Roma, 16 gen. (askanews) – Secondo turno con qualche apprensione per Jannik Sinner che perde il rimo parziale contro la wild card australiana Tristan Schoolkate, n. 173 al mondo, e poi mette la partita in carreggiara superando il tennista aussie al quarto set: 4-6, 6-4, 6-1, 6-3 in 2 ore e 46 minuti di gioco. Un incontro che per almeno un’ora è stato più complicato del previsto per Sinner: lento nell’approccio al match, l’azzurro è stato sorpreso dalla tattica aggressiva di Schoolkate che ha interrotto la serie di 29 set consecutivi vinti dal n. 1 al mondo. Poi, però, è arrivato il cambio di marcia dal settimo gioco del secondo set, quando Sinner ha conquistato (e convertito) la prima palla break del match. Da quel momento la partita si è messa in discesa per Jannik che negli ultimi due set ha concesso soltanto quattro giochi all’australiano, uscito a testa alta dal primo match in carriera contro un top 20. Alla ventesima vittoria consecutiva contro tennisti aussie, il n. 1 al mondo affronterà al 3° turno l’americano Marcos Giron, n. 46 al mondo, che ha battuto in cinque set l’argentino Etcheverry dopo più di 4 ore di gioco. Il match è in programma sabato.
Ezio Greggio (Comites Monaco): italiani una risorsa per il Principato
Roma, 16 gen. (askanews) – La presenza della comunità italiana nel Principato di Monaco è una risorsa preziosa, integrata, con “rapporti eccellenti” con le istituzioni monegasche. Le principali attività del Com.It.Es è rivolto al mondo del sociale e della cultura. Lo ha detto ad askanews il presidente Ezio Greggio, al suo secondo mandato.
“In termini di presenza – racconta – la nostra è una comunità molto importante, seppur in un piccolo Paese quale è il Principato di Monaco. Siamo al terzo posto come dimostrano i dati ufficiali del governo principesco, che riportano un totale di 39.000 abitanti, di cui 8.000 monegaschi, quasi 10.000 francesi e oltre 8.000 italiani. La nostra presenza, il nostro savoir-faire, la nostra cultura sono una risorsa per Monaco, sia a livello sociale ed economico e sia a livello turistico. Ci sono imprenditori, sportivi, dirigenti, professionisti che operano in tutti i settori: industria, tecnologia, finanza, ristorazione, intrattenimento, arte e non solo. E siamo soprattutto una comunità costituita da famiglie che qui vivono e lavorano con i figli che vanno a scuola e che parlano correntemente anche francese e inglese”.
“In questo contesto – prosegue Greggio – il nostro Comites s’inserisce a pieno titolo per svolgere le attività che gli competono, come previsto dal suo ordinamento, che fa capo al nostro Ministero degli Esteri. E nel mio ruolo di Presidente è un impegno che ho assunto con entusiasmo e che porto avanti insieme a un gruppo di persone formidabili, che sono i membri del nostro comitato. Personalmente sono al secondo mandato e la fiducia che mi è stata data dagli italiani residenti nel Principato di Monaco mi onora e mi gratifica. I rapporti con le istituzioni monegasche, a cominciare dal Palazzo Principesco, sono eccellenti”.
Parlando poi delle attività che il Comites porta avanti, il presidente spiega: “Ci muoviamo principalmente nella cultura e nel sociale. C’è piena collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e con i suoi più alti rappresentanti diplomatici. Da poco abbiamo dato il benvenuto al nuovo Ambasciatore S.E. Manuela Ruosi, che succede a S.E. Giulio Alaimo. Il Comites è sempre attento alla solidarietà – sottolinea ancora – ci siamo fatti promotori di iniziative per raccolte di doni e di fondi per eventi drammatici come le inondazioni in Emilia e Romagna, il terremoto in centro Italia, la guerra in Ucraina. Abbiamo collaborato con iniziative solidali monegasche come la Kermesse di Suor Maria. E anche in un luogo come il Principato di Monaco ci sono persone che possono aver bisogno di una presenza, come i nostri anziani. È un’attività che svolgiamo in modo discreto. Promuoviamo iniziative culturali organizzando visite ad esposizioni e partecipazioni a concerti per una buona causa, che si svolgono nel Principato di Monaco”.
“Ogni anno – afferma il presidente Greggio – il Comites di Monaco organizza il Concerto di Natale che viene programmato nel mese di dicembre. È sempre ad ingresso libero e gratuito e questo grazie alla partecipazione di tanti sponsor italiani di Monaco e non solo. È il nostro evento più importante e ha un solo obbiettivo: riunire la comunità italiana per un grande spettacolo, offrendo a tutti l’occasione per uno scambio di auguri durante le Festività. Si è svolto il 3 dicembre scorso con un repertorio dedicato a Domenico Modugno eseguito dalla grande Orchestra Sinfonica di Sanremo. In passato abbiamo avuto tra gli altri, il Maestro Andrea Morricone figlio del Premio Oscar Ennio Morrricone, poi l’Italian Gospel Choir con 180 elementi. E la grande soddisfazione per il Comites di Monaco è vedere ogni volta il tutto esaurito”.
Come è organizzato il Comites? “Abbiamo organizzato il nostro Comites di Monaco per essere flessibile in ogni attività – risponde -. I membri costituiscono gruppi di lavoro, ognuno in un proprio campo, che si tratti di sociale oppure di cultura. Discusso e approvato un progetto lo si porta avanti e quando serve si uniscono le forze, come avviene per esempio per il concerto di Natale, quando l’importanza dell’organizzazione e la ricerca dei partner per coprire tutti i costi diventano fondamentali. Come Comites del Principato di Monaco abbiamo istituito anche un riconoscimento, che viene assegnato ogni anno ai giovani italiani residenti che si sono distinti per risultati sportivi. Qui lo sport è importante – prosegue Greggio – fa parte dell’educazione e della formazione scolastica, per trasmettere i valori fondamentali che esso rappresenta. È anche una volontà di tutto un Paese, perché S.A.S. il Principe Alberto II, oltre ad essere membro del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha partecipato da atleta a cinque edizioni delle Olimpiadi invernali, così come S.A.S. la Principessa Charlene, sua moglie, è stata atleta professionista di nuoto. Questi eventi e queste attività fanno già parte dei nostri impegni per il 2025 e come prossimi appuntamenti stiamo progettando una serie di incontri con il mondo del giornalismo, dell’editoria e della salute”.
Alla domanda sui quali temi possono essere di interesse agli italiani nel Principato, Greggio risponde: “Quando si vive all’estero, a prescindere dalla vicinanza del proprio Paese, è interessante sapere come funzionano le altre comunità italiane, quali sono le iniziative per valorizzare la cultura e la lingua. Forse, potrebbe essere interessante ragionare sulla possibilità di incontri. Ci potremmo chiedere se tra italiani all’estero, che si incontrano all’estero, potrebbero nascere idee, progetti e opportunità. A me è capitato di essere invitato quale Presidente del Comites all’Ambasciata italiana di Londra, a quella di Toronto ove ho incontrato il Comites locale. Ed è stata in entrambi i casi una bella, costruttiva e positiva esperienza”.
Di Serena Sartini Crediti foto: ©Riccardo Ghilardi
Cinema, "Cambiare l’acqua ai fiori" diventa un film, ciak a maggio
Roma, 16 gen. (askanews) – Inizieranno a maggio in Francia le riprese di “Cambiare l’acqua ai fiori”, il film tratto dal romanzo bestseller di Valérie Perrin diventato un successo mondiale con oltre due milioni di copie vendute tra Francia e Italia, tradotto in ventotto lingue, vincitore del Prix Maison de la Presse e del Prix des Lecteurs du Livre de Poche e pubblicato in Italia da Edizioni e/o.
A dirigere l’adattamento cinematografico sarà il regista Jean-Pierre Jeunet (Il favoloso mondo di Amélie, Una lunga domenica di passioni), mentre a interpretare il ruolo della protagonista Violette Toussaint ci sarà l’attrice Leila Bekhti, vincitrice nel 2011 del César Award come miglior promessa femminile.
La storia è quella di Violette Toussaint, la guardiana di un cimitero. Passanti e clienti abituali vanno a riscaldarsi nella sua casa, dove risate e lacrime si mescolano tra una tazza di caffè e l’altra. La sua routine quotidiana è scandita dalle loro confidenze. Un giorno, un uomo bussa alla sua porta. Si chiama Julien Seul ed è un commissario di polizia che ha delle domande su una coppia che riposa nel cimitero. La sua indagine ha inizio e i legami tra i vivi e i morti vengono alla luce, e alcune anime che si pensavano oscure si rivelano luminose.
“Cambiare l’acqua ai fiori” è una produzione Palomar, con la francese 24 25 Films, entrambe società del Gruppo Mediawan. Un film coprodotto e distribuito da StudioCanal, con il supporto di Canal+ e Netflix.
Tennis, Sonego supera l’astro nascente Joao Fonseca
Roma, 16 gen. (askanews) – Splendida prestazione di Lorenzo Sonego, che dopo lo scalpo di Andrey Rublev in questo Australian Open, supera l’astro nascente del tennis mondiale, il 18enne brasiliano Joao Fonseca (n.118 Atp) al quinto set ed in rimonta. Lorenzo Sonego, oggi 55 Atp, è sembrato quello di qualche anno fa, quello che batteva Novak Djokovic e che sfiorava la top 20. Nessun dubbio su Fonseca, diventerà un fenomeno e probabilmente è già più presente che futuro, ma Sonego oggi gli ha dato una lezione di tattica, di intelligenza e di pazienza. L’azzurro si è portato a casa la partita col punteggio di 6-7 (8) 6-3 6-1 3-6 6-3 in 3 ore e 37 minuti di gioco, in un match da montagne russe.
Nato, Bauer: nostre partnership migliorano sicurezza internazionale
Bruxelles, 16 gen. (askanews) – “Ieri, il Comitato Militare della NATO con i Capi di Stato maggiore ha discusso le sfide per la sicurezza transregionale e le opportunità di cooperazione con i Capi di Stato maggiore della Difesa dei partner”. Lo ha scritto l’ammiraglio Rob Bauer, presidente del Comitato Militare Nato sui social. “Le nostre partnership apportano benefici a tutti i soggetti coinvolti e migliorano la sicurezza internazionale”, ha aggiunto.
La Nato ha oltre 40 partnership con Paesi non Nato e organizzazioni nei 5 continenti. Queste partnership rientrano in 4 categorie: Partnership for Peace, Mediterranean Dialogue, Instabul Cooperation Initiative e Partner accross the globe.
Ieri il presidente del Comitato militare ha detto nel suo discorso di apertura che il sostegno all’Ucraina è più importante che mai. L’ammiraglio Bauer ha sottolineato che “il nostro sostegno non è carità. È nell’interesse politico e militare dell’Alleanza farlo. Dobbiamo mostrare al mondo che la democrazia può vincere e vincerà. E che vale la pena lottare per la democrazia”. Il Presidente ha sottolineato che per l’Ucraina “la sovranità non è un termine astratto”.
Anche oggi la massima autorità militare della NATO, il Comitato militare, si riunisce in formato Capi di stato maggiore della difesa presso il quartier generale della NATO a Bruxelles. L’occasione si concentra sull’ulteriore rafforzamento della deterrenza e della difesa dell’Alleanza, sul rafforzamento delle partnership della NATO in tutto il mondo e sul supporto all’Ucraina nella sua resistenza contro l’aggressione non provocata della Russia. Sia ieri che oggi, i Capi di stato maggiore della difesa alleati incontrano le autorità militari dei paesi partner della NATO per discutere come affrontare al meglio insieme l’instabilità pervasiva in tutto il mondo.
Ieri il Segretario generale della NATO, Mark Rutte nella sessione di apertura ha affermato: “per prevenire la guerra, dobbiamo prepararci. È tempo di passare a una mentalità da tempo di guerra”, sottolinendo la necessità di un aumento della spesa militare. Rutte oggi incontrerà il Ministro degli affari esteri islandese, Katrín Gunnarsdóttir, presso la sede della NATO, a Bruxelles. Mentre sino al 17 gennaio 2025, la vicesegretaria generale della NATO, Radmila ekerinska, sarà in Lituania per partecipare allo Snow Meeting 2025, a Trakai. A margine dell’evento, ekerinska incontrerà il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda, il Ministro degli Affari Esteri, Kestutis Budrys, e il Ministro della Difesa, Dovile akaliene, nonché altri funzionari di alto livello presenti all’evento. Durante la sua visita in Lituania, la signora ekerinska visiterà anche il NATO Multinational Battlegroup e la Iron Wolf Brigade a Rukla.
L’addio di Biden: credo sempre nell’America ma la democrazia è minacciata
Roma, 16 gen. (askanews) – Joe Biden ha tenuto ieri sera, per l’Italia nella notte tra mercoledì e giovedì, il suo discorso di addio da presidente ancora in carica per pochi giorni e da uomo dello Stato che ha attraversato mezzo secolo di politica americana, mettendo in guardia da quelle che per lui sono concrete minacce in arrivo con il secondo mandato di Donald Trump alla guida degli Stati Uniti.
“Il mio eterno ringraziamento a voi, popolo americano”, ha detto dallo Studio Ovale poco dopo le ore 20.00 sulla East Coast. “Dopo 50 anni di servizio pubblico, vi do la mia parola che credo ancora nell’idea per cui questa nazione si erge, una nazione in cui la forza delle nostre istituzioni e il carattere del nostro popolo contano e devono durare”.
Biden ha puntato il dito contro la banda di “baroni ladri” che circondano il suo successore pronto all’insediamento lunedì prossimo. “Stasera voglio mettere in guardia il Paese da alcune cose che mi preoccupano molto”, ha detto Biden. Ha citato “una pericolosa concentrazione di potere nelle mani di pochissime persone ultra ricche” e ha lanciato un allarme sulle “pericolose conseguenze se il loro abuso di potere viene lasciato senza controllo”.
“Oggi in America sta prendendo forma un’oligarchia di estrema ricchezza, potere e influenza che minaccia letteralmente la nostra intera democrazia, i nostri diritti e libertà fondamentali e la possibilità per tutti di fare carriera”, ha detto il presidente uscente.
Riecheggiando i toni allarmati con cui il presidente Dwight Eisenhower mentre lasciava la Casa Bianca aveva evocato la minaccia del complesso militare industriale mentre, Biden ha parlato di una nuova era di pericolo rappresentata dai social media, dall’intelligenza artificiale e dai broker tecnologici miliardari e milionari che compongono l’amministrazione entrante di Trump.
“Sono altrettanto preoccupato per la potenziale ascesa di un complesso industriale tecnologico che può rappresentare un pericolo reale anche per il nostro Paese”, ha detto. “Gli americani sono sepolti da una valanga di disinformazione e di informazioni errate, che permettono l’abuso di potere. La stampa libera si sta sgretolando… i social media stanno rinunciando a verificare i fatti. La verità è soffocata dalle bugie raccontate per il potere e per il profitto”.
Tregua per Gaza, il governo israeliano si riunisce oggi per approvare l’accordo
Roma, 16 gen. (askanews) – Il governo israeliano deve riunirsi oggi per approvare l’accordo di cessate il fuoco e per il rilascio degli ostaggi con Hamas, hanno riferito i media israeliani, all’indomani dell’annuncio dei mediatori sull’intesa che dovrebbe portare alla fine della guerra a Gaza.
La tregua entrerà in vigore domenica e comporterà lo scambio di ostaggi israeliani con prigionieri palestinesi, dopodiché saranno finalizzati i termini di un accordo di pace più ampio, ha affermato ieri il primo ministro del mediatore Qatar.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato sia con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden che con il presidente eletto Donald Trump, ha affermato il suo ufficio, ringraziandoli per il loro aiuto nel garantire l’accordo ma anche avvertendo che i “dettagli finali” sono ancora in fase di definizione.
Fonti mediche a Gaza hanno riferito che 21 persone sono state uccise in tre distinti attacchi aerei israeliani nella notte. Secondo le fonti, almeno 12 persone sono morte e oltre 20 sono rimaste ferite in un bombardamento di un complesso residenziale vicino a una moschea a Gaza City. Un altro attacco nella regione occidentale della città ha ucciso cinque persone e ne ha ferite 10, mentre altre quattro sono state uccise in un bombardamento di un appartamento nel centro di Gaza City, secondo la stessa fonte.
Gli americani-israeliani Keith Siegel e Sagui Dekel-Chen saranno tra i 33 ostaggi rilasciati nella prima fase dell’accordo sugli ostaggi annunciato ieri, ha detto un alto funzionario dell’amministrazione di Joe Biden.
Siegel fa parte della categoria degli ostaggi anziani, mentre Dekel-Chen è stato colpito il 7 ottobre ed è quindi considerato tra i feriti. Il terzo ostaggio americano ritenuto ancora vivo, Edan Alexander, è un soldato e quindi non verrà rilasciato prima della seconda fase di 42 giorni, ma gli Stati Uniti sono impegnati a garantirne il rilascio, ha detto l’alto funzionario americano in un briefing ai giornalisti.
Gaza, è tregua: niente di più, ma meglio di niente.
Come qui abbiamo scritto l’atteso accordo di tregua a Gaza fra Israele e Hamas è arrivato giusto alla vigilia dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca. Non era una previsione difficile, peraltro. E comunque la notizia è positiva e come tale va accolta. Oltre 450 giorni di guerra hanno portato alla morte di quasi 50.000 persone, al ferimento di altre decine di migliaia, allo strazio della vita di tutti i palestinesi residenti a Gaza e alla sua quasi totale distruzione. Israele ha continuato a bombardare la Striscia sino a ieri, per infliggere quanti più danni possibile al nemico: ne sia prova, ad esempio, l’attacco portato il 27 dicembre all’ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia nel nord della Striscia, che era ancora operativo e invece ora è stato costretto a chiudere.
L’accordo, per quanto assai complesso e suddiviso in tre fasi e quindi con il rischio di violazioni sempre incombente e dunque di una sua deflagrazione, consente oggi ai presidenti USA di prendersene il merito, certo con il diverso stile dei due: quello in carica ma uscente ha detto che è stata la trattativa più difficile della sua pur lunga esperienza politica e che nella fase finale l’Amministrazione ha lavorato congiuntamente e fattivamente con quella che entrerà in carica la settimana prossima; quello eletto si è invece preso lui tutto il merito, sostenendo che è stata la sua vittoria elettorale e quindi il suo prossimo approdo a Washington a creare le condizioni indispensabili per il raggiungimento dell’accordo.
Lo sceicco al-Thani, il mediatore qatariota, ha potuto manifestare la propria giusta soddisfazione, dopo mesi di snervante lavoro condotto con determinazione ma non senza cadute di fiducia ogni qualvolta le speranze venivano distrutte dall’intransigenza dei contendenti, e soprattutto dalla volontà israeliana di vendicare duramente l’oltraggio subìto il 7 ottobre.
Ma i due nemici addivengono alla tregua mantenendo un sentimento di astio reciproco, e non potrebbe essere altrimenti. Quindi siamo, per ora, solo di fronte all’interruzione della guerra e certo non ancora alla pace, che chissà se mai arriverà dopo tanto odio seminato.
Comunque, rimanendo alla notizia di queste ore, la domanda che sorge è perché Netanyahu ha ceduto alla pressione di Trump dopo aver resistito per mesi a quelle di Biden. La risposta è semplice, naturalmente: perché il secondo aveva innanzi a sé pochi mesi al potere mentre il primo adesso ne ha ben quarantotto. Ma non è solo questo. Il premier israeliano – che ora deve reggere all’urto dell’estrema destra ultrareligiosa – confida, anzi ne è certo, nella durezza di Trump nei confronti dell’Iran, che è il vero nemico di Israele, quello da isolare e indebolire assolutamente. E naturalmente è ben consapevole che senza il sostegno statunitense non potrebbe imporre nella regione la sua netta superiorità militare.
Trump, però, se da un lato ha certo Teheran nel mirino, dall’altro ritiene che nello scacchiere mediorientale è fondamentale non solo l’alleanza con lo stato ebraico bensì pure quella con l’Arabia Saudita: e quindi forzerà Riad ad entrare negli Accordi di Abramo, e se per convincerla Israele dovrà pagare qualche prezzo, ebbene lo dovrà pagare. A Netanyahu il messaggio è stato recapitato. Forte e chiaro.
Centro, senza uno scossone è la solita noia.
Forse, anzi quasi sicuramente, ha ragione Pier Ferdinando Casini. Parlando del futuro di un ipotetico e virtuale Centro, l’ex Presidente della Camera ha detto che adesso ci vuole “coraggio”. Una categoria che in politica non sempre va di moda ma che forse, adesso, proprio questo coraggio non è più aggirabile. Detta con altre parole, e sempre per citare Casini, chi adesso lo vuole ricostruire “si faccia avanti e prenda un’iniziativa politica precisa”. Come non essere d’accordo con questa osservazione, semplice ma al tempo stesso essenziale nonchè decisiva. E qui si entra a pieno titolo nel dibattito contemporaneo. Ovvero sulla necessità di saper ricostruire, e, sopratutto, rideclinare una concreta ed efficace ‘politica di centro’ nel nostro paese. Meglio, come ovvio, se con uno strumento politico ed organizzativo specifico, cioè un partito. Certo, può essere un esercizio che si può fare anche in alcuni partiti esistenti. Soprattutto in quelli dove la ‘politica di centro’ non viene confinata in un angolo della casa come si fa con i soprammobili,
seppur di valore e prestigiosi.
Ma, su questo versante, occorre essere chiari e non ipocriti. Ossia, questo disegno – cioè la ricostruzione di un Centro credibile e riformista, democratico e di governo – è possibile nella misura in cui si mette anche in discussione l’attuale assetto politico ed organizzativo. Per essere ancora più chiari, se nel campo della coalizione di sinistra e progressista, il tutto si riduce a rafforzare due correnti – mi riferisco ai prossimi convegni di Milano e di Orvieto – è certamente un’operazione legittima e degna di nota ma politicamente debole e quasi incolore. Perché è la classica, e collaudatissima, modalità per contare di più all’interno del partito prima e nelle istituzioni poi attraverso le candidature. E, al contempo, nell’attuale coalizione di governo il Centro – che si identifica con Forza Italia – può dispiegare un ruolo incisivo ed importante se riesce ad essere il luogo politico che riassume e contempla il più possibile le culture politiche centriste e riformiste. Certo, si tratta di mettere in campo una iniziativa di rottura e di profonda discontinuità
rispetto ad un passato anche solo recente. Furochè si pensi, allegramente, di appaltare il futuro del Centro ai piccoli partiti personali di Renzi e di Calenda e di molti altri che affollano quell’area.
Per queste ragioni, semplici ma essenziali e per ritornare a Casini, adesso ci vuole coraggio. Anche perché il forte e qualificato dibattito attorno al possibile ritorno di un Centro nella politica italiana attraverso il contributo decisivo e determinante di parte dell’area cattolica, non può durare all’infinito. Del resto, è perfettamente inutile contestare quotidianamente la radicalizzazione selvaggia della lotta politica che degenera facilmente nella deriva degli “opposti estremismi” e poi prendere amaramente atto che il tutto si riduce a contrattare qualche seggio parlamentare in più da un lato o a giocare un ruolo chiaramente subalterno e gregario dall’altro. Per essere credibili, e coerenti, a volte le esigenze della politica debbono prevalere su quelle della sola logica degli organigrammi.
N.B. Sul tema si è svolto ieri un interessante dibattito in un’aula del Senato nell’occasione della presentazione dell’ultimo libro di Giorgio Merlo (Cattolici al centro, Marcianum Press).
Libri | Marcello Veneziani, dalla società senza padri alla società senza figli
C’è un trait d’union, una continuità tematica e di riflessione che lega “La cappa” con questo corposo saggio che Marcello Veneziani ha intitolato “Senza eredi” (Marsilio 2024). E dobbiamo esser grati oltre all’autore anche alla casa editrice Marsilio che con i suoi tipi ha dato un seguito di coerenza alle due opere. Essere opinionisti in un mondo di polverizzate ed effimere opinioni potrebbe portarci a confondere il tutto con il niente. Non è il caso di Veneziani, il quale – volendo sostanziare il radicamento culturale che sostiene il suo ragionato incedere nell’esplorazione delle identità perdute in una società rarefatta e deprivata di fondamenti culturali rassicuranti – si appoggia ad una raccolta di sessantaquattro (più alcune citazioni fuori paragrafo) “miniature di saggi, succinte biografie e profili non convenzionali” (taluni criticamente sconvenienti). Possono sorprendere gli accostamenti della sequenza, persino gli autori scelti: ci sono assenti illustri ma anche autorevoli presenze e ciascuna risulta eloquente e significativa rispetto alla traccia che le unisce, poiché essi stessi non hanno più eredi.
C’è una tesi di fondo che Veneziani esplicita affinchè sia dimostrata: viviamo in un mondo che ha perso gli ancoraggi con il passato e le tradizioni culturali specialmente quelle legate alla civiltà letteraria che tramonta per assenza di confronti, paragoni, circolazione di idee, letture incrociate: aggiungerei soprattutto per il venir meno di coloro che sono stati i Maestri del pensiero, gli interpreti più profondi e originali della condizione umana e dei valori universali ad essa sottesi. Se si spezza il filo della cultura – intesa come eredità verticale ricevuta e trasmissione circolare tra autori e lettori, tra maestri e allievi – prevale una dimensione orizzontale di rimuginamento superficiale di quel che resta, ove sia pur considerato. Le interpretazioni cedono il passo alle opinioni, i maestri di oggi sono gli influencer che diventano l’iconografia e la plastica rappresentazione di un nichilismo che non assomiglia neanche un poco a quella filosofia di pensiero che lo aveva generato agli inizi del ‘900: oggi il nichilismo 4.0 si fa negazionismo senza alternative, un passatempo, dunque, inconcludente e surrettizio, un riempitivo evanescente del nulla, i nuovi profeti condannano le guerre ma riempiono i proseliti di patacche, chiacchiere e distintivi, detestano i tiranni ma dispensano dall’alto investiture di fedeltà, giudicano con alterigia e supponenza, accreditano miscredenze e competono nelle standing ovation e nei follower.
Le allegorie multicolori prevalgono sulla realtà, vissuta generalmente con distaccato disincanto come una sorta di alternanza di abitudini prive di retropensiero: siamo saturi di cronaca e ricchi di metafore riciclate ma poveri di storia e di immaginazione, appiattiti in un mercanteggiamento di apparenze e interessi che ci vuole trasparenti ma strenui custodi dei fatti nostri, buonisti e giustizieri, accoglienti ma inospitali, aridi e sentimentali, nostalgici e futuristi, inclusivi ma indifferenti, smemorati ma rancorosi. Perché dunque siamo senza eredi? Perché non abbiamo nulla da trasmettere e nessuno che voglia o possa raccogliere la cultura tramandata: ciò accade forse per la prima volta nella Storia perché stiamo assistendo al transito dalla società senza padri alla società senza figli. Ci sono diversi profili di riscontro a questa affermazione: sul piano demografico, su quello antropologico, su quello generazionale, su quello infine del testimone che dovrebbe passare tra chi lo consegna e chi lo raccoglie ma che non c’è. Il gesto di Ettore che eleva il figlio al cielo affinchè riceva la protezione degli dei non è iconografia di questo tempo, dissacrato da spaventosi parricidi, femminicidi e minoricidi.
Il presentismo asfissiante dell’hic et nunc assorbe e vanifica la memoria del passato e le immaginazioni del futuro (non è un caso, mi preme annotare, che Papa Francesco da tempo insista sul dovere di coltivare la virtù della speranza). Mi piace qui ricordare la potente espressione di Sant’Agostino: i Maestri sono come le montagne perché le montagne sono le prime ad indicare l’apparire, il sorgere del sole. Ma se vengono a mancare ecco incombere minacciosa l’ombra dell’oscurantismo e la stessa vita sociale deprivata da valori di solidarietà, condivisione, perseguimento del bene comune finisce per assomigliare ad una sorta di caravanserraglio di “contemporanei” senza antenati né posteri, uniti solo dal vago domicilio nella stessa epoca, non consorti, non amici sinceri, al più coinquilini occasionali. Il solipsismo emozionale genera inaridimento interiore: non è un caso che Veneziani includa Giuseppe De Rita tra i pensatori più autorevoli di questo tempo e lo fa omaggiandolo di un “tenace continuismo” in un mondo di assenze, abbandoni e indifferenze. E’ proprio il Censis uno dei più autorevoli interpreti delle derive socio-culturali di questa epoca che non ha eredità da trasmettere, soffrendo inconsapevolmente di un appiattimento – ancor più – di un avvitamento ad un presente autoreferenziale e inconcludente. Viviamo solitudini siderali nelle metropoli abitate da milioni di eremiti – come scriveva Eugenio Montale – ma anche nelle piccole realtà sociali, perché la comunità è diventata una sorta di rassemblement di monadi isolate tra di loro: iperconnesse con la tecnologia e ipoconnesse nei sentimenti, perdendo il senso e la misura delle emozioni, talvolta preda di paure recondite, come ha notato Vittorino Andreoli che ad esse attribuisce anche le forme di violenza montante ma non più sorprendente.
E’ un mondo disincantato ma sordo, ovattato ma chiassoso che elude il silenzio e la riflessione, forse perché tra le cose non ereditate il pensiero pensante è l’orfano più illustre.
Chi proponesse oggi la querelle culturale sulla ‘parola nuova’ tra Tolstoj e Dostoevskij sarebbe un eremita fuori dal tempo: solo nella parte finale del libro Veneziani approfondisce l’influenza delle tecnologie sull’impoverimento linguistico e cognitivo. Forse Martin Heidegger o Walter Benjamin o più recentemente e oggi stesso- con forza – Umberto Galimberti ne avrebbero fatto la chiave principale di lettura per spiegare l’impoverimento culturale e il solipsismo comunicativo e relazionale del nostro tempo. Ma Veneziani “recupera” il tema e lo fa alla grande: di fronte alla pervasività ripetitiva e meccanicistica degli algoritmi e delle tecnologie…perché non lo preoccupa tanto l’avanzamento dell’intelligenza artificiale quanto piuttosto l’arretramento dell’intelligenza naturale.
“Non è possibile un pensiero nuovo perché non è possibile un pensiero, non è più verosimile, non suscita alcun riflesso reale”. A un pensatore chiediamo invece di portarci nel cuore della vita, per aiutarci a capire chi siamo e dove siamo diretti, tra libertà e destino.
La chiamata del perdono: un Giubileo per il mondo di oggi.
L’Anno Santo è incominciato la vigilia di Natale. Pio XII , col martello regalatogli dai lavoratori cristiani, ha dischiuso la simbolica porta, e la misericordia, amministrata con materna larghezza dalla Chiesa, ci viene ancor più vicina. «Chi ha sete venga alla Fonte; o chi non ha niente attinga con gioia».
Un anno che porta il nome di santo, più che un augurio è un impegno, sia per chi può andare a Roma, come per chi non può andarci, poiché ogni credente nella Redenzione è il pellegrino della propria salvezza e della salvezza di ognuno.
* * *
Sull’Anno Santo non ho nulla da aggiungere al molto che teologi e storici, letterati e giornalisti dicono e scrivono. Ci basta il Messaggio natalizio di Pio XII , così preciso e largo, così indulgente e sicuro, cui vogliamo intonare la nostra povera voce. Ci sentiamo così profondamente peccatori che il nostro grido verso il Perdono ci lacera e ci porta.
Ci sia quindi permesso di annotare con grossa pena l’inadeguata risonanza del Giubileo come dono spirituale. Se ne parla molto; l’organizzazione esterna è perfetta, ma la sordità di certi ambienti è inattaccabile.
Qualcuno pensa che il motivo giubilare sia scaduto negli stessi credenti per le occasioni frequenti e facili di acquisto dell’Indulgenza, nei cui confronti la «peregrinatio romana» è abbastanza onerosa, se non viene distratta dalla curiosità turistica.
D’altra parte non è facile far sentire la mistica del Giubileo a moltitudini che hanno smarrito, col senso del peccato, il loro mondo interiore, e che quando si muovono, si muovono per divertirsi, più che per riflettere e pregare.
Il Papa vuole «che non sia festività chiassosa, non un pretesto di pia distrazione, neppure un vanitoso sforzo di forze cattoliche nel senso inteso dal mondo, che fa considerare il felice successo nei momentanei concorsi delle moltitudini».
Ci auguriamo ch’Egli venga capito e obbedito da tutti i cattolici e dagli stessi che sono preposti all’organizzazione esteriore dell’Anno Santo. È così facile cadere nella tentazione dello spettacolare e mettere insieme, ad esempio, una Mostra delle Opere cattoliche, spendendo centinaia e centinaia di milioni.
Meglio fare che dimostrare di aver fatto. La sinistra che conosce troppo ciò che ha fatto la destra, rischia di rimanere con le mani in tasca, credendo di poter vivere di rendita.
* * *
Leggendo attentamente il Messaggio papale, fui colpito da alcune parole, che non ho trovato in rilievo su nessun giornale cattolico.
Il Papa, a un certo punto, parla di «un’auspicata armonia dei valori celesti e terreni, divini e umani, ufficio e dovere della nostra generazione» come impegno dell’Anno Santo.
Nessun commentatore ha detto parole più impegnative sul significato dell’Anno Santo, che da molti è creduto un avvenimento totalmente distaccato dalla dura realtà del vivere quotidiano, il quale rimane chiuso ad ogni influenza della Comunione dei Santi, valida soltanto nei rapporti sovrannaturali.
Se nel mondo spirituale nessuno guadagna per sé, ma fa cassa comune con il guadagno infinito di Cristo a beneficio di tutti; se la Chiesa amministra questo comune patrimonio con speciale riguardo ai peccatori, che sono i poveri del mondo della Grazia; se tale economia viene giustamente chiamata provvida e santa e la solidarietà che la costituisce rappresenta il momento ideale dei rapporti tra uomo e uomo, perché non cerchiamo di trasferire questa regola anche sul temporale per fare «l’armonia dei valori celesti e umani» cioè l’armonia dell’uomo?
Non ci possono essere due regole per una stessa creatura, se, nell’unità inscindibile della persona umana, spirito e corpo hanno un comune destino di salvezza.
Presso gli ebrei l’anno giubilare valeva su ambedue i piani: venivano condonati i peccati e i debiti, riscattato l’uomo dalla schiavitù di Belzebù e di quella del padrone, e le terre ritornavano a chi le aveva dovute vendere per mangiare.
Qualcuno avanza il timore di una confusione del sacro e del profano; ma è un timore infondato, poiché ogni aspetto dell’uomo ha una sua sacralità, senza contare che una spiritualità disincarnata rischia di portarci fuori dell’uomo e di rendere indifferenti, se non proprio inamabili, le più consolanti verità della nostra religione.
Capisco come molti cristiani, che potrebbero trovare scomodanti certe «dilatazioni temporali» del Giubileo, si rifugiano volentieri nell’Ineffabile e siamo disposti a gridare allo scandalo, se qualche incauto vi accenna soltanto. Ma dietro all’augusta scorta del Messaggio papale, ciò che prima ci sembrava un sentire troppo personale, non può essere almeno espresso come voto?
Nessuno intende accreditarlo oltre il possibile. Ci sembra però che, se l’Anno giubilare venisse convalidato dalla parola e dalle opere dei cattolici anche nei rapporti sociali, «i figli lontani, smarriti, delusi e amareggiati, ai quali ingannevoli voci e forse anche incauta visione delle cose, hanno spento nel cuore l’affetto che già nutrivano per la Santa Chiesa, non respingerebbero l’offerta di riconciliazione che Dio stesso loro offre» (Pio XII ).
Superando l’istanza di giustizia del comunismo con una visione veramente più completa quale scaturisce dalla regola di carità dell’Anno Santo, si potrebbe veramente avviare «il grande ritorno».
L’approfondimento e l’estensione a tutto l’uomo della verità della Comunione dei Santi, che sorregge l’intera economia del Perdono, sarebbero certamente più efficaci dei costosi tentativi di catechesi cinematografica.
Ancora una volta il Papa ci precede. Egli è davvero «il primo pellegrino». Pure non rimanga solo anche questa volta.
N.B. Il titolo qui proposto è redazionale.
Sanremo, Conti: ecco i coconduttori dell’edizione di quest’anno
Milano, 15 gen. (askanews) – Carlo Conti ha scelto di condividere il palco del Festival di Sanremo e di condurre insieme ad alcuni compagni di viaggio dall’indiscusso talento professionale, ciascuno con il proprio “colore” dalle mille e diverse sfumature. “Insieme”: il concetto sarà questo! Il denominatore comune sarà condurre insieme a delle compagne e a dei compagni di viaggio, una conduzione ogni sera dal sapore diverso.
Questi i nomi annunciati oggi: Bianca Balti, Geppi Cucciari, Katia Follesa, Nino Frassica, Elettra Lamborghini, Miriam Leone, Mahmood, Cristiano Malgioglio, Alessia Marcuzzi, e Alessandro Cattelan (già annunciato da Carlo Conti come coconduttore dell’ultima serata).
Sarà una conduzione corale, quindi, sera per sera. Nella prima serata, dove si esibiranno tutti e trenta i cantanti in gara, Carlo la condurrà da solo (e chissà se riuscirà a convincere due suoi grandi amici).
Nella seconda, con Conti saranno sul palco Bianca Balti, Nino Frassica e Cristiano Malgioglio. Nella terza, Katia Follesa, Elettra Lamborghini e Miriam Leone. Nella quarta serata, dedicata alle cover, Geppi Cucciari e Mahmood.
Nella quinta ed ultima, con Carlo e Alessandro Cattelan, anche Alessia Marcuzzi.
Gaza, Guterres: ora imperativo è rimuovere gli ostacoli agli aiuti umanitari
Roma, 15 gen. (askanews) – Per l’Onu è “imperativo” rimuovere gli “ostacoli” agli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza dopo l’accordo per una tregua. Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha accolto con favore l’annuncio di una tregua al via domenica a Gaza, un “primo passo cruciale” che deve consentire la rimozione degli ostacoli agli aiuti umanitari nel territorio palestinese.
“È imperativo che questo cessate il fuoco rimuova i significativi ostacoli politici e di sicurezza alla consegna di aiuti umanitari attraverso la Striscia di Gaza, in modo da poter sostenere un aumento importante dell’assistenza umanitaria d’emergenza”, ha dichiarato Guterres, sottolineando che la priorità è quella di ‘alleviare le immense sofferenze causate dal conflitto’.
M.O., accordo Gaza merito di Trump? Biden: "E’ uno scherzo?"
Roma, 15 gen. (askanews) – Il presidente uscente degli Stati uniti Joe Biden, dopo aver confermato dalla Casa bianca il raggiungimento dell’accordo per il cessate-il-fuoco a Gaza, è stato stuzzicato dai giornalisti presenti, i quali gli hanno chiesto se l’intesa non fosse in realtà merito del presidente eletto Donald Trump – come questi ha suggerito in un post – ha risposto allontanandosi dal leggìo presidenziale: “E’ uno scherzo?” “Questo EPICO accordo di cessate il fuoco sarebbe potuto avvenire solo come risultato della nostra storica vittoria di novembre”, ha scritto Donald Trump su Truth, commentando l’accordo per una tregua a Gaza ancora prima che sia formalizzato.
Biden, rispondendo ad alcune domande dei reporter, ha rivendicato il fatto che l’accordo raggiunto oggi è lo stesso che lui aveva impostato a maggio. “Ha la struttura dello stesso accordo che io ho proposto a maggio”, ha detto aggiungendo che ci sono state poi aggiunte. In quanto al coinvolgimento della prossima amministrazione, il presidente uscente ha chiarito: “Questo accordo sarà stato attuato dalla prossima amministrazione. Io ho detto alla mia squadra di lavorare con loro per parlare con una sola voce, perché è questo che fa un Presidente americano”.
Gaza, Palazzo Chigi: bene accordo per cessate fuoco e rilascio ostaggi
Roma, 15 gen. (askanews) – “L’Italia accoglie con grande favore l’annuncio di un accordo per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e si congratula con Egitto, Qatar e Stati Uniti per il risultato raggiunto dopo un lungo impegno negoziale che il Governo italiano, anche in qualità di Presidenza del G7, ha sempre sostenuto con convinzione”. E’ quanto afferma Palazzo Chjigi in una nota.
“L’Italia – prosegue il comunicato – ha seguito da vicino sin dall’inizio la dolorosa vicenda degli ostaggi nelle mani di Hamas e si aspetta ora che tutti gli ostaggi possano finalmente tornare alle loro famiglie. Il cessate il fuoco fornisce un’importante opportunità per aumentare in maniera consistente l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza. L’Italia continuerà a impegnarsi in questo ambito, anche attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’ incentrata sulla sicurezza alimentare e la salute”.
“L’Italia – sottolinea Palazzo Chigi – è pronta a fare la sua parte, insieme ai partner europei e internazionali, per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza e per consolidare in modo permanente la cessazione delle ostilità, anche nell’ottica di rilanciare un processo politico verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, all’interno di confini mutualmente riconosciuti”, conclude la nota.
Gaza, Palazzo Chigi: bene accordo per cessate fuoco e rilascio ostaggi
Roma, 15 gen. (askanews) – “L’Italia accoglie con grande favore l’annuncio di un accordo per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e si congratula con Egitto, Qatar e Stati Uniti per il risultato raggiunto dopo un lungo impegno negoziale che il Governo italiano, anche in qualità di Presidenza del G7, ha sempre sostenuto con convinzione”. E’ quanto afferma Palazzo Chjigi in una nota.
“L’Italia – prosegue il comunicato – ha seguito da vicino sin dall’inizio la dolorosa vicenda degli ostaggi nelle mani di Hamas e si aspetta ora che tutti gli ostaggi possano finalmente tornare alle loro famiglie. Il cessate il fuoco fornisce un’importante opportunità per aumentare in maniera consistente l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza. L’Italia continuerà a impegnarsi in questo ambito, anche attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’ incentrata sulla sicurezza alimentare e la salute”.
“L’Italia – sottolinea Palazzo Chigi – è pronta a fare la sua parte, insieme ai partner europei e internazionali, per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza e per consolidare in modo permanente la cessazione delle ostilità, anche nell’ottica di rilanciare un processo politico verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, all’interno di confini mutualmente riconosciuti”, conclude la nota.
M.O., Qatar conferma accordo Israele-Hamas, tregua a Gaza al via domenica
Roma, 15 gen. (askanews) – Il primo ministro degli Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha annunciato che il cessate il fuoco tra Israele e Hamas entrerà in vigore domenica 19 gennaio.
Al Thani ha così confermato formalmente l’intesa, dopo numerose fonti e l’annuncio da parte del presidente eletto Donald Trump, che con un messaggio su Truth ha voluto intestarsi il merito dell’accordo arriva dopo un anno e tre mesi di guerra e oltre 46.700 morti.
L’accordo c’è, ha detto il premier del Qatar, ma servono alcuni giorni per farlo entrare in vigore in modo adeguato. “Aspettiamo che non ci saranno attacchi nei prossimi giorni”.
Qatar: accordo Israele-Hamas, tregua a Gaza al via domenica
Roma, 15 gen. (askanews) – Il primo ministro degli Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha annunciato che il cessate il fuoco tra Israele e Hamas entrerà in vigore domenica 19 gennaio.
Al Thani ha così confermato formalmente l’intesa, dopo numerose fonti e l’annuncio da parte del presidente eletto Donald Trump, che con un messaggio su Truth ha voluto intestarsi il merito dell’accordo arriva dopo un anno e tre mesi di guerra e oltre 46.700 morti.
L’accordo c’è, ha detto il premier del Qatar, ma servono alcuni giorni per farlo entrare in vigore in modo adeguato. “Aspettiamo che non ci saranno attacchi nei prossimi giorni”. Il primo ministro del Qatar ha confermato il rilascio di 33 ostaggi israeliani nella prima fase della tregua a Gaza. La prima fase dell’accordo di cessate il fuoco, che durerà 42 giorni, coinvolgerà le forze israeliane posizionate lungo il confine di Gaza, ha detto il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Nell’ambito di questa fase, Hamas rilascerà 33 prigionieri israeliani, tra cui donne civili, bambini, anziani e civili feriti o malati. In cambio, Israele rilascerà un certo numero di prigionieri detenuti nelle carceri israeliane, ha detto. La fase prevederà il ritorno degli sfollati alle loro case, ha affermato. Faciliterà inoltre il trasferimento dei feriti e dei malati per ricevere cure. La prima fase includerà l’aumento del flusso di soccorsi e aiuti umanitari in tutte le parti della Striscia di Gaza, nonché la riabilitazione di ospedali, centri sanitari e panifici. La fase consentirà l’ingresso di carburante e attrezzature per la protezione civile, nonché di beni di prima necessità per gli sfollati che hanno perso la casa a causa della guerra.
Tregua a Gaza, cosa si sa dell’accordo
Roma, 15 gen. (askanews) – Un accordo per un cessate il fuoco tra Hamas e Israele nella Striscia di Gaza e per la liberazione degli ostaggi israeliani ancora detenuti nell’enclave palestinese sembra raggiunto oggi dopo più di 15 mesi di guerra, secondo più fonti e con la conferma del presidente Usa eletto Donald Trump, che si è intestato la svola. L’accordo i cui dettagli saranno annunciati prossimamente a Doha, la capitale del Qatar, dove nelle ultime settimane si sono svolti intensi negoziati tra Israele e Hamas prevede tre fasi ed è incentrato sulla proposta avanzata in primavera dal presidente uscente americano Joe Biden.
La prima fase dell’accordo prevede un cessate il fuoco di 42 giorni e il rilascio dei primi 33 ostaggi – tra cui donne, bambini, anziani e feriti – seguito da successivi rilasci durante tale periodo. Alcune fonti hanno parlato di 34 ostaggi. Secondo un alto funzionario statunitense, che ha parlato in condizione di anonimato, tre ostaggi saranno rilasciati entro 48-72 ore dall’accordo, insieme a un numero ancora imprecisato di prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane e un altro aumento del flusso di aiuti umanitari a Gaza.
Nella seconda fase dell’accordo, si prevede che il cessate il fuoco continuerà, mentre gli ostaggi rimanenti e i prigionieri palestinesi verranno rilasciati. Secondo ufficiali israeliani, si ritiene che 98 ostaggi siano ancora a Gaza, di cui 60 ancora in vita. Israele dovrebbe ordinare il rilascio di “diverse centinaia” di detenuti palestinesi – compresi dei condannati per l’omicidio di cittadini israeliani – il cui numero esatto dipende esattamente da quanti ostaggi sono ancora vivi (l’accordo riguarda anche la restituzione dei corpi degli ostaggi deceduti).Inoltre, le truppe israeliane inizierebbero il ritiro dai centri abitati pur mantenendo il controllo della frontiera fra la Striscia e l’Egitto, il cosiddetto “Corridoio Phladelphi”, e di una zona cuscinetto all’interno del territorio costiero lungo la frontiera con lo Stato ebraico.
Una terza fase prevede la creazione di una nuova struttura di governo e di sicurezza per Gaza e la massiccia ricostruzione dell’enclave, che è stata in gran parte distrutta dalle operazioni militari israeliane dall’inizio della guerra.
L’accordo fa seguito ad un intenso periodo di incontri e appelli negli ultimi giorni, anche da parte del presidente Joe Biden ai leader di Israele e ai partner di mediazione Qatar ed Egitto. Anche Steve Witkoff, inviato speciale del presidente eletto Donald Trump in Medio Oriente, ha svolto un ruolo determinante, incontrando il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante il fine settimana per esprimere l’interesse di Trump a raggiungere un accordo prima del suo insediamento il 20 gennaio.
M.O., Tajani: ora consolidare la tregua e andare avanti
Roma, 15 gen. (askanews) – Ora bisogna “consolidare il cessate il fuoco e andare avanti”, ha esortato il ministro degli Esteri, il vicepremier Antonio Tajani, commentando in diretta ai microfoni di RaiNews24 l’intesa per una tregua a Gaza, che “si aggiunge al cessate il fuoco in Libano”, senza dimenticare i “segnali positivi dalla nuova amministrazione siriana”.
Ci sono i presupposti per sperare che nella regione si possa arrivare alla pace, “ma non è sufficiente, dobbiamo arrivare ad altri passi importanti e l’Italia sarà sempre più presente, per incoraggiare e favorire questo processo di pace” ha detto Tajani.
Nello specifico, l’Italia continua ad andare avanti con nostro progetto Food for Gaza”.
“Guardiamo al futuro con ottimismo, se il buongiorno si vede dal mattino siamo sulla buona strada”, ha sottolineato il capo della diplomazia italiana, “faremo di tutto perché si possa creare situazione di stabilità in tutta l’area”.
Schlein: no a scudo penale per forze ordine, sarebbe impunità
Roma, 15 gen. (askanews) – “Siamo fortemente contrari a quell’ipotesi, la legge è uguale per tutti. Tanto più lo deve essere per chi deve far rispettare la legge. Sarebbe pericoloso un quadro in cui si crea una impunità generalizzata. E’ a tutela di uno stato di diritto che chi ha il monopolio dell’uso della forza sia sottoposto al controllo della legge e della magistratura”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a Metropolis, sul sito di Repubblica.
“Nella più parte dei casi – ha spiegato – le forze dell’ordine esercitano secondo la legge e le procedure il potere che hanno. Ma proprio per verificarlo è necessario che ci siano gli strumenti per farlo. Se tu li togli, legittimi gli eccessi. E’ come quando sulla legge che ha introdotto il reato di tortura la destra dice ‘si impedisce di lavorare’. No, si impedisce di torturare…”.
M.O., Trump: EPICO accordo sulla tregua grazie alla mia vittoria
Roma, 15 gen. (askanews) – “Questo EPICO accordo di cessate il fuoco sarebbe potuto avvenire solo come risultato della nostra storica vittoria di novembre”, ha scritto Donald Trump su Truth, commentando l’accordo per una tregua a Gaza ancora prima che sia formalizzato.
Secondo il presidente eletto, il risultato del voto dello scorso novembre “ha segnalato al mondo intero che la mia amministrazione avrebbe cercato la pace e negoziato accordi per garantire la sicurezza di tutti gli americani e dei nostri alleati”.
“Sono entusiasta per il fatto che gli ostaggi americani e israeliani torneranno a casa per ricongiungersi con le loro famiglie e i loro cari. Con questo accordo in vigore, la mia squadra di sicurezza nazionale, attraverso gli sforzi dell’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, continuerà a lavorare a stretto contatto con Israele e i nostri alleati per garantire che Gaza non diventi MAI più un rifugio sicuro per i terroristi. Continueremo a promuovere la PACE ATTRAVERSO LA FORZA in tutta la regione, sfruttando lo slancio di questo cessate il fuoco per espandere ulteriormente gli storici Accordi di Abramo. Questo è solo l’inizio di grandi cose in arrivo per l’America e, in effetti, per il mondo!Abbiamo ottenuto così tanto senza nemmeno essere alla Casa Bianca. Immaginate solo tutte le cose meravigliose che accadranno quando tornerò alla Casa Bianca e la mia Amministrazione sarà pienamente confermata, in modo che possano garantire più vittorie agli Stati Uniti!”, conclude Trump.
Ita, nominato il nuovo cda: Pappalardo presidente e Eberhart AD
Milano, 15 gen. (askanews) – L’assemblea degli azionisti di Ita ha nominato il nuovo cda della compagnia, composto da cinque membri: Antonella Ballone, Joerg Eberhart, Lorenza Maggio, Sandro Pappalardo e Efrem Angelo Valeriani. L’assemblea ha indicato Pappalardo come presidente e Eberhart come amministratore delegato.
“Sono orgoglioso e onorato di essere stato indicato per questo prestigioso incarico – ha dichiarato Eberhart – Dopo oltre due anni di duro lavoro, questa nuova fase della storia della compagnia ci consentirà di rafforzare la nostra posizione e di sviluppare sinergie strategiche che valorizzeranno la crescita e la solidità di Ita Airways come vettore italiano di riferimento, pronto a garantire al Paese una maggiore connettività e ai passeggeri una più ampia scelta di destinazioni, con una rinnovata visione di sviluppo, innovazione e sostenibilità”.
Nominato anche il nuovo Collegio sindacale, nelle persone di Paolo Ciabattoni, Angela Florio e Federico Testa. Florio è stata nominata presidente del sindaci.
L’assemblea ha ringraziato il presidente uscente Antonino Turicchi, unitamente a tutti i componenti del cda e il Collegio sindacale uscenti, per il lavoro svolto durante il loro mandato.
Consulta, Tajani: siamo vicini a una soluzione
Roma, 15 gen. (askanews) – “Per quanto riguarda la Corte Costituzionale si è vicini ad una soluzione”. Lo dice il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, a Tv2000 nel programma ‘Di Bella sul 28’, condotto da Antonio Di Bella, in onda stasera 15 gennaio alle 21.10.
“Non è vero – sostiene Tajani – quello che si dice che il problema è Forza Italia, non è assolutamente quello il problema. Si tratta di individuare un candidato indipendente che si aggiunga ad altri tre candidati espressione del Parlamento, cioè che non sia di area né di centrodestra né di centrosinistra e lì si sta lavorando per individuare questo nome, ma certamente non ci sono problemi da parte di Forza Italia che non ha mai posto alcun veto, alcun blocco, poi tanto meno problemi all’interno”.
“Al momento opportuno – conclude Tajani – faremo il nostro nome e lo individueremo insieme ai leader del centrodestra con i nostri gruppi parlamentari”.
Israele e Hamas hanno raggiunto l’intesa sul cessate il fuoco
Roma, 15 gen. (askanews) – L’accordo sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi è stato raggiunto e un comunicato congiunto verrà diffuso a breve: è quanto riporta le rete televisiva egiziana Al Qahera News, citando fonti governative del Cairo. Israele e Hamas hanno raggiunto l’intesa sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza: è quanto riporta il sito di Axios citando fonti governative statunitensi ed israeliane. Inoltre anche fonti diplomatiche israeliane hanno detto ad Haaretz che le questioni che dividevano le delegazioni dal raggiungimento di un accordo per il cessate-il-fuoco a Gaza sono state risolte. E, secondo un diplomatico straniero, l’accordo sarebbe stato raggiunto.
Venezuela, Tajani: non è il momento delle polemiche, lavoriamo per liberare Trentini
Roma, 15 gen. (askanews) – “Non è questo il momento di fare polemiche. Stiamo lavorando per risolvere il problema. La nostra posizione è stata sempre chiara”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha risposto ai giornalisti che, margine di un evento a Roma, gli chiedevano chiarimenti sulla caso del cooperante italiano, Alberto Trentini in carcere in Venezuela dal 15 novembre scorso, e se il suo arresto sia una rappresaglia per le posizioni del Governo italiano contro Maduro.
“Stiamo lavorando con discrezione e responsabilità.- ha detto il ministro- Il clamore non serve a risolvere problemi come questi. comunque abbiamo chiesto tutte le garanzie attraverso il nostro Segretario generale ed incaricato di affari nel Venezuela. Andiamo avanti cercando sempre e comunque di aiutare i nostri concittadini come abbiamo fatto e come stiamo facendo già da alcuni giorni”.
RaiPlay, al via la seconda stagione di Skillz
Roma, 15 gen. (askanews) – Quali sono le competenze necessarie per le professioni del futuro? E quali sono le attività più innovative e in crescita e le migliori strategie per potersi distinguere? In esclusiva su RaiPlay, da venerdì 17 gennaio, la seconda stagione di SkillZ, produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali realizzata in collaborazione con il Fondo per la Repubblica Digitale. Martina Socrate, content creator da oltre un milione e seicentomila followers e conduttrice del programma, si rivolge a un pubblico giovane per raccontare il futuro del lavoro e le nuove competenze richieste nei settori che utilizzano anche l’Intelligenza Artificiale. Nelle dieci puntate va alla scoperta dei luoghi d’eccellenza dove l’AI (Artificial Intelligence) sta cambiando il modo di lavorare, aprendo nuovi orizzonti in diversi ambiti.
Nel suo viaggio attraverso l’Italia da nord a sud, Martina Socrate incontra giovani professionisti che parlano di nuove competenze e di professioni più innovative e in crescita tra cui: Data Scientists, Robot Trainer, Prompt Engineer, GenAI Designer e GenAI Artist; ingegneri dell’automazione e manutentori di robotica, ingegneri “creativi”, esperti di machine learning e intelligenza artificiale, agronomi tech, medici specializzati in AI e professionisti dello spettacolo e della cultura pronti ad affrontare le sfide dell’innovazione.
“Il mondo del lavoro e delle professioni sta vivendo una trasformazione senza precedenti con lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale – commenta Maurizio Imbriale, direttore Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali- Diventa sempre più importante per i giovani comprendere le potenzialità di queste nuove tecnologie e cavalcare questa rivoluzione, che crea tante nuove opportunità e nuove sfide. Ed è per questo che la seconda edizione di “SkillZ – Competenze per il Futuro”, realizzato sempre in collaborazione con il Fondo per la Repubblica Digitale, l’abbiamo voluta dedicare proprio all’impatto presente e futuro dell’IA in tanti settori più o meno tradizionali. Siamo sempre più convinti che conoscenza e competenze siano le chiavi per garantire una transizione inclusiva e sostenibile – conclude Imbriale – in cui l’Intelligenza Artificiale sia un alleato per migliorare produttività e creatività e non invece una minaccia.
“Il futuro delle nuove generazioni dipende dalla capacità di comprendere in modo responsabile e approfondito la transizione digitale, nonché le opportunità e le sfide poste dall’Intelligenza Artificiale. È essenziale fornire loro strumenti e contenuti di qualità, pensati per coinvolgerli e accompagnarli nel cambiamento in atto. Per questo motivo il Fondo per la Repubblica Digitale conferma con entusiasmo, anche quest’anno, la collaborazione con Rai dando vita alla seconda edizione del programma originale SkillZ. Nel corso delle 10 puntate esploreremo l’impatto dell’AI sui lavori del futuro e le competenze indispensabili per affrontare un mondo in continua evoluzione. L’obiettivo è creare un dialogo costruttivo che coinvolga non solo i giovani, ma anche le loro famiglie, affinché l’AI sia davvero una risorsa favorevole per il futuro della nostra società”, afferma Giovanni Fosti, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale.
SkillZ è una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali realizzata in collaborazione con il Fondo per la Repubblica Digitale. Un programma di Davide Di Stadio e Marina Liuzzi con la regia di Maria Francesca Marcelli, condotto da Martina Socrate disponibile al link: www.raiplay.it/programmi/skillz-competenzeperilfuturo.
Anna, sono già sold out le prime date del "Vera Baddie Tour 2025″
Roma, 15 gen. (askanews) – Inarrestabile successo per il “Vera baddie tour 2025” di Anna. Il tour nei palasport ha registrato i sold out per la data zero di Mantova (domenica 16 novembre 2025 @PalaUnical) le tre date di Milano (22, 23 e 24 novembre 2025 @Unipol Forum) e lo show di Padova (4 dicembre 2025 @Kioene Arena). I biglietti per le restanti date, prodotte e realizzate da NEXT SHOW e Vivo Concerti, sono disponibili su www.vivoconcerti.com.
Anna è risultata l’artista femminile con più copie vendute del 2024 per la classifica FIMI/GFK. “Vera Baddie” (certificato triplo disco di platino) è stato il disco rimasto più a lungo alla prima posizione durante l’anno, il terzo più venduto in generale e il primo di un’artista donna. Anna, inoltre, è l’artista femminile con più certificazioni FIMI del 2024 con oltre 2 milioni e 500 mila copie certificate.
L’artista è stata premiata da Billboard Italia come “Donna dell’Anno” e il 29 marzo sarà ai “Billboard Women In Music Awards” a Los Angeles accanto alle più grandi star internazionali per ricevere il premio “Global Force”.
Queste le date annunciate del Vera Baddie Tour 2025: il 16 novembre 2025 a Mantova (PalaUnical), sold out; 22, 23 e 24 novembre 2025 a Milano (Unipol Forum), tutte e tre le date sold out; il 26 novembre 2025 a Bologna (Unipol Arena); 28 novembre 2025 a Firenze (Mandela Forum); 30 novembre 2025 a Napoli (Palapartenope); il 2 dicembre 2025 a Roma (Palazzo dello Sport) e il 4 dicembre 2025 a Padova (Kioene Arena) sold out; il 6 dicembre 2025 a Torino (Inalpi Arena).
Classe 2003 e con oltre 2 milioni e 300 mila followers su Instagram e due milioni e 900 mila followers su TikTok, Anna è una vera appassionata di rap, cresciuta tra i vinili del padre DJ e una passione coltivata fin da piccola per la cultura urban americana. Il suo singolo di debutto “Bando” le ha regalato il doppio disco di Platino in Italia, nonché importanti collaborazioni nelle versioni remix (Rich The Kid, Maxwell, Endor, Gemitaiz&Madman).
La giovane rapper ha deciso di mostrare tutto il suo carattere prima con il freestyle “Squeeze #1”, poi con “Drippin in Milano”, certificato Platino in Italia, prodotte entrambe da Miles. Nel 2022 è uscito il suo primo EP, “Lista 47” (certificato Platino) e anticipato dai singoli “3 di cuori” (certificato Platino) con il featuring di Lazza e “Gasolina” (2x Platino). Il 2023 si apre con la collaborazione sul disco di Guè “Madreperla” dal titolo “Cookies n’ Cream” con il feat. di Sfera Ebbasta, rimasto in vetta alla classifica dei singoli di Spotify Italia per 3 settimane (di cui 2 consecutive) e certificato 4x Platino. Il collega Guè, inoltre, ha definito Anna “la rapper donna più forte in Italia”. È seguito poi il singolo solista “Energy”. Sempre nel 2023 Anna è stata scelta come unica artista italiana ad essere inclusa nella colonna sonora ufficiale di “FAST X”, l’ultimo film della saga di Fast and Furious con Vin Diesel, con una speciale versione di “Bando” appositamente realizzata. Sono inoltre uscite le collaborazioni nelle hit “Vetri Neri” (6x Platino) di AVA e Capo Plaza, “Anelli e Collane” (2xPlatino) di Artie 5ive e “Everyday” (4xPlatino) di Takagi & Ketra con Shiva e Geolier. È uscita poi anche la collaborazione “Fashion” (Platino) nel disco di Drillionaire con Lazza, Tony Effe e Benny Benassi.
L’anno si è chiuso, infine, con la hit “Petit Fou Fou” con Rhove, brano arrivato fino alla #2 della classifica singoli di Spotify e certificato Platino. Anna è risultata l’artista femminile più ascoltata del 2023 in Italia su Spotify. Il 2024 si è aperto con il singolo “I Got It” e con la notizia che sarà rappresentata negli Stati Uniti dalla popolare etichetta americana Republic Records. È poi uscito il duetto “Soldi arrotolati” (Platino) nel disco di Capo Plaza, mentre il singolo estivo “30°C” ha segnato il record per il miglior debutto di sempre su Spotify Italia per un’artista donna solista con un brano non in gara al Festival di Sanremo. A giugno di quell’anno è uscito il primo album “Vera baddie”, scritto interamente da Anna, che è stato un terremoto nella scena musicale italiana, diventando un fenomeno culturale e social attraverso la figura della “baddie”, ovvero il ritratto di una ragazza di oggi indipendente, promotrice del “self-empowerment”, dolce, conscia delle proprie fragilità e difetti che sa tramutare in punti di forza, impenitente, libera e senza censure. “Vera baddie” è certificato 3 volte disco di Platino e tutti i suoi brani si sono rivelati delle vere e proprie hit, virali sulle piattaforme digitali e sui social.
Gender Gap, Calabresi: Siamo sul percorso giusto
Roma, 15 gen. (askanews) – “La legge Golfo-Mosca ci ha permesso di colmare un ritardo sul gap di genere soprattutto sui livelli molto alti di governance. Dal basso ci vuole molto pi tempo, il percorso pi lungo ma questa direttiva europea ci aiuta posizionando un target reale del 30% a livello di executive a cui dobbiamo puntare”. Lo ha dichiarato Nicol Calabresi, Responsabile Sud Europa Heidrick & Struggles intervenuto questa mattina a Largo Chigi, il format di The Watcher Post in onda su Urania TV. “In Italia stiamo facendo un percorso di formazione, selezione e sviluppo per garantire anche a donne manager di crescere da questo punto di vista e di arrivare a livello executive. Le percentuali al momento sono ancora molto basse, dobbiamo raggiungere in breve tempo livelli molto pi alti. Il percorso quello giusto e il fattore tempo fondamentale. Ci sono dati in crescita importanti ma siamo ancora all’inizio e bisogner essere in grado di andare oltre le grandi aziende quotate in borsa”.
Commissione Ue: niente sconti ai giganti digitali Usa sulle regole
Bruxelles, 15 gen. (askanews) – La vicepresidente esecutiva della Commissione europea, responsabile per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, Henna Virkkunen, ha assicurato, oggi a Bruxelles, che la regolamentazione europea dei servizi e dei mercati digitali (il “Digital Services Act” e il “Digital Markets Act”) verrà applicata pienamente e senza indugi, a tutte le società presenti nell’Ue, anche se provenienti da paesi terzi, e ha negato che vi siano ritardi nell’attuazione di questa legislazione, o che vi sia la volontà di attuarla con meno durezza e forza rispetto alle intenzioni della Commissione precedente.
Virkunnen lo ha precisato durante una conferenza stampa a Bruxelles, in risposta una giornalista che chiedeva se la nuova Commissione europea manterrà la linea dura dell’Ue sulla regolamentazione dei servizi digitali, alla luce delle accuse di “censura” lanciate contro Bruxelles recentemente da Mark Zuckerberg, proprietario di Meta, simili a quelle precedenti di Elon Musk, propritario di X (ex Twitter), e delle “minacce pubbliche e private della nuova amministrazione Usa” di Donald Trump, che entrerà in funzione tra pochi giorni.
“Penso che sia importante chiarire bene – ha detto Virkkunen – che il ‘Digital Services Act’ riguarda la protezione della libertà di parola. La libertà di parola è ovviamente uno dei nostri valori fondamentali; ma abbiamo visto che ora il ‘Digital Services Act’ viene spesso interpretato come se con esso stessimo limitando la libertà di parola, e sappiamo che non è così”.
“Noi – ha puntualizzato la vicepresidente esecutiva – stiamo applicando e implementando le normative del Dsa e del Dma, e non ci sono stati ritardi; ho visto che è stato segnalato che siamo stati lenti o abbiamo ritardato qualcosa, ma abbiamo delle indagini in corso, com’è noto, che riguardano sia il Dma che il Dsa, ed entrambe sono ancora nella fase tecnica”. Le indagini riguardano diverse possibili violazioni dei due regolamenti, tra l’altro da parte delle piattaforme dei social media di Meta, di X e di TikTok.
“Io cerco di dare ovviamente tutto il mio supporto ai servizi” della Commissione impegnati in queste indagini “e tutte le risorse di cui hanno bisogno, affinché possiamo andare avanti con questo lavoro molto importante”, ha continuato Virkkunen. E ha aggiunto: “Stiamo applicando pienamente il Dsa e il Dma. Sono strumenti molto potenti, come sappiamo, ed è una legislazione molto nuova, in entrambi i casi; ma – ha ribadito – li applicheremo pienamente”.
“Penso sia anche importante – ha sottolineato ancora la vicepresidente esecutiva della Commissione – rendere davvero chiaro che in Europa, nell’Unione europea, chiunque faccia affari e abbia servizi operativi deve ovviamente rispettare le nostre regole e la nostra legislazione. E queste regole sono le stesse per tutti, quindi per le aziende europee e anche per le aziende che vengono da fuori dell’Europa; e questa è giusto”.
“Ciò che vogliamo ottenere – ha concluso Virkkunen – è un quadro, un ambiente online e digitale che sia equo e sicuro per tutti i cittadini e tutte le aziende in Europa”.
Calcio, il Verona cambia proprietà: è di Presidio Investors
Roma, 15 gen. (askanews) – L’Hellas Verona ha una nuova proprietà, adesso è ufficiale. Come si legge nel comunicato pubblicato dal sito del club veronese “Presidio Investors, società di private equity con sede ad Austin,in Texas, e Maurizio Setti sono lieti di annunciare che Presidio ha acquisito il 100% della proprietà dell’Hellas Verona Football Club”. Dopo tredici stagioni, dunque, si chiude la gestione di Setti, che resta comunque all’interno del club: “Maurizio Setti -prosegue il comunicato- resterà legato alla società con un nuovo ruolo, quello di Senior Advisor of Football Operations, supportando le attività dello staff sportivo e del Direttore Sportivo, Sean Sogliano”. E nel nuovo Hellas, avrà un ruolo primario l’ex dirigente romanista Italo Zanzi: “Il Club sarà guidato da un Consiglio di Amministrazione altamente qualificato, in cui figura, nella veste di Presidente Esecutivo, Italo Zanzi, che ha ricoperto in passato la carica di CEO dell’AS Roma, quella di Managing Director di FOX Sports Asia e quella di Vice President della Major League Baseball”. Fondata nel 2007, Presidio Investors è una società leader nel campo del private equity, che si lega ad aziende in crescita e di nicchia nei settori media ed entertainment, della tecnologia e dei servizi finanziari. Presidio Investors vanta una lunga storia di successi in Nord America e in Europa.
Pronzato: Cda con pi donne migliori risultati finanziari
Roma, 15 gen. (askanews) – “Pochi anni dopo l’introduzione della legge Golfo-Mosca, quando non era ancora richiesto il 40% di presenze nei board, molti Cda hanno superato le soglie stabilite. Ma la ricerca mostra che non ci sono stati grandi effetti a cascata sulle donne in posizioni manageriali e dirigenziali. Interessante la certificazione di parit di genere, provvedimento pi trasversale. Misurare gli effetti degli interventi faticoso, noi abbiamo guardato a mano 5mila Cv e i dati non bastano, mancano criteri stringenti sulle procedure e sulla selezione. Finch la scelta resta comunque libera non abbiamo indicazioni sull’efficacia. Ad esempio succede che al rinnovo dei Cda qualcuno fa nuove nomine e qualcuno no. Comunque abbiamo visto che i Cda con pi donne hanno migliori risultati finanziari e miglioramenti nelle quotazioni di borsa, mentre nelle societ pubbliche gli utenti sono pi contenti del servizio. Questo perch con la legge Golfo-Mosca sono entrate persone pi preparate, con formazione adeguata e con gli stessi percorsi di studio che fanno gli uomini. Tuttavia non ritengo che le donne nel lavoro siano diverse dagli uomini”. Lo ha detto Chiara Pronzato, prof.sa di Economia e Statistica all’Universit degli studi di Torino.
Fuori "Menamme ‘e mmane", il nuovo singolo di Francesco Di Bella
Roma, 15 gen. (askanews) – Esce oggi mercoledì 15 gennaio “Menamme ‘e mmane”, il nuovo singolo di Francesco Di Bella e secondo brano estratto da “Acqua Santa”, nuovo album dell’artista partenopeo in uscita il 31 gennaio per La Canzonetta Record. Da oggi disponibile in preorder.
Dopo il sogno di un amore puro e sincero cantato insieme ad Alice (Thru Collected) in “Che ‘a fa?”, un brano in cui respira a pieni polmoni la sua Napoli – nei suoi suoni, nelle sue meraviglie e nelle sue contraddizioni -, Francesco Di Bella ora racconta un’altra sfaccettatura dell’amore: quella della pacificazione, dell’intima e profonda serenità nel ritrovare la bonaccia dopo aver superato le avversità, i venti freddi e contrari e le piogge battenti e tormentate.
Prodotta da Marco Giudici, così come quella precedente e come tutto l’album in arrivo, “Menamme ‘e mmane” è un invito a darsi da fare, a rimboccarsi le maniche (in napoletano il titolo vuole dire proprio questo) per risolvere i problemi insieme, facendo gioco di coppia.
Un brano morbido e raffinato, di una poesia semplice e infinita che sfugge a ogni retorica, che si culla delicato tra le onde di un pianoforte sospinto dal soffio leggero di una viola, perché quando la nave lascia il porto, dopo aver atteso che si sia allontanata la burrasca, è proprio il momento di alzare la testa e guardare al futuro, conclude Di Bella.
“Menamme ‘e mmane” è il secondo passo lungo il nuovo sentiero musicale di una delle voci e delle penne più riconoscibili del panorama indipendente italiano, che in trent’anni di carriera non ha mai smesso di mettersi in gioco, sia con i 24 Grana – band seminale dell’alt rock italiano da lui fondata – che nel suo percorso solista, forte della bellezza e della molteplice potenza espressiva della sua lingua, il napoletano.
Hamas ha dato assenso "verbale" all’accordo con Israele
Roma, 15 gen. (askanews) – Hamas ha dato l’approvazione verbale alla proposta di cessate il fuoco per Gaza in corso di negoziati in Qatar ed è in attesa di maggiori informazioni per dare l’approvazione scritta finale. Lo ha detto oggi a Reuters un funzionario palestinese, che ha chiesto di restare anonimo. Il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman al Thani terrà una conferenza stampa più tardi oggi mentre si rincorrono le notizie secondo cui un accordo di cessate il fuoco e per il rilascio degli ostaggi tra Israele e Hamas è imminente. Lo riporta l’agenzia di stampa statale del Qatar Qna.
Il quotidiano del Qatar al Araby al Jadeed riferisce che alThani annuncerà che le due parti hanno raggiunto un accordo.
Gender gap, Bonetti (Az): Serve percorso di valorizzazione
Roma, 15 gen. (askanews) – “Abbiamo sostenuto come Paese la Direttiva europea sulle pari opportunit ai tempi del governo Draghi, anche alla luce degli effetti positivi che ha avuto nel nostro paese la legge Golfo-Mosca. Questo dimostra che falso che le quote rosa danneggiano il merito. Aumentare la presenza femminile fondamentale e serve per accelerare la competitivit. Oggi occorre estendere la normativa su ruoli esecutivi, aumentare la formazione, abbassare il costo del lavoro femminile, favorire un processo culturale anche insistendo con la certificazione per la parit di genere come ho proposto in una legge a mia prima firma. Un modo per accompagnare le aziende, perch va bene accelerare sulle societ partecipate e quotate, ma affinch siano da traino per la maggior parte delle imprese italiane, che sono Pmi. Dopo il governo Draghi abbiamo perso un punto nella classifica europea della parit di genere; la strategia nazionale che avevamo costruito va attuata tutta, anche aumentando ad esempio il congedo obbligatorio di paternit”. Lo ha detto Elena Bonetti, vicecapogruppo di Azione alla Camera, a Largo Chigi, il format di Urania Tv.
Bce, De Guindos: prevediamo di continuare a ridurre freno monetario
Roma, 15 gen. (askanews) – Alla Bce “ci attendiamo di continuare a ridurre ulteriormente l’intonazione restrittiva della politica monetaria”, tuttavia il quadro di persistente elevata incertezza “richiede prudenza” e “non ci vincoliamo a un percorso particolare” sui tassi di interesse. Lo ha ribadito il vicepresidente dell’istituzione monetaria, lo spagnolo Luis de Guindos, intervenendo alla giornata degli investitori a Madrid.
Per i tassi di interesse dell’area euro il percorso è comunque “chiaro: se i dati futuri confermeranno lo scenario previsionale di base” si procederà ulteriori tagli.
De Guindos ha rilevato che il quadro complessivo dei rischi negli ultimi mesi “si è spostato dalle preoccupazioni per l’elevata inflazione a quelle per la bassa crescita”. Le prospettive restano sono circondate da una incertezza anche più elevata, date le potenziali frizioni geopolitiche, la frammentazione macroeconomica e le tensioni politiche e sulle politiche economiche nell’area euro, ha aggiunto.
Gender Gap, Testor: Passi in avanti importanti
Roma, 15 gen. (askanews) – “La legge Golfo-Mosca ha dato una spinta molto importante verso la parit di genere e ha incentivato la presenza delle donne in ruoli apicali. Oltre alle questioni normative, dove abbiamo il dovere di intervenire per cambiare questo fenomeno, c’ anche una questione culturale: le donne non sempre vengono incoraggiate a intraprendere una formazione adeguata, ad esempio nelle materie STEM. Inoltre, la percezione delle donne come leader all’interno delle aziende ancora limitata. Nonostante questa legge abbia portato notevoli miglioramenti, le donne continuano a ricoprire ruoli nei consigli d’amministrazione che sono spesso intermedi e non decisionali, e questo influisce sulla possibilit di esprimere appieno le loro capacit nella gestione aziendale”. Lo ha dichiarato Elena Testor, Segretario Commissione Bilancio, Senato (Lega) intervenuta questa mattina a Largo Chigi, il format di The Watcher Post in onda su Urania TV. “Quello che stiamo facendo come Governo di incentivare il lavoro femminile con misure adeguate come l’esonero contributivo, per aiutare il pi possibile le donne, garantire servizi per le famiglie a supporto della natalit, e non metterle nelle condizioni di dover scegliere se rinunciare o meno al lavoro”.
Treni, Salvini: danni e ritardi causati da malgoverno sinistra
Roma, 15 gen. (askanews) – “Per recuperare i danni del malgoverno della sinistra, abbiamo avviato un piano da 100 miliardi di investimenti per le infrastrutture ferroviarie, con oltre 1.200 cantieri già attivi per recuperare decenni di ritardi sulle ferrovie di questo Paese, ma Renzi se la prende con me… Ma non doveva ritirarsi dalla politica?”. Lo scrive Matteo Salvini su X pubblicando una card con il volto del leader di Italia Viva e la scritta: “Dopo decenni di mancati investimenti della sinistra su treni e ferrovie, Renzi chiede le dimissioni del ministro Salvini. Ridicolo! Ma non doveva sparire dalla politica?”.
Premio Ischia di giornalismo: Giampiero Massolo è il nuovo Presidente
Roma, 15 gen. (askanews) – Giampiero Massolo è il nuovo Presidente del Premio Ischia Internazionale di giornalismo per il triennio 2025-2028. Lo ha deciso all’unanimità il cda della Fondazione Giuseppe Valentino. Diplomatico di carriera, l’Ambasciatore Massolo ha ricoperto, tra i suoi incarichi, anche quello di Capo del Servizio Stampa e Informazione del Ministero degli Affari Esteri, amministrazione dove ha ricoperto anche l’incarico di Segretario Generale.
Nei prossimi giorni si riunirà la giuria che sarà composta dai principali direttori dei quotidiani e telegiornali italiani per assegnare i premi della 46ma edizione. Per l’edizione 2025, che si terrà a Lacco Ameno il 20 e 21 giugno, le sezioni saranno quattro: internazionale, europeo, italiano e giornalista sportivo.
Il premio è patrocinato dalla Regione Campania, dal Comune di Lacco Ameno d’Ischia, dall’Istituto per il Credito Sportivo e dalla Siae, con il contributo di ACI – Automobile Club Italia, Gruppo Unipol, Gruppo Menarini, da Mundys. Media Partner della manifestazione saranno Skytg24 – Italpress e Data Stampa.
Jake La Furia è tornato a dettare le regole del rap game
Milano, 15 gen. (askanews) – Jake La Furia è tornato a dettare le regole del rap game. Il 31 gennaio uno dei pilastri della scena sarà pronto ad incendiare il panorama musicale italiano, con la potenza delle sue barre e del nuovo album “Fame” (Epic Records Italy/Sony Music Italy). Per questo progetto ha deciso di affidare i beat alle mani magistrali di uno dei producer tra i più apprezzati e stimati in circolazione: Night Skinny. Il disco è il nuovo manifesto di uno degli artisti dell’olimpo del rap nazionale, che ha scelto, per un ritorno in grande stile, di utilizzare il nome con il quale ha iniziato a muovere i primi passi all’inizio della sua carriera. Ma “Fame” non è solo un omaggio alle origini, è molto di più, è la sua esigenza ancora intatta di raccontare in modo onesto e crudo la società in cui viviamo. Jake, con i Club Dogo prima e da solista poi, ha sempre avuto la capacità di arrivare con la sua musica al pubblico senza mezzi termini. Grazie ad una ricerca costante e un’urgenza comunicativa, che hanno da sempre contraddistinto la sua penna, l’artista ha deciso ancora una volta di colmare quel bisogno innato di dare libero sfogo alla sua arte senza scendere mai a compromessi.
Insieme all’annuncio dell’album sono stati svelati anche gli artisti che accompagneranno Jake La Furia in questo nuovo capitolo: Rose Villain, Artie 5ive, Kid Yugi, Nerissima Serpe, Ernia, Noyz Narcos, Tony Boy, Papa V, anice, Bresh e Alborosie.
L’annuncio è stato anticipato da alcune immagini pubblicate nei giorni scorsi dal rapper sui suoi social (https://www.instagram.com/p/DEmxL-hICGR/), in cui veniva mostrata una Milano immersa tra le fiamme, in uno scenario apocalittico, lasciando ai fan degli indizi e una data, segno che qualcosa di grosso sarebbe successo molto presto.
Il nuovo lavoro in studio arriva dopo un anno di successi, dalla reunion dei Club Dogo, con un album omonimo (doppio disco di platino), 10 date completamente sold out all’Unipol Forum di Assago e un concerto evento allo Stadio San Siro di Milano, fino alla partecipazione come giudice all’ultima edizione di X Factor, in cui ha portato al tavolo tutta la sua ironia e preparazione.
"Mal di te" è il nuovo singolo di Coez, segna il suo ritorno
Milano, 15 gen. (askanews) – Esce venerdì 17 gennaio “Mal di te”, il nuovo singolo di Coez che è stato annunciato ieri sui suoi social.”Questi ultimi anni sono stati un bel Volare, fra alti e bassi non ho mai perso la rotta. Si ritorna a terra con una nuova canzone, di quelle con le lacrime dentro”, così Coez ha accompagnato il video teaser che ha anticipato l’arrivo del suo nuovo brano. Da venerdì sarà disponibile anche il videoclip ufficiale.
Mal di te segna il primo passo di un nuovo capitolo della carriera di Coez, che è pronto a tornare con un brano che richiama lo stile che lo ha reso portavoce della sua generazione e simbolo del cantautorato pop italiano. Il teaser, ambientato in un aeroporto, rappresenta il ritorno di Coez alle sonorità anni ’90 e una nuova partenza che dà il via ad un anno che lo vedrà protagonista di nuova musica e nuove collaborazioni.
Nel brano, scritto da Coez e prodotto da Esseho e Valerio Smordoni, Coez racconta con un tono nostalgico una quotidianità in cui è facile immedesimarsi e ritrovarsi, su una base fortemente strumentale in cui emergono le chitarre e il pianoforte che riportano ad una dimensione puramente pop. L’ambientazione in aeroporto richiama anche il concept del suo album “Volare”, seguito dal joint album con Frah Quintale “Lovebars” (2023), simbolo della ripartenza del cantautore da 63 dischi di platino e 23 dischi d’oro che nei prossimi mesi è pronto a trasportare il suo pubblico in un nuovo viaggio, introspettivo e sincero.
Con oltre 15 anni di carriera, il singolo arriva dopo la collaborazione con Frah Quintale – nata dalla loro intesa artistica e dalla condivisione delle origini musicali oltre che da un’amicizia decennale – con il quale a calcato anche i palchi dei principali palazzetti italiani collezionando numerosi sold out con il Lovebars Tour. Il progetto ha ulteriormente consolidato il prestigio di Coez nel panorama musicale contemporaneo, dopo il precedente successo del suo l’album “Volare” (2021) e il tour nei club italiani, con 15 date sold out e i principali brani come “La musica non c’è “, certificato otto volte platino, “È sempre bello”, riconosciuto come il brano più ascoltato su Spotify Italia nel 2019 e “Faccio un casino”, brano certificato cinque volte platino.
Alla Luiss Business School riparte il format “Leader for Talent”
Roma, 15 gen. (askanews) – Riparte Leader for Talent, ciclo di incontri organizzato dalla Luiss Business School in cui gli studenti dei Master post-laurea dialogano con manager, presidenti e alti rappresentanti delle istituzioni nazionali ed estere. Un’occasione importante per orientarsi nel mondo del lavoro e consolidare le proprie competenze e abilit personali (“soft skills”, in inglese), spiega Raffaele Oriani, Dean Luiss Business School e Professore di Finanza Aziendale: “Il suo punto di forza sicuramente quello di offrire ai nostri studenti una prospettiva diversa e trasversale su quelle che sono le loro opportunit di carriera”, ha spiegato
Ideato nel 2016 Leader for Talent (#L4T) si basa su un format interattivo che prevede uno speech iniziale dell’ospite, un faccia a faccia con il Dean della Scuola e una sessione aperta alle domande degli studenti. Giunto alla nona edizione, ha portato in aula pi di 40 speaker tra top manager e big del mondo economico e istituzionale.
“In questi 8 anni in cui il programma si svolto hanno partecipato circa 2.200 studenti, si tratta pertanto di un programma ad impatto elevato per la nostra scuola”, ha aggiunto Oriani.
Gli speaker raccontano, anche con aneddoti e frammenti di vita privata, il loro percorso formativo e professionale e le molte sfide affrontate. Ispirati da queste esperienze gli studenti hanno la possibilit di muoversi con maggiore consapevolezza e visione nel mondo del lavoro.
I no-vax vandalizzano bar che ospita evento con Roberto Speranza a Roma
Roma, 15 gen. (askanews) – Studio 26, bar del centro di Roma, è stato preso d’assalto da ignoti ‘no vax’ nella notte. All’apertura, i titolari hanno trovato il muro e la serranda imbrattata con la vernice rossa e scritte che prendono di mira Roberto Speranza. “Colpevole di strage”, si legge.
L’ex ministro della salute – si ricorda – la sera di oggi 15 gennaio, è ospite del locale per un evento organizzato dall’associazione ‘La Giovane Roma’. Nelle scritte, Speranza è definito “boia” e “assassino”, mentre i ragazzi dell’associazione sono accusati di “complicità” con l’ex ministro.
Federico Lobuono, presidente dell’associazione, afferma: “Siamo stati etichettati come complici di un assassinio. Un atto spregevole che non ci intimidisce e anzi rende l’incontro di questa sera con l’ex ministro Speranza ancora più doveroso, per garantire sempre un confronto libero e costruttivo. Non abbiamo paura”, continua Lobuono, che rilancia con un “ci vediamo stasera”.
Il futuro degli occhiali passa dall’intelligenza artificiale
Roma, 15 Gen. – Unire tradizione artigianale, innovazione tecnologica e attenzione alla sostenibilit ambientale: questa la formula alla base del progetto di una giovane azienda italiana che ha deciso di innovare il mondo degli occhiali. A raccontarcelo Enzo Cascone , fondatore di Me2, che si introduce dentro un universo in cui l’intelligenza artificiale diventa un partner indispensabile per creare prodotti unici e accessibili. “Produciamo occhiali artigianali da oltre vent’anni, ma quest’anno abbiamo introdotto una nuova linea completamente progettata con il supporto dell’intelligenza artificiale. Abbiamo sviluppato un algoritmo che analizza i tratti somatici, le armocromie e le caratteristiche distintive dei visi in diverse regioni del mondo. Da questi dati sono nati design e colorazioni perfettamente calibrati per ogni tipo di volto”, spiega Cascone.
Oltre all’estetica, grande attenzione stata riservata alla scelta dei materiali. Gli occhiali sono realizzati con plastiche morbide ed ecosostenibili, selezionate grazie alle capacit predittive dell’IA. Questo processo ha permesso non solo di garantire la qualit del prodotto, ma anche di contenere i costi, rendendo il prodotto competitivo: “Gli occhiali hanno un prezzo di partenza molto competitivo. Questo possibile grazie alla riduzione dei tempi e dei costi tramite l’uso dell’IA, senza rinunciare a qualit e design”.
Ma l’innovazione non si ferma al prodotto: il packaging stesso diventa un’esperienza. Gli occhiali sono confezionati all’interno di un libro, che racconta una storia personalizzata per ogni modello. “Ogni occhiale legato a un racconto che ne spiega il concept, il design e il pattern. un modo per rendere il prodotto ancora pi personale e coinvolgente, creando un legame emotivo con il cliente”.
Il lancio ufficiale avvenuto il 27 novembre, in concomitanza con la Fiera dell’Artigianato Internazionale di Milano. L’azienda ha gi avviato una fase di prevendita online, che ha registrato un successo significativo: “L’advertising sta funzionando molto bene, attirando curiosit e interesse. Il nostro prodotto unico sul mercato, e crediamo che questa unicit sar il nostro punto di forza”. Dietro al successo di questa nuova linea, c’ una riflessione sul rapporto tra uomo e tecnologia commenta Cascone: “L’algoritmo stato creato da noi. vero che l’IA pu fare molto, ma l’intervento umano a renderla operativa. Abbiamo lavorato due anni per sviluppare un sistema che ci permettesse di ottenere il risultato desiderato, superando non poche difficolt tecniche. Questo il nostro messaggio: l’intelligenza artificiale un partner, ma non pu nulla senza il contributo dell’uomo”.
Pur concentrandosi sugli occhiali, Cascone con la sua Me2 non esclude di esplorare altri settori in futuro. “Per ora ci concentriamo su ci che conosciamo bene. fondamentale avere una solida esperienza nel proprio ambito per sfruttare al meglio le potenzialit dell’intelligenza artificiale. Siamo convinti che la qualit e l’unicit del nostro prodotto possano rappresentare un modello di riferimento anche per altri settori”. Questa realt italiana dimostra che tradizione e innovazione possono coesistere, offrendo ai consumatori qualcosa di pi di un semplice prodotto: un’esperienza completa.
Andrea Uzcategui, lo spin-doctor di Vip e influencer
Roma, 15 Gen. – L’Italia, con due milioni di influencer attivi (21% del totale del mercato europeo), rappresenta il secondo mercato europeo dopo il Regno Unito per la concentrazione di influencer. La maggior parte, secondo una ricerca della Nielsen, risiede a Milano (5%), Roma (4,5%) e Napoli (4%). Ma perch sono cos seguiti? Per le informazioni che offrono e per i consigli che danno, con una chiara prevalenza per i temi di cucina (58%) e di intrattenimento (58%). Senza dimenticare i settori beauty e fashion. Ma il vero segreto di chi sui social si propone come punto di riferimento la bravura dei cosiddetti spin-doctor: “Abbiamo un ruolo decisivo -sostiene Andrea Uzcategui, uno dei massimi esperti in questo delicato lavoro di promozione- nel curare l’immagine e la reputazione dei Vip”.
Il compito da assolvere dunque quello di trasformare professionisti e influencer in celebrit nel campo dove operano: “Si tratta -sottolinea Uzacategui- di un lavoro complesso: per costruire una solida presenza online serve una ricerca approfondita volta a mettere in risalto i punti di forza e le qualit dei Vip, valorizzandone al meglio l’immagine. Veicolare il messaggio giusto essenziale per decretare o meno il successo di una campagna social. Ma non solo: gestire la loro immagine e, quindi, la loro reputazione vuol dire anche affrontare eventuali momenti di crisi, dove la comunicazione ha un ruolo fondamentale. Le piattaforme che usiamo ogni giorno hanno la caratteristica di essere rapide nell’esaltare un personaggio ma, nello stesso tempo, hanno il potere di distruggerne la reputazione in un attimo. Da qui, la necessit di sapere comunicare nei modi e nei tempi pi corretti”.
Ma qual la strada pi giusta da percorrere per un influencer? “Io sono dell’idea -afferma Uzcategui- che un influencer debba concentrarsi sulla costruzione del proprio personaggio e dei propri asset, trasformandoli in un vero e proprio “business”. Le collaborazioni con i brand sono utili, ma spesso temporanee: oggi ci sono, domani potrebbero non esserci pi.Se i messaggi dei Vip sono coerenti con la propria personalit e non sono, diciamo cos, non attinenti alla sua vita e al suo carattere, si hanno maggiori possibilit di avere un ruolo decisivo nelle scelte commerciali dei potenziali clienti. Questo il vero patrimonio di chi fa questo mestiere: essere credibili e avere nel tempo una buona reputazione. Tenendo conto che non sono tutte rose e fiori: essere sempre alla ribalta e avere sempre le luci puntate, pu creare tensione e stress. Per questo, dico che il mio lavoro ha anche dei risvolti psicologici da tenere nella giusta considerazione”.
Bureau Veritas scende in campo con i consumatori
Roma, 15 gen. (askanews) – Svolta storica per la multinazionale delle certificazioni che “mette il marchio” e si fa garante direttamente con il mercato. La diffidenza dei consumatori rispetto alle asserzioni e ai marchi sui prodotti, sia nel campo alimentare che in quello dei profumi e della cosmesi, in costante crescita; secondo un recente studio della Commissione Europea, il 53% dei claims ambientali manca infatti di chiarezza ed oggettivit.
Bureau Veritas, societ leader nei controlli, nelle verifiche e nelle certificazioni stesse, nella maggior parte dei casi nel rapporto B2B, ha deciso dunque di mettersi in gioco con il consumatore finale: il logo di Bureau Veritas, che dal 1828 sinonimo in tutto il mondo di affidabilit e rispetto degli standard, dal 2025 figurer anche sui prodotti alimentari e cosmetici biologici, apprezzati dai consumatori in quanto pi sicuri per la salute e sostenibili.
Grazie alla nuova “brand identity” di Qcertificazioni, societ che dal 2019 fa parte del gruppo Bureau Veritas, l’iconica figura femminile che brandisce una torcia – simbolo della verit – diventer dunque pi familiare agli occhi dei consumatori, uscendo dal suo tradizionale ambito “business to business”.
Per Diego D’Amato, Presidente e Amministratore Delegato di Bureau Veritas Italia,”si tratta di una operazione win win, in primis per i consumatori, ma anche per Qcertificazioni, che beneficia della forza del nostro brand storico di rilevanza internazionale; e per Bureau Veritas, che diventa pi visibile, “tangibile” e familiare agli occhi dei consumatori, con un brand evidente sui prodotti alimentari e cosmetici certificati”.
Qcertificazioni accreditata da ACCREDIA e autorizzata dal M.A.S.A.F. per il controllo e la certificazione biologica. Ma anche riconosciuta per il controllo e la certificazione della produzione integrata sia a livello nazionale (con il marchio SQNPI) che in Toscana, con il marchio Agriqualit.
Inoltre con “Qualit Vegana” Qcertificazioni certifica prodotti privi di componenti animali in vari settori. E attraverso la Certificazione Halal, in collaborazione con EIA (European Islamic Association), verifica la conformit di prodotti e servizi ai precetti islamici.
La certificazione della ristorazione biologica – secondo il disciplinare proprietario di Qcertificazioni , condiviso con il M.A.S.A.F. – completa la rosa di servizi nel settore food. Mentre nel campo della cosmesi della detergenza, QCertificazioni opera attraverso il marchio esclusivo AIAB. Anche nel campo della comunicazione, Qcertificazioni offre inoltre servizi di verifica e validazione, con il “Claim Check” in relazione ad asserzioni sui prodotti cosmetici, garantendo trasparenza e fiducia ai consumatori. Valida ancora i calcoli degli indici di naturalit/biologicit secondo la norma ISO 16128, e con la certificazione “Play Sure Doping Free” per prodotti destinati agli sportivi.
Fs ha denunciato "incidenti anomali sulla rete" ferroviaria
Roma, 15 gen. (askanews) – “Il Gruppo FS, alla luce dell’ennesimo incidente anomalo sulla rete e di un elenco di circostanze altamente sospette, ha preparato un esposto denuncia molto dettagliato che ha depositato ora presso le autorità competenti”. Lo comunica il gruppo in una nota.
“In particolare – aggiunge l’azienda -, gli orari in cui si sono verificati alcuni problemi (non può essere un caso che si tratti di quelli più complicati per la circolazione ferroviaria, con ricadute pesanti su tutta la rete), il tipo di guasti e la loro frequenza stanno destando più di qualche interrogativo”.
Come la Groenlandia ha preso le minacce di Trump
Roma, 15 gen. (askanews) – Il ministro per le imprese, il commercio, le risorse minerarie, la giustizia e l’uguaglianza di genere della Groenlandia, Naaja Nathanielsen, ha espresso mercoledì preoccupazione per l’interesse del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump per l’isola, affermando che potrebbe spaventare gli investitori internazionali.
“Quando ha parlato di non escludere l’uso militare in Groenlandia, ero piuttosto preoccupata di come gli investitori avrebbero percepito la Groenlandia, forse come una democrazia sul punto di essere instabile o invasa. Ciò sarebbe devastante per il nostro settore minerario perché agli investitori non piace l’instabilità”, ha detto Nathanielsen al Financial Times.
Diverse società minerarie hanno chiesto al governo groenlandese garanzie che le loro licenze rimangano valide in caso di occupazione statunitense, ha affermato il giornale, citando una fonte anonima a conoscenza della questione.
Allo stesso tempo, il ministro ha affermato che le affermazioni di Trump l’hanno portata a supporre che lui creda che le risorse dell’isola debbano essere sfruttate e ha aggiunto di condividere questa opinione.
Nathanielsen ha osservato che le società minerarie groenlandesi sono della stessa opinione e sono più perplesse che preoccupate per le affermazioni di Trump. Tutti stanno aspettando “con il fiato sospeso” cosa succederà dopo, ha detto.
L’interesse di Trump per la Groenlandia nel 2019 ha portato a una maggiore cooperazione tra l’isola e gli Stati Uniti nel settore minerario, ha aggiunto il ministro, esprimendo la speranza che le affermazioni del presidente eletto indichino che questa cooperazione continuerà.
Trump, che dovrebbe assumere l’incarico il 20 gennaio, ha definito una “necessità assoluta” per gli Stati Uniti possedere la Groenlandia. Il primo ministro groenlandese Mute Egede ha risposto dicendo che l’isola non era in vendita. La Groenlandia è stata una colonia della Danimarca fino al 1953. Rimane parte del regno, ma nel 2009 ha ricevuto l’autonomia con la capacità di autogovernarsi e fare scelte indipendenti in politica interna.
Papa Francesco: preghiamo per la conversione dei fabbricanti d’armi
Città del Vaticano, 15 gen. (askanews) – Papa Francesco, come fa puntualmente ad ogni udienza, prega per la pace, per i popoli colpiti dal flagello della guerra ed anche per “la conversione del cuore dei fabbricati delle armi perché col loro prodotto aiutano a uccidere”. Lo ha fatto anche oggi al termine dell’udienza generale in Aula Nervi.
“Preghiamo per il Mianmar, la Palestina, Israele e per i tanti paesi che sono in guerra. Preghiamo per la pace. La guerra sempre è una sconfitta”, ha ripetuto il pontefice.
Eurozona, produzione industria novembre +0,2% su mese, -1,9% su anno
Roma, 15 gen. (askanews) – Nuovo leggero miglioramento per la produzione dell’industria dell’area euro a novembre, un più 0,2% rispetto al mese precedente, che segna una dinamica analoga a quella registrata a ottobre. Tuttavia, nel confronto su base annua Eurostat ha riportato una nuova contrazione, che anzi risulta peggiorata al meno 1,9%, rispetto al meno 1,1% di ottobre.
Peraltro, guardando ai dati mensili, non tutti i settori hanno segnato dinamiche nettamente positive. Il maggiore rialzo ha riguardato i beni di consumo durevoli con un più 1,5%, seguito dall’energia con +1,1%.
La produzione di beni intermedi e di beni di investimento e salita dello 0,5% per entrabi i raggruppamenti, mentre quella di beni di consumo non durevoli di un marginale 0,1%, secondo l’agenzia di statistica comunitaria.
In Italia a novembre la produzione industriale ha registrato un aumento mensile dello 0,3% e un calo annuo dell’1,5%. Guardando a tutta l’Unione europea è salita dello 0,1% tra ottobre e novembre e risulta calata dell’1,7% rispetto al novembre del 2023.



















































