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Da Mosca attacco a Mattarella: affermazioni oltraggiose e blasfeme sulla Russia

Roma, 14 feb. (askanews) – La portavoce del ministero degli Esteri russo ha accusato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella di aver “tracciato paralleli storici oltraggiosi e palesemente falsi tra la Federazione Russa e la Germania nazista”, secondo Maria Zakharova “dichiarazioni offensive nei confronti del nostro Paese”.

Il capo dello Stato italiano, si legge sul canale Telegram della portavoce degli Esteri russi, ha “tracciato paralleli storici oltraggiosi e palesemente falsi tra la Federazione Russa e la Germania nazista, invitando a tenere conto del fallimento della politica occidentale di appeasement con l’aggressore della fine degli anni ’30 nella risoluzione della crisi ucraina e sostenendo che le azioni della Russia in Ucraina “hanno una natura simile” al progetto del Terzo Reich in Europa.

Per Zacharova, “è strano e folle sentire tali blasfeme affermazioni dal Presidente dell’Italia, un Paese che sa bene cosa sia il fascismo. Il regime fascista di Mussolini fu un fedele alleato della Germania nazista nell’ambito dei patti d’acciaio (..) e fornì al Terzo Reich 235 mila uomini per l’aggressione congiunta all’URSS nel 1941. Il regime italiano è responsabile, insieme ai nazisti, dei crimini di guerra e del genocidio del popolo sovietico durante la Grande Guerra Patriottica”.

L’attacco russo al presidente della Repubblica arriva dopo il discorso a Marsiglia, in cui ha
paragonato l’invasione russa dell’Ucraina alle azioni del Terzo Reich.  Zakharova rilancia puntando il dito contro i vertici ucraini, definiti “terroristi e neonazisti”: l’Italia, dice, rifornisce il regime ucraino di moderne armi letali, “sostenendo così incondizionatamente il regime criminale in tutti i suoi crimini”.  E ancora: “ma noi conosciamo un’altra Italia. Conosciamo gli italiani che, durante la Seconda guerra mondiale, si organizzarono in un potente movimento partigiano, di cui migliaia
di sovietici – prigionieri di guerra e civili deportati – divennero parte attiva, combattendo insieme ai loro compagni italiani contro il fascismo e dando la vita per la libertà dell’Italia e della loro patria”.

Il vice presidente Usa J.D. Vance: in Europa la libertà di parola è in ritirata

Monaco di Baviera, 14 feb. (askanews) – “In Gran Bretagna e in tutta Europa, temo, la libertà di parola è in ritirata. A quanto pare, non si può imporre l’innovazione o la creatività, così come non si possono forzare le persone su cosa pensare, cosa sentire o cosa credere. E pensiamo che queste cose siano certamente collegate”. E’ quanto ha detto oggi il vice presidente degli Stati Uniti J.D. Vance durante il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

“La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno; ciò che mi preoccupa è la minaccia dall’interno, il ritiro dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America”, ha sottolineato il vice presidente americano J. D. Vance, durante il suo discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

Vance ha criticato senza nominarlo un ex commissario europeo (Thierry Breton, ndr) che “è andato in televisione di recente e sembrava felice che il governo romeno avesse appena annullato un’intera elezione” e ha suggerito che “la stessa cosa potrebbe accadere in Germania”. “Ora queste dichiarazioni sprezzanti sono scioccanti per le orecchie americane”, ha detto, aggiungendo: “Per anni ci è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo è in nome dei nostri valori democratici condivisi, tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è pubblicizzato come una difesa della democrazia. Ma quando vediamo le corti europee annullare le elezioni e alti funzionari minacciare di annullarne altre, dovremmo chiederci se stiamo mantenendo uno standard adeguatamente elevato”.

Vance ha criticato quelle che ha definito “restrizioni alla libertà di parola in Europa” ed ha richiamato alla memoria la Guerra Fredda, che “ha messo i difensori della democrazia contro forze molto più tiranniche in questo continente”.

J.D Vance ha anche commentato alcune preoccupazioni europee: se la democrazia americana può sopravvivere a 10 anni di “critiche” da parte dell’attivista per il clima Greta Thunberg, l’Europa può “sopravvivere a qualche mese” di Elon Musk. Riguardo poi alla possibilità di negoziati per l’Ucraina, gli Stati Uniti “confidano in un accordo ragionevole tra Ucraina e Russia”, ha sottolineato il vicepresidente Usa, il quale ha infine evidenziato con una battuta il cambio alla Casa Bianca: “C’è un nuovo sceriffo in città”, ha detto facendo riferimento al presidente Donald Trump.

Dazi Trump, Tajani: prenderemo tutte le decisioni con l’Ue

Roma, 14 feb. (askanews) – “Non abbiamo alcun interesse che ci sia una guerra commerciale, anzi dobbiamo scongiurarla. Parleremo, vedremo il da farsi, studieremo, qualora ci fossero i dazi, delle contromisure, faremo tutto ciò che è possibile anche esplorando nuovi mercati. Abbiamo strategia in testa, vediamo quali saranno le decisioni finali degli Usa. Tutte le decisioni le prenderemo insieme all’Ue. È ovvio che si deve trattare come Europa, poi noi possiamo essere dei buoni ambasciatori dell’Europa, questo sì”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, leader di Fi, a margine dell’Assemblea nazionale enti locali a Montecitorio.

Ue, P. Chigi: bene von der Leyen su difesa, passo fondamentale

Roma, 14 feb. (askanews) – Il Governo italiano accoglie con “soddisfazione l’annuncio della Presidente della Commissione Europea riguardante nuove iniziative volte a incrementare gli investimenti nel settore della difesa, a partire – come richiesto da tempo dall’Italia – dall’esclusione di tali spese dal Patto di Stabilità”. E’ quanto afferma Palazzo Chigi.

“Si tratta di un primo, fondamentale passo nella giusta direzione, che dovrà essere seguito anche dall’istituzione di strumenti finanziari comuni – prosegue la nota -. Il Governo italiano è pronto a lavorare costruttivamente con le istituzioni europee e con gli altri Stati membri per raggiungere insieme questi importanti obiettivi, a partire dalla prossima presentazione del Libro bianco della difesa dell’Ue”.

Sci, l’austriaco Haaser vince il gigante mondiale maschile

Roma, 14 feb. (askanews) – L’austriaco Raphael Haaser ha vinto il gigante mondiale disputato sulle nevi di Saalbach. Sceso col pettorale numero 22 dopo aver rischiato di non rientrare nelle selezioni del Wunderteam per questa specialità, Haaser ha chiuso quinto a sorpresa in prima manche rimontando fino a conquistare una pazzesca medaglia d’oro. Per la prima volta in campo maschile non vince la Svizzera, che si deve accontentare degli altri metalli con l’argento di Thomas Tumler (+0.23) e il bronzo di Loic Meillard (+0.51). Ma il più quotato dei rossocrociati, il fenomeno e campione in carica Marco Odermatt, termina sorprendentemente ai piedi del podio per sette centesimi: il gigante sulla pista “Schneekristall” rimane indigesto al dominatore di questa specialità negli ultimi anni, dopo che la stagione precedente era uscito nelle Finali di Coppa del Mondo sfumando l’en-plein. Austria di nuovo sul trono in gigante maschile dopo Hirscher nel 2017 e sul podio iridato in questa specialità per la nona edizione consecutiva dei Mondiali. In una gara ricca di stravolgimenti ci prova per una medaglia anche l’azzurro Luca De Aliprandini: attacca e sogna per una manche e mezzo ma alla fine dice addio alle medaglie, scivolando al nono posto finale a poco più di un secondo di distacco dal vincitore.

Roma, è online il catalogo delle collezioni del VIVE

Roma, 14 feb. (askanews) – Scoprire e rivalutare in chiave critica le collezioni del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia a Roma, comprese le opere custodite nei depositi, al fine di contribuire alla più ampia attività di conservazione e valorizzazione: dalla progettazione di nuovi allestimenti fino alla programmazione di mostre temporanee. Questo l’obiettivo del lavoro di catalogazione sistematica promosso dal VIVE, diretto da Edith Gabrielli, confluito nella realizzazione di un catalogo online sul sito dell’Istituto stesso.

L’intervento di catalogazione è stato affidato a tre gruppi di lavoro, impegnati in uno studio sistematico e continuo delle collezioni, coordinati da tre accademici: Alessandro Tomei, già professore ordinario di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Barbara Agosti, professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Tor Vergata e Valerio Terraroli, professore ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Verona, rispettivamente per l’arte medievale, moderna e contemporanea, in linea con il patrimonio custodito dall’Istituto.

Avviato nel 2020, il lavoro di catalogazione ha previsto, in una prima fase, la ricognizione delle varie e spesso difformi catalogazioni già effettuate in passato e l’elaborazione di un programma quadriennale di lavoro che prevedesse, da un lato l’aggiornamento delle schede esistenti, dall’altro la realizzazione ex novo di quelle mancanti. A seguire la definizione delle caratteristiche del catalogo online da pubblicare sul sito del VIVE – dal modello di scheda delle singole opere fino alle funzioni di ricerca e filtro – contemperando le soluzioni proposte dalle principali istituzioni nazionali ed internazionali con le specificità del patrimonio dell’Istituto.

Il catalogo, online con le prime 94 opere schedate per il Medioevo, presenta ben 560 schede in italiano e in inglese redatte da circa 80 specialisti, in gran parte giovani, provenienti dai maggiori centri di ricerca e università italiani ed esteri. Un lavoro multidisciplinare e altamente specialistico che, anche grazie al supporto di Silvia Armando e del personale interno dell’Istituto, ha consentito di indagare a fondo le collezioni restituendone una lettura più completa ed accurata, nonché decine di scoperte e nuove datazioni e attribuzioni. Fiore all’occhiello dell’iniziativa l’alta qualità della documentazione fotografica; oltre 2.200 gli scatti fotografici in catalogo, frutto di un’accurata riorganizzazione dei materiali fotografici esistenti – in particolare quelli digitali – e dell’attivazione di una nuova campagna fotografica ad hoc.

“Il grande progetto di catalogazione promosso dal VIVE è stato pensato per promuovere lo studio e la conoscenza delle collezioni dell’Istituto e garantire la loro fruizione da parte di un pubblico ampio e diversificato. In linea con le più importanti realtà museali internazionali e fermamente convinti del ruolo imprescindibile della catalogazione per un’ottimale attività di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio, abbiamo avviato un imponente intervento in tale direzione, coadiuvati da tre accademici di chiara fama che hanno coordinato specialisti dei maggiori centri di ricerca e università italiani ed esteri. La pubblicazione del catalogo online consentirà agli studiosi di effettuare ricerche di carattere scientifico, approfondendo lo studio delle opere di interesse e scoprendo nuove attribuzioni e datazioni, e a turisti e curiosi di conoscere le opere più significative anche attraverso l’importante corredo fotografico che accompagna il catalogo” ha dichiarato Edith Gabrielli, direttrice del VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia.

Al fine di condividere con il pubblico i risultati delle indagini condotte nell’ambito della campagna di catalogazione e consentire ai visitatori di scoprire ed ammirare le opere ad oggi custodite nei depositi, il VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia ha promosso un ciclo di cinque incontri dal titolo “Reintegrazioni. Dai depositi al percorso di visita” che mira alla reintegrazione di tali opere nel percorso museale aperto al pubblico, coinvolgendo quest’ultimo in un’esperienza di riscoperta ed approfondimento storico-artistico del patrimonio del VIVE.

In occasione di ciascun incontro verrà inaugurata, presso la Sala Altoviti di Palazzo Venezia, l’esposizione dell’opera oggetto della conferenza stessa. Da oggi è esposto al pubblico il frammento della porta bizantina della basilica di San Paolo fuori le Mura, raffigurante una scena della Pentecoste, che, in linea con l’anno giubilare 2025, sarà visibile presso la sala Altoviti di Palazzo Venezia fino al prossimo 23 marzo.

Sport, Ambra Sabatini a un metro dal traguardo e molto pi in l

Roma, 13 feb. (askanews) – Ambra Sabatini il coraggio e la speranza, la voglia di rialzarsi quando la vita ti butta a terra, un percorso da Rocky caduto ad un passo dalla medaglia alle Paralimpiadi di Parigi 2024, ma anche molto di pi.

“Penso che non c’ mai fallimento quando si prova a dare il massimo e purtroppo nella vita esistono degli incidenti e questo l’ho sperimentato. Quindi bisogna vederla sotto una prospettiva diversa ed quello che consiglio di fare a chiunque si trova ad affrontare una delusione. Bisogna cambiare prospettiva e capire se c’ qualcosa da correggere e prendere questa sconfitta come una opportunit e una motivazione in pi per andare avanti”.

La presentazione in forma privata al museo Maxxi del docufilm ‘Ambra Sabatini. A un metro dal traguardo’ stata l’occasone per salutare la portabandiera italiana e per ricordarsi che a questa ragazza non manca proprio nulla.

“Ambra una ragazza che con grande determinazione ha ripreso da un incidente stradale e questo ci accomuna moltissimo. Ha ripreso e la sua una storia incredibile di speranza. Con Parigi l’abbiamo amata ancora di pi perch ci ha insegnato che si pu cadere, ma si pu anche ripartire” spiega Roberto Tomasi, ad di Autostrade per l’Italia.

Il film, prodotto da Giffoni Innovation Hub e Blackbox Multimedia in collaborazione con Autostrade per l’Italia, il racconto di una giovane meravigliosa che dopo aver perso una gamba in seguito ad un incidente stradale nel 2019, riuscita a rialzarsi, a dare speranza.

Per Roberto Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, “Ambra nella vita ha dimostrato tante cose, ha dimostrato non solo il suo talento sportivo ma la sua forza morale, la capacit di apprezzare quel che rimasto rispetto a ci che ha perso. La capacit di arrivare a poco pi di un metro dal traguardo della medaglia paralimpica, cadere , preoccuparsi pi che di se stessa della compagna di squadra. La capacit dopo pochi minuti di stordimento generale, di chi le vuole e le vorr sempre bene, di rispondere ‘Ma c’ Los Angeles’. Per la nostra sensibilit, per la nostra vita, per il modo con il quale la approcciamo che fa riflettere”.

Questa dolce atleta paralimpica detiene il record mondiale nei 100 metri ed testimonial delle campagne di Autostrade per l’Italia rispetto alla sicurezza stradale, e dice “In pista si superano i limiti ma in strada no. E’ un messaggio che voglio mandare perch in strada siamo responsabili non sono delle nostre vite ma anche di quelle degli altri. Quindi bisogna rispettare determinate regole e come nello sport, bisogna rispettare delle regole di fair play e quindi ogni ambiente ha il suo regolamento ed giusto rispettarlo per il bene di tutti”.

Il docufilm su Ambra Sabatini parla a tutti e dimostra quanto sia importante la determinazione, affinch dopo una caduta ci sia sempre un nuovo inizio. Per Tomasi, “E’ un inno al diversity, al fatto che riusciamo ad includere anche persone che possono aver situazioni complesse nella loro vita, ma anche un segno di speranza a tutti noi che ogni giorno possiamo cadere ed il giorno dopo possiamo ripartire e reimmaginare il nostro futuro”.

Von der Leyen: proporrò ai Paesi Ue di sospendere il Patto di stabilità per le spese relative alla difesa

Roma, 14 feb. (askanews) – La Commissione europea intende proporre ai paesi dell’Ue di sospendere i vincoli del Patto di stabilità e di crescita per le spese relative alla difesa. Lo ha annunciato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen durante il suo intervento al vertice sulla sicurezza a Monaco.

“In precedenti crisi straordinarie abbiamo assicurato ai Paesi margini di bilancio supplementari attivando la clausola di sospensione. In termini pratici, abbiamo assicurato ai Paesi membri un consistente aumento degli investimenti pubblici legato alla crisi. Ritengo – ha detto Von der Leyen – che siamo in un altro periodo di crisi che giustifichi un approccio analogo. Per questo motivo annuncio che proporrò l’attivazione della clausola di sospensione per gli investimenti in difesa”.

“Questo consentirà ai paesi membri di aumentare in maniera consistente le loro spese in difesa. Ovviamente – ha precisato – lo faremo in maniera controllata e condizionata”. (fonte immagine: European Union).

Von der Leyen: proporrò sospensione Patto stabilità su spese difesa

Roma, 14 feb. (askanews) – La Commissione europea intende proporre ai paesi dell’Ue di sospendere i vincoli del Patto di stabilità e di crescita per le spese relative alla difesa. Lo ha annunciato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen durante il suo intervento al vertice sulla sicurezza a Monaco.

“In precedenti crisi straordinarie abbiamo assicurato ai Paesi margini di bilancio supplementari attivando la clausola di sospensione. In termini pratici, abbiamo assicurato ai Paesi membri un consistente aumento degli investimenti pubblici legato alla crisi. Ritengo – ha detto Von der Leyen – che siamo in un altro periodo di crisi che giustifichi un approccio analogo. Per questo motivo annuncio che proporrò l’attivazione della clausola di sospensione per gli investimenti in difesa”.

“Questo consentirà ai paesi membri di aumentare in maniera consistente le loro spese in difesa. Ovviamente – ha precisato – lo faremo in maniera controllata e condizionata”. (fonte immagine: European Union).

Fisco, Schlein: tassa su grandi ricchi non può essere tabù, serve discussione a livello europeo

Roma, 14 feb. (askanews) – Per la segretaria del Pd Elly Schlein una “tassa sui grandi patrimoni non può essere tabú” anche se, ha aggiunto, la “discussione è bene farla almeno a livello europeo”. Schlein ha parlato al convegno di Oxfam sulle diseguaglianze aggiungendo che in Italia il sistema fiscale è “iniquo” e “sono d’accordo con la proposta di mettere l’equità orizzontale in Costituzione. E’ un principio sacrosanto: tanto guadagno tanto pago”.

Sul conflitto d’interesse poi, ha rilevato, “c’è stata una pesante sottovalutazione” se “oggi l’uomo più ricco del mondo fa parte dell’amministrazione americana. Noi dobbiamo fare una legge in Italia, ma dobbiamo muoverci anche a livello europeo e globale” perché “sono regole che devono valere per tutti”.

Xi invita a Pechino i "Sei Piccoli Draghi" del tech e Ia cinesi

Roma, 14 feb. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping ospiterà la prossima settimana un incontro con i principali imprenditori del paese, a partire dai cosiddetti “Sei piccoli draghi”, cioè le sei startup cinesi che puntano a rivoluzionare la geopolitica tecnologica del mondo. Lo riferisce oggi il South China Morning Post.

Secondo fonti, che hanno chiesto l’anonimato, tra 20 e 30 fondatori e amministratori delegati delle più grandi aziende tecnologiche cinesi sono attesi a Pechino lunedì prossimo in un incontro che punta a dare un riconoscimento e sostegno al settore privato tech, dopo la sorpresa destata in tutto il mondo dall’avvento del chatbot a Intelligenza artificiale (Ia) DeepSeek.

L’incontro riveste un particolare significato, anche perché si svolgerà immediatamente prima delle cosiddette “Due Sessioni”, cioè la doppia riunione dell’Assemblea nazionale del Popolo, l’organo legislativo, e la Commissione centrale consultiva politica. Si tratta dell’appuntamento politico più importante dell’anno, quando non sono previsti congressi del Partito comunista cinese.

Durante le “Due Sessioni” è prevista anche l’afozione di una serie di misure legislative che puntano a proteggere il settore privato, in un momento in cui l’economia cinese si trova ad affrontare un momento di crescita meno spedita e alcune criticità finanziarie preoccupanti, dalla crisi immobiliare al rischio connesso al debito “nascosto” degli enti territoriali.

Nonostante le difficoltà legate alle limitazioni tech imposte dagli Stati uniti e da altri paesi alleati di Washigton, aziende come DeepSeek e Huawei sono riuscite a fare impressionanti passi avanti, introducendo nuovi servizi e prodotti che hanno reso meno ampio il gap con la superpotenza tecnologica americana. In particolare, a dicembre scorso la startup DeepSeek ha lanciato un modello linguistico di grandi dimensioni a basso costo, il DeepSeek V3, che conta 671 miliardi di parametri e, secondo l’azienda con sede a Hangzhou, è stato addestrato in circa due mesi per 5,58 milioni di dollari. Sono dati che, se confermati, rappresentano una sfida vitale per il dominio della Silicon Valley statunitense nel campo dell’Ia, al momento guidata da giganti come OpenAI, Microsoft, Google.

Ma dietro DeepSeek si muove una galassia di proposte Ia cinesi, a partire dal nuovo upgrade dell’LLM di Alibaba, Qwen 2.5-Max, o anche Hunyuan3D 2.0 del gigante Tencent. Questa settimana, Alibaba ha siglato un accordo per fornire Qwen per il funzionamento sugli iPhone di Apple in Cina.

Huawei, dal canto suo, ha sorpreso il mondo nel settembre 2023 lanciando il suo smartphone di punta Mate 60 Pro, dotato del proprio processore Kirin 9000s, in grado di supportare la connettività 5G. Questa mossa ha superato le restrizioni all’esportazione statunitensi del 2020, che impediscono a Huawei di ottenere circuiti integrati avanzati dai principali produttori di chip a contratto in tutto il mondo.

Le aziende invitate all’incontro includono, a quanto riferisce il South China Morning Post (testata di proprietà di Alibaba), Huawei Technologies, Tencent Holding, Xiaomi, DeepSeek, Alibaba e Unitree Robotics. I portavoce di Huawei, Tencent, Xiaomi, DeepSeek, Alibaba e Unitree si sono rifiutati di commentare.

I “Sei Piccoli Draghi”, in particolare, saranno al centro dell’attenzione. Si tratta di sei startup con base a Hangzhou, capoluogo della provincia di Zhejiang, che stannno stupendo il mondo con le loro applicazioni. Oltre a DeepSeek, si tratta dei produttori di robot Unitree, Deep Robotics; lo studio ddi videogiochi Game Science; il realizzatore di interfacce cervello-macchina BrainCo; lo sviluppatore di software per il design d’interni 3D Manycore.

Rutte a Vance: alleati europei devono spendere di più

Milano, 14 feb. (askanews) – A Monaco il segretario generale della Nato Mark Rutte e il vice presidente Usa JD Vance hanno discusso di come aumentare la spesa per la difesa, incrementare la produzione della difesa e garantire una pace a lungo termine per l’Ucraina. Lo rende noto la portavoce della Nato Alison Hart in un tweet.

Secondo la trascrizione delle prime battute dell’incontro fornita dall’Alleanza Rutte ha dichiarato di capire la questione della condivisione degli oneri: “è cruciale. Voglio anche ringraziarvi personalmente per tutto quello che avete fatto nel corso degli anni, nell’impegnarvi con l’Europa”.

Rutte ha anche affermato di condividere la necessità di farsi avanti da parte europea: “hai assolutamente ragione. Deve essere fatto” ha detto. “Dobbiamo crescere in questo senso e spendere molto di più”. Evidenziando poi il “problema che abbiamo sia negli Stati Uniti che nel resto della NATO. Semplicemente non produciamo abbastanza. Non stiamo tenendo il passo con i russi e i cinesi. E poi, naturalmente, l’Ucraina: come portare l’Ucraina a una pace duratura. Non un’altra Minsk. Quindi deve essere duratura. Putin non dovrebbe mai più provarci”. Oltre a far iniziare “i colloqui l’Ucraina da una posizione”.

Sanremo, Marcella Bella: “Sui femminicidi c’ pericolo di emulazione”

Sanremo (Im), 14 feb. (askanews) – E’ un inno alle donne, un invito ad essere delle guerriere. Si intitola “Pelle diamante”, il brano di Marcella Bella, in gara al 75esimo Festival di Sanremo. Le istituzioni, i mass media, la societ tutta devono fare di pi.

“Bisogna fare di pi, perch secondo me nessuno sta muovendo un dito, l’unica cosa che vedo una emulazione, perch pi ingigantiscono sui giornali, sui media, il fenomeno del femminicidio e pi ne fanno. Bisognerebbe fare una pausa e non dare troppa enfasi. Esiste l’emulazione purtroppo e quando cominciano a farlo uno, due, tre e poi lo fanno tutti, invece di andare dall’avvocato e dal giudice per separarsi o divorziare fanno il delitto d’onore. tornato il vecchio delitto d’onore di cui sentivo parlare quando ero bambina in Sicilia, questo veramente assurdo, vuol dire che noi ci siamo involuti, una cosa terribile”. “Noi donne dobbiamo essere pi forti, pi combattive, pi guerriere – ha insistito – e dobbiamo essere pi indipendenti e farci una corazza di diamante, che la nostra pelle”.

Nella serata delle cover, Marcella Bella omagger il fratello Gianni. “Ci sar una dedica, una dedica a mio fratello Gianni, perch la canzone che canter proprio un pezzo che ha scritto Gianni insieme a Mogol per Celentano, che tutti conoscono perch ha avuto un enorme successo, per io ci tenevo a fare la mia versione a cantarlo soprattutto su quel palcoscenico perch avrei voluto cantarla io, quando Gianni ha composto questo pezzo, gliel’ho anche chiesto, ma sei sicuro di darlo a Celentano? E lui siccome era una persona onesta mi ha risposto che aveva preso un impegno e scriveva solo per lui in quel periodo. E non mi ha voluto dare il pezzo”.

Al via la XVII edizione di "New York Encounter"

Milano, 14 feb. (askanews) – “Incipit vita nova” ovvero, qui comincia una vita nuova. Nell’orizzonte di questa citazione di Dante prende avvio, venerdì 14 febbraio, la diciassettesima edizione di “New York Encounter”. Riro Maniscalco, presidente dell’iniziativa, intervistato da askanews, ha spiegato che questo evento “cattolico, nel senso vero della parola”, che è una “casa che apre la porta a tutti i viandanti”, potrà offrire, ai volontari e ai partecipanti, la “possibilità di scoprire magari un percorso che non si conosceva”.

Papa Francesco, nel messaggio inviato agli organizzatori, ha sottolineato il valore di queste “giornate di riflessione e di dialogo”, così come di “ispirazione”, in questo Anno giubilare incentrato sul tema della speranza, che “abita nel cuore di ogni persona”.

È possibile seguire, dal portale askanews.it, gli appuntamenti in programma (https://www.newyorkencounter.org) per i quali è previsto il live streaming. In particolare, gli incontri: di apertura, di venerdì 14 febbraio, alle 18.30 ora di New York, con Philippe Villeneuve, capo architetto della ricostruzione della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, introdotto dal Cardinale Seán Patrick O’Malley, Arcivescovo Metropolita emerito di Boston; e di chiusura, di domenica 16 febbraio, alle 17.30, ora di New York, dedicato a Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, con il Cardinale Christophe Louis Yves Georges Pierre, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, Antonia Salzano, madre del beato Carlo Acutis, Christine Wohar, fondatrice e presidente di FrassatiUSA, con la moderazione di Amy Hickl, preside della Notre Dame Academy Shool di Los Angeles.

Ucraina, Zelensky: non riconosceremo mai regioni occupate come russe (

Monaco di Baviera, 14 feb. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato oggi che il suo Paese non riconoscerà mai i territori occupati come russi.

“Non riconosceremo mai i territori occupati come russi”, ha detto conversando in ucraino con un gruppo di giornalisti al suo arrivo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto oggi che le discussioni intercorse fino a questo momento con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “non sono state sicuramente sufficienti per elaborare un piano” per la pace in Ucraina, aggiungendo che i segnali provenienti dall’America sono “forti”, sebbene “vari”, ma ha precisato che saranno necessari ulteriori colloqui con il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, con cui avrà un incontro oggi.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inoltre ribadito oggi che il suo Paese vuole essere un membro della Nato. “Vogliamo essere nella Nato, sì. Abbiamo fiducia nelle garanzie di sicurezza della Nato. Penso che questa sia l’opzione più economica per tutti”, ha affermato Zelensky, conversando in ucraino con un gruppo di giornalisti al suo arrivo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Zelensky ha aggiunto che “l’Europa dovrebbe unirsi attorno all’Ucraina per proteggersi”.

La Russia ha effettuato un attacco “molto pericoloso” alla centrale nucleare di Chernobyl durante la notte, cosa che il Cremlino nega, ha spiegato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un drone ha volato troppo basso per essere rilevato dai radar, ha affermato Zelensky, aggiungendo che il presunto attacco è stato deliberatamente programmato per coincidere con l’inizio della Conferenza. “Putin non vuole assolutamente la pace”, ha aggiunto il presidente ucraino.

Tv, dal 17 febbraio "The White Lotus 3": il resort è in Thailandia

Roma, 14 feb. (askanews) – Nuova destinazione, nuovo gruppo di vacanzieri pronti a lasciarsi alle spalle per una settimana lo stress di tutti i giorni… e nuovo mistero da risolvere. È ambientata in un incantevole resort immerso nelle atmosfere zen della Thailandia la terza stagione di “The White Lotus”, la premiata serie HBO e Sky Exclusive creata da Mike White da lunedì 17 febbraio su Sky e in streaming su NOW, in esclusiva e in contemporanea con gli Stati Uniti.

Girato fra Koh Samui, Phuket e Bangkok, anche questo terzo capitolo della satira sociale di Mike White è ambientato in un esclusivo resort e segue le vicende di diversi ospiti e dipendenti nel corso di una settimana. Nel cast Leslie Bibb, Carrie Coon, Walton Goggins, Sarah Catherine Hook, Jason Isaacs, Lalisa Manobal, Michelle Monaghan, Sam Nivola, Lek Patravadi, Parker Posey, Natasha Rothwell, Patrick Schwarzenegger, Tayme Thapthimthong, Aimee Lou Wood. Il cast aggiuntivo include Nicholas Duvernay, Arnas Fedaravicius, Christian Friedel, Scott Glenn, Dom Hetrakul, Julian Kostov, Charlotte Le Bon, Morgana O’Reilly e Shalini Peiris.

La prima stagione, arrivata nell’estate del 2021 e ambientata alle Hawaii, ha ricevuto 20 nomination agli Emmy Awards in 13 categorie, portando a casa 10 statuette, più di qualunque altra serie quell’anno – incluso il premio come miglior miniserie. Il secondo ciclo di episodi, che ha debuttato nel dicembre 2022, è invece ambientato in Sicilia e ha fatto sue addirittura 23 nomination agli Emmy, fra cui quella per miglior serie drammatica, portando a casa 5 vittorie. Entrambe sono disponibili in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

Ucraina, a Monaco incontro tra delegazioni di Stati Uniti, Russia e Ucraina "di alto livello"

Monaco, 14 feb. (askanews) – Delegazioni di Stati Uniti, Russia e Ucraina “di alto livello” si incontreranno oggi a Monaco per negoziare un percorso di pace tra Kiev e Mosca. Gli incontri, a quanto si apprende, avverranno proprio mentre nella città della Baviera si apre la 61esima edizione della Conferenza sulla Sicurezza (Msc), a cui la Russia non è stata invitata.

Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato che rappresentanti di Usa e Russia avrebbero tenuto incontri a Monaco, sottolineando che “anche l’Ucraina è invitata”.

Il presidente della Conferenza, Christoph Heusgen, commentando le parole di Trump su un possibile incontro con le parti russa e ucraina, ha dichiarato che i rappresentanti della Federazione Russa non hanno ricevuto l’accreditamento da parte degli organizzatori della conferenza ma – ha aggiunto – “non si può escludere” la possibilità di un tale incontro in città.

Il Papa ha la bronchite, ricoverato al Gemelli per accertamenti

Milano, 14 feb. (askanews) – Questa mattina, al termine delle udienze, Papa Francesco si ricovera al Policlinico Agostino Gemelli per alcuni necessari accertamenti diagnostici e per proseguire in ambiente ospedaliero le cure per la bronchite tutt’ora in corso. Lo si legge in un messaggio della sala stampa vaticana.  Gli impegni del Papa sono stati così annullati, almeno fino a lunedì. “A seguito del ricovero di Papa Francesco, l`udienza giubilare di domani, 15 febbraio, è stata annullata; la Santa Messa in occasione del Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura, di domenica 16 febbraio, sarà presieduta da Sua Eminenza il Cardinale José Tolentino de
Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l`Educazione, mentre l`incontro con gli artisti, previsto per lunedì a Cinecittà, viene annullato a causa dell`impossibilità del Papa a parteciparvi”. Così in un comunicato la Sala Stampa della Santa Sede.

Zelensky: drone russo ha colpito e danneggiato il sarcofago di Chernobyl

Roma, 14 feb. (askanews) – Un drone russo ha colpito nella notte ha attaccato il sarcofago della centrale nucleare distrutta di Chernobyl, teatro nel 1986 del più grave incidente atomico della storia. L’ha reso noto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“La notte scorsa un attacco con un drone dotato di una testata ad alto potenziale esplosivo ha colpito il rifugio che protegge il mondo dalla radiazione che ha distrutto il quarto reattore della Centrale nucleare di Chernobyl”, ha scritto Zelensky.

“Questo sarcofago è stato costruito dall’Ucraina con altri paesi dell’Europa e del mondo, con l’America: tutti quelli impegnati per una reale sicurezza per l’umanità. L’unico paese nel mondo che attacca siti del genere, che occupa centrali nucleari e conduce guerra senza alcun riguardo per le conseguenze, è la Russia di oggi. Si tratta di una minaccia terroristica all’interno mondo”, ha scritto ancora Zelensky.

Il sarcofago della centrale, ha denunciato il presidente ucraino, “è stato danneggiato da questo drone. L’incendio è stato spento. Ad oggi, i livelli di radiazione non sono aumentati e vengono costantemente monitorati. Secondo le prime valutazioni, il danno al riparo è significativo”.

Eurozona, conferma frenata Pil a +0,1% in IV trim, intero 2024 +0,7%

Roma, 14 feb. (askanews) – La crescita economica si conferma al lumicino nell’area euro, con un rallentamento a fine 2024: nel quarto trimestre il Pil è aumentato di un marginale 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, quando aveva registrato un già limitato più 0,2%. Lo riporta Eurostat, secondo cui nel paragone su base annua la crescita del Pil si è smorzata al più 0,6%, a fronte del più 1% registrato nel terzo trimestre.

I dati confermano le stime preliminari diffuse a fine gennaio. Complessivamente il 2024 si è chiuso con una crescita dello 0,7% per l’insieme dei paesi dell’area valutaria. (fonte immagine: Eurostat).

Sanremo, ascolti terza serata: 10 mln 700mila spettatori, share 59.8%

Roma, 14 feb. (askanews) – La terza serata del Festival di Sanremo di Carlo Conti è stata in seguita in media – in termini di total audience – da 10 milioni 700mila spettatori pari al 59,8% di share.

Lo scorso anno la terza serata di Sanremo era stata seguita da 10.001.000 spettatori per il 60,1% di share. La prima parte dalle 21.19 alle 23.32 segna il 58,1% di share con 13 milioni 243mila spettatori. La seconda parte, dalle 23.34 alle 25.38 registra il 65% con 6 milioni 436mila spettatori.

Ue: dazi "reciproci" Trump "un passo nella direzione sbagliata"

Roma, 14 feb. (askanews) – Il nuovo ordine esecutivo del presidente Usa Donald Trump – che prevede dazi doganali reciproci sulle merci in entrata negli Stati Uniti, equivalenti ai dazi che i paesi terzi impongono sulle loro importazioni dagli Usa – rappresentano “un passo nella direzione sbagliata”. Lo sostiene la Commissione europea, che con un comunicato, ribadisce l’impegno a favore di un sistema degli scambi “aperto e prevedibile a beneficio di tutti i partecipanti”.

“L’Ue mantiene alcuni dei dazi più bassi nel mondo e non vede alcuna giustificazione per un aumento dei dazi Usa sulle sue esportazioni. I dazi sono tasse. Imponendo dazi gli Usa stanno tassando i cittadini, aumentando i costi delle imprese, soffocando la crescita e alimentando l’inflazione”, si legge. Bruxelles ribadisce di esser pronta a rispondere.

Cacao, Ft: scorte ai minimi storici con accaparramenti San Valentino

Roma, 14 feb. (askanews) – Le scorte di cacao sono scese ai minimi storici sui maggiori mercati globali, New York e Londra. Lo riporta il Finance Times, citando i dati dell’Intercontinental Exchange e rilevando che nelle ultime settimane i produttori di cioccolato si sono lanciati in una corsa agli accaparramenti esacerbata dall’avvicinarsi di San Valentino, a caccia di forniture alternative.

E così trader e produttori di cioccolata hanno prosciugato le scorte di cacao di qualità meno pregiata che restavano disponibili nei maggiori mercati del mondo, mentre i fornitori non riescono a tenere il passo della domanda dopo anni di raccolti scarsi.

Intanto i prezzi tornano a lievitare. Secondo il Ft in vista di San Valentino Wells Fargo, la multinazionale di servizi finanziari, riporta aumenti di quasi un 20% sui cioccolatini negli Usa.

Sul mercato di Londra, i prezzi del cacao risultano triplicati rispetto agli inizi del 2023, e sono ora ai massimi da 50 anni a questa parte dopo, tre anni consecutivi di raccolti problematici.

Zelensky: drone russo colpisce e danneggia sarcofago Chernobyl

Roma, 14 feb. (askanews) – Un drone russo ha colpito nella notte ha attaccato il sarcofago della centrale nucleare distrutta di Chernobyl, teatro nel 1986 del più grave incidente atomico della storia. L’ha reso noto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“La notte scorsa un attacco con un drone dotato di una testata ad alto potenziale esplosivo ha colpito il rifugio che protegge il mondo dalla radiazione che ha distrutto il quarto reattore della Centrale nucleare di Chernobyl”, ha scritto Zelensky.

“Questo sarcofago è stato costruito dall’Ucraina con altri paesi dell’Europa e del mondo, con l’America: tutti quelli impegnati per una reale sicurezza per l’umanità. L’unico paese nel mondo che attacca siti del genere, che occupa centrali nucleari e conduce guerra senza alcun riguardo per le conseguenze, è la Russia di oggi. Si tratta di una minaccia terroristica all’interno mondo”, ha scritto ancora Zelensky.

Il sarcofago della centrale, ha denunciato il presidente ucraino, “è stato danneggiato da questo drone. L’incendio è stato spento. Ad oggi, i livelli di radiazione non sono aumentati e vengono costantemente monitorati. Secondo le prime valutazioni, il danno al riparo è significativo”.

Unipol chiude 2024 con utili a 1,1mld e spinge intesa Bper-Sondrio

Milano, 14 feb. (askanews) – Unipol archivia il 2024 con un utile netto consolidato a 1,119 miliardi di euro, contro l’1,31 miliardi di profitti del 2023. La raccolta diretta assicurativa sale a 15,6 miliardi di euro (+4,6% rispetto al 31 dicembre 2023), con 9,2 miliardi dal comparto danni e 6,4 miliardi dal comparto vita. Il dividendo proposto è di 0,85 euro per azione per un dividend yield del 6,2%. La compagnia è al lavoro per il piano industriale 2025-2027 che sarà presentato al mercato il 28 marzo.

In occasione dell’approvazione dei conti, il consiglio di Unipol ha anche svolto un esame preliminare dell’Ops annunciata da Bper sulla totalità delle azioni di Popolare Sondrio, due banche che vedono nella stessa Unipol il loro principale azionista. Il board, si legge nella nota, condivide “il razionale strategico e industriale” dell’Ops e il consiglio di amministrazione, presieduto da Carlo Cimbri, “ha sottolineato l’importanza, sia per BPER che per BPSO di intraprendere – auspicabilmente con spirito costruttivo da entrambe le parti – un processo aggregativo che consentirà di rafforzare le dimensioni e il posizionamento competitivo nonché di favorire le evoluzioni delle stesse, con positivi riflessi anche sulle attività industriali in comune con il Gruppo Unipol, valorizzando al contempo i tradizionali legami con i territori di riferimento, segno distintivo della storia di entrambi gli istituti”.

Una posizione assunta “tenuto anche conto dell’accelerazione del processo di consolidamento del settore bancario italiano attualmente in corso, quali azionisti significativi e partner bancassicurativi di entrambi gli istituti”. La compagnia evidenzia anche che l’operazione “coinvolge due istituti di credito con radici comuni e legati da una pluriennale condivisione di società prodotto in diversi ambiti di attività: dal risparmio gestito, al leasing e alle assicurazioni”.

Pechino: proposta Trump summit a tre? Usa diano esempio

Roma, 14 feb. (askanews) – Gli Stati uniti comincino a dare l’esempio sul fronte del disarmo, cominciando a diminuire la spesa militare. Lo ha affermato oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, nella prima reazione di Pechino alla proposta del presidente Usa Donald Trump di tenere un summit Usa-Russia-Cina sulla questione delle armi nucleari, per una possibile riduzione del 50% delle spese per la difesa.

“Abbiamo preso atto delle notizie in merito. E’ universalmente riconosciuto che gli Stati uniti e la Russia possiedono oltre il 90% delle armi nucleari mondiali e il disarmo nucleare deve seguire principi fondamentali, fra cui il mantenimento della stabilità strategica globale e la garanzia che la sicurezza di tutti i paesi non venga compromessa. Gli Stati Uniti e la Russia, in quanto paesi dotati del più grande arsenale nucleare, dovrebbero concretamente adempiere alla loro responsabilità prioritaria in materia di disarmo nucleare, riducendo in modo sostanziale e significativo i loro arsenali e creando le condizioni necessarie affinché gli altri Stati dotati di armi nucleari possano entrare nel processo di disarmo. Questa convinzione è condivisa dalla comunità internazionale da tempo”, ha affermato Guo nella quotidiana conferenza stampa a Pechino.

La Cina, ha continuato, persegue un via di sviluppo “pacifico” e adotta “una politica di non primo uso delle armi nucleari” che si basa sull’autodifesa, mantenendo “costantemente le proprie forze nucleari al livello minimo necessario per la sicurezza nazionale, senza partecipare ad alcuna corsa agli armamenti”. Quindi, ha detto ancora, “è disposta a collaborare con tutte le parti e sostiene fermamente, nell’ambito di un meccanismo multilaterale di controllo degli armamenti incentrato sulle Nazioni unite, il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali”.

Per quanto riguarda le spese militari, Guo ha osservato che “nel 2024, la spesa militare degli Stati uniti ha rappresentato il 40% della spesa militare globale”, un livello superiore “alla somma delle spese dei successivi otto paesi”. Il disegno di legge Usa per l’autorizzazione alla spesa della difesa per l’anno fiscale 2025, inoltre, “prevede un ulteriore aumento, portando le spese a circa 895 miliardi di dollari”. Quindi, “se gli Stati uniti promuovono la politica ‘America First’, dovrebbero dare l’esempio anche in materia di riduzione della spesa militare”.

Consumi, Confesercenti: spesa media 80 euro per San Valentino

Roma, 14 feb. (askanews) – Il 60% degli italiani continua a celebrare la festa di San Valentino: il budget medio si attesta sugli 80 euro, in leggero calo rispetto al 2024 (85 euro, -6%), con un aumento delle cene in casa. Complice, probabilmente, anche il Festival di Sanremo. Sono questi i dati principali emersi da un’indagine condotta da Confesercenti sui consumi per la festa di San Valentino.

Anche nel 2025, scrive la confederazione, la cena romantica è il modo preferito dagli italiani per onorare San Valentino con il 70% di chi ha deciso di festeggiare. Una percentuale maggiore rispetto a chi farà un regalo, quota che si attesta al 60%. Stabile al 5%, invece, la percentuale di chi festeggia in viaggio con il proprio partner.

Diminuiscono dal 69% al 63% le coppie che sceglieranno un ristorante o un pubblico esercizio. Di contro, sale il numero degli italiani che festeggerà San Valentino con una cena homemade passando dal 22% al 29%.

Sono sempre i cioccolatini il dono romantico più amato dagli italiani, scelto dal 38% di chi festeggia. A seguire nella classifica dei regali più gettonati i prodotti di profumeria (26%), i fiori (24%), gli accessori di gioielleria (22%) e gli accessori moda (20%), anche grazie alla spinta dei saldi invernali ancora in corso. Chiudono questo speciale elenco le vacanze o i pacchetti di attività di coppia (12 %) e i prodotti di cosmetica o servizi e percorsi benessere (stabili al 10%).

“Il periodo non è dei più semplici con l’economia italiana sostanzialmente ferma e i consumi che faticano a ripartire. San Valentino – commenta il presidente di Fiepet Confesercenti Giancarlo Banchieri – conferma purtroppo questa tendenza con un calo della domanda del 15%, in continuità con quanto succede da Capodanno in poi. Per invertire la rotta speriamo nelle scelte last minute che invece sono in aumento. Continua il momento difficile per le imprese del settore e i pubblici esercizi che, oltre al calo dei consumi, vivono il rischio concreto di una nuova stangata legata ai costi dell’energia”.

Sanremo, “Premio Speciale Assomusica” all’Orchestra del Festival

Sanremo, 13 feb. (askanews) – Assomusica ha assegnato all’Orchestra del Festival di Sanremo il prestigioso Premio Assomusica, un riconoscimento che celebra il ruolo fondamentale dei musicisti che, con talento e dedizione, danno vita alle esibizioni dal vivo sul palco dell’Ariston.

Il premio stato ritirato dal maestro Pinuccio Pirazzoli, in rappresentanza dell’intera Orchestra, durante la cerimonia che si svolta oggi presso la sala stampa del Teatro Ariston, alla presenza del Presidente di Assomusica Carlo Parodi e dei promoter musicali associati.

La motivazione del riconoscimento sottolinea “la straordinaria professionalit, versatilit e capacit interpretativa che l’Orchestra del Festival dimostra ogni anno, contribuendo in modo determinante alla qualit artistica della manifestazione e all’emozione delle esibizioni live”. Un tributo al valore di musicisti che, con il loro lavoro, rendono unico ogni momento musicale del Festival, accompagnando gli artisti con cura, sensibilit e una preparazione impeccabile.

“Il Premio Assomusica per Sanremo nato per celebrare chi fa della musica dal vivo un’arte, capace di emozionare e coinvolgere il pubblico. Quest’anno abbiamo voluto rendere omaggio all’Orchestra del Festival, una vera eccellenza musicale, che con il suo lavoro permette di esaltare ogni esibizione e regalare agli spettatori momenti indimenticabili”, ha dichiarato il Presidente Carlo Parodi.

La Voce del Popolo | L’assenza di Meloni dal proscenio.

Giusto il tempo di scrivere queste parole, stamparle, leggerle e il silenzio a quel punto probabilmente sarà finito. Si parla ovviamente del silenzio con cui Giorgia Meloni ha accompagnato questi ultimi giorni. Il dibattito parlamentare sul caso Almasri, affidato alle cure dei ministri Nordio e Piantedosi. La pubblicazione della chat di Fratelli d’Italia, con tutte quelle maliziose ironie rivolte al suo vice Salvini. La solitaria e ostinata difesa che Daniela Santanchè ha fatto di se stessa in un’aula parlamentare pressoché desertificata. 

Tutto questo senza che la premier pronunciasse una sola parola al riguardo. Ci può essere qualche merito anche nel silenzio. Tanto più mentre attraversiamo una stagione fitta di troppe parole, troppi annunci, troppe smanie di protagonismo. La politica avrebbe bisogno di trovare un po’ di tempo in più per riflettere, e quel tempo viene invece bruciato in quel quotidiano falò di dichiarazioni, proclamazioni, esagerazioni in cui la vita pubblica finisce per consumare se stessa. 

E però, una volta che s’è stabilito il discutibile precedente in base al quale la prima fila della nostra politica si pronuncia ogni sera su ogni argomento senza saltare neppure le feste comandate, diventa fonte di imbarazzo anche la sua assenza dal proscenio. Tanto più quando dietro quell’assenza magari si intuisce la difficoltà, o l’imbarazzo, di qualche argomento. Ci si può consolare, per chi se ne dispera, contando sul fatto che la giostra delle dichiarazioni di sicuro sta già per ricominciare.

 

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Fonte: La Voce del Popolo – 13 febbraio 2025

[Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della Diocesi di Brescia]

Psoriasi Pustolosa Generalizzata, arriva un farmaco mirato

Milano, 13 feb. (askanews) – La Psoriasi Pustolosa Generalizzata – nota anche con l’acronimo Gpp – malattia rara, cronica, sistemica e autoinfiammatoria della pelle che colpisce soprattutto gli adulti.

“La Gpp, o psoriasi pustolosa generalizzata, una patologa estremamente severa della pelle che si manifetsa con eritema e pustolazione. Eritema significa arrossamenti della pelle che possono anche interessare l’intero ambito cutaneo. Pustolazione significa l’insorgenza pi o meno acuta in pi sedi recidivanti, quindi in fasi che si vanno a susseguire nel tempo, di piccoli elementi ricolmi di pus – spiega ad askanews Francesco Cusano, past president ADOI (Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani) -. A questo spesso e volentieri si associano sintoni sistemici come febbre, malessere generale e quant’altro, con potenizali ricadute sugli aspetti cardiocircolatori e sugli aspetti di funzionalit renale e quant’altro. Quindi una patologia estremamente importante per la pelle e importante anche da un punto di vista sistemico”.

L’impatto della malattia sul benessere fisico e mentale dei pazienti devastante. “Immagini di aver una pelle che tutta rossa, che su questo rossore ci sono piccole lesioni giallastre pustolose. Questo si accocia a febbre, a dolore, a prurito. Questo vuol dire vivere con la Gpp – ci racconta Maria Concetta Fargnoli, vicepresidente SIDeMast (societ Italiana di Dermatologia medica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) -. Un paziente che non ha pi la sua vita. Un paziente che ha dolore, che non riesce a fare tutte le sue attivit quotidiane. Qualche volta questo si associa anche a dei sintomi importanti che possono portare il paziente a morte il paziente”.

Il punto di svolta rappresentato dall’arrivo di un nuovo e innovativo farmaco, sviluppato dalla multinazionale biofarmaceutica Boehringer Ingelheim, che ha incassato il via libera dell’Aifa ed perci disponibile anche in Italia.

“Si chiama spesolimab ed una grandissima innovazione ed opportunit per i pazienti con psoriasi pustolosa generalizzata. Come agisce? Va proprio a bloccare il meccanismo autoinfiammatorio, cio il meccanismo che porta allo sviluppo della malattia – sottolinea ancora la vicepresidente SIDeMast -. Pensiamo che nello studio clinico il 50% dei pazienti ha presentato assenza di manifestazioni cutanee, quindi quelle che sono impattanti per il paziente, a una settimana. Questo sicuramente un modo per approcciare nel modo giusto il problema principale di questa patologia che sono proprio le riacutizzazioni”.

Solo una tappa all’interno di un pi ampio percorso avviato da Boehringer Ingelheim nel comparto dell’immunologia. “Un’importante traguardo per un impegno che non si ferma qui – assicura Morena Sangiovanni, presidente e amminstratore delegato di Boehringer Ingelheim Italia -. Anche perch noi contiuiamo a studiare questa molecola in altre malattie molto gravi della pelle e con interessamente sistemico. Quindi molto felice per questo primo passo, tanti altri che arriveranno a beneficio dei pazienti”.

Nuovo vocabolario | La “moderanzia” di Leon Battista Alberti e gli “armocreativi”.

Caro Direttore,

dopo molto tempo, mi permetto di scriverle per riflettere insieme su un termine di matrice umanistica, in effetti poco noto ma di straordinaria attualità: “moderanzia”. Se la parola richiama alla mente la più comune “moderazione, ormai negletta nel linguaggio dei cattolici progressisti, è bene chiarire subito che il suo significato è ben più ricco e complesso. Leon Battista Alberti la utilizzava non solo per indicare equilibrio o contenimento, ma per esprimere un’arte del vivere guidata dalla misura attiva, creativa e razionale, capace di ordinare la vita e il mondo in modo armonioso.

A differenza della moderazione, che si limita a evitare gli eccessi, la moderanzia albertiana è un principio dinamico e creativo, una sapienza pratica che plasma la realtà con intelligenza e sensibilità. È un’abilità di spirito che si manifesta o si dovrebbe manifestare non solo in ambito personale, ma anche nella dimensione della vita collettiva, dall’arte all’architettura, dall’economia all’etica pubblica. Potremmo definirla come una virtù di tipo umanistico-rinascimentale che unisce etica, estetica e pragmatismo per creare un mondo più bello e giusto.

Ebbene, viene naturale chiedersi: chi pratica oggi questa moderanzia? E come chiamare coloro che operano cercando armonia e misura in ogni aspetto della loro esistenza, a che in quello politico? Dopo lunga riflessione, la risposta che mi è sembrata più appropriata è: “armocreativi”.

Gli armocreativi non si limitano a evitare gli eccessi o a mantenere un equilibrio statico. Al contrario, sono artefici attivi e creativi, capaci di trasformare il mondo secondo criteri di ordine, proporzione e bellezza, coniugando ragione, emozione e tecnica. Sono coloro che cercano l’armonia senza rinunciare al dinamismo dell’innovazione, che costruiscono ponti tra passato e futuro, tradizione e progresso.

Impossibile non pensare al potenziale critico e liberatorio di questa visione. Se avessimo ancora un Herbert Marcuse tra noi, credo che saprebbe interpretare gli armocreativi come una forza di resistenza e trasformazione collettiva, un’alternativa alla razionalità tecnocratica e oppressiva della società contemporanea. Per Marcuse, infatti, la creatività non è solo espressione individuale, ma un principio di liberazione dalle strutture alienanti del potere economico e politico.

Immagino già il titolo di un’opera che potrebbe nascere da questa suggestione: “L’armocreativo: estetica e liberazione”, un dialogo ideale tra Leon Battista Alberti e l’utopia critica del Novecento. Un libro che ci aiuterebbe a riscoprire la potenza rivoluzionaria della bellezza e a immaginare un mondo in cui l’equilibrio creativo non è solo un principio estetico, ma un progetto politico e culturale.

In un’epoca di polarizzazioni estreme e urla scomposte, la riscoperta della moderanzia e l’emergere degli armocreativi potrebbero offrire una via d’uscita dall’impasse culturale ed etica in cui sembriamo intrappolati. Una nuova misura, dinamica e creativa, per ritrovare la bellezza dell’umano e l’armonia della convivenza civile.

Grazie per l’attenzione e lo spazio che vorrà dedicare a questi pensieri a ruota libera.

Con stima, a presto.

Franco Marini, un grande sindacalista e un politico illuminato.

Ringrazio gli amici che hanno voluto organizzare questo incontro su Franco Marini. Proprio ieri pomeriggio è stata eletta la nuova Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, una sindacalista di grande valore, con un’esperienza profonda e una competenza indiscutibile. Sono certo che Franco sarebbe stato molto contento di questa scelta, anche perché Daniela è profondamente legata, culturalmente e storicamente, ai valori del cattolicesimo sociale e del popolarismo democratico.

Franco Marini è stato un grande. Un grande sindacalista, un politico illuminato, un uomo delle istituzioni e della Repubblica. Probabilmente è la figura che meglio ha incarnato quell’incrocio tra solidarismo cristiano e laburismo, che rappresenta una delle caratteristiche fondanti della Cisl. La sua esperienza sindacale si è sempre nutrita di questa impostazione, di un senso di organizzazione basato sul libero confronto democratico, sull’autonomia sindacale, sulla contrattazione e sul riformismo.

Franco era un grande contrattualista, probabilmente il più grande non solo della sua generazione e della sua parte sindacale, ma dell’intero movimento confederale italiano. Aveva una convinzione incrollabile nel valore della contrattazione, che conduceva sempre con fermezza, forte di una formazione maturata all’ombra di figure come Giulio Pastore e Mario Romani. Da loro aveva appreso l’idea del “sindacalismo totale”, fondato su un’organica relazione tra istituzioni, politiche pubbliche e corpi intermedi della società.

È stato un fedele interprete di questa scuola di pensiero, lavorando per relazioni sindacali innovative e anticipando quello che oggi chiamiamo dialogo sociale. La sua visione ha portato a grandi accordi, come la svolta dell’Eur, l’accordo di San Valentino e la politica di concertazione dei primi anni ’90.

Ricordo un episodio personale che mi lega a lui: ero stato appena eletto Segretario Generale della Cisl di Locri, tra la fine del 1988 e l’inizio del 1989, in un periodo difficile segnato da guerre di mafia e sequestri di persona. Un sabato, Franco mi chiamò per dirmi che voleva conoscermi. Mi invitò a Roma, nella sede di Via Po, e mi promise che, se avesse firmato il Patto per il Sud, sarebbe venuto a presentarlo personalmente in Calabria. E così fece, mantenendo la parola data.

Quel Patto per il Sud portò a investimenti significativi, come la nascita del porto di Gioia Tauro, che in pochi anni divenne il più grande porto del Mediterraneo. Nello stesso periodo, come appendice di quell’accordo, sorsero l’impianto Fiat a Melfi e il distretto dell’elettronica di Catania, testimonianze della sua capacità di immaginare uno sviluppo industriale innovativo per il Mezzogiorno.

Franco è stato anche un grande Presidente del Senato, guidando con lucidità ed equilibrio una fase delicatissima per il centrosinistra, che a Palazzo Madama contava su una maggioranza risicata. Lasciatemelo dire: sarebbe stato un autorevole Presidente della Repubblica, incarnando pienamente quel ruolo di garanzia che la nostra Costituzione attribuisce al Capo dello Stato. Ma la storia ha preso un’altra direzione.

La sua eredità non può restare confinata nel passato. Dobbiamo valorizzarne il pensiero e l’impegno, non solo per ciò che ha rappresentato per la Cisl e per il sindacalismo confederale, ma anche per trasferire questi valori ai giovani sindacalisti. La Fondazione Marini si propone proprio di fare questo: promuovere la formazione, valorizzare e trasmettere il pensiero e l’opera di Franco alle nuove generazioni.

Mai come oggi è attuale una delle sue grandi battaglie: la valorizzazione della contrattazione, dei principi della concertazione e della partecipazione. Siamo vicini a realizzare l’attuazione dell’articolo 46 della Costituzione, che garantisce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle loro aziende. Franco credeva fermamente in un rinnovato rapporto tra capitale e lavoro, superando le logiche di conflitto e contrapposizione del Novecento.

Come Cisl, abbiamo raccolto 400.000 firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sulla partecipazione e la democrazia economica, ora in discussione alla Camera. E crediamo di essere in linea con la storia e il pensiero di Marini, di Giulio Pastore e di Mario Romani.

Il nostro Paese affronta sfide complesse che richiedono un dialogo rinnovato tra istituzioni e parti sociali, fondato sulla partecipazione e insieme sul valore della contrattazione. Per questo, l’eredità di Franco può essere un arricchimento per tutti, dentro e fuori la nostra organizzazione.

Dobbiamo far vivere il pensiero di Marini, trasferendolo alle generazioni future e ai tanti giovani sindacalisti che si affacciano oggi al mondo del lavoro.

 

[Testo della registrazione non rivisto dall’autore]

Gaza, Tajani: vado ad accogliere i bimbi palestinesi malati

Roma, 13 feb. (askanews) – “Mi pare che ci sia qualche spiraglio positivo, noi facciamo ci che in nostro potere perch la tregua si consolidi”: lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all’uscita dall’incontro con le autorit vaticane per il 96esimo anniversario dei Patti Lateranensi a Palazzo Borromeo. “Adesso andiamo ad accogliere i bambini palestinesi malati di tumore che accoglieremo negli ospedali italiani, l’ultimo lo prender con me luned prossimo, lo porto dal Cairo” ha aggiunto il ministro. “la cosa pi importante che ci sia la liberazione degli altri ostaggi e si possa andare avanti nella costruzione della pace”.

Trump, l’ordine planetario e l’agguato delle democrature.

È difficile accettare, con l’avvio del secondo mandato di Trump, che si possa assistere a un’America così diversa da quella che ha affrontato due guerre mondiali, liberandoci da nazismo, fascismo e comunismo.

Possibile che una vicenda elettorale in controtendenza stia portando a una damnatio memoriae rispetto a ciò che ha caratterizzato, nel substrato civile e nell’infrastruttura istituzionale, la più grande potenza democratica dell’Occidente? E tutto questo mentre è in corso una ridefinizione dell’ordine planetario, con una Cina determinata a conquistare nuovi spazi a scapito degli Stati Uniti, immaginando di poter imporre la propria supremazia?

In questo scontro globale è in gioco un confronto tra due sistemi antitetici, in cui l’Occidente rappresenta l’unica speranza di riscatto, autonomia e libertà per miliardi di esseri umani. È lecito domandarsi se questa “zattera di civiltà” possieda ancora le antitossine necessarie per guarire dalla propria malattia.

Dobbiamo trovarle, anche in fretta. Di fronte a un mondo popolato da dittature e democrature vecchie e nuove, è indispensabile tornare al tessuto tecnico-normativo che preserva dalla disgregazione molecolare della società.

Esistono equilibri complessivi in grado di sciogliere i coaguli di interessi esasperati nelle loro improvvide prove di forza economica. L’economia liberale, specialmente nel tessuto sociale, richiede una mediazione politico-istituzionale capace di sintetizzare esigenze diverse. Quando emergono figure etichettate come “gli uomini più ricchi della Terra”, con tutte le ambizioni prevaricatrici che ciò comporta, diventa essenziale pensare a un regolamento dell’intero sistema come garanzia di sopravvivenza per tutti, a tutti i livelli. Non si tratta di una resa dei conti tra egoismi contrapposti, ma di una necessità di equilibrio complessivo.

Un esempio emblematico è dato da Elon Musk, il più ricco del mondo, che si è schierato al fianco di Trump diventandone uno dei principali sostenitori. È prevedibile uno scontro per il potere, con il plutocrate disposto a rischiare tutto se il Presidente dovesse uscire di scena o cambiare rotta.

Questa dinamica ricorda il mito di Marsia, il satiro che osò sfidare Apollo eccellendo nel suonare il flauto. Per punire la sua presunzione, Apollo lo legò a un albero e lo spellò vivo: un sacrificio cruento per riaffermare il potere divino. Così potrebbe finire lo scontro tra Trump e Musk: una lotta senza esclusione di colpi per il comando, che potrebbe portare politicamente a un “lavacro di sangue” senza precedenti.

Sanremo terzo atto, Duran Duran infiammano l’Ariston. Premio carriera a Zanicchi, Settembre vince nei giovani

Sanremo, 14 feb. (askanews) – La voce è (pressoché) la stessa, la grinta e l’energia anche. Eppure sono passati 40 anni, ma la standing ovation conferma che il pubblico ha gradito il grande ritorno della band inglese sul palco dell’Ariston.

Festival di Sanremo, terzo atto: è la serata dei Duran Duran, che fanno ballare l’Ariston a ritmo di musica anni ’80, da “Invisible” a “Notorious” fino a “Ordinary world”. Al termine di “Girls on film” è arrivata Victoria De Angelis, la bassista dei Måneskin che si è unita ai Duran Duran in “Psycho killer” dei Talking Heads. John Tayor, bassista e fondatore dei Duran Duran, l’aveva definita “la più importante bassista elettrica in circolazione”. Mancata la reunion dei Måneskin, ma sul palco dell’Ariston Conti ha portato a distanza di 24 ore Vic e Damiano. “E’ un gruppo fantastico. Dovreste essere orgogliosi di avere i Måneskin in Italia”, aveva detto Simon Le Bon ieri in conferenza stampa.

Settembre vince tra le Nuove Proposte mentre Olly, Irama, Coma_Cose, Brunori Sas e Francesco Gabbani entrano nella top 5 (randomica) della terza serata.

Tornando al momento centrale della serata, al Baronetto di Inghilterra Sir Simon Le Bon Carlo Conti ha consegnato il Premio città di Sanremo e ovviamente non poteva mancare “The wild boys”, brano che li ha consacrati icone della ribellione dei giovani degli ’80.

La terza serata del Festival ha visto protagonisti 14 big, tra cui Olly apparso un po’ stanco ha comunque ottenuto una standing ovation, Tony Effe torna “cattivo ragazzo” tutto tatuaggi e pelle nera; fanno ballare Gaia, Clara, Gaia, i Coma_Cose con il brano tormentone Cuoricini. Brunori Sas, Gabbani e Irama non sbagliano.

Ad affiancare Carlo Conti, questa sera, tre donne. “Saremo le co.co.co di Carlo…”, aveva scherzano una di loro, Miriam Leone. Insieme a lei Katia Follesa, che ha inscenato uno sketch con Simon Le Bon e un grande cartello “Sposerò Simon Le Bon”. Dopo il bacio sulle labbra con il frontman dei Duran Duran, ha coronato così il sogno di tutte le teenager dell’epoca.

Ad aprire la serata Edoardo Bennato che ha intonato “Sono solo canzonette”; premio alla carriera a Iva Zanicchi che ha intonato il medley dei tre brani con cui ha vinto il Festival: “Non pensare a me”, “Ciao cara come stai”, “Zingara”.

Al Festival arriva anche il tema della disabilità grazie alla presenza di alcuni membri del Teatro Patologico, accompagnati dal suo creatore Dario D’Ambrosi. “Diamo speranza a milioni di famiglie, perché quando sta bene un ragazzo disabile, stanno bene milioni di persone – ha spiegato D’Ambrosi -. È da qui che dobbiamo migliorare la nostra società. Perché loro sono il sale della vita, senza di loro la vita sarebbe una noia mortale”.

C’è spazio anche per il piccolo grande esperto del festival, Samuele Parodi, salito sul palco dell’Ariston dopo che aveva lanciato un appello al direttore artistico per essere invitato a Sanremo. Carlo lo ha messo alla prova con una serie dei domande e il giovanissimo ha risposto con precisione ai quiz fatti da Conti e da alcuni degli ospiti in sala; poi ha presentato il quarto concorrente in gara, Massimo Ranieri. Samuele Parodi ha 11 anni, canta recita e danza. “Ne sa più di Marino Bartoletti – ha etto scherzando Conti- ho trovato il conduttore del prossimo anno”.

Di Serena Sartini e Alessandra Velluto

Sanremo, a Iva Zanicchi va il Premio alla Carriera: Grazie a Carlo

Sanremo, 13 feb. (askanews) – Iva Zanicchi stasera riceve il Premio alla Carriera durante la terza serata del Festival di Sanremo: “Allora sono passati incredibilmente, o no, tanto non incredibilmente, no, 60 anni dal mio primo festival di Sanremo. Nel 1965 io ero al festival di Sanremo, per cui quando ritirer questo premio, quando ritirer il premio sar fatale che io rivivr tutta la mia vita, perch io sono nata qua, poi ho fatto tante cose chiaramente, ho avuto anche dei successi grazie a Dio fuori da Sanremo, ma qui c’ il cuore, proprio sono nata qui, sempre molto emozionante tornare, gi quando entri a Sanremo incredibile, quel curvone che vieni da l’autostrada, insomma io sento il cuore che palpita” dice la popolare cantante e presentatrice che ha vinto per ben tre volte il Festival.

Iva Zanicchi soddisfatta del Festival targato Carlo Conti: “Mi ha ospitato, mi d un premio alla carriera, anche un po’ la vecchiaia, lui un grande professionista, io gli voglio bene, ho lavorato con lui, ho fatto la domenica in, anzi io sono molto grata, davvero, stavo dicendo a Pippo Baldo, sono molto grata a Carlo Conti perch buono, insomma come si sempre comportato in modo eccezionale. Per cui lo ringrazio per questo premio e vado a ritirarlo emozionata e molto felice”.

Nato, debutto di Hegseth, tensioni tra alleati a Bruxelles

Bruxelles, 13 feb. (askanews) – Non è stata una discussione facile, quella della riunione ministeriale Difesa della Nato che si è svolta oggi nel quartier generale dell’Alleanza a Bruxelles. Da una parte, il nuovo “azionista di maggioranza” americano della Nato, il neo segretario di Stato alla Difesa dell’Amministrazione Trump, Pete Hegseth, è partito all’attacco di fronte agli alleati con un mandato chiarissimo: il “dividendo della pace deve finire” (sono le sue parole), gli Stati Uniti non possono continuare a essere, in gran parte a proprie spese, i garanti della pace dei paesi europei, che devono spendere di più per la propria difesa.

Non più 2% del Pil, neanche il 3% che il segretario generale della Nato, Mark Rutte, sta cercando di indicare come soglia di compromesso, “anche il 4% è troppo poco, dovrebbe essere piuttosto attorno al 5%”, ha detto il capo del Pentagono. Improponibile per la maggior parte degli europei, alcuni dei quali (Italia inclusa) non sono riusciti ancora ad arrivare neanche all’obiettivo precedente, il 2%.

“Siamo molto incoraggiati – ha detto Hegseth nella conferenza stampa finale – da ciò che hanno detto, a porte chiuse, molti dei nostri alleati, riconoscendo questa realtà. ‘Rendere di nuovo grande la Nato’, è ciò che il Presidente Trump si era prefissato di fare già nel 2017. La stampa aveva detto che il Presidente Trump stava abbandonando la Nato, che stavamo voltando le spalle ai nostri alleati. Questo è ciò si leggeva nei titoli nel 2017 e nel 2018. Ma cosa è successo realmente? Quella dura discussione ha creato ancora più investimenti, al punto che ora quasi tutti i paesi della Nato stanno raggiungendo l’obiettivo del 2 per cento, che era stato definito eclatante quando lo aveva detto per la prima volta. Ora i paesi europei stanno intensificando gli sforzi, e il presidente Trump continua a suonare il campanello d’allarme per dire che sono necessari ancora più investimenti considerando la situazione in cui siamo”.

“Dovete spendere di più – ha detto il capo del Pentagono rivolto agli europei – per la difesa del vostro paese in questo continente. Questo cambiamento deve avvenire. Il dividendo della pace deve finire”. E a questo punto Hegseth ha introdotto un’altra motivazione di questa richiesta: in sostanza, gli europei devono spendere di più in Europa, dove il nemico è la Russia, perché gli americani non possono farlo, in quanto hanno bisogno di spendere di più nella regione dell’Indo-Pacifico. Un’area geopolitica in cui c’è un “competitor” ormai fortissimo, seconda potenza mondiale, la Cina, che non è ancora un nemico, ma che potrebbe diventarlo presto, se non sarà dissuaso dal farlo. Per questo, c’è bisogno di un sistema di deterrenza basato sugli alleati della regione sostenuti dagli Stati Uniti.

“Ci sono autocrati – ha ricordato Hegseth – con ambizioni in tutto il mondo, dalla Russia ai comunisti cinesi”. Per gli europei “investire nella difesa nel Continente (europeo, ndr) ha senso. E ha anche senso, comparativamente e geograficamente, per gli Stati Uniti, insieme agli alleati nel Pacifico, come Giappone, Corea del Sud, Filippine, Australia e altri, investire negli alleati, nei partner e nelle capacità nel Pacifico per una proiezione del potere al servizio della deterrenza. Quell’effetto deterrente nel Pacifico può essere guidato solo dagli Stati Uniti”.

Dall’altra parte, il capo del Pentagono si è trovato a giocare -sebbene in modo altrettanto aggressivo – in difesa, attaccato da molti degli alleati per l’incredibile comportamento del suo capo, Donald Trump, nella telefonata con Vladimir Putin, in cui ha dato quasi per scontata, prima ancora di cominciare i negoziati di pace e sena averne parlato prima con Kiev e con l’Ue, la perdita dei territori ucraini occupati dalla Russia, la rinuncia dell’Ucraina all’adesione alla Nato, la presenza di truppe di peacekeeping solo europee e non americane per garantire la sicurezza dopo il cessate il fuoco (se ci si arriverà).

Il capo del Pentagono è stato tempestato dalle critiche dei baltici, della Svezia, della Germania, della Francia e dell’Ue (se si rimane a quello che è stato riferito chiaramente negli incontri stampa), per il fatto che Trump si è lanciato troppo avanti nelle concessioni a Putin, senza consultarsi con l’Ucraina e con gli alleati europei e anzi dando l’impressione di volerli mettere davanti al fatto compiuto, senza d’altra parte ottenere da Putin nient’altro che la promessa del cessate il fuoco. Mark Rutte ha cercato di mediare, come è suo compito; in particolare, durante la sua conferenza stampa finale, ha ricordato che nell’ultimo suo summit la Nato “si è impegnata per la futura adesione dell’Ucraina, ma non è mai stato concordato che una volta iniziati i colloqui di pace, sarebbero finiti con certezza con l’adesione alla Nato” di Kiev.

Hegseth ha difeso a spada tratta Trump, come il più grande negoziatore del Pianeta, ha affermato che Putin lo teme e lo rispetta, perché capisce solo il linguaggio della forza; e che le azioni militari espansive del presidente russo in Ucraina, cominciate nel 2014 con l’occupazione della Crimea, si sono fermate durante i quattro anni della prima presidenza Trump, e sono riprese quando ha lasciato la Casa Bianca. Ora il presidente è tornato, e, ha fatto capire Hegseth, è questo il momento per far ritornare la pace in Ucraina.

Loc-Cgi

Sanremo, Serena Brancale in sala stampa canta “Anema e Core”

Sanremo, 13 feb. (askanews) – Dopo dieci anni, Serena Brancale stasera torna sul palco del Teatro Ariston, portando tutta la sua energia e il talento con “Anema e Core”, il brano in gara alla 75^ edizione del Festival di Sanremo. La cantante barese in sala stampa ha intonato a cappella il suo brano mettendo il luce le sue ottime doti vocali di cantante jazz.

"Sono solo canzonette": la terza serata del Festival di Sanremo si è aperta con Edoardo Bennato

Sanremo, 13 feb. (askanews) – La terza serata del Festival di Sanremo si è aperta con Edoardo Bennato che ha cantato “Sono solo canzonette”. Il pubblico ha accompagnato l’esibizione con applausi e balli. Carlo Conti – insieme a Bennato – ha lanciato il docufilm in onda su Rai1 mercoledì 19 febbraio.

“Saluto il mio bimbo che ora sta dormendo, ma così da grande potrà vedere la sua mamma”, ha detto la co-conduttrice – una delle tre di stasera – del Festival di Sanremo Miriam Leone, diventata recentemente mamma. In abito a sirena in velluto nero tempestato di grandi perle bianche, ha rivissuto il suo debutto a Miss Italia del 2008, con la gag fatta da Carlo Conte che conduceva il concorso di bellezza nell’edizione che l’attrice ha vinto dando inizio alla sua carriera.

Trump assicura: l’Ucraina sarà coinvolta nei negoziati con la Russia. Anche Putin vuole la pace

Roma, 13 feb. (askanews) – L’Ucraina sarà coinvolta nei negoziati di pace con la Russia. Lo ha assicurato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di fronte alla stampa. L’inquilino della Casa Bianca ha inoltre assicurato che Vladimir Putin, il suo omologo russo, “vuole la pace” con l’Ucraina.

Trump ha definito “un errore” l’espulsione della Russia dal G7,  aggiungendo di voler vedere Mosca rientrare nell’organizzazione: è quanto riporta l’agenzia di stampa Bloomberg.

E sul fronte dazi, Trump taglia corto: gli Stati Uniti applicheranno dazi reciproci ai Paesi, “né più né meno”. “Applicherò dazi reciproci, il che significa che qualsiasi Paese applichi un dazio sugli Stati Uniti d’America, noi lo applicheremo a loro. Né più né meno. In altre parole, se ci applicano una tassa o un dazio, noi applicheremo loro esattamente la stessa tassa o lo stesso dazio. Molto semplice”, ha detto Trump alla Casa Bianca.

Tajani: sull’Ucraina ogni mossa per la pace positiva

Milano, 13 feb. (askanews) – Sui negoziati per la fine della guerra in Ucraina “siamo ancora a una fase di chiacchiere. Le cose concrete si fanno quando ci siederemo al tavolo della trattativa”. Cos il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo alle domande dei cronisti 96esimo a margine di un evento per l’anniversario dei Patti Lateranensi. “Siamo soltanto alla fase prodromica, il fatto che si siano parlati (Trump e Putin, ndr) un fatto positivo. L’Europa dovr essere coinvolta cos come dovr essere coinvolta l’Ucraina. Verdremo adesso domani e dopo domani a Monaco di Baviera. Noi lavoriamo per incoraggiare una pace giusta”, ha concluso.

Mezzo Pd ricorda Franco Marini, tra messaggi al partito e alla Cisl

Roma, 13 feb. (askanews) – C’era una bella fetta di Pd a ricordare Franco Marini, oggi all’Istituto Sturzo. L’evento non era faccenda esclusivamente democratica, c’erano anche figure come il fresco ex segretario Cisl Luigi Sbarra o l’ex ministro Vincenzo Scotti, ma la pattuglia di esponenti Pd – di rito Dc e Margherita – era assai nutrita. Un incontro tra ‘amici’ – nell’accezione del termine che era in voga nella ‘Balena bianca’ – una riunione in omaggio all’ex presidente del Senato, ma durante la quale non sono mancati gli accenni al dibattito attuale.

Era piena la sala del convegno su ‘Franco Marini e la sinistra sociale’, aperto da Guelfo Fiore, Giorgio Merlo e Nicodemo Oliverio. Tanti, appunto, parlamentari Pd in carica o ‘emeriti’: Dario Franceschini, Luigi Zanda, Pierluigi Castagnetti, Anna Ascani, Giorgio Merlo, Silvia Costa, Renzo Lusetti, Giampaolo D’Andrea, tra gli altri. Ma, appunto, anche Sbarra e Scotti, oltre a Pier Ferdinando Casini, che ora è senatore Pd ma che è stato a lungo con il centrodestra di Silvio Berlusconi.

Tutti a ricordare l’ex presidente del Senato ed ex segretario generale della Cisl, “un leader”, come ha detto Merlo poi imitato da Casini. Un mancato “grande presidente della Repubblica”, per Sbarra. “Sarebbe stato un Pertini cattolico”, chiosa Franceschini.

Viene celebrato innanzitutto l’uomo, il suo carattere, la “scorza di durezza” dietro la quale c’era però “un buono, una persona gentile, capace di amare gli altri”, come dice ancora l’ex ministro dei Beni culturali.

Ma, appunto, tra le righe la discussione finisce per collegarsi ai temi di oggi. Accade per esempio quando Casini ricorda che Marini fu il leader sindacale capace di mettere in discussione “la pretesa della Cgil di avere il monopolio del mondo del lavoro”. Una pretesa infondata perché “i democratici cristiani sono da sempre dove stanno i lavoratori”.

E Sbarra si spinge oltre. L’ex segretario Cisl, che guarda più a destra che a sinistra, ora guiderà la fondazione del sindacato dedicata proprio a Marini e avverte: “Vogliamo valorizzare la testimonianza, il pensiero di Franco Marini, trasferirlo ai giovani sindacalisti”. Poi tocca un tasto dolente per i tanti esponenti Pd presenti, ricordando che “Franco credeva molto nella partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese”. Proprio la stessa idea che la Cisl ha fatto propria con la proposta di iniziativa popolare che tra poco verrà votata alla Camera: “Pensiamo di essere in linea con la storia, con il pensiero di Marini”.

Una punzecchiata che non passa inosservata, perché nel Pd c’è un dibattito delicato in corso su questo tema. L’ala moderata del partito, ben rappresentata al convegno su Marini, spinge perché il Nazareno non decida di votare no alla legge, nonostante le modifiche apportate dalla maggioranza, proprio per evitare di “lasciare la Cisl a Giorgia Meloni”. E infatti Castagnetti replica a Sbarra citando una frase che Marini, spiega, gli disse quando Rocco Buttiglione scelse il centrodestra: “Ricordo perfettamente cosa mi disse: dove sono gli eredi di quella storia, io non posso essere”. Ma il timore di un Pd che guarda solo verso la Cgil c’è.

E sempre Castagnetti precisa che “è sempre difficile dire cosa farebbe ora un leader del passato, e sarebbe meglio non farlo”. Ma poi cita i dati sulle entrate Irpef, sottolineando che “il 53% viene versato dai dipendenti e il 30% dai pensionati”, mentre “il 69,7% degli autonomi evade il fisco”. Ecco, conclude, “Marini è stato sempre un politico demodé, aveva il vizio di parlare di giustizia sociale. Se ancora ci fosse direbbe al partito: se vuoi vincere torna a parlare di queste cose”.

Milleproroghe, ok Senato a fiducia con 97 sì. Passa alla Camera

Roma, 13 feb. (askanews) – Via libera del Senato alla questione di fiducia posta dal governo sul ddl di conversione in legge del decreto Milleproroghe con 97 voti favorevoli e 57 voti contrari.

A tenere banco a Palazzo Madama il tema politicamente caldo della riapertura della rottamazione quater e della proroga per l’adesione al concordato preventivo per il 2025-26, misura questa che alla fine è rimasta fuori dal provvedimento. Ma anche il rinvio a fine 2027 della consulta dei tifosi che ha creato fibrillazioni nella maggioranza.

Molti, come al solito, i temi affrontati dal decreto di fine anno sulla proroga dei termini, licenziato dal governo il 9 dicembre ma pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo il 27 dicembre scorso. Tra questi la cancellazione delle multe ai no-vax, lo slittamento al 31 marzo prossimo dell’obbligo per le imprese di sottoscrivere polizze contro le calamità naturali, la proroga al 30 aprile 2025 delle limitazioni alla responsabilità per danno erariale.

Dopo il voto di fiducia del Senato, il provvedimento, che scade il 25 febbraio prossimo, passa alla Camera dei deputati in seconda lettura per il via libera finale.

Il cardinale Parolin: i palestinesi devono restare a Gaza, è un punto fondamentale della Santa Sede

Roma, 13 feb. (askanews) – “Certamente” i palestinesi devono rimanere nella Striscia di Gaza, “questo è uno dei punti fondamentali della Santa Sede: nessuna deportazione anche perché, come qualcuno ha sottolineato, questo creerebbe una nuova crisi dell’emigrazione”. Lo ha detto il segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, a margine della cerimonia a Roma per l’anniversario dei Patti Lateranensi e dell’accordo di modificazione del Concordato. Un riferimento alla proposta del presidente Usa, Donald Trump, la quale, ha aggiunto Parolin, “non so che vita lunga avrà”.

“Evidentemente spostare due milioni di persone non ha senso e poi i Paesi vicini non sono assolutamente disponibili ad accogliere in Giordania o in Egitto” ha evidenziato il cardinale a Palazzo Borromeo a Roma, sede dell’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. “Abbiamo sentito anche recentemente il re di Giordania che è stato a Washington e ha detto assolutamente no. Bisogna trovare una soluzione e la soluzione, secondo noi, è quella dei due Stati perché questo significa dare speranza alla popolazione locale” ha concluso.

Nato,Crosetto: aumento spesa Difesa per futuro dei nostri figli

Bruxelles, 13 feb. (askanews) – Indipendentemente dalla disputa sulle percentuali del Pil da dedicare alla spesa militare, la questione non è di prendere “un impegno perché ce lo chiede la Nato”, ma “l’impegno per garantire a noi stessi la nostra sicurezza” qui in Europa; anche di fronte al relativo disimpegno degli Stati Uniti, che si stanno concentrando sempre più sui loro interessi nella regione Indopacifica e sul confronto geopolitico con la Cina. Per questo, “bisognerà avviare una discussione in Italia” su questi temi “che non vanno strumentalizzati politicamente” perché non riguardano solo la maggioranza di governo, ma l’interesse nazionale e “il futuro dei nostri figli”.

Lo ha spiegato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, oggi a Bruxelles, parlando con la stampa a margine della riunione ministeriale Difesa della Nato.

Durante la discussione della ministeriale, ha detto Crosetto, “non sono stato molto colpito dall’intervento del capo del Pentagono”, Pete Hegseth, “perché ha ripetuto le cose che Trump ha detto in campagna elettorale, che quindi io mi aspettavo”.

“Trump – ha ricordato il ministro della Difesa – ha continuato in campagna elettorale a dire le cose che aveva già iniziato a dire nel suo precedente mandato, cioè che la Nato non era un’organizzazione che poteva basarsi soltanto sugli Stati Uniti, ma che tutti i membri della Nato dovevano partecipare a costruire la loro sicurezza, che gli Stati Uniti non erano più disposti a pagare per garantire sicurezza e deterrenza degli altri paesi aderenti all’Alleanza”. E oggi Hegseth “ci ha ribadito questo”.

“Per cui – ha continuato Crosetto – l’impegno del 2%” del Pil di ogni paese alleato da impegnare nella spesa militare, “ormai è ampiamente superato”. Il segretario di Stato Usa alla Difesa “ci ha ribadito che la richiesta di Trump sarà al 5%. E noi abbiamo ribadito che per molti Paesi è impossibile pensare di raggiungere un obiettivo di questo tipo”.

“L’obiettivo che dobbiamo raggiungere – ha spiegato il ministro – è l’impegno sulle capacità che abbiamo promesso alla Nato. La Nato costruisce la sua capacità di difesa e deterrenza sulle capacità che ogni paese dà. Noi dobbiamo assicurare, come prima fase, quelle capacità. E contestualmente, come fa ogni paese, bisogna pensare alla propria sicurezza. E questo è un impegno che va oltre il 2%, non c’è bisogno che ce lo dica Trump, non c’è bisogno che ce lo dica nessuno”. Il 2% è l’impegno formale che era stato preso anni fa dagli alleati, e che alcuni paesi, tra cui l’Italia, non hanno ancora raggiunto.

“Probabilmente a fine giugno del prossimo anno, quando si riunirà la Nato (un vertice dei leader è previsto a L’Aia dal 24 all’26 giugno, ndr) ci sarà un’ulteriore proposta che non sarà più sicuramente il 2%, e neanche il 2,5%. Si parla di oltre il 3% e trova concorde quasi tutti i paesi”. Comunque, ha puntualizzato Crosetto, “noi chiaramente non abbiamo preso impegni perché non era il luogo per discutere” la questione.

“Ciò che dobbiamo invece sapere, avere ben chiaro e imparare a fare – ha sottolineato a questo punto il ministro -, è che la sicurezza dell’Europa e di ogni nostra nazione dovremmo assicurarla a noi. Siamo stati abituati per decenni a non investire in difesa perché ci pensavano gli Stati Uniti, a non avere capacità di deterrenza perché tanto c’erano gli Stati Uniti”.

Dal capo del Pentagono “ci è stato ribadito, e io l’avevo già capito da anni e spero lo capiscano tutti – ha aggiunto Crosetto -, che gli Stati Uniti ritengono la Cina un concorrente che nei prossimi anni li costringerà a spostare le loro attenzioni sull’Indo-Pacifico”.

Hegseth, ha riferito ancora il ministro, “ci ha ricordato oggi che gli Usa hanno speso e investito in Ucraina sette volte quello che gli serve per i Marines ogni anno; e che loro devono garantire innanzitutto, come Trump ha detto in campagna elettorale, la sicurezza degli interessi americani sia in patria che nel mondo. Per cui ha invitato l’Europa a prendersi sulle spalle la responsabilità della propria difesa di sicurezza. Cosa chiara che dovremmo fare. Alcuni paesi hanno già iniziato; noi” come Italia “siamo più in difficoltà, perché siamo all’1,57 per cento. E se pensate di dover arrivare alle cifre di cui parlavamo prima, ne viene un grande sforzo economico”.

“Ma quello che noi dobbiamo porci – ha sottolineato Crosetto – non è un impegno perché ce lo chiede la Nato, ripeto, è l’impegno per garantire a noi stessi la nostra sicurezza. Io la vedo in questo modo. Bisognerà avviare una discussione in Italia; questi sono temi che non vanno strumentalizzati, e io vorrei che su temi di questo tipo non si facesse strumentalizzazione politica. Non sono temi di Crosetto o di questa maggioranza: sono temi dell’Italia e riguardano il futuro dei nostri figli, più che il nostro”, ha concluso il ministro della Difesa.

Giorgetti: nelle prossime settimane provvedimento su caro-bollette

Roma, 13 feb. (askanews) – L’andamento dei costi dell’energia e delle bollette “non dipende dal governo ma da dinamiche esterne anche speculative”. Su questo “l’attenzione del governo è massima”. Lo ha affermato il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time al Senato.

Il Ministro ha anticipato che “nelle prossime settimane un provvedimento con riferimento a queste dinamiche andrà varato”.

Giorgetti ha poi aggiunto che una “onesta riflessione su cosa abbia significato il passaggio al libero mercato per gli utenti del mercato domestico, deve essere fatta. Se il governo fa uno sforzo pr dare risorse ai lavoratori dipendenti a reddito medio basso, l’aumento delle bollette non può divorarlo”.

Porretta Soul Festival, Porretta Terme e Memphis sono città gemellate

Roma, 13 feb. (askanews) – Un altro importante traguardo è stato raggiunto dal Porretta Soul Festival con il gemellaggio tra la città di Porretta Terme e la città di Memphis. Il Sindaco di Porretta Terme (Alto Reno Terme) Giuseppe Nanni, il Sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, il sindaco di Memphis, Paul Young e il sindaco della Shelby County, Lee Harris hanno siglato l’accordo il 12 febbraio, nel corso di un incontro in collegamento.

Nel 1988, Graziano Uliani, residente a Porretta Terme, fondò il Porretta Soul Festival, per ricordare l’artista Stax, Otis Redding nel ventesimo anniversario della sua morte. Da allora, il festival ha continuato a mettere in risalto i più grandi artisti R&B e Soul di Memphis con il supporto dello Stax Museum of American Soul Music e del Memphis’ Center for Southern Folklore, tra cui Rufus e Carla Thomas, Isaac Hayes, The Memphis Horns e Booker T. & the M.G.’s. Nel 2024, il Porretta Film Festival, sotto la direzione di Luca Elmi, e la Memphis & Shelby County Film and Television Commission hanno creato il Porretta-Memphis film exchange che includeva una mostra di film realizzati a Memphis e Shelby County al Porretta Film Festival di dicembre 2024.

Il sindaco della contea di Shelby, Lee Harris, ha commentato: “Per generazioni la musica proveniente da Memphis e dalla contea di Shelby è stata un dono per il mondo. Da Beale Street a Porretta Terme, in Italia, i nostri artisti trascendono i confini e uniscono le persone. Questa nuova partnership con una comunità a 5.055 miglia di distanza è una testimonianza del potere della musica di avvicinarci”.

Il sindaco di Memphis, Paul Young, ha aggiunto: “Per quasi quattro decenni, Porretta Terme ha celebrato la musica di Memphis. Riconoscere ufficialmente questa relazione come città gemellate ha senso. Questa partnership onora i nostri legami condivisi e sono fiducioso che lavorando insieme attraverso il linguaggio universale della musica, possiamo continuare a ispirare ed elevare entrambe le nostre città e tutti coloro che ci visitano”.

Linn Sitler, Commissario per il cinema e la televisione della contea di Memphis e Shelby, ha sottolineato: “Siamo stati entusiasti di ospitare il signor Uliani in un recente viaggio a Memphis, dove ha potuto incontrare i nostri leader e consolidare questa partnership per conto della città di Porretta Terme, nell’area metropolitana di Bologna. Sono grato al sindaco Harris e al sindaco Young per il loro continuo supporto all’arte made in Memphis e per l’apertura a questi scambi culturali”.

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di vedere il Porretta Soul Festival raggiungere un altro traguardo importante, consolidando il gemellaggio tra Porretta Terme e Memphis. Questo accordo non è solo un riconoscimento del valore storico e culturale di Porretta come capitale europea del soul, ma anche un simbolo di come la musica possa unire le persone oltre ogni confine geografico. Il legame con Memphis, culla della musica soul e R&B, arricchisce la nostra comunità e porta un messaggio universale di condivisione e inclusività”.

Il sindaco di Porretta Terme (Alto Reno Terme), Giuseppe Nanni, ha infine dichiarato: “Un pezzo di storia ci lega saldamente, rappresentato innanzitutto dal Porretta Soul Festival che, da 37 anni, attinge a piene mani dagli straordinari artisti del Memphis Sound. La comunità di Porretta Terme accoglie ogni anno, con sentimenti di simpatia ed affetto, i musicisti del festival, che per una settimana si immergono nella nostra realtà, si fondono magicamente con il pubblico, senza barriere, trasformando il nostro piccolo paese in una splendida capitale europea del soul.

La trentasettesima edizione del Porretta Soul Festival si terrà dal 24 al 27 luglio 2025. The Memphis Music Hall Of Fame Band (12 piece band) diretta da Kurt Clayton sarà la house band del festival con ospiti Jerome Chism (Tribute To Wilson Pickett), Jonté Mayon, Lil Rounds, Carlos Strong, la nuova generazione di cantanti soul di Memphis, tutti provenienti dal prestigioso “talent” American Idol. Anteprima del festival il 9 luglio con i 66 elementi di Uniting Voices Chicago.

Gestire risorse umane e modelli di lavoro: sfide e opportunit

Roma, 12 feb. (askanews) -Intelligenza artificiale, diversit e inclusione, confronto tra generazioni, sostenibilit: sono le trasformazioni che stanno investendo aziende e organizzazioni, in cui le competenze del capitale umano giocano un ruolo di primo piano. Investire sulla formazione continua la strada che permette di aggiornare e sviluppare le competenze, reindirizzare e anche ripensare le carriere, per far fronte a un mondo del lavoro che tecnologie e trasformazioni sociali fanno evolvere costantemente. Di cambiamenti nei modelli di lavoro, sviluppo del personale e nuove prospettive sulla gestione delle risorse umane si discusso in un Executive Talk organizzato da Luiss Business School.

Silvia Dello Russo, associate Dean for Research Luiss Business School: “La partita della competitivit si gioca oggi non soltanto sugli aspetti economico-finanziari, ma anche su quelli della sostenibilit dell’impatto sociale e ambientale. E su questo le persone non solo hanno delle aspettative, ma svolgono un ruolo fondamentale per cui diventano il punto di forza delle imprese. Sono il motore principale delle aziende, sono il cuore pulsante della aziende e il loro cervello. importante anche monitorare costantemente ed aggiornare le competenze, le conoscenze che possiedono e quindi investire sul cosiddetto ‘capitale umano'”.

L’Executive Talk organizzato da Luiss Business School stato un momento di confronto, ascolto e condivisione di best practice aziendali tra i referenti HR di alcune delle aziende rappresentative delle industry pi importanti del Paese e giovani professionisti e manager, partecipanti ai programmi executive Luiss Business School. Sono stati pi di 60 a seguire gli interventi dei referenti di Bristol Myers Squibb, Enel Group e Bancomat, che hanno analizzato e condiviso le “ricette” che, nei rispettivi contesti aziendali, sono chiamati a sperimentare per rispondere alle sfide attuali.

Silvia Dello Russo, associate Dean for Research Luiss Business School: “Il confronto fondamentale. Noi ascoltiamo rappresentanti di diverse imprese, che raccontano le loro storie di successo, non con l’obiettivo di copiarle o implementarle esattamente come sono, ma con l’obiettivo di stimolare ulteriori riflessioni e, dalle loro esperienze di successo, riuscire ad elaborare proprie strategie, applicabili ciascuna nel proprio contesto organizzativo. Prendiamo spunto sugli ingredienti e poi lasciamo la creativit allo chef”.

Luiss Business School affianca professionisti, aziende e pubbliche amministrazioni con la propria offerta formativa executive e custom, per aggiornare le competenze, supportare lo sviluppo delle aree di miglioramento delle persone e fornire modelli e strumenti di management, coniugando ricerca scientifica, esperienza sul campo e metodologie di active learning.

Lazio, Bankitalia: occupazione +2% nei primi 9 mesi del 2024

Roma, 13 feb. (askanews) – L’economia del Lazio ha mostrato un tasso di crescita quasi analogo a quello della media nazionale, con un più 0,4% del Pil nel primo semestre del 2024 a fronte del più 0,5% nazionale. A differenza di altre Regioni, l’industria ha mostrato un andamento nel complesso positivo, grazie a una spinta dell’export in ampia misura legata al settore farmaceutico, mentre si sono verificati cali sui trasporti.

Nel terziario a trainare è sempre il turismo. Le costruzioni si sono leggermente indebolite, con lo svanire degli effetti del “superbonus” mentre in positivo ha contribuito la domanda dal settore pubblico tra Pnrr e Giubileo.

A illustrare la “fotografia” e le prospettive della situazione economica e demografica della Regione, sono stati gli esperti della Sede di Roma della Banca d’Italia, durante un workshop che ha coinvolto gli economisti della Divisione Analisi e ricerca economica territoriale e esponenti del mondo accademico.

In calo le compravendite di abitazioni, a fronte di un lieve aumento dei prezzi e una dinamica stabile dei mutui. Restando sulle questioni del credito bancario, i prestiti alle imprese hanno mostrato una diminuzione del 4,9% annuo, in base ai dati dello scorso novembre, più marcata sulle piccole imprese (-6,4%).

Nel frattempo nel Lazio gli occupati nei primi tre trimestri del 2024 sono saliti del 2%, una crescita trainata dagli stranieri (inclusi i non cittadini italiani nati in Italia), mentre la disoccupazione scesa a 6,5%.

Secondo i tecnici di Bankitalia, complessivamente dal 2007 al 2023 l’occupazione nel Lazio è salita di 11 punti percentuali, di cui 7,8 punti dovuti ai lavoratori stranieri, a fronte di un aumento nazionale di 2,9 punti.

Il tutto mentre guardando al quadro demografico, il Lazio si caratterizza per essere una delle Regioni con dinamiche meno negative sulla popolazione, che anzi dal 2000 risulta cresciuta (mentre specialmente nel Mezzogiorno ha mostrato una forte riduzione). Ma dal 2018 anche nel Lazio è iniziata una lieve riduzione lieve. Il saldo è stato però generalmente positivo sull’insieme degli spostamenti di popolazione con altre Regioni.

Sui prossimi 20 anni le prospettive mostrano criticità simili quelle del Belpaese: se in Italia sono previsti 2,5 milioni di residenti in meno, un calo del 4,3%, nel Lazio la popolazione dovrebbe assottigliarsi di 185 mila persone (-3,2%), un calo più acuto è atteso nel Mezzogiorno: 2,3 milioni di persone in meno parti al meno 11,9%. E la quota di popolazione in età lavorativa è attesa ridursi di 8,5 punti percentuali, da qui al 2043, nel Lazio, con 586 mila persone in meno a fronte di un calo complessivo per 6,1 milioni di persone in Italia.

Gruppo BIG, Maria Teresa Cicini a capo del team Marketing e Comunicazione

Roma, 13 feb. (askanews) – Maria Teresa Cicini entra a far parte del Gruppo BIG dove ricoprirà il ruolo di Group Marketing & Communication Manager. Classe 1975, laureata in Lettere, ha maturato un’esperienza di oltre 27 anni in Mercedes-Benz Italia ricoprendo differenti posizioni in ambito Sales Van e Truck, Finance & Controlling, Press Relation Cars & Vans, Marketing Experience&Retail. Un percorso trasversale che ha contribuito a strutturare professionalmente Maria Teresa attraverso un set di competenze tecniche e molteplicità di punti di osservazione del business automotive, con un forte focus su Comunicazione, Marketing e Customer Experience.

All’interno del Gruppo, Maria Teresa sarà responsabile della definizione e dell’implementazione delle strategie di marketing e comunicazione, con l’obiettivo di rafforzare la posizione di mercato e promuovere una cultura aziendale orientata all’innovazione ed alla sostenibilità. La sua expertise è da sempre stata incentrata sulla sua capacità di gestire simultaneamente e con successo progettualità complesse, sul lavorare proficuamente in team e nell’affrontare sfide con integrità e affidabilità.

‘Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Maria Teresa nel nostro team’, ha dichiarato Ambra Cruciani, AD di BIG e Vice Presidente di Ecosistema. ‘La sua vasta esperienza e la sua visione strategica saranno fondamentali per affrontare le sfide future e per posizionare il Gruppo come uno dei principali riferimenti nel nostro settore. Siamo certi che porterà nuove idee e un’energia contagiosa che ispirerà tutti noi’. Maria Teresa Cicini ha dichiarato: ‘ Sono molto felice di unirmi a Big, Ecosistema e Mobilità, in un momento così emozionante e di crescita. Sono entusiasta di lavorare con un team così talentuoso e visionario e di contribuire allo sviluppo di strategie innovative che possano portare il Gruppo verso nuovi traguardi’.

Il Gruppo BIG, Ecosistema e Mobilità, con sede in Anagni ed operante in tutta Italia, si occupa di vendita e noleggio di veicoli commerciali ed industriali, soluzioni di gestione flotta, mobilità efficiente e di allestimento.