%, SPD al 16% e Verdi al 15%. Una sfida aperta che ridisegnerà gli equilibri del governo tedesco e influenzerà il futuro dell’Unione Europea. Come si comporrà il futuro governo tedesco? Come cambieranno le politiche economiche e sociali? Che impatto avrà una destra sempre più forte sul funzionamento delle istituzioni democratiche, sulle politiche migratorie e su quelle per l’ambiente?

L’appuntamento all’Auditorium di Via Savoia cercherà di capire in che direzione sta andando la Germania, e con essa, l’Europa.

Fabrizia Abbate nuova portavoce nazionale di “Tempi Nuovi”

L’ufficio di presidenza di “Tempi Nuovi” ha chiesto alla professoressa di etica Fabrizia Abbate, voce originale del cattolicesimo democratico, studiosa del pensiero di Paul Ricoeur e Martha C. Nussbaum (è sua la recente pubblicazione “Il futuro della dignità”, Studium, Roma 2024) di assumere la responsabilità di portavoce nazionale del Movimento. L’affiancherà nell’organizzazione Dalila Nesci, già Sottosegretaria alla Coesione nel governo Draghi.

Dopo aver accolto l’invito, Fabrizia Abbate ha proposto di organizzare per il 3 Aprile prossimo (data di nascita di Alcide De Gasperi) un convegno sull’Europa in vista dell’anniversario della “Dichiarazione Schuman” (9 maggio 1950). Le incisive sollecitazioni del Presidente Mattarella (cui va la nostra piena solidarietà, specialmente in questo momento) per una nuova vitalità ideale e politica dell’Europa, vengono colte come opportunità per una possibile rifondazione, che trovi anche nel contributo dei cristiani l’incentivo necessario.

“Tempi Nuovi”, come membro italiano del Partito Democratico Europeo (PDE), da tempo è fortemente impegnato nella  promozione e diffusione di un rinnovata politica d’integrazione, volta a rafforzare il profilo dell’Europa nel mutato contesto internazionale. Il convegno sarà pertanto finalizzato ad attualizzare quel fecondo punto di incontro delle principali culture – la cristiana, la liberale e la socialista – alla base della esperienza sovranazionale europea. 

È necessario avviare un dialogo con quanti condividono questa prospettiva, oggi messa a dura prova da risorgenti nazionalismi a sfondo radicale. In vista del convegno, sarà d’ausilio senz’altro l’esperienza di Gianluca Susta, già parlamentare a Roma e a Strasburgo nonché autorevole dirigente del PDE, partito ancora oggi guidato da François Bayrou, attuale Presidente del Consiglio francese.

 

[Roma, 18 febbraio 2025]

Conoscere La Pira e Moro: un percorso formativo dell’Istituto Universitario Sophia.

L’Istituto Universitario Sophia propone un corso di formazione online dedicato all’approfondimento della vita, del pensiero e dell’azione politica di due figure chiave della storia italiana: Giorgio La Pira (1904-1977) e Aldo Moro (1916-1978). Attraverso un’analisi approfondita delle loro idee e delle loro scelte politiche, il percorso mira a offrire strumenti utili per comprendere concetti fondamentali come bene comune, città, democrazia, diritto, etica, giustizia e pace, fornendo chiavi interpretative attuali e rilevanti.

Il corso non si limita a un semplice excursus storico, ma contestualizza l’azione di La Pira e Moro all’interno dei processi di consolidamento democratico del Novecento, evidenziando come il loro pensiero continui a offrire spunti di riflessione per le sfide contemporanee.

Chi sono i Docenti 

A guidare i partecipanti saranno due esperti di primo piano:

  • Marco Luppi, PhD in Storia Moderna e Contemporanea, è docente e Coordinatore della Scuola di Post-dottorato presso l’Istituto Universitario Sophia. Con una vasta esperienza di insegnamento in Brasile e una specializzazione su Giorgio La Pira, Luppi offrirà un’analisi storica e politica dettagliata, esplorando il contributo di La Pira alla cultura democratica italiana ed europea.
  • Leonardo Brancaccio, segretario generale della Scuola di Economia Civile e docente presso l’Istituto Universitario Sophia, è autore di studi su Aldo Moro e Alcide De Gasperi. Con una doppia specializzazione accademica in Cultura dell’Unità e in Scienze Umane, Brancaccio guiderà i partecipanti attraverso i temi centrali del pensiero politico di Moro, con particolare attenzione al concetto di democrazia come dialogo e inclusione.

Struttura del corso e calendario delle lezioni

Il percorso formativo si articola in 11 lezioni online, per un totale di 21 ore, in modalità sia sincrona sia asincrona. Gli incontri si svolgeranno dalle ore 17:00 alle 19:00, con una prima lezione introduttiva e poi un approfondimento tematico curato dai due docenti.

 

Il calendario

  • Venerdì 21 marzo 2025 | Ore 17:00-18:00 – Introduzione con Marco Luppi e Leonardo Brancaccio
  • Venerdì 28 marzo 2025 | Ore 17:00-19:00 – Marco Luppi
  • Venerdì 04 aprile 2025 | Ore 17:00-19:00 – Marco Luppi
  • Venerdì 11 aprile 2025 | Ore 17:00-19:00 – Marco Luppi
  • Mercoledì 16 aprile 2025 | Ore 17:00-19:00 – Marco Luppi
  • Giovedì 24 aprile 2025 | Ore 17:00-19:00 – Marco Luppi
  • Venerdì 02 maggio 2025 | Ore 17:00-19:00 – Leonardo Brancaccio
  • Venerdì 09 maggio 2025 | Ore 17:00-19:00 – Leonardo Brancaccio
  • Venerdì 16 maggio 2025 | Ore 17:00-19:00 – Leonardo Brancaccio
  • Venerdì 23 maggio 2025 | Ore 17:00-19:00 – Leonardo Brancaccio
  • Venerdì 30 maggio 2025 | Ore 17:00-19:00 – Leonardo Brancaccio

Questo percorso formativo rappresenta un’opportunità per approfondire due figure cruciali del Novecento, il cui pensiero rimane straordinariamente attuale. Attraverso l’analisi delle loro categorie politiche e giuridiche, sarà possibile comprendere meglio i processi democratici e partecipativi del nostro tempo, riscoprendo valori fondamentali per una società giusta e pacifica.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni, visitare il sito dell’Istituto Universitario Sophia.

https://swa.sophiauniversity.org/corso-aldo-moro-e-giorgio-la-pira/

Il Partito Democratico Usa dovrebbe riflettere sui motivi della sconfitta

Mentre il ciclone Trump investe il mondo con la sua furia distruttrice del vecchio ordine globale e minaccia le fondamenta stesse della democrazia statunitense è lecito domandarsi – anche solo per legittima curiosità – cosa stanno facendo i democratici americani, intesi come Partito Democratico, per reagire ad una sconfitta che rischia di demolirli per gli anni a venire,

E la risposta è semplice, e non soddisfacente per chi spera nella possibilità che fra quattro anni vi possa essere un cambio della guida a Washington. Perché quello che Trump, Musk e Vance stanno indicando è un totale capovolgimento della tradizionale politica Usa, tale da indirizzarla per i prossimi lustri al di là della persona dell’attuale Presidente.

I Dem stanno cercando, ancora intontiti dalla tremenda botta ricevuta, di riorganizzarsi serrando le fila, con l’obiettivo di vincere quanto più possibile nelle elezioni di mid term del 2026. “Possiamo fare – scrivono nelle loro mail indirizzate ai militanti – due cose: mobilitarci e organizzarci contro Trump e le dannose politiche dei suoi alleati miliardari; costruire l’infrastruttura necessaria per eleggere democratici a tutti i livelli di governo per controllare il potere di Trump nelle città, nei distretti, negli stati”. Questa è la “mission”, e per conseguirla servono finanziamenti, richiesti in piccole cifre, dai 3 dollari in su, ai sostenitori simpatizzanti. E Kamala Harris prosegue lei pure, col suo Harris Fight Fund, a chiedere contributi per il partito onde non dare l’idea di aver abbandonato la lotta.

Un obiettivo nobile e comprensibile. Ma insufficiente e difficilmente raggiungibile se non si è disponibili a riflettere sul perché si è perso. Questo è quanto la leadership democratica non ha ancora iniziato a fare. E il dubbio è che non voglia cimentarsi nell’impresa in quanto ben consapevole dei propri errori, talmente gravi da imporne la sostituzione con una nuova generazione di dirigenti. 

Inoltre, la natura di quegli errori rivela il dominio avuto negli anni dalla componente più liberal a danno di quella più moderata, che era riuscita a esprimere Biden ma che poi aveva ceduto alla componente più aggressiva sui media, sui nuovi social media e, come da tradizione, presso il “bel mondo” artistico e intellettuale tanto osannato da cerchie ristrette preminenti sulle coste oceaniche quanto detestato dall’America più profonda. Che dunque ha seguito l’urlo di ribellione lanciato dal MAGA trumpiano. È di questo, è su questo che i democratici americani dovrebbero discutere, anche accesamente se necessario. Una riflessione profonda si impone.

La Gioconda e l’Europa all’incrocio di un destino incompiuto

A Parigi si incontra l’Europa per trovare una collocazione internazionale, un po’ come “Totò cerca casa” alla ricerca di una definitiva sistemazione nella speranza di uscire da una condizione di costante precariato. Di riflesso, anche il quadro de La Gioconda sembra prossimamente patire, forse in meglio, la stessa sorte. Sembra infatti che nell’ala del Louvre dove adesso è esposta non se la passi più un granché bene. 

Troppa gente costretta a fare la fila per ammirarla, troppa anche la responsabilità nel compiacere tutti quelli che ne hanno sopportato l’attesa. Quando le si arriva a tiro se ne resta spesso delusi. È la legge di quando, morto il mito, una figura assuma addirittura il carattere di leggenda e la realtà non sia più sufficiente a sorreggerla. Nel progetto di ristrutturazione e ampliamento del Museo il capolavoro di Leonardo avrà un ingresso e un biglietto separati perché tutti possano in miglior modo contemplarla. 

Il rischio è che poi vengano trascurate le altre opere e che oggi il traino di Monna Lisa diventi in futuro, invece, una zavorra per tutto il resto, lasciato nel deserto delle attenzioni. Ne soffrirà ad esempio L’uomo dal guanto di Tiziano o La venere di Milo e le mille altre opere che fanno del Louvre una struttura visitata da 6 milioni di visitatori ogni anno. Ci vorrebbe la capacità di tenere un tutt’uno, senza privilegiare questo o quello. E ciò che manca all’Europa ed alle sue piccole furbizie e modeste convenienze di chi ne fa parte.

Il nome di donna attribuito al genio pittorico del Da Vinci porta con sé evidentemente, oltra la gioia, anche un destino di peregrinazione. Santa Gioconda fu una giovane martire romana e le sue reliquie vennero portate dalla catacomba di Ciriaca, al Verano, fino alla località di Rimella. Una volta a Novara, i resti furono sistemati nella stessa urna che in precedenza aveva accolto il corpo di Agabio vescovo della città. Secondo la storia, siamo davanti a peregrinazioni per trovare alloggio, sfratti dell’uno e ingresso dell’altro.

Ormai definitivamente, il volto di Monna Lisa, Madonna Lisa per intenderci, è da ricondursi a Lisa di Antonmaria di Gherardini. Gli esperti dicono che il lavoro che ha reso ancor più celebre Leonardo sia da ritenersi ritenuto incompiuto. Comunque sarebbe, nel tempo, passato per varie mani tra cui quelle del re Francesco I fino a Napoleone Bonaparte. Forse, proprio come l’Europa di oggi, è incompiuto anche il destino del quadro che attende di essere dimorato con stabilità per i prossimi anni in attesa che sia svelato il sorriso enigmatico che lo compone. 

Monna Lisa ti fissa seguendo con lo sguardo lì dove lo spettatore si muove, ti impone una relazione rifiutando di essere solo oggetto di statica ammirazione. È lei che chiede tu chi sia, in attesa di una risposta che stenta ad arrivare. I leader della politica europea farebbero bene ad impegnarsi per non farsi trovare impreparati alla questione. È  bene che sappiano che non è un Jolly buono per tutte le stagioni e che non è disposta con la sua sola bellezza a mettere le pezze a ciò che non regge più la prova dei tempi.

Non è un Joker che si destreggia anche con cattiveria a causa di antiche frustrazioni, non conosce il male. Piuttosto, ti scruta per sapere del tuo passato e del tuo futuro per costringerti ad avere finalmente una faccia. Joe condor era un fumetto di un vecchio Carosello dalle sembianze di un uccello malvagio che minacciava sempre con le sue picchiate in volo il villaggio dei buoni. “E che c’ho scritto Jo condor?” era la frase che precedeva un attacco per scompigliare la gioia di quella comunità poi ripristinata dal Gigante Buono. Qua non ci sono purtroppo Giganti che possano con un semplice gesto riparare ai disastri in corso. 

Certo, la Gioconda è dalla parte buona del campo, non mina la serenità di nessuno e si limita ad interrogarti circa le tue intenzioni per le ore a venire. Non arretra di un passo e non si lascia influenzare dalle tue esitazioni.  Anche le opere d’arte meriterebbero del riposo, di essere sottratte a visitatori che hanno solo da prendere e nulla da conferire, privi del senso di uno scambio per così dire alla pari. Monna Lisa avrebbe bisogno di stare un po’ in disparte, lontano da tante inutili parole e dichiarazioni che hanno la forza di un soffio stentato. 

Vorrebbe un pubblico che abbia una identità da spendere ed una omogeneità da vantare. Si attenderebbe dai campioni della politica europea qualcosa che sappia reggere il suo confronto intanto di perfezione e di stupore. È incompiuta e lo resterà fino a quando da oggi in poi, da Parigi a chissà dove, non si troverà la maniera di saper dare la pennellata decisiva per il ritratto di un continente almeno riconoscibile. Non si illudano i suoi Paesi. Solo Monna Lisa può essere comunque sublime malgrado par le manchi un ultimo tocco. L’Europa attualmente non è nel mito e neanche nella leggenda ed anche la sua storia è nel pericolo di essere cancellata. Ad oggi, tutto il resto è noia.

Ucraina, colloquio telefonico dei ministri del Quintetto e dell’Ue

Roma, 18 feb. (askanews) – Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha avuto stasera un colloquio telefonico con i ministri degli Esteri del Quintetto (Stati Uniti, Italia, Regno Unito, Francia e Germania) sull’Ucraina, cui ha partecipato anche l’Alto Rappresentante Ue, Kaja Kallas. Stando a quanto precisato dalla Farnesina in una nota, la conversazione è stata proposta dal Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, che ha voluto informare i colleghi europei dell’esito della riunione odierna a Riad con i rappresentanti della Federazione russa, avvenuta a seguito della telefonata tra i Presidenti Trump e Putin.

Si è trattato dell’avvio di primi contatti diretti tra i due Paesi, utile secondo Rubio a sondare la parte russa su una reale volontà di sedersi al tavolo di un negoziato sull’Ucraina, per poter eventualmente avviare un percorso negoziale con il coinvolgimento di tutte le parti interessate. A tale riguardo, Rubio ha fatto stato della volontà statunitense di coinvolgere e tenere aggiornati tutti gli attori, ucraini ed europei. Secondo quanto riportato dalla Farnesina, nel corso della telefonata il ministro Tajani ha espresso apprezzamento per l’iniziativa del segretario di Stato Rubio, a conferma dell’importanza di uno stretto coordinamento tra Stati Uniti ed Europa sul dossier ucraino e sui temi della sicurezza europea. Nel ribadire la centralità del rapporto transatlantico, il ministro ha reiterato la necessità di giungere a una pace giusta e duratura per l’Ucraina, posizione condivisa dagli altri colleghi europei.

“Le parole di Rubio sono state chiarissime”, ha detto il ministro Tajani: “L’Europa sarà coinvolta nelle trattative per un motivo molto chiaro: noi abbiamo inflitto sanzioni alla Russia, sanzioni che sono in vigore, e non ci possono essere trattative se al tavolo non c’è l’argomento delle sanzioni e attorno al tavolo chi le ha decise e le applica”.

I ministri partecipanti hanno infine concordato di tenersi costantemente in contatto sia a livello politico sia tramite i Direttori Politici delle rispettive capitali.

Calcio, Champions, Milan eliminato: con il Feyenoord è 1-1

Roma, 18 feb. (askanews) – A San Siro il Milan non riesce a ribaltare la sconfitta dell’andata: finisce 1-1, i rossoneri sono fuori dalla Champions. La squadra di Conceiçao parte fortissimo e trova il vantaggio dopo appena 36 secondi con il gol dell’ex di Gimenez, ma paga un’ingenuità di Theo Hernandez espulso per doppia ammonizione: primo giallo ingenuo prima dell’intervallo, il secondo al 51′ per simulazione. In superiorità numerica il Feyenoord pareggia con Carranza: agli ottavi affronterà Inter o Arsenal

Nato, Rutte a membri NPA: serve aumento spese e produzione difesa

Bucarest, 18 feb. (askanews) – Oggi (martedì 18 febbraio 2025) il Segretario Generale della NATO Mark Rutte ha accolto i membri dell’Assemblea parlamentare della NATO (NPA, NATO Parliamentary Assembly) nel quartier generale della NATO a Bruxelles. Insieme con il presidente dell’NPA Marcos Perestrello, Rutte ha presieduto la riunione annuale dell’NPA con i rappresentanti permanenti del Consiglio Nord Atlantico. Si è discusso – fa sapere la Nato – una serie di sfide per la sicurezza che l’Alleanza deve affrontare, dalla guerra in corso contro l’Ucraina al sabotaggio, agli attacchi informatici e ad altre attività destabilizzanti che cercano di inserirsi nelle società in tutta l’Alleanza.

Di fronte a queste e ad altre sfide, il Segretario generale ha invitato i membri del Parlamento a sostenere l’aumento della spesa per la difesa e la produzione di difesa. Li ha anche esortati a continuare a sostenere un solido sostegno all’Ucraina, per garantire che l’Ucraina sia in una posizione di forza per garantire una pace duratura.

Rutte ha elogiato la cooperazione di lunga data tra la NATO e l’NPA, evidenziando il valore di questo impegno regolare. Questo legame non solo promuove una migliore comprensione delle politiche e delle attività della NATO tra i membri dell’NPA, ma offre anche opportunità agli ambasciatori e ad altri funzionari della NATO di ascoltare direttamente dai rappresentanti dei cittadini che l’Alleanza serve.

L’NPA è un’organizzazione interparlamentare che è istituzionalmente separata dalla NATO. Riunisce parlamentari degli alleati della NATO e dei paesi partner per discutere questioni politiche, di difesa e di sicurezza che l’Alleanza deve affrontare. All’incontro hanno partecipato il Comitato Permanente dell’NPA, che disciplina l’NPA ed è composto dal capo di ogni delegazione di ogni Paese alleato, dal Presidente dell’NPA, dai Vicepresidenti, dal Tesoriere e dal Segretario Generale dell’NPA.

(foto Nato)

“Formazione Plastica”, lezione di sostenibilit con COREPLA

Pizzo, 18 feb. (askanews) – Incontri formativi rivolti ai pi piccoli per sensibilizzare sull’importanza del riciclo e della tutela dell’ambiente: Corepla (Consorzio per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi di plastica) rinnova il suo impegno a favore della sostenibilit ambientale. E lo fa con “Formazione Plastica”, un progetto formativo, partito oggi dalla Calabria e dedicato ai territori e in questa tappa soprattutto ai bambini, cittadini del domani, chiamati ad un utilizzo responsabile e consapevole delle risorse limitate del nostro Pianeta e ad una gestione dei rifiuti da imballaggi che riduca l’impatto sull’ecosistema.

Gli alunni dell’Istituto omnicomprensivo statale di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia, hanno assistito ad una vera e propria lezione tenuta da professionisti del settore e finalizzata a informare, sensibilizzare ed educare alla raccolta differenziata.

“Negli ultimi 26 anni, grazie ai nostri progetti scolastici, siamo riusciti a coinvolgere oltre 700.000 studenti, un risultato importante che ci rende orgogliosi e che ci motiva a puntare sempre pi in alto” – afferma Giovanni Cassuti, Presidente di Corepla – “con il progetto ‘Formazione Plastica’, l’obiettivo di raggiungere i territori in modo pi capillare, offrendo una formazione interattiva e coinvolgente. Vogliamo sottolineare non solo l’importanza del riciclo, ma anche il valore sociale ed economico della plastica, una risorsa preziosa che, se gestita correttamente, pu rinascere, riducendo l’impatto ambientale e lo spreco di risorse sempre pi scarse. Attraverso iniziative come questa, che mirano a coinvolgere attivamente i pi piccoli, ma non solo, speriamo di diffondere una cultura della sostenibilit condivisa, duratura e, soprattutto, concreta.”

Nel corso della giornata formativa sono state proiettate le presentazioni realizzata dalle illustratrici Agnese Baruzzi ed Eleonora Arosio sul mondo degli imballaggi in plastica Corepla, a dimostrazione del fatto che conferire in maniera corretta i rifiuti significa trasformarli in nuove risorse per il territorio.

“Come Amministrazione Comunale, siamo molto soddisfatti della collaborazione nata con Corepla, sensibilizzare la popolazione, fin da piccoli, importante per incentivare le buone pratiche per una buona raccolta differenziata” – dichiarano Sergio Pititto, Sindaco di Pizzo e Gioacchino Puglisi, Consigliere comunale con delega all’istruzione.

Grazie al progetto “Formazione Plastica”, Corepla prende per mano i pi giovani e li accompagna in un percorso virtuoso fatto di consapevolezza. Un percorso che ci consente di guardare al futuro con maggiore ottimismo perch significa lavorare in modo concreto per un mondo pi pulito.

Ue,Draghi: basta con unanimità per attuare decisioni necessarie

Bruxelles, 18 feb. (askanews) – I meccanismi decisionali dell’Ue devono essere adeguati alle sfide dell’epoca in cui viviamo, che non permette più di indugiare nell’inconcludenza, nelle esitazioni, nell’irrilevanza. Bisogna passare al voto a maggioranza qualificata nelle aree in cui è ancora prevista la regola dell’unanimità, del diritto di veto riconosciuto agli Stati membri. Come la politica estera, e la sicurezza e difesa. Lo ha ribadito Mario Draghi, intervenendo oggi al Parlamento europeo a Bruxelles in occasione della “Settimana parlamentare europea 2025, riproponendo quanto aveva già detto nel suo rapporto sul futuro della competitività pubblicato a settembre.

Durante il dibattito, alcuni deputati presenti nell’emiciclo sono intervenuti riconoscendo la giustezza delle analisi e delle raccomandazioni del Rapporto, ma hanno anche obiettato, come ha riassunto Draghi, che “veniamo da un passato così lungo di inconcludenza ed esitazione, da trovare difficile avere fiducia che le cose possano cambiare in futuro, e che impariamo effettivamente a essere diversi, a prendere decisioni rapidamente in modo efficace”.

Secondo l’ex presidente della Bce, “la risposta su questo punto è davvero che non abbiamo alternative. Pensateci”, ha detto rivolto ai deputati: “Il Rapporto usa spesso la parola ‘esistenziale’. L’Unione europea è stata creata – ha ricordato – per garantire ai suoi cittadini pace, indipendenza, sicurezza, sovranità, e poi sostenibilità, prosperità, democrazia, equità e inclusione. Un sacco di cose. E fondamentalmente siamo riusciti a garantire tutto questo, a vivere in una situazione piuttosto confortevole, in cui la retorica era dominante e le grandi sfide non erano davvero in primo piano”.

Ora – ha rilevato Draghi- questo mondo confortevole è finito. Quindi dobbiamo fare il punto della situazione e chiederci: vogliamo difendere questi valori essenziali, la nostra Unione europea, per le cose che può effettivamente fare per noi, o dovremmo semplicemente andarcene? E poi andarcene dove? Ed è qui che inizia davvero il Rapporto. L’intero Rapporto è una linea guida su come possiamo lottare per i nostri valori esistenziali. Quindi dobbiamo essere fiduciosi, dobbiamo essere ottimisti”.

“L’attuazione” del Rapporto, ha continuato l’ex premier italiano, “è essenziale, soprattutto perché veniamo, come si diceva, da un così lungo passato di esitazione e inconcludenza, e forse mancanza di speranza”. Ma, ha avvertito, “per essere in grado di attuarlo dobbiamo cambiare il nostro modello decisionale. E per farlo, una cosa da considerare per prima è se l’unanimità debba continuare a essere il principio guida fondamentale per prendere decisioni nella nostra Unione. Il Rapporto suggerisce che, in effetti, non dovrebbe esserlo, che dovremmo passare alle decisioni a maggioranza qualificata in molte aree”.

“La mia sensazione – ha osservato Draghi – è che nei prossimi mesi i paesi si raggrupperanno esattamente a partire da questo punto, tra i paesi che continueranno a difendere l’unanimità e i paesi che sono pronti a scendere a compromessi e ad andare verso un sistema di voto a maggioranza qualificata”.

“Ma poi – ha aggiunto – il Rapporto dice che ci sono anche altri modi. Uno è il modello di ‘cooperazione rafforzata’, che è presente nei nostri statuti, ma su questo non siamo creativi. E un terzo modo è il modello intergovernativo: ovvero due, tre, quattro governi che concordano su determinati obiettivi e decidono che si muoveranno insieme, rimanendo aperti all’ingresso di altri paesi. Penso, spero, che sia ovviamente meglio andare tutti insieme; ma per andare insieme, specialmente in settori come la difesa, la politica estera, c’è bisogno di una valutazione comune su quali sono i rischi, su quali sono i compromessi, e soprattutto, su chi è il nemico. Bisogna essere tutti uniti su questo”.

Nella sua ultima replica, Draghi è tornato sul tema del processo decisionale. “Non sto necessariamente suggerendo una centralizzazione”, ha puntualizzato. “Sto suggerendo che dovremmo essere in grado di fare le cose insieme come se fossimo un unico Stato. Ora, se questo richiederà o meno una centralizzazione, dipende fondamentalmente dalla legittimità democratica di ciò che vogliamo fare. Possiamo fare le cose insieme”.

Draghi, infine, ha risposto a un deputato che aveva osservato come per i paesi europei le cose abbiano cominciato a funzionare male e l’economia a peggiorare proprio quando si è spinto sulla loro integrazione, dopo il Trattato di Maastricht che ha fondato l’Unione all’inizio degli anni ’90. “Perché dobbiamo fare le cose insieme? Qualcuno diceva che dopo tutto, il suo paese era andato molto bene fino a un certo punto nel tempo. Bene, non siamo più a quel punto. Ora siamo decenni dopo il trattato di Maastricht, in una situazione diversa, in cui la portata dei problemi supera di gran lunga le dimensioni dei nostri paesi”; ad esempio “se si guarda alla difesa, al clima, all’innovazione, persino alla ricerca”. Insomma, ha concluso Draghi, “ora i problemi sono diventati più grandi e la concorrenza è molto più grande di noi”.

Ucraina, Mattarella auspica pace giusta, Mosca rispetti Carta Onu

Podgorica, 18 feb. (askanews) – “La posizione dell’Italia è nitida, chiarissima, limpida” e si basa sul rispetto del diritto internazionale, sul rispetto della carta delle Nazioni Unite. L’auspicio, da tre anni a questa parte, è che la Russia torni a rispettare quella carta. Sergio Mattarella parla a Cetinje, la storica capitale del Montenegro dove si trova in visita ufficiale, a 24 ore dal nuovo attacco della portavoce del ministro degli Esteri russo, e ribadisce il punto di vista del nostro paese nella vicenda ucraina. “Questa ferma, vigorosa affermazione sul rispetto dei principi della Carta Onu, dell’eguaglianza di ogni Stato – ricorda -, è stata alla base del sostegno che l’Italia, insieme a Ue e Usa, ha assicurato all’Ucraina per resistere alla violenza delle armi”.

Il presidente della Repubblica risponde alla domanda di un giornalista sulla tensione con Mosca nel corso della conferenza stampa al termine dei colloqui con il presidente del Montenegro, Milatovic. “Anche se questo tema non è stato oggetto dei nostri colloqui – premette – per il rispetto doveroso alla libera domanda della stampa risponderò volentieri”.

Mattarella ricorda che “da tre anni a questa parte la posizione dell’Italia, e quella che ho personalmente sempre espresso ai numerosi interlocutori internazionali, è quella dell’invito a ristabilire il rispetto del diritto internazionale e della sovranità di ogni Stato, della sua indipendenza e dignità, di qualunque dimensione, piccolo o grande che esso sia”. Una posizione che si è sempre accompagnata “all’auspicio che la Russia torni a svolgere il proprio ruolo di grande rilievo e importanza nella comunità internazionale, nel rispetto dei principi del diritto internazionale e della sovranità di ogni stato, della carta delle Nazioni unite e degli impegni bilaterali”. Ed è un impegno bilaterale, va ricordato, quello che Mosca assunse con Kiev di preservarne l’indipendenza in cambio della restituzione degli armamenti nucleari presenti sul suo territorio.

Il capo dello Stato torna indietro di qualche anno per rimettere insieme i passaggi che hanno preceduto l’aggressione russa: “quando l’Ucraina, con il consenso della Russia, divenne indipendente a inizio anni ’90, disponeva di una grande quantità di armi nucleari, circa 1 terzo dell’arsenale della vecchia Unione sovietica. Su sollecitazione di Usa e Russia l’Ucraina ha consegnato alla Russia alcune migliaia di testate nucleari che l’avrebbero messa al sicuro da ogni invasione. A fronte di questo, nel Trattato sottoscritto con Russia, Usa e Regno Unito, l’Ucraina registrava l’impegno di questi paesi a rispettare e garantire la sua indipendenza, sovranità, integrità territoriale”. E dunque per Mattarella “questo è il mondo che vorremo si ripristinasse: quello in cui si ripettano gli impegni assunti e il diritto internazionale”.

Se ieri la scelta, d’intesa con il governo, era stata di restare in silenzio rispetto alle accuse e alle minacce di Mosca oggi è intervenuta anche la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, in difesa del capo dello Stato: “Nel respingere e condannare con fermezza – sia nel metodo che nel merito – le inaccettabili parole di Maria Zakharova – ha affermato – è altresì sentito e doveroso da parte mia rinnovare piena solidarietà e vicinanza al Presidente della Repubblica, custode dei valori democratici della nostra Patria”.

Nel colloquio con Milatovic al quale ha confermato il sostegno italiano all’adesione del Montenegro all’Unione europea (“urgente e indispensabile”) Mattarella ha ribadito l’importanza di “preservare le democrazie liberali e i valori che la democrazia coltiva: libertà, uguaglianza, diritti, benessere per tutti, pace, collaborazione internazionale. La democrazia – ha aggiunto – va consolidata, vissuta, affermata perché possa garantire quei diritti all’intera comunità. L’Unione europea è questo insieme di valori che rende possibile e facile e agevola la collaborazione tra paesi che ne fanno parte e che elimina lacerazioni e contrapposizioni”.

E a chi gli ha chiesto se le tensioni che si registrano nello scacchiere internazionale con i vertici che vedono “separati” per la prima volta Europa e Stati Uniti sull’Ucraina Mattarella, ha assicurato che non ci sono rischi che il legame tra i paesi della Nato possa essere messo in discussione: “La Nato è nata decenni addietro, nulla può incrinare la forza di questo legame, non ho questo timore. La Nato è irrobustita dalla sua storia, dalla sicurezza che garantisce, non vi è pericolo che possa essere incrinata da qualsiasi cosa”. Mentre sono in corso le trattative per arrivare ad una conclusione del conflitto l’auspicio del capo dello Stato è, ancora una volta, “per una pace giusta e non fittizia, fragile o superabile in poco tempo”.

Ucraina, Mattarella auspica un pace giusta, Mosca rispetti la Carta Onu

Podgorica, 18 feb. (askanews) – “La posizione dell’Italia è nitida, chiarissima, limpida” e si basa sul rispetto del diritto internazionale, sul rispetto della carta delle Nazioni Unite. L’auspicio, da tre anni a questa parte, è che la Russia torni a rispettare quella carta. Sergio Mattarella parla a Cetinje, la storica capitale del Montenegro dove si trova in visita ufficiale, a 24 ore dal nuovo attacco della portavoce del ministro degli Esteri russo, e ribadisce il punto di vista del nostro paese nella vicenda ucraina. “Questa ferma, vigorosa affermazione sul rispetto dei principi della Carta Onu, dell’eguaglianza di ogni Stato – ricorda -, è stata alla base del sostegno che l’Italia, insieme a Ue e Usa, ha assicurato all’Ucraina per resistere alla violenza delle armi”.

Il presidente della Repubblica risponde alla domanda di un giornalista sulla tensione con Mosca nel corso della conferenza stampa al termine dei colloqui con il presidente del Montenegro, Milatovic. “Anche se questo tema non è stato oggetto dei nostri colloqui – premette – per il rispetto doveroso alla libera domanda della stampa risponderò volentieri”.

Mattarella ricorda che “da tre anni a questa parte la posizione dell’Italia, e quella che ho personalmente sempre espresso ai numerosi interlocutori internazionali, è quella dell’invito a ristabilire il rispetto del diritto internazionale e della sovranità di ogni Stato, della sua indipendenza e dignità, di qualunque dimensione, piccolo o grande che esso sia”. Una posizione che si è sempre accompagnata “all’auspicio che la Russia torni a svolgere il proprio ruolo di grande rilievo e importanza nella comunità internazionale, nel rispetto dei principi del diritto internazionale e della sovranità di ogni stato, della carta delle Nazioni unite e degli impegni bilaterali”. Ed è un impegno bilaterale, va ricordato, quello che Mosca assunse con Kiev di preservarne l’indipendenza in cambio della restituzione degli armamenti nucleari presenti sul suo territorio.

Il capo dello Stato torna indietro di qualche anno per rimettere insieme i passaggi che hanno preceduto l’aggressione russa: “quando l’Ucraina, con il consenso della Russia, divenne indipendente a inizio anni ’90, disponeva di una grande quantità di armi nucleari, circa 1 terzo dell’arsenale della vecchia Unione sovietica. Su sollecitazione di Usa e Russia l’Ucraina ha consegnato alla Russia alcune migliaia di testate nucleari che l’avrebbero messa al sicuro da ogni invasione. A fronte di questo, nel Trattato sottoscritto con Russia, Usa e Regno Unito, l’Ucraina registrava l’impegno di questi paesi a rispettare e garantire la sua indipendenza, sovranità, integrità territoriale”. E dunque per Mattarella “questo è il mondo che vorremo si ripristinasse: quello in cui si ripettano gli impegni assunti e il diritto internazionale”.

Se ieri la scelta, d’intesa con il governo, era stata di restare in silenzio rispetto alle accuse e alle minacce di Mosca oggi è intervenuta anche la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, in difesa del capo dello Stato: “Nel respingere e condannare con fermezza – sia nel metodo che nel merito – le inaccettabili parole di Maria Zakharova – ha affermato – è altresì sentito e doveroso da parte mia rinnovare piena solidarietà e vicinanza al Presidente della Repubblica, custode dei valori democratici della nostra Patria”.

Nel colloquio con Milatovic al quale ha confermato il sostegno italiano all’adesione del Montenegro all’Unione europea (“urgente e indispensabile”) Mattarella ha ribadito l’importanza di “preservare le democrazie liberali e i valori che la democrazia coltiva: libertà, uguaglianza, diritti, benessere per tutti, pace, collaborazione internazionale. La democrazia – ha aggiunto – va consolidata, vissuta, affermata perché possa garantire quei diritti all’intera comunità. L’Unione europea è questo insieme di valori che rende possibile e facile e agevola la collaborazione tra paesi che ne fanno parte e che elimina lacerazioni e contrapposizioni”.

E a chi gli ha chiesto se le tensioni che si registrano nello scacchiere internazionale con i vertici che vedono “separati” per la prima volta Europa e Stati Uniti sull’Ucraina Mattarella, ha assicurato che non ci sono rischi che il legame tra i paesi della Nato possa essere messo in discussione: “La Nato è nata decenni addietro, nulla può incrinare la forza di questo legame, non ho questo timore. La Nato è irrobustita dalla sua storia, dalla sicurezza che garantisce, non vi è pericolo che possa essere incrinata da qualsiasi cosa”. Mentre sono in corso le trattative per arrivare ad una conclusione del conflitto l’auspicio del capo dello Stato è, ancora una volta, “per una pace giusta e non fittizia, fragile o superabile in poco tempo”.

Papa, bollettino: ha una polmonite bilaterale, cura più complessa

Roma, 18 feb. (askanews) – “Gli esami di laboratorio, la radiografia del torace e le condizioni cliniche del Santo Padre continuano a presentare un quadro complesso. L’infezione polimicrobica, insorta su un quadro di bronchiectasie e bronchite asmatiforme, e che ha richiesto l’utilizzo di terapia cortisonica antibiotica, rende il trattamento terapeutico più complesso”. Così si riferisce nel bollettino medico relativo alle condizioni di Papa Francesco.

“La tac torace di controllo alla quale il Santo Padre è stato sottoposto questo pomeriggio, prescritta dall’equipe sanitaria vaticana e da quella medica della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli, ha dimostrato l’insorgenza di una polmonite bilaterale che ha richiesto un’ ulteriore terapia farmacologica. Ciononostante Papa Francesco è di umore buono”. Il Pontefice “questa mattina ha ricevuto l’eucarestia e, nel corso della giornata, ha alternato il riposo alla preghiera e alla lettura di testi. Ringrazia per la vicinanza che sente in questo momento e chiede, con animo grato, che si continui a pregare per lui”.

Migranti, Meloni vede commissario Ue Brunner: sì a nuove norme su rimpatri

Roma, 18 feb. (askanews) – La presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, ha ricevuto a Palazzo Chigi il Commissario Europeo per gli Affari Interni, Magnus Brunner, nel quadro della sua prima visita in Italia.

Al centro del colloquio – fa sapere una nota di Palazzo Chigi -, le prossime iniziative di politica migratoria della Commissione europea a partire dal rafforzamento dei partenariati con i Paesi di origine e transito dei migranti e dall’attuazione del Patto Migrazione e Asilo, incluso il possibile anticipo del nuovo concetto di Paese sicuro di origine. La presidente Meloni ha, inoltre, ribadito il suo sostegno per un nuovo e più efficace quadro normativo europeo in tema di rimpatri in vista dell’imminente presentazione da parte della Commissione di una specifica proposta legislativa.