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Shoah, Mattarella: Auschwitz è un monito insuperabile, rinnovare un patto tra le nazioni

Roma, 28 gen. (askanews) – “Rinnovare un patto tra le nazioni e i popoli che, in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, in cui la violenza, l’aggressione, l’inimicizia, la guerra sembrano voler prendere il sopravvento, accende una speranza”, così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia al Quirinale per il Giorno della memoria ha descritto l’evento a cui ha partecipato ieri ad Auschwitz, dove decine di capi di Stato e di governo si sono riuniti per l’80esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio. Mattarella lo ha definito “un momento storico, di straordinaria importanza, che tesse insieme, in un’unica tela, passato e futuro, memoria e responsabilità di oggi”. “Auschwitz – ha sottolineato il presidente della Repubblica – è il ‘non luogo’ per eccellenza, una nebulosa, dove le coordinate spaziali si smarriscono e il tempo si ferma. Non è una parentesi, per quanto orribile. Alberga nel fondo dell’animo dell’uomo. E’ un monito insuperabile e, insieme, una tentazione che sovente affiora”.

E “Auschwitz – ha proseguito Mattarela – è la conseguenza diretta delle leggi razziali, ignominiosamente emanate anche in Italia dal regime fascista e della furia antiebraica nazista, di cui il regime fascista e la Repubblica di Salò furono complici e collaboratori, fino alla ‘soluzione finale’ “.  “Auschwitz rappresenta l`abisso più profondo e oscuro mai toccato nella storia dell`umanità – ha ribadito il capo dello Stato -. Un universo di orrore e di abiezione, che appartiene a quello stesso genere umano che oggi guarda a quella stagione con dolore, sconcerto, talvolta anche con una nuova tragica indifferenza di chi pensa che si tratti di un passato che non può tornare”.

Shoah, Mattarella: Costituzione nata per cancellare nazifascismo

Roma, 28 gen. (askanews) – “La nostra Costituzione è nata – e vive – per cancellare i principi, le azioni, le parole d’ordine del cupo dominio nazifascista, di cui il sanguinoso conflitto mondiale e i campi di sterminio furono gli esiti crudeli e inevitabili”. Lo ha ribadito il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia al Quirinale per il Giorno della Memoria.

“In luogo della predicazione della guerra d’aggressione, la Costituzione prevede la pace e la collaborazione internazionale – ricorda il capo dello Stato -. Al posto della discriminazione e della persecuzione, la Costituzione promuove l’eguaglianza e la giustizia. In luogo dell’oppressione, la libertà. Invece dell’indottrinamento e della propaganda che manipola la realtà sino alla menzogna, il confronto e il pluralismo. Al contrario della fede cieca e dell’obbedienza incondizionata, la Costituzione prevede la democrazia, la partecipazione, le garanzie e i controlli”.

Shoah, Mattarella: ieri ad Auschwitz per rinnovare patto tra nazioni

Roma, 28 gen. (askanews) – “Rinnovare un patto tra le nazioni e i popoli che, in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, in cui la violenza, l’aggressione, l’inimicizia, la guerra sembrano voler prendere il sopravvento, accende una speranza”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia al Quirinale per il giorno della memoria descrive l’evento a cui ha partecipato ieri ad Auschwitz dove decine di capi di Stato e di governo si riuniti per l’80esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio.

Mattarella lo definisce “un momento storico, di straordinaria importanza, che tesse insieme, in un’unica tela, passato e futuro, memoria e responsabilità di oggi”.

Liliana Segre al Quirinale: fummo caricati sui treni da tedeschi e fascisti

Roma, 28 gen. (askanews) – “Eravamo incerti, non sapevamo cosa fare. Mio papà decise che saremo scappati in Svizzera. Si preparò. Ebbe un permesso. Mio nonno aveva il Parkinson e per metterlo in salvo provammo a scappare in Svizzera. Dopo una fuga ridicola, da borghesi piccoli piccoli, mai ci aspettavamo che gli svizzeri ci avrebbero respinto. Riaccompagnati alla frontiera siamo stati arrestati. Lo ha detto la senatrice a vita, Liliana Segre, nel corso del suo intervento alla cerimonia che che si tiene al Quirinale sulla ‘Giornata della memoria’.

Quindi ha proseguito: “Essere arrestati da italiani che erano disperati nell’arrestarci. Il giro delle prigioni, Varese, Como, San Vittore. Poi siamo stati chiamati uno per uno per nome e portati sotto la stazione”. Poi il “ricordo” dei “calci e pugni” e della “violenza di tedeschi e fascisti, siamo stati caricati sui treni con carri bestiame. Un po’ di paglia, un secchio. I vagoni…”. Il viaggio verso il campo di concentramento fu “una settimana strana. Quelli più fortunati pregarono. Io vengo da una famiglia più che laica, atea. Molti piangevano. Poi hanno smesso. I fortunati pregavano”.

Le leggi razziali? “Nel ’38 dovevo far la terza elementare, credevo che le mia compagne di scuola mi avrebbero cercato, mi avrebbero continuato ad invitare. Solo tre che non ho mai dimenticato sono rimaste amiche, a seguirmi, a trovare quando sono tornata”.

Shoah, al via al Quirinale cerimonia con Mattarella, Meloni e Segre

Roma, 28 gen. (askanews) – E’ iniziata al Quirinale la cerimonia per il Giorno della memoria. Con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono presenti i presidenti delle Camere, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, la premier Giorgia Meloni, i ministri Guido Crosetto, Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Giuseppe Valditara.

Al suo ingresso nel salone dei Corazzieri il capo dello Stato ha salutato tutte le autorità e i sopravvissuti in prima fila, in particolare ha abbracciato Edith Bruck e Sami Modiano. Protagonista della cerimonia di quest’anno sarà Liliana Segre che verrà intervistata da alcuni bambini.

Maltempo, bomba d’acqua su Firenze: strade allagate e auto bloccate

Firenze, 28 gen. (askanews) – Una bomba d’acqua si è abbattuta su Firenze questa mattina, causando disagi in città e nelle aree circostanti. Numerosi allagamenti hanno trasformato alcune strade in torrenti, mandando in tilt il traffico. Segnalazioni di criticità arrivano dal centro storico e da diverse zone, tra cui l’Oltrarno e Porta Romana, dove l’acqua ha invaso le carreggiate fuoriuscendo dai tombini. In altre aree, come Soffiano, le strade risultano sommerse, con automobilisti costretti a rimanere bloccati nei veicoli.

Fuori Firenze, la situazione non migliora: a Vaglia una frana ha interrotto la viabilità lungo la Bolognese, mentre sulla FiPiLi l’acqua ha invaso il tratto tra Ginestra Fiorentina e Lastra a Signa, causando lunghe code e rallentamenti.

La perturbazione sta interessando l’intera regione, spostandosi dalla costa livornese verso le province di Empoli, Pistoia e Prato. A Mulazzo (Massa Carrara) si sono registrati oltre 216 mm di pioggia in 24 ore, con il livello dei corsi d’acqua come il Magra e il Bagnone sotto monitoraggio costante. Allagamenti e criticità sono segnalati anche nel Mugello e nelle Caldine.

La Regione ha diramato un’allerta arancione per le zone settentrionali, mentre le previsioni indicano che l’instabilità potrebbe persistere nelle prossime ore. Si continua a monitorare l’evolversi della situazione.

Trump: anche Microsoft è interessata all’acquisto di TikTok

Roma, 28 gen. (askanews) – Nuova svolta nella possibile vendita di TikTok. Donald Trump ha dichiarato che Microsoft fa parte di un gruppo di aziende che dovrebbero acquistare la piattaforma cinese nell’ambito di un piano del governo americano per evitare il divieto dell’applicazione negli Stati Uniti. “Direi di sì”, ha risposto il presidente americano a un giornalista che gli chiedeva se Microsoft fosse in trattativa per acquisire il social network. “C’è molto interesse per TikTok, c’è molto interesse per TikTok. Mi piacciono le guerre di offerte perché ti permettono di ottenere il miglior affare possibile”, ha aggiunto.

Trump si è rifiutato di fare i nomi degli altri candidati, ma ha detto che si tratta di “aziende di alto livello”.

Di proprietà del gruppo cinese ByteDance, il destino dell’applicazione più popolare tra i giovani, TikTok, è incerto negli Stati Uniti. Una legge approvata nel 2024 per obbligare ByteDance a vendere l’app, pena il divieto di accesso al territorio statunitense, è entrata in vigore il 19 gennaio, il giorno prima dell’insediamento di Donald Trump.

Nato: premier Danimarca oggi da Rutte, presso sede Alleanza

Milano, 28 gen. (askanews) – Il Segretario generale della NATO Mark Rutte incontra la premier di Danimarca oggi martedì 28 gennaio 2025. “Il Segretario generale riceverà il capo di governo danese, Mette Frederiksen, presso la sede della NATO a Bruxelles. Non ci sarà alcuna opportunità mediatica” fa sapere l’Alleanza.

Il tutto nell’ambito di un ampio giro europeo di colloqui della premier Frederiksen, che toccherà anche Berlino e Parigi, a fronte della posizione del nuovo presidente Usa Donald Trump in merito alla Groenlandia.

Frederiksen, in una recente telefonata con Trump, ha ribadito la dichiarazione del primo ministro della Groenlandia Múte Egede “secondo cui la Groenlandia non è in vendita”, secondo un comunicato stampa danese.

Frederiksen e Trump hanno alle spalle una storia di tensioni su questa questione. Durante il suo primo mandato, Trump annullò un viaggio in Danimarca dopo che il primo ministro definì “assurda” l’idea che gli Stati Uniti acquistassero la Groenlandia. All’epoca Trump definì i suoi commenti “cattivi” e “inappropriati”.

Kiev vuole confrontarsi con gli Usa prima dei colloqui Putin-Trump

Roma, 28 gen. (askanews) – Kiev sa che Washington sta preparando una telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin e vuole confrontarsi con gli Stati Uniti su possibili negoziati, ha riferito il sito web di notizie Ukrainska Pravda.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky preferirebbe concordare una visione comune del processo di negoziazione con gli Stati Uniti prima dell’inizio dei colloqui, ha riferito il sito web, citando fonti nella presidenza ucraina.

Kiev sta aspettando l’inviato speciale di Trump Keith Kellogg, la cui visita è stata posticipata. Non è chiaro chi rappresenterà l’Ucraina ai colloqui con Kellogg. Il capo dello staff di Zelensky, Andriy Yermak, è stato la figura chiave nei contatti con la Casa Bianca e ha parlato spesso con il consigliere per la sicurezza nazionale di Joe Biden, Jake Sullivan, ma ha ricevuto un’accoglienza fredda dal team di Trump durante il suo ultimo viaggio negli Stati Uniti a dicembre, ha riferito Ukrainska Pravda.

Nel giugno 2024, il presidente russo Vladimir Putin ha stabilito i termini per un accordo di pace in Ucraina, che all’epoca includeva il ritiro delle truppe ucraine dalle nuove regioni della Russia e garanzie da parte di Kiev che avrebbe abbandonato i piani di adesione alla NATO. Il presidente russo ha anche menzionato la revoca delle sanzioni contro la Russia.

Dopo che le truppe ucraine hanno attaccato la regione russa di Kursk nell’agosto 2024, Putin ha definito impossibile la prospettiva di negoziati con Kiev. L’assistente del Cremlino Yuri Ushakov ha affermato che le proposte di pace di Mosca non erano state annullate, ma la Russia non si sarebbe impegnata con l’Ucraina a questo punto.

Nell’ottobre 2022, Zelensky ha firmato un decreto che vieta i colloqui di pace con la Russia finché Putin fosse rimasto al potere. Ma a metà gennaio, Zelensky ha dichiarato, dopo le pressioni dell’amministrazione Trump, di non essere soggetto a questa legge che vieta i negoziati con Mosca.

Oggi attese importanti dichiarazioni di Macron sul museo del Louvre

Roma, 28 gen. (askanews) – Emmanuel Macron si recherà oggi al Louvre per fare degli annunci in risposta all’allarme sul museo più visitato al mondo, che versa in una situazione di degrado allarmante. “Ci saranno annunci riguardanti il Louvre e il suo futuro”, si è limitata a dire la presidenza ai giornalisti lunedì, senza svelare le soluzioni che il capo dello Stato consiglierà.

Il museo ha attirato l’attenzione da quando il suo presidente e direttore, Laurence des Cars, ha lanciato l’allarme in una nota datata 13 gennaio al ministro della Cultura, Rachida Dati. Nel documento vengono elencati i problemi: “Moltiplicazione dei danni in spazi talvolta molto degradati”, “obsolescenza” delle “attrezzature tecniche”, “preoccupanti variazioni di temperatura che mettono a repentaglio lo stato di conservazione delle opere”…

La piramide, inaugurata nel 1988, maestoso ingresso voluto dall’ex presidente François Mitterrand e progettato dall’architetto Ieoh Ming Pei, è considerata “strutturalmente obsoleta” perché progettata per accogliere quattro milioni di visitatori all’anno. Nel 2024 il museo ha avuto quasi nove milioni di visitatori (di cui l’80% stranieri) e dieci milioni prima della pandemia di Covid-19. Emmanuel Macron accoglierà l’idea di un secondo ingresso sul lato della Cour Carrée del vecchio castello? L’Eliseo riconosce che l’inadeguatezza dell’attuale ingresso è un “punto centrale”.

Allo stesso modo, un consigliere presidenziale nota che la discussione riguarda anche il luogo in cui verrà esposta la Gioconda, perché “l’entusiasmo dei visitatori” – almeno 20.000 al giorno – “compromette le condizioni di visita nelle zone circostanti”. La nota non conferma in questa fase un possibile spostamento del ritratto della Monna Lisa in un nuovo spazio.

Il Presidente della Repubblica si trova ad affrontare due insidie. Dopo la sconfitta del suo partito alle elezioni legislative, non può più dettare decisioni al governo, come ha fatto per sette anni. Inoltre, la pessima situazione delle finanze pubbliche rende inimmaginabili investimenti ingenti da parte dello Stato. Tuttavia, i lavori necessari, secondo la direzione del museo, costeranno “centinaia di milioni di euro”. Circola la cifra di mezzo miliardo, ma non è stata confermata.

“Non c’è ovviamente alcun dubbio, nel momento in cui stiamo elaborando un bilancio (…) per controllare la spesa pubblica, di aggiungere una linea di 500 milioni di questo tipo”, ha avvertito la portavoce del governo Sophie Primas, su TF1. Secondo lei, l’eventuale annuncio di fondi pubblici “impegna solo il presidente”.

L’Eliseo assicura al contrario che Emmanuel Macron, che si è recato lì discretamente in autunno per rendersi conto dell’entità delle necessità, ha preparato i suoi annunci “insieme” alla signora Dati, che aveva nominato alla Cultura un anno fa. “Questi non sono annunci presidenziali slegati dall’azione governativa”, insiste un consigliere.

Senza entrare nei dettagli delle opzioni di finanziamento, la presidenza ha minimizzato la difficoltà tecnica di un biglietto d’ingresso più costoso per i turisti stranieri provenienti da paesi extra-Unione Europea, menzionata dal ministro. Ha anche osservato che i prezzi del Louvre erano “chiaramente nella fascia più bassa” rispetto a quelli dei “grandi musei equivalenti”.

Secondo una fonte governativa, l’esecutivo sta valutando come “mobilitare risorse altrove”, da donatori privati e grandi aziende, come è stato il caso per gli 846 milioni di euro di donazioni che hanno contribuito a ricostruire Notre-Dame. Questo progetto, che ha permesso la riapertura della cattedrale a dicembre, cinque anni dopo l’incendio, è una delle principali iniziative culturali di Emmanuel Macron. Oltre a ciò, il suo “grande progetto”, secondo l’Eliseo, è la Città internazionale della lingua francese, nel castello restaurato di Villers-Cotterêts, nell’Aisne.

L’avvertimento del Vaticano: l’uomo può diventare schiavo dell’i ntelligenza artificiale,

Roma, 28 gen. (askanews) – Non va considerata come una persona l’Intelligenza Artificiale, non va divinizzata, non deve sostituire le relazioni umane, ma deve essere utilizzata “solo come strumento complementare all’intelligenza umana”. I moniti del Papa sull’Intelligenza Artificiale di questi ultimi anni fanno da traccia ad Antiqua et Nova (in riferimento alla “sapienza”, antica e nuova), la nota sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana frutto della mutua riflessione tra Dicastero per la Dottrina della Fede e Dicastero per la Cultura e l’Educazione.

Il documento rivolto a genitori, insegnanti, preti, vescovi e quanti sono chiamati a educare e trasmettere la fede, ma anche a coloro che condividono l’esigenza di uno sviluppo scientifico e tecnologico “al servizio della persona e del bene comune” [5]. Pubblicata oggi, 28 gennaio, la Nota è stata approvata dal Papa. In 117 paragrafi, Antiqua et nova mette in luce sfide e opportunità dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale (IA) nei campi di educazione, economia, lavoro, sanità, relazioni internazionali e interpersonali, contesti di guerra.

Le potenzialità dell’IA – avverte la nota della Santa Sede – potrebbero accrescere le risorse belliche “ben oltre la portata del controllo umano”, accelerando “una corsa destabilizzante agli armamenti con conseguenze devastanti per i diritti umani”.

Come ogni prodotto dell’ingegno umano – si sottolinea – anche l’IA può essere diretta verso “fini positivi o negativi”, sottolinea Antiqua et Nova. Non nega che l’Intelligenza Artificiale possa introdurre “importanti innovazioni” in vari campi si rischia anche di aggravare situazioni di marginalizzazione, discriminazione, povertà, “divario digitale”, disuguaglianze sociali. A sollevare “preoccupazioni etiche” è in particolare il fatto che “la maggior parte del potere sulle principali applicazioni dell’IA sia concentrato nelle mani di poche potenti aziende”, così che questa tecnologia finisca ad essere manipolata per “guadagni personali o aziendali” o ad “orientare l’opinione pubblica verso l’interesse di un settore”.

“In un mondo segnato dall’IA, abbiamo bisogno della grazia dello Spirito Santo, il quale ‘permette di vedere le cose con gli occhi di Dio, di comprendere i nessi, le situazioni, gli avvenimenti e di scoprirne il senso’. Poiché ‘ciò che misura la perfezione delle persone è il loro grado di carità, non la quantità di dati e conoscenze che possono accumulare’, il modo in cui si adotta l’IA ‘per includere gli ultimi, cioè i fratelli e le sorelle più deboli e bisognosi, è la misura rivelatrice della nostra umanità'”. Così si spiega nella nota del Vaticano “Antiqua et nova” sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana, del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero per la Cultura e l’Educazione.

Sempre in relazione all’Intelligenza artificiale – si aggiunge – “questa saggezza può illuminare e guidare un uso di tale tecnologia che sia centrato sull’essere umano, che come tale può aiutare a promuovere il bene comune, ad aver cura della “casa comune”, ad avanzare nella ricerca della verità, a sostenere lo sviluppo umano integrale, a favorire la solidarietà e la fraternità umana, per poi condurre l’umanità al suo fine ultimo: la felice e piena comunione con Dio”.

E quindi “nella prospettiva della sapienza, i credenti saranno in grado di operare come agenti responsabili capaci di usare questa tecnologia per promuovere una visione autentica della persona umana e della società, a partire da una comprensione del progresso tecnologico come parte del disegno di Dio per la creazione: un’attività che l’umanità è chiamata a ordinare verso il Mistero Pasquale di Gesù Cristo, nella costante ricerca del Vero e del Bene”.

Il Sommo Pontefice Francesco – si ricorda – nell’udienza concessa il giorno 14 gennaio 2025 ai prefetti e segretari del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero per la Cultura e l’Educazione,N ha approvato la Nota e ne ha ordinato la pubblicazione.

Il testo integrale della Nota vaticana

Le luci del nord, tra foreste, visioni e sogni sul clima

Basilea, 28 gen. (askanews) – Le foreste boreali come soggetto di pittura, ma, soprattutto, come occasione per riflettere sulla natura e sul nostro rapporto con essa, anche attraverso un ambiente lontano dalla nostra esperienza, ma carico di una forza che è tanto universale quanto intima. La Fondazione Beyeler di Basilea ha inaugurato la mostra “Luci del nord”, che presenta dipinti di paesaggio eseguiti tra il 1880 e il 1930 da artiste e artisti scandinavi e canadesi.

“Non c’è una sola luce del nord – ha detto ad askanews Sam Keller, direttore della Fondazione Beyeler – per questo la mostra è intitolata Northern Lights, al plurale. Ci sono così tante luci del Nord, molto diverse dalla luce mediterranea o anche da quella delle Alpi che noi conosciamo. Pensiamo ovviamente all’aurora boreale, ma anche ad altri fenomeni luminosi, come la lunga estate di sole oppure il freddo inverno buio. Pensiamo ai riflessi sulla neve, nei laghi, nelle cascate, nei fiumi…”.

In questa pluralità di visioni si innesta la sensazione di una relazione con l’incommensurabile, ma anche la possibilità di una presenza umana inattesa e soprattutto di una pittura che cambia le prospettive. Come accade, per esempio, nella sala dedicata ad Edvard Munch, dove le foreste ospitano sia dei vampiri sia i cieli infuocati che abbiamo imparato a conoscere nelle opere più celebri del pittore norvegese. “Ci sono tante luci diverse e ci sono anche tante emozioni diverse nelle opere – ha aggiunto Keller – e questo è uno dei tanti elementi che ci hanno affascinato in questa mostra”.

Oltre a Munch l’altra artista di fama internazionale in mostra è Hilma af Klint, mentre gli altri nomi sono poco conosciuti fuori dai loro Paesi e questo conferisce un elemento imprevisto e interessate all’esposizione. Che trova anche una sterzata verso il contemporaneo con una installazione digitale che la Fondazione ha commissionato all’artista danese Jakob Kudsk Steensen, intitolata “Boral Dreams”.

“Quest’opera – ci ha spiegato – è nata da due mesi che ho trascorso nella Marcell Experimental Forest nel nord del Minnesota quest’estate: qui si stanno creando le condizioni degli ambienti del futuro e io ho registrato suoni, ho preso dei campioni digitali e altri elementi e ho creato una sorta di videogame, un modo virtuale che immagina il domani delle foreste boreali. Quello che voglio fare con quest’opera è analizzare i cambiamenti che avverranno nel clima, ma anche come queste condizioni mutate cambiano il nostro modo di dormire e di sognare”.

Le luci del nord, insomma, arrivano anche nella nostra vita e perfino nel nostro subconscio. Tutto in fondo si connette, soprattutto se di mezzo ci sono la natura e l’arte.

Educare alla cittadinanza planetaria: cruciale il ruolo della scuola.

La scuola ha il compito di educare alla cittadinanza planetaria, altro che nazionalizzazione delle masse.

Chi oggi invoca la necessità di riformare la scuola e i programmi riconducendoli nella cornice del vecchio paradigma della nazionalizzazione delle masse, chi invoca la necessità di «insegnare l’Italia», di «insegnare la Nazione» isolata dalla storia globale e dalla complessità del mondo globalizzato, non educa alla cittadinanza ma alla sudditanza. Come persone e come singole comunità abbiamo, di fatto, una identità plurale, complessa: pur continuando a essere insediati in una dimensione locale, privilegiata, facciamo, di fatto, sempre più parte di molteplici scenari globali.

E educare alla cittadinanza significa oggi educare a questa inedita condizione umana nell’età globale.

Per questo le istituzioni educative non possono eludere il compito di ridefinire e promuovere quell’esperienza di cittadinanza che i cambiamenti culturali, geopolitici, economici, tecnologici oggi in atto su scala globale rendono quanto mai urgente. È una cittadinanza plurale: locale, nazionale, europea, globale. Oggi la scuola è investita del compito urgente di aiutare ogni persona e ogni gruppo a integrare e a connettere la pluralità delle sue molteplici identità (cioè l’appartenenza a una città, a una regione, a uno stato, a un insieme di stati quali l’Unione Europea, al mondo), e deve aiutare a conoscere la pluralità delle culture del mondo. L’educazione a una cittadinanza plurale richiede però necessariamente l’allargamento e non il restringimento del contesto, degli strumenti, delle informazioni, delle conoscenze che stanno alla base delle tradizionali cittadinanze nazionali, e che le scuole nazionali avevano a loro tempo contribuito a costruire. In particolare, deve essere favorita la conoscenza transdisciplinare dell’avventura storica che ha condotto l’umanità a generare una nuova era geologica: l’Antropocene. Una nuova era in cui la Terra è un unico sistema dinamico complesso, autoregolato, con componenti fisiche, chimiche, biologiche ma anche umane, che perciò richiede una conoscenza in grado di intrecciare cambiamenti umani sociali, tecnoscientifici, politici ed economici con le loro diverse conseguenze ambientali, fisiche, chimiche, geologiche, su scala locale e globale.

Nello scenario del ritorno tragico e imprevisto della guerra in Europa, scatenata dai rigurgiti nazionalisti e neoimperialisti, educare alla cittadinanza plurale e planetaria acquista il valore di una priorità ineludibile.

Di fronte all’aumento delle possibilità dell’uso di armi nucleari in conflitti locali, del rischio effettivo dell’auto-annientamento, l’umanità oggi, per la prima volta nella sua storia, si trova «obbligata» a uscire dall’età della guerra e dello sfruttamento incondizionato dell’ambiente. Si trova «obbligata» a uscire dal paradigma dei «giochi a somma zero» (vinco io, perdi tu) per generare un paradigma dei «giochi a somma positiva» (vinco io, vinci tu). Si tratta di una profonda discontinuità nella storia umana. Un’umanità planetaria nascerà se emergerà una nuova umanità, se si trasformeranno le nostre culture. Ed è sul terreno cruciale dell’educazione che si giocherà la partita per realizzare il cambiamento di paradigma che il nuovo tempo esige. È la sfida di una nuova Paideia, avendo sullo sfondo l’esigenza di rigenerare il principio che ereditiamo dall’Illuminismo: ogni educazione è educazione alla libertà e alla dignità umana.

 

Fonte: Cooperazione educativa (n. 4/2024)

[Testo qui riproposto per gentile concessione dell’autore. Si tratta della risposta all’ultima domanda dell’intervista, curata da Anna D’Auria e Memi Campana,  che il trimestrale ha presentato con il seguente titolo: Ogni educazione è educazione alla libertà e alla dignità].

L’economia europea: un problema di scala o di scopo?

Si dice che il problema dell’economia europea è un problema di scala, rispetto alla Cina e agli Stati Uniti. Ed è certamente così. L’economia europea ha bisogno di maggiori investimenti, pubblici e privati, e, per realizzarli, di un adeguata dimensione del mercato dei capitali, di una certa capacità centrale fiscale, di programmi di investimento permanenti e così via. L’Europa ha la dimensione (size), ma non la scala (scale). Questo è un problema tecnico che si può risolvere (…) Ma esiste la capacità politica per risolverlo?

(…) Secondo alcuni l’Unione europea di oggi assomiglia all’Italia del Tre-Quattrocento. Mentre altrove si formavano le grandi monarchie nazionali – in Francia, in Inghilterra, in Spagna – l’Italia era divisa, facile preda di interessi esterni. Quegli Stati più grandi e più forti si trovano oggi fuori dall’Europa.

(…) In definitiva il problema dell’Europa non è un problema di scala – né economica né politica – ma un problema di cultura, cioè di immaginazione dei suoi scopi. Che tipo di Europa vogliamo e possiamo avere nelle nuove condizioni internazionali? A che tipo di società vogliamo e possiamo di conseguenza aspirare? Vogliamo più investimenti in difesa e meno investimenti sociali? O le due cose insieme, e in qual misura? E soprattutto: con quali risorse? L’Europa ha un surplus di parte corrente pari al 3% del suo prodotto, ma quel surplus “europeo” è una finzione contabile: è la somma dei surplus dei paesi dell’Unione. Ed è il frutto di un modello che, se non genera corrispondenti investimenti, mostra la corda dal punto di vista sociale.

Occorre ribilanciare un modello neo-mercantilista fondato esclusivamente sulla competitività esterna e i bassi salari, cioè su diseguaglianze e povertà strutturali, con uno a relativamente maggiore intensità di domanda interna, una economia dai più alti salari e maggiori investimenti pubblici, sul quale ricostituire una più elevata competitività esterna. Quali aggiustamenti politico-istituzionali sono necessari a tal fine, e con quale dosaggio di sovranità? Sia chiaro: questi obiettivi non saranno raggiungibili con la regressione fiscale all’interno e con forme di dumping fiscale verso l’esterno. Occorrerà procedere al lume del principio democratico di tassazione progressiva, pena il dissanguamento dei beni pubblici. Ma anche creativamente, con atti politicamente creativi, per esempio con l’emissione di titoli di debito europei.

(…) Ciò che tiene insieme una comunità, non è solo la sua capacità di calcolare il rischio, e semmai di assicurarsene finanziariamente e militarmente. Tutto ciò è ovviamente necessario. Ma nell’età della grande incertezza vale ancora ciò che diceva Giorgio La Pira: spes contra spem. La capacità di sperare contro ogni ragionevole speranza. La cultura deve contribuire a questo sforzo di immaginazione e di speranza.

 

Giovanni Farese
Professore dell’Università Europea di Roma

Franceschini prova a salvare il centro sinistra che non c’è più

Dario Franceschini appartiene alla vecchia, saggia e ricca scuola e tradizione politica della Democrazia Cristiana. O meglio, di quella straordinaria esperienza politica, culturale ed umana che va sotto il nome si sinistra democristiana. Quella sinistra Dc che, nel caso di Franceschini, era la ‘sinistra politica’ o di Base che, con la ‘sinistra sociale’, contribuivano a costruire un pezzo significativo e di qualità della intera esperienza del “partito italiano” per eccellenza.

Ora, e sempre secondo la miglior tradizione democristiana, Dario non appartiene alla categoria degli ‘urlatori’. E, men che meno, a quella degli improvvisatori. Glielo impedisce, semplicemente, la sua storia, la sua esperienza e, soprattutto, la sua cultura. Ma quando parla o scrive, di norma, non dice mai cose banali e né scontate. Come da copione e rispettando il tradizionale clichè che storicamente hanno caratterizzato la prassi e lo stile della miglior cultura democratico cristiana, si ragiona di politica e sulla politica.

E, tra le molte suggestioni che ha evidenziato con la sua recente intervista alla Repubblica, non possiamo non ritagliarne una affrontata con il consueto realismo che lo differenzia dall’ipocrisia e dalla propaganda che, invece, contraddistingue altri protagonisti della stessa area culturale. Penso, nello specifico, alla cosiddetta corrente prodiana e ai “cattolici professionisti” del Pd di Delrio. E la riflessione di fondo è semplice e alquanto spiazzante. E cioè, oggi non esiste più una coalizione politica e programmatica progressista e di sinistra.

Non c’è più mun’alleanza e, men che meno, una coalizione di riferimento. E questo perchè è tramontato, per ragioni squisitamente politico e culturali, quel centro sinistra che noi avevamo conosciuto e sperimentato nel passato recente e meno recente. Un centro sinistra che affondava le sue radici nel riformismo cattolico, socialista, socialdemocratico e laico/laicista che oggi si è semplicemente dissolto. E non prenderne atto, come fa il mainstream di sinistra non serve a nulla. Anzi, accentua ancora di più il sostanziale e persin plateale fallimento di questo progetto politico. Ma, come emerge tra le righe della riflessione di Franceschini, la crisi – forse irreversibile – dell’attuale alleanza alternativa al centro destra che è ridotta ad un semplice, banale e grigio cartello elettorale, non può non influire anche nel campo avverso, come si suol dire. Proprio quell’alleanza di governo che oggi appare alquanto omogenea e compatta.

Ecco, è sufficiente questo rapido accenno della pubblica riflessione di Franceschini per arrivare ad una persin scontata conclusione. Ovvero, siamo nuovamente in una fase storica – “l’eterna transizione” la chiamava con intelligenza Guido Bodrato – dove il populismo, il radicalismo, l’estremismo e il massimalismo non riescono a fornire una risposta politica pertinente e adeguata.

Servono, ancora una volta, le armi della politica e della cultura politica per affrontare i nodi più intricati e più complessi della società contemporanea. E, probabilmente, un contributo decisivo al riguardo lo può dare proprio quella cultura del cattolicesimo politico italiano – nella sua versione democratica, popolare e sociale – che coltiva storicamente la vocazione alla riflessione politica attraverso la lettura della società e la capacità di offrire risposte altrettanto adeguate, percorribili e praticabili. Perchè una cosa sola è certa.

Il futuro non passa attraverso la certificazione delle ‘quote panda’. Cioè accontentarsi dei seggi che ci vengono gentilmente regalati nelle diverse liste di riferimento. Che lo possiamo definire come il lodo della coppia Prodi/Delrio. Il futuro appartiene a coloro che hanno l’intelligenza, la capacità e il coraggio di leggere la società e di sapere anticipare quello che concretamente capiterà. Nient’altro del celebre slogan di Jacques Maritain che “sono le minoranze profetiche di choc a guidare la storia”. E Franceschini, al di là di ogni piaggeria, ha colto nel segno.

Bill Gates contro Elon Musk: “Sta destabilizzando la politica internazionale”

Bill Gates rompe il silenzio sul caso Elon Musk. In un’intervista al Sunday Times, il co-fondatore di Microsoft ha espresso preoccupazione per l’influenza del patron di Tesla e SpaceX sulla politica globale, definendolo un elemento destabilizzante. “È davvero folle che possa destabilizzare la situazione politica di un Paese”, ha dichiarato Gates, invitando gli stati a prendere misure per evitare che “stranieri molto ricchi falsino le loro elezioni”.

Negli ultimi tempi, Elon Musk è stato accusato di interferire nella politica di diversi Paesi, soprattutto in Europa. Attraverso il suo social network X, il miliardario ha manifestato sostegno a figure controverse, come l’attivista britannico di estrema destra Tommy Robinson. “Vuole promuovere la destra, ma sostiene che Nigel Farage non sia abbastanza di destra. È una cosa folle da attuare”, ha commentato Gates con stupore.

Musk ha inoltre chiesto le dimissioni del primo ministro laburista britannico Keir Starmer, accusandolo di essere troppo indulgente nei confronti delle cosiddette “grooming gangs”, ovvero reti di sfruttamento minorile attribuite a criminali di origine pakistana in alcune città del Regno Unito.

Gates ha espresso perplessità sulle priorità di Musk: “Perché una persona che possiede fabbriche di automobili in Cina e Germania, la cui industria missilistica dipende dalle relazioni con le nazioni sovrane, che è impegnata a tagliare 200 miliardi di dollari dalla spesa del governo statunitense e a gestire cinque aziende, è ossessionata da questa storia di prostituzione nel Regno Unito?”.

 

Le incursioni di Musk nella politica non si fermano al Regno Unito. Di recente, si è interessato alla Germania, partecipando in video a una riunione del partito di estrema destra AfD (Alternative für Deutschland). Nel suo intervento, Musk ha dichiarato: “È giusto essere orgogliosi di essere tedeschi. Combattete per un futuro brillante per la Germania”, ribadendo il proprio sostegno al partito, che ha definito “la migliore speranza per la Germania”.

Queste prese di posizione hanno scatenato la critica di Bill Gates, che ha sottolineato come Musk stia sprecando il proprio potenziale: “Se Elon Musk è molto intelligente, e lo è, dovrebbe dedicare il suo tempo ad aiutare gli altri. Qui si tratta solo di agitazione populista”, ha affermato. Gates ha concluso con un monito sulla situazione politica attuale: “La polarizzazione è già molto pericolosa”.

De Lise (Aiecc): Commercialisti strategici in momenti difficolt

Roma, 27 gen. – “Da Napoli arriva un messaggio chiaro: i professionisti sono al servizio delle imprese, soprattutto nei momenti di maggiore difficolt. L’applicazione degli strumenti previsti dal nuovo ‘Codice della Crisi’ consente di affrontare e risolvere molteplici problematiche, rappresentando un’opportunit concreta per aiutare le aziende a superare situazioni di difficolt economica. Grazie alla composizione negoziata, l’imprenditore pu mantenere il pieno controllo della propria azienda, avvalendosi del supporto di professionisti qualificati e competenti nell’utilizzo di strumenti economici efficaci. Questo approccio permette di individuare soluzioni mirate e di garantire continuit all’impresa, anche nei momenti pi complessi”. Lo ha dichiarato Matteo De Lise, presidente nazionale di Aiecc (Associazione italiana Esperti in Composizione della Crisi), nel corso del congresso “Company recovery strategy nel codice della crisi e nel Cnc: il correttivo 136/24 le prassi applicative e il diritto concorsuale europeo” nella due giorni partenopea all’hotel Excelsior. Il ruolo dei commercialisti stato sottolineato da Livia De Gennaro, magistrato della sezione procedure concorsuali del Tribunale di Napoli: “I professionisti rivestono un ruolo centrale nell’affiancamento dell’imprenditore per l’individuazione delle strategie che un’impresa deve adottare per uscire dal periodo di crisi economica. Gli strumenti della composizione della negoziale, il ruolo dei creditori e delle banche, fondamentali ai fini delle concessioni di finanziamento, sono tutti aspetti che vanno approfonditi per dare sostanza a questo strumento”. Sulle novit legislative si soffermato Eraldo Turi, numero uno dell’Odcec di Napoli: “Il commercialista l’interprete e il fautore della risoluzione della crisi d’impresa soprattutto alla luce delle modifiche portate dal d.lgs 136/24 che ha modificato tutta l’architettura della composizione negoziata inserendo la transazione fiscale. Uno strumento che ha fatto lievitare le domande di accesso a questo strumento. E’ possibile cos risolvere uno dei principali problemi dell’imprenditore, quello di non poter pagare le imposte”. Secondo Vincenzo Moretta, presidente della Fondazione Odcec di Napoli: “Il nuovo codice della crisi d’impresa sicuramente una grande opportunit per commercialisti e imprenditori per evitare, attraverso azioni preventive, di arrivare a un punto di non ritorno. Il ruolo del commercialista, con la sua esperienza, centrale in questo percorso affinch venga attivato fin dai primi segnali di difficolt per evitare il default”. Per Gianluca Battaglia, consigliere dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli: “Mai come oggi la riforma del codice della crisi pone i dottori commercialisti come professione di riferimento in questa delicata procedura. Dobbiamo intercettare questa opportunit visto che la tendenza quella di non far fallire pi le aziende ma supportarle per poterle recuperare. E chi pi di noi, con le competenze che abbiamo, pu riuscire in questo compito?”. Del nuovo codice ha parlato Ilaria Pagni, ordinario di Diritto processuale civile dell’Universit di Firenze: “Il codice della crisi uno strumento nuovo che offre ai professionisti tante opportunit. L’importante che bisogna leggerlo con attenzione senza utilizzare ‘lenti vecchie’ prese dalla legge fallimentare tenendo conto che il concetto di crisi non nuovo ma gli strumenti, oggi, sono diversi. Servono tanta preparazione e dedizione, oltre che attenzione all’imprenditore, da parte dei commercialisti per una sana e proficua collaborazione tra loro”.

Mons. Palinuro: Nicea evento che ha segnato cristianit

Roma, 27 gen. – Quest’anno si celebrano i 1700 anni dal Concilio di Nicea, un evento epocale che ha segnato profondamente la storia della cristianit. Proprio in questa citt, oggi conosciuta come Iznik, si tenne nel 325 d.C. il primo concilio ecumenico, convocato dall’imperatore Costantino.

Durante la puntata de I Viaggi del Cuore di Canale5, don Davide Banzato ha avuto modo di approfondire questo straordinario avvenimento grazie a un’intervista esclusiva con S.E. Mons. Massimiliano Palinuro, vescovo e missionario italiano, vicario apostolico di Istanbul e amministratore apostolico di Costantinopoli dal 14 settembre 2021. Con grande passione e competenza, Mons. Palinuro ci ha accompagnato nella scoperta dei primi sette concili ecumenici svoltisi in Turchia, soffermandosi sull’importanza del dialogo e dell’approfondimento teologico generati da questi eventi storici. Un concilio ecumenico, infatti, un’assemblea di vescovi chiamati a rispondere a questioni fondamentali per la fede e la vita della Chiesa. A Nicea, i vescovi provenienti da tutto il mondo cristiano si riunirono per affrontare il tema dell’eresia ariana, che contestava la divinit di Ges Cristo. Costantino mise a disposizione il suo palazzo imperiale, situato sulle rive del lago di Nicea e oggi sommerso, per accogliere questo incontro epocale che port alla stesura del Simbolo niceno, il Credo che ancora oggi professiamo.

Parlando di Nicea, non possiamo non citare le parole di Papa Francesco, che ha recentemente sottolineato l’importanza di questa citt per la storia della fede cristiana e ha espresso il desiderio di visitarla in occasione di questa significativa ricorrenza: “Nicea ci ricorda la bellezza e la sfida dell’unit nella diversit, che la Chiesa chiamata a testimoniare in ogni epoca. Preghiamo perch questi luoghi siano sempre segno di dialogo e di riconciliazione.”

Ma la rilevanza di Nicea non si limita al primo concilio del 325. Nel 787, questa stessa citt ospit il secondo concilio di Nicea, tenutosi nella splendida basilica di Santa Sofia, oggi moschea, che ancora conserva tracce della sua antica grandezza grazie a recenti restauri. Qui si riafferm l’importanza delle immagini sacre, risolvendo la controversia sull’iconoclastia.

Come Mons. Palinuro ci ha spiegato, la Turchia pu essere considerata una vera e propria terra santa della Chiesa, non solo per la testimonianza degli apostoli e delle prime comunit cristiane, ma anche per l’importanza storica dei sette concili ecumenici che vi si sono svolti. Le eresie, seppur fonte di divisione, hanno avuto il merito di spingere la Chiesa ad approfondire la teologia e a tematizzare la fede in modo sempre pi chiaro e strutturato. Un esempio lampante proprio l’eresia ariana, che costrinse a un ritorno alle fonti del Nuovo Testamento per proclamare con fermezza la natura divina di Ges Cristo.

Nicea, quindi, non solo il simbolo di un momento di crisi superata, ma anche un richiamo per tutti i cristiani a ritrovare le radici della propria fede. Visitarla oggi significa immergersi in un luogo che ha visto fiorire i primi passi dell’unit cristiana e che continua ad essere un punto di riferimento per chiunque cerchi un dialogo autentico tra storia, fede e spiritualit

Leucemia, a Torino arriva “Pronto Ail”: consulenze ai pazienti

Milano, 27 gen. (askanews) – La sfida fornire anche in Piemonte un aiuto concreto ai pazienti ematologici per metterli in condizione di affrontare pi serenamente la malattia. Dopo Roma, Palermo, Trapani, Bologna e Milano, anche a Torino arriva “Pronto Ail”, lo sportello telefonico lanciato dall’Associazione Italiana contro le Leucemie in collaborazione con Pfizer per offrire supporto e consulenze personalizzate sui diritti assistenziali, lavorativi e previdenziali di pazienti, familiari e caregiver.

“Pronto Ail un servizio che permette alle persone di avere approfondimenti e consulenze di quelle che sono le assistenze e i benefici socio-assistenziali che il sistema, lo Stato mette a disposizione delle persone affette da un tumore – spiega ad askanews Felice Bombaci, vicepresidente Ail Torino e coordinatore nazionale Gruppi Ail Pazienti – . Perch, come sappiamo, un tumore del sangue colpisce a ciel sereno spesso le persone questo crea anche problemi socio-economici che il sistema pu aiutare a supportare se la persona ne a conoscenza. Spesso le persone – abbiamo scoperto – non sono a conoscenza dei loro diritti e delle agevolazioni a cui hanno diritto le persone, i caregiver e le famiglie”

La risposta, gi nei primi giorni, stata pi che positiva: “Abbiamo gi ricevuto alcune richieste, sicuramente aumenteranno nel tempo – sottolinea Bombaci -. Ma una cosa molto bella stata anche l’apprezzamento di questo servizio da parte delle persone che ci hanno contattato, in quanto una di queste ha anche comunicato in diretta telefonica che avrebbe contribuito all’attivit dell’associazione. E infatti arrivata una bella donazione che ci ha resi contenti e ci ha anche confermato che siamo sulla strada giusta”.

Un servizio completamente gratuito reso possibile dalla storica partnership tra Ail e Pfizer: un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato che rappresenta solo una tappa all’interno di un pi ampio percorso avviato dalla multinazionale farmaceutica per andare sempre pi incontro ai bisogni dei pazienti.

“L’impegno di Pfizer in ambito onco-ematologico molto importante in termini di ricerca e sviluppo – assicura Biagio Oppi, External Communications Director di Pfizer Italia -.

Abbiamo presentato numerosi studi che riguardano molecole in sviluppo nell’ambito dei tumori del sangue e riteniamo che nei prossimi mesi, grazie all’introduzione di queste innovazioni, riusciremo finalmente a rispondere a bisogni ancora non soddisfatti da parte dei pazienti e della comunit medico scientifica italiana”.

Le domande scomode a cui l’IA DeepSeek non può rispondere

Roma, 28 gen. (askanews) – In molti nelle ultime ore sui social si sono dedicati a fare domande politicamente scomode per il regime cinese a DeepSeek, l’AI cinese che oggi ha messo in allarme i mercati. Ad esempio: “Cos’è successo a piazza Tienanmen nel 1989?”, e la risposta: “Sorry, questo va oltre il mio attuale scopo. Parliamo di qualcos’altro”. E’ lo screenshot postato, tra gli altri, su X dal giornalista dello Spiegel Mathieu von Rohr. Con il commento ironico “Ciao, Deepseek”. Analoghe reticenze del modello sono state messe in evidenza da utenti dei social per le domande sullo status di Taiwan, sul leader cinese Xi Jinping oppure sulla persecuzione degli Uiguri.

DeepSeeker ha lanciato un modello di intelligenza artificiale gratuito e open source, affermando di averlo sviluppato in soli due mesi a un costo inferiore ai 6 milioni di dollari. Ha presentato il suo ultimo modello R1, che si dice dimostri prestazioni paragonabili a quelle dei principali modelli Usa, come ChatGPT di OpenAI, a un costo significativamente ridotto, sollevando così dubbi sulla necessità di ingenti investimenti occidentali in hardware. Ma il problema sembra essere quindi quello della compatibilità delle risposte di DeepSeek con i fatti, almeno con quelli sensibili per il regime cinese. Un dettaglio facilmente risolvibile nelle prossime versioni?

Nuove terapie per la spalla, dal patch rigenerativo alle protesi

Roma, 27 gen. (askanews) – Gli infortuni che colpiscono i tessuti molli della spalla sono sempre pi diffusi e frequenti. Per esplorare le possibilit di cura e le nuove opportunit offerte dalla ricerca, abbiamo incontrato il professor Roberto Postacchini della clinica di Villa Margherita a Roma. “Le tecniche che si possono adottare – ha spiegato il chirurgo – sono, in primo luogo quelle conservative, perch al trattamento chirurgico non si arriva sempre in prima battuta. All’intervento si arriva quando ce n’ bisogno e si tratta della riparazione della cuffia e dei rotatori. In ultima istanza anche possibile aggiungere un patch biologico rigenerativo per ridurre il rischio di recidiva. Questa un’innovazione degli ultimi anni”.

Ma come si articola l’intervento chirurgico? “L’intervento – ha aggiunto Postacchini – si svolge in artroscopia, si va a riparare il tendine della cuffia e dei rotatori, ovviamente con degli ancoraggi, e poi, contestualmente all’intervento si mette quello che viene chiamato patch biologico rigenerativo bio-induttivo, che una sorta di cerotto che si mette sul tendine una volta riparato, a volte anche senza una rottura, ma per motivi puramente degenerativi: si riassorbe nel tempo di qualche mese e va a rigenerare il tendine per ridurre il rischio di recidiva e di una nuova rottura, che sempre in agguato”.

Questo tipo di intervento nel mondo viene realizzato da circa 9 anni, in Italia e in Europa arrivato da cinque anni e Villa Margherita, con il professor Postacchini, stata la prima clinica dove si impiantato il patch rigenerativo nel nostro continente. In casi particolarmente gravi, con rotture non riparabili, poi possibile ricorrere a delle protesi. “Anche per questo aspetto – ha concluso il medico – siamo un centro d’eccellenza, io e la mia equipe siamo coloro che impiantano pi protesi di spalla nel Lazio e siamo tra i centri pi riconosciuti e autorevoli in Europa”.

La Jihad islamica ha pubblicato un video dell’ostaggio Arbel Yehud

Roma, 27 gen. (askanews) – La Jihad islamica, alleata di Hamas nella Striscia di Gaza, ha diffuso questa sera un video dell’ostaggio israeliano Arbel Yehud, una civile di 29 anni, che dovrebbe essere rilasciata giovedì. In un video di un minuto, di cui non è stato possibile verificare l’autenticità, la giovane donna appare chiaramente molto angosciata, indossando una felpa con cappuccio blu scuro, su uno sfondo verde. Fornisce la sua identità, la data di sabato 25 gennaio, e chiede al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di fare di tutto per liberare gli ostaggi ancora detenuti a Gaza.

Giornata memoria, Jovanotti: "La musica porta avanti i ricordi"

Roma, 27 gen. (askanews) – “La musica è incontro, scambio, è vita. Dall’incontro nascono energia e vitalità. Ricordare è importante, ma la memoria ha bisogno di emozione per rimanere viva. L’emozione è ciò che si fissa nelle cellule, che ci permette di portare avanti i ricordi. Oggi siamo qui per farlo con la musica”: lo ha detto Lorenzo Jovanotti presentando il suo album al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano.

“È una coincidenza, ma non esistono le coincidenze, no? Questa domanda – ha aggiunto – mi dà l’occasione di raccontarvi una piccola storia. Oggi è il 27 gennaio e, da 25 anni, in Italia è la Giornata della Memoria. È il giorno in cui ricordiamo la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, lo sterminio che ha colpito anche altre minoranze e oppositori politici. È più di una data simbolica: il 27 gennaio è stato scelto perché è il giorno in cui le truppe alleate liberarono il campo di Auschwitz-Birkenau”.

“Siamo in un luogo particolare – ha ricordato l’artista che sarà al Festival di Sanremo superospite la prima serata – il Teatro Lirico di Milano, intitolato a Giorgio Gaber. Gaber è stato il più anticonformista tra gli artisti del dopoguerra. Ha scritto probabilmente la canzone sulla libertà più famosa di sempre: La libertà. In un giorno come questo, e in un periodo storico come questo, le sue parole risuonano ancora più potenti”.

“Ma c’è di più. Questo teatro ha una storia che si lega alla memoria. Il 16 dicembre 1944, Benito Mussolini pronunciò qui il suo ultimo discorso pubblico, chiamato ‘il discorso della riscossa’. Per fortuna quella riscossa non c’è stata”.

Il Giorno della Memoria, lo sterminio, Mussolini, Giorgio Gaber, Milano, la libertà… Chi mi conosce – ha concluso l’artista toscano – sa che ho questa maniera di connettere i puntini. Mi viene da pensare a come la musica racconti questi intrecci. Durante il ventennio fascista, per esempio, il jazz era osteggiato in Italia e proibito dal nazismo, considerato musica degenerata. Eppure, continuava a suonare clandestinamente”.

Geologi Europei, ruolo Strategico Energia Geotermica per futuro

Roma, 27 gen. – “In occasione della Giornata Internazionale dell’Energia Pulita, si sottolinea l’importanza crescente dell’energia geotermica come risorsa fondamentale per la transizione energetica globale. In un contesto di crescente domanda di energie rinnovabili affidabili, l’energia geotermica emerge come una soluzione stabile e continua, indipendente dalle condizioni climatiche, che pu garantire una fornitura costante di elettricit e calore. A differenza di fonti intermittenti come il solare e l’eolico, l’energia geotermica opera 24 ore su 24, offrendo una sicurezza energetica cruciale per il futuro. Grazie ai progressi tecnologici, come i Sistemi Geotermici Potenziati (EGS), possibile estrarre calore anche da profondit non sfruttabili in passato, aprendo nuove opportunit per l’utilizzo di questa risorsa in tutto il mondo. Inoltre, l’integrazione della geotermia con l’estrazione di metalli critici come il litio contribuisce a migliorare l’autosufficienza energetica, riducendo la dipendenza da risorse esterne e abbattendo l’impatto ambientale. Una delle innovazioni pi promettenti riguarda l’utilizzo delle formazioni sotterranee come “batterie naturali”, in grado di immagazzinare energia in eccesso per rilasciarla quando necessario, migliorando la stabilit del sistema energetico e facilitando l’integrazione delle fonti rinnovabili”.

La Federazione Europea dei Geologi (EFG) evidenzia il ruolo fondamentale dell’energia geotermica nella transizione verso un futuro energetico sostenibile, enfatizzando il suo potenziale per garantire un approvvigionamento energetico sicuro e a basse emissioni di carbonio. L’EFG promuove l’adozione di tecnologie innovative, politiche efficaci e pratiche sostenibili per massimizzare l’uso dell’energia geotermica in tutta Europa, impegnandosi anche a sensibilizzare il pubblico e i decisori politici sui benefici di questa risorsa.

“L’energia geotermica essenziale per costruire un futuro energetico sostenibile e sicuro”, afferma David Govoni, Presidente della EFG, sottolineando l’impegno dell’organizzazione nel garantire che questa risorsa venga sfruttata in modo responsabile e innovativo. L’energia geotermica non solo risponde alla crescente domanda di energia rinnovabile, ma contribuir anche a ridurre le emissioni di carbonio, promuovendo una maggiore sicurezza energetica a livello globale.

La dura polemica di Israele contro Onu e Tribunali internazionali

Roma, 27 gen. (askanews) – Il presidente israeliano Isaac Herzog, nel corso di una cerimonia delle Nazioni Unite per la Giornata internazionale della memoria dell’Olocausto, ha attaccato duramente i tribunali e le istituzioni internazionali istituiti sulla scia dell’Olocausto sostenendo che sono diventati da allora distorti e ipocriti nei loro attacchi contro Israele.

“Piuttosto che raggiungere il suo scopo e combattere coraggiosamente contro un’epidemia globale di terrore jihadista, omicida e abominevole, più e più volte questa assemblea ha dato prova di bancarotta morale”, ha detto Herzog riferendosi all’Onu.

Herzog ha poi accusato la Corte penale internazionale di “ipocrisia oltraggiosa e di protezione degli autori delle atrocità creando una simmetria distorta tra la vittima e il mostro omicida”.

Le Nazioni Unite e i tribunali internazionali “permettono alle dottrine genocide antisemite di prosperare ininterrottamente sulla scia del più grande massacro di ebrei dalla Seconda guerra Mondiale”, ha detto ancora Herzog riferendosi all’assalto di Hamas del 7 ottobre nel sud di Israele.

I terroristi agiscono per “armare le istituzioni internazionali, minando la ragione più basilare e fondamentale della loro creazione”, ha proseguito. Queste istituzioni, ha concluso, stanno “manipolando la definizione di genocidio al solo scopo di attaccare Israele e il popolo ebraico”.

Cos’ha detto il segretario Onu Antonio Guterres ad Auschwitz

Roma, 27 gen. (askanews) – Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres è intervenuto ad Auschwitz per la cerimonia degli 80 anni della liberazione del campo di sterminio nazista. Nel suo intervento, ricordando tutte le vittime della ferocia nazista, il segretario dell’Onu ha invitato a non dimenticare mai le atrocità che “hanno oltraggiato l’umanità”. “Sono onorato – ha esordito Guterres – di avere con noi oggi i sopravvissuti all’Olocausto e le loro famiglie.

Prima di iniziare, vorrei riconoscere che è passato più di un anno dagli spaventosi attacchi terroristici del 7 ottobre da parte di Hamas.

Accogliamo con favore, finalmente, l’accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi. L’accordo offre speranza, così come un sollievo tanto necessario.

Faremo del nostro meglio per garantire che porti al rilascio di tutti gli ostaggi. Fin dall’inizio, abbiamo chiesto il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi e un cessate il fuoco permanente a Gaza”. Poi ha proseguito: ” Cari amici, Ogni anno in questo giorno, ci riuniamo per celebrare la liberazione di Auschwitz-Birkenau. Piangiamo i sei milioni di ebrei assassinati dai nazisti e dai loro collaboratori, mentre cercavano di distruggere un intero popolo.

Siamo addolorati per i Rom e i Sinti, anch’essi presi di mira dal genocidio, per le persone con disabilità, per le persone LGBTIQ+ e per tutti coloro che sono stati ridotti in schiavitù, perseguitati, torturati e uccisi. Siamo al fianco delle vittime, dei sopravvissuti e delle loro famiglie. E rinnoviamo la nostra determinazione a non dimenticare mai: Non dimenticare mai le atrocità che hanno “oltraggiato la coscienza” dell’umanità. E non dimenticare mai le loro putride fondamenta: millenni di odio antisemita, manifestatosi in marginalizzazione, discriminazione, espulsioni e omicidi”.

Guterres ha anche detto: “Il ricordo non è solo un atto morale. Il ricordo è un invito all’azione. Lasciare che l’Olocausto svanisca dalla memoria significherebbe disonorare il passato e tradire il futuro. Lo straordinario sopravvissuto ad Auschwitz, Primo Levi, che ha testimoniato tutto ciò che aveva visto e sopportato, ci ha esortato a incidere la conoscenza nei nostri cuori. E dobbiamo farlo. Conoscere la storia dell’Olocausto significa conoscere le profondità a cui può sprofondare l’umanità. Significa capire come i nazisti siano stati in grado di commettere i loro crimini atroci, con la complicità di altri. Ed è comprendere il nostro solenne dovere di parlare contro l’odio, di difendere i diritti umani di tutti e di rendere tali diritti una realtà. Cari amici, Dopo l’inferno dell’Olocausto, i paesi si sono uniti: Hanno creato le Nazioni Unite e la nostra Carta 80 anni fa, affermando il valore di ogni persona umana… Hanno adottato la Convenzione sulla prevenzione e la punizione del crimine di genocidio, per la quale dobbiamo un debito di gratitudine all’avvocato ebreo polacco Raphael Lemkin… E hanno stabilito la Dichiarazione universale dei diritti umani, il fondamento di tutto il diritto internazionale sui diritti umani.

Come ha affermato uno dei redattori, il diplomatico e intellettuale libanese Charles Malik, la Dichiarazione era: “…Ispirata dall’opposizione alle dottrine barbare del nazismo e del fascismo”. La dignità di ogni membro della nostra famiglia umana è sancita in quel documento, che attinge da tradizioni di tutto il mondo. È una pura espressione della nostra comune umanità. E nei momenti bui rimane una luce splendente. Cari amici, Oggi, il nostro mondo è frammentato e pericoloso. Ottant’anni dopo la fine dell’Olocausto, l’antisemitismo è ancora tra noi, alimentato dalle stesse bugie e dallo stesso odio che hanno reso possibile il genocidio nazista. E sta aumentando. La discriminazione è diffusa. L’odio sta fomentando tutto il mondo. Uno degli esempi più chiari e preoccupanti è il cancro diffuso della negazione dell’Olocausto. Fatti storici indiscutibili vengono distorti, sminuiti e ignorati. Si stanno facendo sforzi per riformulare e riabilitare i nazisti e i loro collaboratori. Dobbiamo opporci a questi oltraggi. Dobbiamo promuovere l’istruzione, combattere le bugie e dire la verità.

E dobbiamo condannare l’antisemitismo ovunque e in qualsiasi momento si manifesti, così come dobbiamo condannare tutte le forme di razzismo, pregiudizio e bigottismo religioso che vediamo proliferare oggi. Perché sappiamo che questi mali appassiscono la nostra moralità, corrodono la nostra compassione e cercano di renderci ciechi alla sofferenza, aprendo la porta alle atrocità. Le Nazioni Unite lavorano da tempo per combattere l’antisemitismo, attraverso una vasta gamma di attività, tra cui i nostri programmi di sensibilizzazione sull’Olocausto. E abbiamo recentemente lanciato il nostro Piano d’azione sull’antisemitismo, raccomandando i modi in cui il sistema delle Nazioni Unite può migliorare ulteriormente tali sforzi. In questi giorni di divisione è ancora più importante: che ci aggrappiamo alla nostra comune umanità… E rinnoviamo la nostra determinazione a difendere la dignità e i diritti umani di tutti. Ognuno di noi ha un dovere. La storia dell’Olocausto ci mostra cosa può accadere quando le persone scelgono di non vedere e di non agire”.

Realizzazione della Beic a Milano, chiesti i domiciliari per gli architetti Boeri e Zucchi

Milano, 27 gen. (askanews) – La Procura di Milano ha chiesto gli arresti domiciliari per gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi, per presunta turbativa d’asta, nell’ambito dell’inchiesta per la realizzazione a Porta Vittoria della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (Beic). Si tratta di un intervento finanziato attraverso fondi del Pnrr i cui lavori dovranno concludersi entro il 2026. A firmare il progetto vincitore del concorso internazionale è stato un raggruppamento italiano guidato da Angelo Raffaele Lunati di Onsitestudio. A sceglierlo, a metà del 2022, è stata una commissione, presieduta da Boeri, membro rappresentante della Fondazione Beic, della quale faceva parte anche Zucchi, in rappresentanza del Comune di Milano.

“Sono sorpreso e molto turbato. Attendo con fiducia l’incontro con il Giudice per le indagini preliminari, allo scopo di poter finalmente chiarire la mia posizione” ha commentato Boeri.

“Il progetto – si legge tra le motivazioni della commissione giudicatrice, che ha svolto il lavoro di valutazione degli elaborati, selezionando 5 tra le 44 proposte progettuali arrivate per l’unico grado del concorso – risponde al contesto urbano, alla complessità del programma funzionale e ai valori di pregnanza formale e sostenibilità ambientale richiesti dal tema con una soluzione semplice e convincente da tutti i punti di vista”. L’obiettivo non è la creazione di una biblioteca tradizionale, dove custodire i tesori di una cultura già consolidata, piuttosto un “laboratorio per produrre cultura contemporanea”.

Platea Palazzo Galeano presente Le Piangenti di Marco De Sanctis

Lodi, 27 gen. (askanews) – Il pianto e la pioggia, l’elemento fisiologico e quello meteorologico, la reazione chimica e il territorio uniti nelle opere gemelle di Marco De Sanctis presentate a Lodi. Sabato 25 gennaio 2025 Platea Palazzo Galeano ha aperto il quinto anno di attivit espositiva dell’associazione con la mostra “Le Piangenti” di Marco De Santis. La mostra si sviluppa come un duplice intervento che coinvolge la vetrina di Palazzo Galeano in Corso Umberto I, dove esposta una nuova produzione su carta dedicata alle nuvole e il cortile della Biblioteca Laudense in via Fanfulla 2, a pochi passi dalla vetrina, che ospita una scultura della serie “Les Pleureuses” realizzata precedentemente dall’artista.

In occasione dell’inaugurazione della mostra l’associazione Argine ha presentato “Cheung” performance musicale del sound artist American Ghost Bird composta appositamente per comunicare con l’opera scultorea.

La curatrice indipendente e co-direttrice di Careof Milano Marta Cereda ha presentato ad Askanews il lavoro dell’artista: “La ricerca di Marco De Sanctis si nutre di evoluzioni della materia e dello scorrere del tempo. La sua tecnica sempre sperimentale, nel senso che lavora con i materiali, spesso inventando sia il mezzo espressivo sia la tecnica che poi vediamo realizzata e compiuta nei suoi lavori”.

Marco De Sanctis ha proseguito descrivendo nel dettaglio il processo di realizzazione: “Si tratta di due opere che sono presentate oggi. Una La Piangente, la scultura del Laoconte, ripresa e rifatta in bronzo con queste corna di agave, che non sono nient’altro che un escamotage: la pioggia viene convogliata nelle orbite oculari e reagendo fa lacrimare verde rame. Dopo un anno ho pensato bene di rifare la stessa cosa dipingendo delle nuvole con gli ossidi di rame. Ho preso delle patine a freddo, si tratta di nitrati e solfati di rame mescolati con altre soluzioni supersature di salgemma e le ho acquerellate su carta, soffiandogli sopra delle polveri di bronzo della cesellatura delle sculture che avevo fatto. Tautologicamente e anche poeticamente volevo chiudere questo rapporto tra la pioggia e le lacrime delle sculture e riproporre le nuvole”.

Marta Cereda ha concluso puntando l’attenzione sul rapporto dell’artista con la citt di Lodi, come di consueto alla base della prima esposizione dell’anno dell’associazione Platea Palazzo Galeano: “La mostra Le Piangenti di Marco De Santis si collega al territorio del Lodigiano per ragioni diverse. La prima anagrafica, nel senso che De Santis nasce a Milano, ma prima di trasferirsi a Bruxelles, ha vissuto a lungo a Lodi, quindi un territorio che conosce bene e ha ben frequentato. La seconda ragione che questa mostra con le sculture e con l’opera su carta trasferita su tela si nutre della pioggia di Lodi, dell’umidit di Lodi, del clima atmosferico di Lodi che ne ha modificato e ne modificher l’evoluzione”.

Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa main partner dell’associazione Platea Palazzo Galeano.

Mps in Borsa cede -2%: sconto Ops si amplia all’11%, domani cda Mediobanca

Milano, 27 gen. (askanews) – Mps e Mediobanca sorvegliate speciali a Piazza Affari, al secondo giorno di test sui mercati dopo l’Ops annunciata all’alba di venerdì dall’istituto senese su Piazzetta Cuccia e che sabato ha ricevuto la benedizione della premier Giorgia Meloni (“Un’operazione di mercato, bene se nascesse il terzo polo”). Il titolo Mps ha continuano a flettere, chiudendo a 6,362 euro (-2%), mentre Mediobanca, dopo i forti rialzi della vigilia, ha guadagnato lo 0,18% a 16,5 euro. Le 2,3 azioni che Mps offre per ogni azione di Piazzetta Cuccia valgono così oggi 14,6326 euro contro il prezzo implicito di 15,992 euro dell’Ops, portando l’offerta carta contro carta a sconto dell’11,3%.

Mediobanca ha convocato ufficialmente il cda per domani mattina per avviare l’esame dell’offerta. L’Ops, non concordata, sarà considerata ostile. La riunione sarà la prima occasione per il board – dove siedono due consiglieri indicati dalla Delfin della famiglia Del Vecchio – per un confronto sull’operazione e iniziare a valutare le possibili contromosse, considerati i vincoli della passivity rule.

Intanto, le banche d’affari restano perplesse sull’operazione e nei report odierni hanno continuato a sottolinearne i possibili rischi. “Sebbene i numeri presentati da Mps creino valore sulla carta, riteniamo riteniamo che i rischi di esecuzione e la potenziale perdita di ricavi, dovuta all’interruzione del franchising di Mediobanca nel settore del wealth e dell’investment banking in caso di fusione, mettano a rischio l’utilizzo completo delle DTA previste”, hanno scritto gli analisti di Morgan Stanley.

“Per quanto riguarda le sinergie sui ricavi – ha sottolineato Barclays -, comprendiamo gli angoli di cross-selling menzionati da Mps, ma d’altro canto potrebbero esserci anche sinergie negative, derivanti dal cambio di controllo e dall’impatto che questo ha sui key manager di CIB o sui Financial Advisor per la divisione WM”. Secondo gli analisti di Deutsche Bank, l’offerta “rappresenta un cambiamento significativo degli investimenti di Mps, precedentemente incentrati sull’impiego di capitale per acquisizioni bolt-on o per aumentare le distribuzioni. Questa inversione di rotta strategica introduce incertezza e può avere un impatto negativo sulla valutazione di Mps”. Inoltre, scrivono, “il potenziale di interruzione delle attività all’interno delle divisioni CIB e WM di Mediobanca rappresenta un rischio per il raggiungimento delle sinergie”.

Hsbc ha sottolineato come i due modelli di business diversi sollevino punti interrogativi sui benefici. “L’operazione – si legge nel report odierno – era la meno prevedibile tra le banche italiane, visti i diversi modelli di business delle due banche. Questo ci fa dubitare del livello di sinergie potenziali annunciate, anche in considerazione del rischio di interruzione del franchise CIB di Mediobanca”. Equita, infine, ha alzato il target price di Mediobanca a 18,6 euro e, pur sottolineando come il progetto sia “innovativo e ambizioso”, ha ribadito i rischi potenziali di “dis-sinergie” che potrebbero comportare una diluizione delle caratteristiche distintive di Mediobanca, “rendendo meno visibile l’effettiva creazione di valore”. Il premio offerto, inoltre, “appare modesto, in particolare considerando il ridotto appeal speculativo delle azioni Mps e l’assenza di una componente cash nell’offerta”.

Ad Auschwitz-Birkenau la cerimonia per l’80esimo anniversario della liberazione

Roma, 27 gen. (askanews) – Ad Auschwitz-Birkenau la cerimonia per l’80esimo anniversario della liberazione del famigerato lager di sterminio nazista. Marian Turski, storico e giornalista polacco sopravvissuto ad Auschwitz-Birkenau, ha preso la parola per primo, davanti a un folto pubblico tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, il capo dello Stato ucraino Volodymyr Zelensky, re Carlo III, il presidente Italiano Sergio Mattarella e anche il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier.

“Non abbiamo paura di convincerci che possiamo risolvere i problemi tra vicini”, ha detto Turski. “Per secoli abbiamo imparato a convivere, a costruire le nostre case gli uni fra gli altri. Tutto l’odio, tutto l’incitamento all’odio ha portato a conflitti armati tra popoli e gruppi etnici vicini”, ha aggiunto.

“Non bisogna avere affatto paura. Vediamo nel mondo contemporaneo, oggi e adesso, un enorme aumento dell’antisemitismo. Questo è proprio l’antisemitismo che ha portato all’Olocausto”, ha detto ancora fra gli applausi Marian Turski.

Le luci del nord, tra foreste, visioni e sogni sul clima

Basilea, 27 gen. (askanews) – Le foreste boreali come soggetto di pittura, ma, soprattutto, come occasione per riflettere sulla natura e sul nostro rapporto con essa, anche attraverso un ambiente lontano dalla nostra esperienza, ma carico di una forza che tanto universale quanto intima. La Fondazione Beyeler di Basilea ha inaugurato la mostra “Luci del nord”, che presenta dipinti di paesaggio eseguiti tra il 1880 e il 1930 da artiste e artisti scandinavi e canadesi.

“Non c’ una sola luce del nord – ha detto ad askanews Sam Keller, direttore della Fondazione Beyeler – per questo la mostra intitolata Northern Lights, al plurale. Ci sono cos tante luci del Nord, molto diverse dalla luce mediterranea o anche da quella delle Alpi che noi conosciamo. Pensiamo ovviamente all’aurora boreale, ma anche ad altri fenomeni luminosi, come la lunga estate di sole oppure il freddo inverno buio. Pensiamo ai riflessi sulla neve, nei laghi, nelle cascate, nei fiumi.”.

In questa pluralit di visioni si innesta la sensazione di una relazione con l’incommensurabile, ma anche la possibilit di una presenza umana inattesa e soprattutto di una pittura che cambia le prospettive. Come accade, per esempio, nella sala dedicata ad Edvard Munch, dove le foreste ospitano sia dei vampiri sia i cieli infuocati che abbiamo imparato a conoscere nelle opere pi celebri del pittore norvegese. “Ci sono tante luci diverse e ci sono anche tante emozioni diverse nelle opere – ha aggiunto Keller – e questo uno dei tanti elementi che ci hanno affascinato in questa mostra”.

Oltre a Munch l’altra artista di fama internazionale in mostra Hilma af Klint, mentre gli altri nomi sono poco conosciuti fuori dai loro Paesi e questo conferisce un elemento imprevisto e interessate all’esposizione. Che trova anche una sterzata verso il contemporaneo con una installazione digitale che la Fondazione ha commissionato all’artista danese Jakob Kudsk Steensen, intitolata “Boral Dreams”

“Quest’opera – ci ha spiegato – nata da due mesi che ho trascorso nella Marcell Experimental Forest nel nord del Minnesota quest’estate: qui si stanno creando le condizioni degli ambienti del futuro e io ho registrato suoni, ho preso dei campioni digitali e altri elementi e ho creato una sorta di videogame, un modo virtuale che immagina il domani delle foreste boreali. Quello che voglio fare con quest’opera analizzare i cambiamenti che avverranno nel clima, ma anche come queste condizioni mutate cambiano il nostro modo di dormire e di sognare”.

Le luci del nord, insomma, arrivano anche nella nostra vita e perfino nel nostro subconscio. Tutto in fondo si connette, soprattutto se di mezzo ci sono la natura e l’arte.

I Baustelle festeggiano 25 anni di carriera live nei palazzetti

Milano, 27 gen. (askanews) – Le sorprese che ci riservano i Baustelle per questo 2025 non sono finite: per coronare i loro 25 anni di carriera l’iconico gruppo composto da Francesco Bianconi, Claudio Brasini e Rachele Bastreghi tornerà live con due speciali feste finali nei palazzetti di Roma e Milano – organizzate da Vivo Concerti – a coronare questo 2025. Nell’attesa delle date estive, appuntamento il 5 dicembre a Roma – Palazzo dello Sport e il 12 dicembre ad Assago (MI) – Unipol Forum per concludere in maniera gloriosa un 2025 di cui i Baustelle saranno protagonisti.

La capacità dei Baustelle di evolversi senza mai tradire il sound originale che li ha resi celebri rende questo anniversario un momento speciale da celebrare insieme al loro pubblico. Queste due date di Milano e Roma saranno un momento importante per celebrare non solo i 25 anni di carriera ma anche per concludere un anno importante per la band, che con l’uscita del singolo Spogliami per BMG ha inaugurato un nuovo capitolo che proseguirà con l’uscita del nuovo album El Galactico, prevista il 4 aprile.

I biglietti per queste due date evento saranno disponibili online da martedì 28 gennaio alle ore 14:00 e nei punti vendita autorizzati da domenica 2 febbraio alle ore 14:00. Info e biglietti sono disponibili su vivoconcerti.com. Media Partner dei due appuntamenti previsti nei palazzetti è Radio Capital.

L’album El Galactico è disponibile in pre-order in formato vinile colorato numerato limited edition con alternative cover in esclusiva Amazon, vinile colorato numerato limited edition con original cover disponibile ovunque e in formato CD. L’artwork del nuovo album verrà presto svelato, nell’attesa la band ha rivelato la copertina del vinile limited edition.

L’album El Galactico è anticipato dal singolo Spogliami che vuole essere un inno al cambiamento, alla trasformazione, alla diversità. Scritto da Francesco Bianconi, Diego Palazzo e Federico Nardelli e prodotto da quest’ultimo insieme a Francesco Bianconi, il brano – accompagnato dal videoclip che anticipa l’atmosfera di questa nuova fase della band – è caratterizzato da un sound solare, elettrico e teso, ispirato alla California degli anni Sessanta ed esprime un desiderio di purificazione e rottura.

Oltre a questi due live nei palazzetti, i Baustelle hanno già dato appuntamento dal vivo in grande stile al loro pubblico con El Galactico Festival che si terrà l’1 e il 2 giugno a Firenze sul palco dell’Anfiteatro Delle Cascine Ernesto de Pascale, lì dove tutto è cominciato.

Durante El Galactico Festival – prodotto e organizzato da Vivo Concerti – il primo festival ideato, scritto e diretto dalla band, i Baustelle si esibiranno insieme ad ospiti a sorpresa con una scaletta unica e irripetibile per ciascuna giornata. L’1 giugno saliranno sul palco del festival Emma Nolde, i Neoprimitivi, Matteo Bordone & Daniela Collu con un podcast live e infine Pierpaolo De Sanctis (Four Flies Records DJ Set). Il 2 giugno invece gli artisti presenti saranno Marta Del Grandi, i Delicatoni, Stefano Nazzi con una speciale puntata di Indagini e Bassolino per il Dj Set. Info e biglietti per El Galactico Festival sono disponibili su vivoconcerti.com

El Galactico Festival – in collaborazione con il Post – è organizzato anche grazie al sostegno di Shaft. Lungarno è Local Media Partner del Festival e Controradio è la Local Radio Partner.

Shoah, Conte: lezione attuale. No a odio, segregazione, oppressione

Roma, 27 gen. (askanews) – “Non dimenticare il dramma dell’Olocausto, ma anche rinnovare l’impegno quotidiano contro ogni discriminazione e manifestazione di intolleranza”. Lo dichiara in una nota il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“La Giornata della memoria – spiega l’ex presidente del Consiglio – è un momento di profondo raccoglimento che ci spinge a tramandare la testimonianza di chi, sopravvissuto alla barbarie nazifacista, ancora oggi lotta per scongiurare che una simile tragedia possa ripetersi”.

“In questa giornata si leva alto il monito affinché ogni fenomeno di violenza e prevaricazione venga combattuto con la più forte determinazione. È una lezione quantomai attuale – conclude Conte – che ci induce a contrastare chi continua ad alimentare politiche di odio, di segregazione e di oppressione”.

Alice nella Città, 700 ragazzi al cinema per "La farfalla impazzita"

Roma, 27 gen. (askanews) – In occasione del Giorno della Memoria, Alice nella città ha organizzato una proiezione speciale del film TV “La farfalla impazzita”, che racconta la storia straordinaria e toccante di Giulia Spizzichino, ebrea romana sopravvissuta alle atrocità naziste e protagonista di una coraggiosa battaglia per la giustizia. L’evento si è svolto al Cinema Adriano di Roma e ha coinvolto oltre 700 studenti delle scuole del Lazio in un momento di profonda riflessione e confronto sul valore della memoria.

Presenti all’incontro Fabia Bettini, co-direttrice di Alice nella città, il regista Kiko Rosati, l’attrice Elena Sofia Ricci, che ha interpretato con straordinaria intensità il ruolo di Giulia Spizzichino, il direttore di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, Matteo Levi produttore di 11 Marzo Film, Alberto Negrin regista del documentario sul vero processo al criminale nazista Erich Priebke, Antonella Di Castro, Vice Presidente e Assessore alla cultura Comunità Ebraica di Roma, Marco Sbarrini, il vero figlio di Giulia Spizzichino, e Franca Spizzichino, la vera sorella di Giulia Spizzichino.

Il film, che andrà in onda su Raiuno il 29 gennaio in prima serata, ripercorre la vita di Giulia Spizzichino, segnata dal lutto e dal dolore per la deportazione e l’uccisione della sua famiglia durante la Shoah. Mezzo secolo dopo, la sua determinazione la porta a lottare per l’estradizione e la condanna di Erich Priebke, l’ufficiale nazista coinvolto nella strage delle Fosse Ardeatine.

Kiko Rosati, regista del film, ha raccontato l’intensità emotiva e la responsabilità di rappresentare una vicenda così profonda: “Avvicinarsi a una storia del genere significa muoversi su due piani: da un lato la ricostruzione storica, dall’altro la dimensione umana, quella più intima, che ci ha spinto a restituire il senso del dolore e del coraggio di Giulia”.

Elena Sofia Ricci, protagonista del film, ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria: “Giulia Spizzichino era il dolore incarnato, una donna congelata in una sofferenza che non l’ha mai abbandonata. Raccontare la sua storia significa ricordare le atrocità della Shoah e rinnovare l’impegno a non permettere che simili orrori si ripetano. È fondamentale che i giovani comprendano che la vita umana, indipendentemente da provenienza, religione o colore della pelle, è sacra. La memoria è un’arma potente contro la disumanizzazione e l’indifferenza”.

Marco Sbarrini, figlio di Giulia Spizzichino, ha raccontato l’emozione di vedere la storia di sua mamma portata sul grande schermo: “Vedere Elena interpretare mia madre è stato impressionante, perché Elena, anche negli audiovisivi finali, sembrava praticamente identica a lei. È fondamentale, per ognuno di voi, andare alle fonti, scavare, informarsi e vedere film o ricostruzioni storiche come questa per comprendere davvero cosa è accaduto nella storia ed evitare che simili tragedie si ripetano”.

“È la prima volta che si racconta un grande personaggio femminile in modo così realistico, mettendo in evidenza la sua forza – ha dichiarato Fabia Bettini -. Questa è una storia che parla di giustizia, ma soprattutto del coraggio di una donna che, pur di ottenerla, ha affrontato una violenza enorme, una violenza che non era solo fisica ma anche emotiva. Giulia Spizzichino – ha aggiunto Fabia Bettini -. non viveva realmente, ma sopravviveva, portando dentro di sé il peso di una ferita che non si rimarginava. La violenza che ha subito l’ha privata di tutto: dei suoi cari, dei suoi sentimenti, dei suoi sogni. È una violenza che svuota, che sottrae, che annulla tutto ciò che una persona ha dentro. Raccontare una donna come Giulia Spizzichino significa affrontare il dolore puro, il dolore incarnato, di una persona cristallizzata nel passato e segnata per sempre dalla perdita dei suoi familiari”.

L’iniziativa si inserisce nel programma del percorso “Scelte di classe” di Alice nella città, vincitore del bando nazionale di cinema per la scuola, per promuovere il dialogo tra cinema e società, sensibilizzando le nuove generazioni attraverso storie che stimolano il confronto e la riflessione.

Nato, Rutte: "vitale" continuare a sostenere l’Ucraina

Milano, 27 gen. (askanews) – “Vitale” continuare a sostenere l’Ucraina. Lo ha detto il segretario generale Mark Rutte dal Portogallo. “Oggi abbiamo discusso della situazione della sicurezza in Europa: la Russia sta cercando di destabilizzare i nostri Paesi e sta mettendo a dura prova la resilienza delle nostre società”. Rutte in Portogallo aveva in agenda incontri con il presidente del Paese, Marcelo Rebelo de Sousa, il Primo Ministro, Luis Montenegro, il Ministro di Stato e degli Affari Esteri, Paulo Rangel, e il Ministro della Difesa, Nuno Melo.

A Lisbona le discussioni si sono concentrate sulle sfide alla sicurezza dell’Europa, in particolare sulle azioni destabilizzanti della Russia, tra cui tentati omicidi, attacchi informatici e sabotaggi, nonché sulla sua guerra contro l’Ucraina. È stato sottolineato il sostegno della Nato all’Ucraina, con i contributi del Portogallo evidenziati, come l’addestramento allo sminamento e un impegno finanziario significativo. E “mentre affrontiamo la minaccia russa, (il Portogallo) deve anche affrontare le sfide che provengono dal vicinato meridionale, e anche le opportunità che provengono dal vicinato meridionale”, ha dichiarato Rutte.

“La Nato è forte oggi” ha poi sottolineato Rutte, per aggiungere. “Per mantenere forte la NATO, dobbiamo, tuttavia, continuare ad adattarci e garantire la nostra sicurezza in futuro. Dobbiamo anche intensificare i nostri sforzi ora, il che significa anche che dobbiamo spendere di più per la nostra difesa e siamo lieti dei recenti aumenti della spesa per la difesa del Portogallo”, ha dichiarato il segretario generale della Nato. Ma l’attualità continua purtroppo ad offrire nuovi spunti di preoccupazione per la sicurezza. “Proprio ieri, abbiamo assistito a un altro incidente nel Mar Baltico con l’interruzione di un cavo che collega Lettonia e Svezia” ha detto Rutte.

Rutte è inoltre tornato sulla necessità di un innalzamento della spesa in difesa da parte dei Paesi Nato. “La buona notizia è che attraverso la missione Baltic Sentry le navi e gli aerei della Nato stanno operando insieme ai nostri alleati là, consentendo una risposta rapida e coordinata. La NATO è forte oggi. Per mantenere forte la Nato, dobbiamo tuttavia continuare ad adattarci e a garantire la nostra sicurezza in futuro. Dobbiamo anche aumentare i nostri sforzi ora. Ciò significa anche che dobbiamo spendere di più per la nostra difesa”, ha aggiunto Rutte.

Shoah, Crosetto:immane tragedia, oggi echi in tanti popoli calpestati

Roma, 27 gen. (askanews) – “Oggi, 27 gennaio, ricordiamo le vittime della Shoah. Un capitolo terribile, tragico e devastante che ha segnato la storia del Novecento ma che, anche in questo secolo e in tutti quelli a venire, non potremo e non dovremo mai dimenticare. Perché coltivare, come diceva Primo Levi, scrittore torinese a me caro, deportato ad Auschwitz e da quel luogo di morte fortunosamente scampato, ‘il vizio della memoria’, è il solo modo che abbiamo per combattere il male”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che si trova a Gedda per incontri istituzionali e per l’ultima tappa della nave Vespucci.

“Ieri, durante la seconda guerra mondiale, quel male si è tradotto nello sterminio, scientifico e sistematico, di sei milioni di persone, la cui sola colpa era quella di appartenere al popolo e alla religione ebraica. Oggi – ha aggiunto Crosetto – echi di quella immane tragedia, si vedono in tanti popoli e nazioni i cui diritti vengono calpestati e vilipesi. Ricordare è il solo, l’unico modo, che tutti noi abbiamo, in qualità di semplici esseri umani, prima ancora che di persone impegnate in responsabilità istituzionali, affinché quella tragedia disumana e quella terribile ferita al cuore dell’umanità, non possa e non debba mai più ripetersi”.

“Ma il Giorno della Memoria non è solo un momento per il ricordo – ha sottolineato Croseto – è un invito a riflettere sui valori della pace, del diritto dei popoli e degli stati, della libertà e della dignità umana. Principi e valori che dobbiamo difendere ogni giorno, come se fosse la nostra ultima, definitiva, battaglia. In un mondo sempre più sofferente e angosciato da guerre, conflitti e divisioni, è fondamentale ricordare che la libertà dei popoli e delle nazioni non é mai un fatto scontato. Ma una realtà e una verità che va conquistata, e riconquistata, ogni giorno. La vita, la libertà, i diritti costituzionali di ogni uomo, a partire dal suo diritto fondamentale, l’habeas corpus, il rispetto reciproco, rappresentano la nostra ‘religione laica’. Diritti e doveri che, per tutti noi, sono cruciali, definitivi, irrinunciabili. E non possiamo mai darli per scontati. Non possiamo permettere che i nostri figli considerino la pace, la democrazia, la libertà, come dati di fatto acquisiti solo perché, grazie al sacrificio dei nostri anziani, dei nostri nonni, di tante generazioni che, prima di noi, sono morti e hanno sofferto per ristabilire la libertà, la democrazia, il diritto, non hanno sofferto la guerra, la morte, il dolore, le privazioni. Ecco perché non dobbiamo mai perdere la memoria, ma anzi, coltivarla ogni giorno, e onorare chi è caduto anche per noi. Il nostro compito, quello di nani sulle spalle di giganti, è uno solo: insegnare l’impegno, il sacrificio e la responsabilità alle nuove generazioni”.

“La guerra in Ucraina, la crisi in Medio Oriente e la tregua – ancora fragile – a Gaza, sono tragedie che dobbiamo sentire, ogni giorno, sulla nostra pelle, come se fossero tutte nostre. Tragedie – ha aggiunto il ministro della Difesa – che ci chiedono interventi urgenti, coerenti e approcci condivisi con chi vive questi conflitti e drammi sulla sua pelle. A tutti i reduci, i sopravvissuti e i testimoni della Shoah va, oggi, come ogni giorno, il mio commosso e partecipe pensiero. Ecco perché, proprio a causa del drammatico contesto in cui viviamo, l’Italia – anche grazie al contributo della Difesa – continua a impegnarsi per la pace, per la cooperazione internazionale e per il pieno rispetto dei diritti umani. Sono, siamo consapevoli, tutti noi, militari e civili, che nessuna nazione può affrontare le sfide che ci attendono da sola”.

“Personalmente, oggi vivo con profonda e intensa partecipazione e commozione questa giornata così importante, a bordo dell’Amerigo Vespucci. Una nave della nostra Marina Militare, che è il nostro vanto e il nostro orgoglio. Si tratta di un veliero, “la nave più bella del Mondo”, che nel suo lungo e straordinario giro di intorno al mondo, si è resa, ogni giorno, ambasciatrice dei valori italiani, della nostra cultura, storia, tradizione, umanità. Un pezzo di Italia che, ancor prima di rientrare in Mediterraneo, quest’anno ha unito, nel suo viaggio, 5 continenti, 30 paesi e 35 porti. Un veliero, una nave e un messaggio che voleva e vuole ‘unire’ tutti i popoli e le nazioni, non dividerli. E’ questo l’approccio dell’Italia e della Difesa: costruire i presupposti per scoraggiare chi vuol dividere e, allo stesso tempo, unire, collegare, creare ponti. A maggior ragione, proprio oggi – nel Giorno della Memoria – rinnoviamo il nostro impegno non solo per noi stessi, ma per tutte le generazioni future. La memoria, il ricordo, la storia, anche la più luttuosa e drammatica, ci obbligano a non dimenticare mai che la pace, la libertà e la giustizia sono diritti che devono essere continuamente conquistati e difesi. Perché noi, come italiani e come Italia, non vogliamo e non dobbiamo dimenticare”, ha concluso Crosetto.

"E vi cerco ancora", Fulvio Solms racconta il destino dei nonni ebrei

Roma, 27 gen. (askanews) – Quando il ricordo della Shoah passa alle seconde generazioni. Con “E vi cerco ancora” (edizioni Minerva, 2024) lo scrittore e giornalista Fulvio Solms ripercorre la storia e il destino dei nonni ebrei tedeschi attraverso lettere, testimonianze, documenti e un lungo viaggio che lo ha portato in tre diversi continenti. Giovedì 30 gennaio, nell’ambito degli appuntamenti dedicati alla Giornata della Memoria, Fulvio Solms sarà al Goethe-Institut a Roma per presentare – alle 19 all’Auditorium di via Savoia 15 – il suo libro e testimoniare la faticosa e necessaria ricerca sulla sua famiglia, divisa e in parte distrutta dalla Germania nazista. Un evento in collaborazione con Biblioteca Europea, Istituto Storico Germanico di Roma, Fondazione Museo della Shoah e Minerva.

Solms, testimone di seconda generazione della Shoah, ci racconterà la vicenda dei suoi nonni, un industriale tessile e sua moglie, ebrei di Berlino, depredati dei loro beni per essere poi deportati e uccisi a Lódz. Il libro narra la vicenda del figlio che spostatosi in Italia dove vivrà per dieci anni da fuggiasco, intuirà la terribile sorte dei suoi genitori solo dopo la fine della guerra, da tre parole su un documento ricevuto della Croce Rossa: “Deportati a Lódz”. Divenuto padre racconterà pochissimo a suo figlio (l’autore del libro, Fuvio Solms, ndr), per proteggerlo dall’orrore e lenire dentro di sé dolore e senso di colpa. “Cerco di non pensare”, rispondeva al figlio che gli chiedeva se si sentisse più italiano o più tedesco, e in quale lingua formulasse i suoi pensieri. Una cortina protettiva che ha funzionato per diversi anni, ma che ha ceduto improvvisamente quando il figlio, divenuto adulto, ha perso suo padre. A quel punto ha avvertito con forza la necessità di scoprire tutto sulla fine dei nonni. Anni di ricerca lo hanno portato nei luoghi più significativi della vicenda: Berlino, Stettino, Lódz, Chelmno.

E poi l’Italia, tra la Calabria, Bari e Roma. E ancora la Cina, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna. Sono stati interpellati testimoni, scovati documenti sul web e recuperati due libri sequestrati dai nazisti nel corso della deportazione: uno di essi è risultato rivelatore.

Fulvio Solms è nato nel dicembre del 1958 a Bari. Ha svolto l’intera carriera nel Corriere dello Sport, occupandosi di tutti gli sport alternativi al calcio. Il primo amore è stato il rugby, cui è seguito il passaggio al mondo dei motori: negli anni Ottanta i rally e in breve tempo la Formula 1, che lo ha portato a raccontare i gran premi da inviato in tutto il mondo. Responsabile anche degli sport invernali, ha seguito sette edizioni delle Olimpiadi, oltre alla Coppa del Mondo di sci alpino. Questo libro, in cui svela un’intensa vicenda familiare e la sorprendente ricerca storica che l’ha fatta emergere, segna il suo primo sconfinamento dallo sport.

Medio Oriente, Tajani: presto invieremo i nostri carabinieri al valico di Rafah

Bruxelles, 27 gen. (askanews) – “La notizia positiva è che ci sarà una missione militare europea di polizia al valico di Rafah”, nella Striscia di Gaza, “in cui ci sarà una presenza dei nostri carabinieri”, che partiranno “prossimamente”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla stampa al suo arrivo al Consiglio Affari esteri dell’Ue, oggi a Bruxelles.

I contingenti dei paesi europei, ha continuato Tajani, “partiranno tutti insieme dall’Italia con un volo delle nostre Forze armate, e quindi andranno a presidiare Il valico di Rafah e questo. E’ molto importante un impegno europeo, come abbiamo sempre chiesto, e anche un impegno dei nostri carabinieri, che sono sempre stati presenti, prima a Gerico, e adesso saranno ancora presenti” a Rafah.

Inoltre, nella Striscia di Gaza “probabilmente andranno ancora altri carabinieri. La richiesta fatta dalla precedente amministrazione americana per la formazione della polizia dell’Autorità nazionale palestinese era di circa 200 uomini; ne ho parlato ieri anche – ha riferito il ministro degli Esteri – con il nuovo segretario di Stato Usa Marco Rubio. Vedremo cosa si farà”.

“L’Italia – ha sottolineato Tajani – è pronta a essere sempre più presente in Medio Oriente da un punto di vista politico, ma anche con una presenza dei nostri militari in Palestina, adesso al valico di Rafah, e poi anche confermando la nostra presenza con l’Unifil in Libano, e con la missione bilaterale di formazione delle Forze Armate libanesi.

Shoah, Liliana Segre: l’antisemitismo che c’è sempre stato oggi è manifesto. Senza testimoni richio oblio

Roma, 27 gen. (askanews) – “Tornata da Auschwitz ho scelto il silenzio, perché mi rendevo conto dell’incapacità o dell’indifferenza di capire la tragedia del sopravvissuto, che rientrava nel mondo in cui voleva vivere dopo la guerra. Perché mi sono decisa a parlare compiuti i 50 anni? Perché mi rendevo conto che il mondo stava cambiando e quello che rimaneva sempre uguale era l’antisemitismo. Oggi è manifesto, ma c’è sempre stato, solo che non era possibile parlarne nei termini sfacciati, vergognosi, disgustosi di oggi”. Lo ha detto Liliana Segre, senatrice a vita, nella video-intervista con Marco Vigevani, presidente Comitato Eventi Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, diffusa sui social.

“Io sono di natura pessimista e questo certamente non aiuta in questo mio giudizio ma sono così sicura dentro di me che una volta spariti, e ormai manca poco, gli ultimissimi superstiti e quando sarà finita la generazione dei figli dei superstiti, e dei nipoti forse, man mano che il tempo passerà, sia per la questione di come è stato finora sia per le falsità che verranno dette, così come in 1984 di Orwell, che secondo me dovrebbe essere adottato nelle scuole”, ha detto ancora. “Ci sono degli interessi superiori per cui è bene dimenticare una certa cosa, non parlarne più finché poi non esiste più. Rimane una riga, una sola data, magari approssimativa, e poi col passare del tempo neanche più quella”, ha sottolineato.

“Quando sono entrata in Senato, spaventata da quel contesto, ho pensato che se avessi potuto lasciare un’eredità etica, morale, storica, umana, ne sarebbe valsa la pena. Oggi presiedo una commissione che ha nel suo titolo ‘Contro l’istigazione all’odio’, al razzismo, all’antisemitismo. Ma servirà davvero? Ci sarà qualcuno, dopo di me, che raccoglierà questa piccola eredità morale? O finirà con me?”, ha proseguito Segre.

Shoah, Liliana Segre: l’antisemitismo che c’è sempre stato oggi è manifesto. Senza testimoni richio oblio

Roma, 27 gen. (askanews) – “Tornata da Auschwitz ho scelto il silenzio, perché mi rendevo conto dell’incapacità o dell’indifferenza di capire la tragedia del sopravvissuto, che rientrava nel mondo in cui voleva vivere dopo la guerra. Perché mi sono decisa a parlare compiuti i 50 anni? Perché mi rendevo conto che il mondo stava cambiando e quello che rimaneva sempre uguale era l’antisemitismo. Oggi è manifesto, ma c’è sempre stato, solo che non era possibile parlarne nei termini sfacciati, vergognosi, disgustosi di oggi”. Lo ha detto Liliana Segre, senatrice a vita, nella video-intervista con Marco Vigevani, presidente Comitato Eventi Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, diffusa sui social.

“Io sono di natura pessimista e questo certamente non aiuta in questo mio giudizio ma sono così sicura dentro di me che una volta spariti, e ormai manca poco, gli ultimissimi superstiti e quando sarà finita la generazione dei figli dei superstiti, e dei nipoti forse, man mano che il tempo passerà, sia per la questione di come è stato finora sia per le falsità che verranno dette, così come in 1984 di Orwell, che secondo me dovrebbe essere adottato nelle scuole”, ha detto ancora. “Ci sono degli interessi superiori per cui è bene dimenticare una certa cosa, non parlarne più finché poi non esiste più. Rimane una riga, una sola data, magari approssimativa, e poi col passare del tempo neanche più quella”, ha sottolineato.

“Quando sono entrata in Senato, spaventata da quel contesto, ho pensato che se avessi potuto lasciare un’eredità etica, morale, storica, umana, ne sarebbe valsa la pena. Oggi presiedo una commissione che ha nel suo titolo ‘Contro l’istigazione all’odio’, al razzismo, all’antisemitismo. Ma servirà davvero? Ci sarà qualcuno, dopo di me, che raccoglierà questa piccola eredità morale? O finirà con me?”, ha proseguito Segre.

Daniele Novara presenta "Mollami!", libro sull’educazione adolescenti

Roma, 27 gen. (askanews) – Mollami! Educare i figli adolescenti e trovare la giusta distanza per farli crescere”, il nuovo libro di Daniele Novara dedicato al mondo dell’adolescenza, uscirà il 28 gennaio, nel giorno della presentazione a Piacenza (presso la Galleria Biffi Arte). Seguiranno altri eventi di presentazione con l’autore Milano (18 febbraio) a Salerno (6 marzo) passando per Roma, Bologna, Udine, Verona, Bergamo, Pavia e tante altre città.

“Durante l’adolescenza i figli hanno bisogno di voi come genitori, in un momento in cui devono attraversare il passaggio fra l’infanzia e l’età adulta – afferma Daniele Novara, pedagogista e autore di best seller – Vi farò conoscere una nuova collocazione del vostro ruolo genitoriale, così ragazzi e ragazze ritroveranno un affidamento per la propria vita, per le sfide enormi e affascinanti che si trovano ad affrontare”.

Quelli dell’adolescenza sono anni che mettono alla prova sia i figli sia i genitori. Un’età che può togliere serenità in famiglia ma durante la quale si gettano le basi per aiutare le nostre ragazze e i nostri ragazzi a diventare adulti consapevoli.

Una guida preziosa per genitori ed educatori, uno strumento concreto per vivere l’adolescenza dei figli con la giusta distanza e serenità.

Fuoco israeliano nel sud del Libano, sale il bilancio delle vittime

Libano/ Libano: sale a 24 morti bilancio vittime fuoco israeliano Roma, 27 gen. (askanews) – Il bilancio delle vittime del fuoco israeliano che hanno colpito nel sud del Libano residenti mentre cercavano di tornare alle loro case, è salito a 24, mentre 134 persone sono rimaste ferite. Lo ha dichiarato lunedì oggi il ministero della Salute di Beirut.

Tra i morti ci sarebbero sei donne e tra i feriti ci sarebbero anche 14 donne e 12 bambini.

Ieri le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno dichiarato che le truppe nel sud del Libano avevano sparato colpi di avvertimento contro “individui sospetti” che si avvicinavano alle loro posizioni, accusando il movimento sciita libanese Hezbollah.

Il nuovo programma espositivo di Platea Palazzo Galeano

Lodi, 27 gen. (askanews) – Claudia Ferrari, presidente dell’associazione Platea Palazzo Galeano, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Le piangenti”, personale di Marco De Sanctis, ha presentato la nuova programmazione espositiva per il 2025.

“Siamo al quinto anno di Platea Palazzo Galeano e inauguriamo con Marco De Santis, con un’opera che si relaziona con il territorio, come consuetudine per Platea iniziare l’anno. A seguire riprenderemo il palinsesto con l’artista leader e quattro giovani artisti. Quest’anno l’artista leader sar Margherita Moscardini, affiancata dalla curatrice Gabriella Kolandra con un ciclo che si intitola Nine Out of Ten Movie Stars Make Me Cry.

Sono molto contenta, anche perch quest’anno abbiamo selezionato la curatrice Bianca Basile per un programma educativo che coinvolger sia i ragazzi del liceo artistico Callisto Piazza che i bambini dai 4-10 anni. Poi c’ Buon compleanno, Platea! l’appuntamento annuale di Platea con i ragazzi del liceo artistico Callisto Piazza che vedr la citt coprirsi di manifesti. Quest’anno i ragazzi del liceo lavoreranno con il professor Luca Armigero e l’artista Marvin Gabriele Nwachukwu.

Parte in questi giorni il progetto in collaborazione con l’ASST di Lodi e l’artista Roberto Alfano che lavorer con U.O.N.P.I.A., l’unit di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, dedicato alle ragazze autistiche. Il risultato di questo workshop sar un video animato e una piccola pubblicazioni che verranno presentati il 2 aprile in occasione della Giornata dell’Autismo”.

Platea Palazzo Galeano un’associazione culturale nata a Lodi nel 2020 con lo scopo di promuovere l’arte in tutte le sue forme sul territorio locale con una prospettiva internazionale, sviluppando forme inedite di mecenatismo rivolte ai giovani talenti creativi che prevedono il coinvolgimento di artisti affermati e gallerie d’arte di primaria importanza. Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa main partner dell’associazione Platea Palazzo Galeano.

Mps-Mediobanca, Tajani: prevalga libero mercato. Ue: per Siena no vincoli

Bruxelles, 27 gen. (askanews) – Nelle operazioni sul settore bancario, “deve sempre prevalere il libero mercato”. E questo vale, in particolare, nel caso specifico della Ops (offerta pubblica di scambio) lanciata da Monte dei Paschi su Mediobanca. Lo ha detto alla stampa il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Affari esteri dell’Ue, oggi a Bruxelles. “Sono stato il primo – ha ricordato – a dire che bisognava privatizzare la banca Monte Paschi di Siena. Mi hanno dato ragione e credo che si debba andare avanti. Non ho detto quando si deve fare, ma si deve assolutamente completare” l’operazione.

D’altra parte, la portavoce per la Politica di concorrenza della Commissione europea, rispondendo oggi a una domanda specifica di un giornalista, ha spiegato che “dal punto di vista del controllo delle fusioni, l’offerta di Mps nei riguardi di Mediobanca non deve essere notificata alla Commissione”, almeno non necessariamente. Perché, ha continuato, “come sempre, sta alle parti in causa valutare se la transazione debba essere notificata alla Commissione ai sensi delle regole Ue sulle concentrazioni”.

La portavoce ha precisato, inoltre, che “a seguito della cessione della maggior parte della partecipazione italiana in Mps, che ha portato alla perdita del controllo sulla banca” da parte del Tesoro, “Mps non è più vincolata al suo impegno di astenersi dalle acquisizioni, ai sensi della decisione della Commissione del 2022 sugli aiuti di Stato”. Questo “le consente di intraprendere le azioni aziendali che riterrà appropriate per perseguire i propri interessi aziendali”, ha concluso la portavoce, dopo aver ricordato che “la Commissione è in stretto e costruttivo contatto con le autorità italiane”.

“Io credo nel libero mercato – ha detto, da parte sua, Tajani – per qualsiasi operazione bancaria che si sia svolta in questi ultimi mesi. Sono sempre stato a favore delle privatizzazioni, non è una novità. Io ho una visione liberale e credo che lo Stato non debba possedere una banca”.

“Credo – ha continuato il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia – che lo Stato non debba intervenire nell’economia, se non dando delle regole, se non in caso di emergenza. Questa è la mia visione di leader di un partito liberale, la mia visione liberale dell’economia. Non credo che lo Stato debba possedere banche”, ha insistito.

A un giornalista che chiedeva se su questo sia d’accordo anche il ministero del Tesoro, che è ancora il primo azionista di Mps, Tajani ha replicato: “Ora il Tesoro non è parte prevalente. Io dico soltanto che tutto ciò che si muove in direzione del libero mercato è positivo. Il libero mercato, nella visione che noi abbiamo di economia sociale di mercato”, significa “che il mercato deve avere delle regole. Le istituzioni danno le regole. E se le scelte, anche in iniziative finanziarie, si svolgono nel rispetto delle regole, ben vengano”, ha concluso il ministro.

Pallavolo, morta Simonetta Avalle, storica allenatrice romana

Roma, 27 gen. (askanews) – E’ morta, all’età di 74 anni Simonetta Avalle. Figura storica della pallavolo italiana, colonna del volley laziale e figura di spicco a livello nazionale, è stata una tra le allenatrici più apprezzate del nostro movimento, sia per le sue doti tecniche, sia per quelle umane. Avalle ha legato gran parte della sua carriera a Roma, conducendo la squadra della capitale nella massima serie e poi alla vittoria della Coppa Cev. Conclusa la parentesi romana, Simonetta ha allenato anche a Reggio Calabria, Napoli, Firenze, Vicenza e Arzano. Oltre all’alto livello, va ricordato il lavoro con i giovani, l’allenatrice romana, infatti, ha guidato diverse società locali e soprattutto la selezione regionale femminile del Lazio. Simonetta, insieme al fratello Giovanni, è stata anche una grandissima tifosa delle nazionali azzurre, spesso in giro per il mondo la si poteva vedere sugli spalti a tifare Italia, come accaduto lo scorso anno quando seguì dal vivo ad Antalya e Macao i primi passi delle ragazze di Velasco nella VNL. Nemmeno la malattia degli ultimi mesi è riuscita a tenerla lontana dalla palestra, dimostrandosi come sempre gentile e disponibile a dispensare consigli, fino a questa notte quando un arresto cardiaco le è stato fatale.

Sinner rinuncia a Rotterdam: il mio corpo ha bisogno di riposo

Roma, 27 gen. (askanews) – Archiviati gli Australian Open, Jannik Sinner ha annunciato che non giocherà il torneo 500 di Rotterdam dove difende il titolo. “Dopo esserci consultati con il mio team, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di ritirarci dall’ABN AMRO Open. Il mio corpo ha bisogno di tempo per riposarsi dopo la lunga corsa in Australia”, ha detto Sinner Confermato invece l’appuntamento in Qatar dal 17 febbraio, con Sinner che volerà per la prima volta in carriera a Doha.

Tv, Cucina Social: il 27 e il 31 puntate chiudono la prima stagione

Roma, 27 gen. (askanews) – La prima stagione di Cucina Social si conclude con una settimana di appuntamenti su Cusano Media Play, dal 27 al 31 gennaio. Gloria Procopio accoglie ospiti unici che, tra ironia e creatività, porteranno ricette originali e momenti di grande divertimento. Scopri cosa ti aspetta nelle ultime puntate!

27 gennaio: Fuxtherapy e le tartellette al pistacchio La settimana si apre con Fuxtherapy, che porta in cucina la sua ironia e il suo estro creativo. Insieme a Gloria, preparerà delle irresistibili tartellette ripiene di crema al pistacchio. Tra battute e consigli, i due si sfideranno per decretare… chi realizzerà la tartelletta migliore?

28 gennaio: Marco Diso e il polpettone ripieno In questa puntata, Gloria si cimenta in cucina con Marco Diso, che confessa di non aver mai cucinato seriamente prima d’ora. Tra dubbi e risate, Marco proverà a preparare un polpettone ripieno, dimostrando che anche chi vive di pranzi fuori casa può mettersi ai fornelli. Riuscirà ad accendere da solo la piastra a induzione?

29 gennaio: Il Bugatti e il raviolone urlato Un appuntamento esplosivo con Cucina Social. Il Bugatti si unisce a Gloria per preparare un raviolone ripieno con tuorlo intero su vellutata di patate. Tra ricette cariche di pathos e momenti esilaranti, Gloria cercherà di far rilassare l’energetico ospite. Riuscirà nell’impresa?

30 gennaio: Fabrizio Galluzzo e i cestini di polenta La quarta puntata vede protagonista Fabrizio Galluzzo, il celebre “benzinaio di TikTok”. Insieme a Gloria, preparerà dei gustosi cestini di polenta farciti, ideali per stupire gli ospiti. Con il suo mix di semplicità e ironia, Fabrizio conquisterà tutti, scherzando anche sulla sua fisicità da influencer.

31 gennaio: un fan e il suo influencer preferito La prima stagione di Cucina Social si chiude con una puntata speciale: un fan avrà l’opportunità di cucinare con il suo influencer preferito. Chi sarà l’ospite misterioso? E quale ricetta porteranno in tavola? Prepariamoci a un gran finale pieno di emozioni e sorprese.

Meloni in Arabia "chiude" con il fascismo: complice abominio Shoah

Al-Ula, 27 gen. (askanews) – “L’abominio” della Shoah fu “una tragedia che non ha paragoni nella storia”, un piano condotto dal regime hitleriano “che in Italia trovò anche la complicità di quello fascista, attraverso l’infamia delle leggi razziali e il coinvolgimento nei rastrellamenti e nelle deportazioni”. Giorgia Meloni è appena ripartita da Al-Ula, in Arabia Saudita, diretta in Bahrein quando Palazzo Chigi invia la nota in cui la premier commemora la Shoah, poi rilanciata sui social. E le parole della premier nella condanna del fascismo, “complice” di quella tragedia, sembrano particolarmente nette, anche rispetto al recente passato.

“L’antisemitismo – sottolinea – non è stato sconfitto con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz” e combatterlo “in tutte le forme in cui si manifesta, antiche e moderne, è una priorità di questo governo”, anche attraverso l’elaborazione della nuova Strategia nazionale per la lotta all’antisemitismo che fissa, assicura, “obiettivi e azioni concrete per contrastare un fenomeno abietto che non ha diritto di cittadinanza nelle nostre società”.

Questa mattina, prima di ripartire da Al-Ula, Meloni aveva incontrato i giornalisti nel resort in cui alloggiava nel cuore di un’area desertica. La premier rispondendo ai cronisti ha respinto le accuse delle opposizioni, che l’hanno definita “incoerente” perché in passato aveva duramente attaccato per le violazioni dei diritti il regime saudita, compreso il principe bin Salman, che ieri ha incontrato in una giornata che ha portato a siglare accordi per dieci miliardi di dollari. “L’opposizione – replica – mi rinfaccia a qualsiasi cosa, ma non c’è contraddizione tra quello che io dicevo ieri e quello che faccio oggi. Italia e Arabia Saudita sono due nazioni che hanno interesse a stringere accordi strategici” mentre “completamente altro tema, che io ho posto in passato, è la questione di chi dovesse favorire attività di proselitismo in Europa. Su questo io non ho cambiato idea, ma non mi pare che ci sia nulla di tutto questo nel lavoro che abbiamo fatto in questi giorni”.

Per Meloni l’Arabia Saudita è “un attore di primo piano” nel Golfo, che ha una “centralità strategica” nell’ottica del Mediterraneo allargato. Dunque la visita a Gedda e Al-Ula, è stata “molto importante” per portare “risultati concreti per l’Italia”. In quest’ottica è stato deciso di innalzare i rapporti a partnership strategica, con una cooperazione rafforzata “in materia energetica, in materia di difesa, sull’impulso agli investimenti reciproci fino ai temi legati all’archeologia”. Possibile anche l’ingresso dell’Arabia nel programma GCAP in cui Italia, Regno Unito e Giappone collaborano per la realizzazione di un caccia di ultima generazione. “Noi – ha spiegato Meloni – siamo favorevoli all’ingresso dei sauditi, chiaramente è un lavoro diciamo abbastanza non immediato”. Nell’ottica della stessa strategia rientra la visita ‘lampo’ di oggi in Bahrein, presidente di turno della Lega Araba, “un paese molto impegnato particolarmente sulla materia del dialogo interreligioso”.

L’Arabia saudita, per la premier, è un “attore chiave” non solo per la collaborazione economica, ma anche per la stabilizzazione di tutta l’ara del Medio Oriente. Per il consolidamento della tregua su Gaza e la ripresa del processo verso i ‘due popoli e i due Stati’, ha sottolineato “il tema di una normalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Israele sia la questione chiave”; in Libano Riyad “ha avuto un ruolo chiave nel lavoro che si sta facendo per rafforzare le istituzioni libanesi, particolarmente con l’elezione del nuovo presidente Aoun” e anche in Siria “è un paese impegnato alla stabilizzazione”.

A proposito di Medio Oriente, i giornalisti hanno chiesto a Meloni un commento sull’idea di Donald Trump di trasferire i palestinesi di Gaza in Giordania ed Egitto, per favorire la ricostruzione. Sul tema, che ha creato accese polemiche, la premier svicola, limitandosi a rilevare che il presidente Usa “dice una cosa molto giusta quando dice che la ricostruzione di Gaza è una delle sfide principali che abbiamo di fronte e che per riuscire serve un grande coinvolgimento della comunità internazionale”. Poi c’è un problema di profughi, in particolare in Giordania e Libano: “Sono materie molto complesse ma il fatto che se ne discuta seppure a livello interlocutorio con gli attori della regione secondo me vuol dire che si vuole lavorare seriamente al tema della ricostruzione”.

Parlando di Trump, Meloni si è soffermata anche sulla questione dei dazi che il tycoon ha minacciato nei confronti dell’Europa. Meloni dice di “comprendere” il punto di vista Usa che pongono “la stessa questione che ad esempio noi poniamo nei confronti della Cina”. Del resto “la questione del surplus commerciale non nasce con la presidenza Trump, è una questione che le amministrazioni americane hanno posto spesso. Nel 2023 tra Europa e Stati Uniti nel commercio di beni c’era un surplus a favore dell’Europa di oltre 150 miliardi. È un dato importante, dopodiché se si andasse a guardare al dato più complessivo e si coinvolgesse ad esempio il tema del commercio dei servizi allora lì ci sarebbe un surplus commerciale a favore degli Stati Uniti di circa 100 miliardi”. Quel che è certo, per lei, è che “uno scontro non conviene a nessuno: il dialogo e una soluzione equilibrata e bilanciata sono il modo per affrontare” il tema.

Afe

Arrestato in Belgio Radja Nainggolan, l’accusa è traffico di drogaa

Roma, 27 gen. (askanews) – L’ex centrocampista di Cagliari, Roma e Inter, Radja Nainggolan, 36 anni, è stato arrestato questa mattina in Belgio con l’accusa di traffico internazionale di droga, di cocaina. Nainggolan, informa la Procura di Bruxelles attraverso il procuratore Julien Moinil, figura tra gli arrestati in relazione ad una inchiesta che riguarda il traffico di sostanze stupefacenti dal Sudamerica al porto di Anversa. “L’interrogatorio è attualmente in corso e in conformità con il principio della presunzione di innocenza, in questa fase non verranno rilasciati ulteriori commenti”, le parole dell’avvocato del giocatore, Omar Souidi. Nel quadro dell’indagine questa mattina sono sono state effettuate una trentina di perquisizioni tra Anversa e Bruxelles.

Il suo nuovo club, il Lokeren-Temse nella seconda divisione belga (con il quale Radja ha debuttato venerdì segnando un gol direttamente al calcio d’angolo), non ha ancora commentato la notizia. Naninggolan stamane era atteso agli allenamenti, ma non è arrivato e la sua assenza ha sollevato interrogativi nello staff della squadra, fino alla notizia. Nell’ottobre 2022 Nainggolan era finito in manette, arrestato dalla polizia di Anversa, perché guidava senza essere in possesso di una patente valida. Il documento gli era stato ritirato nel 2021, dopo esser stato fermato in stato di ebbrezza mentre circolava ben oltre i limiti di velocità.

Xi Jinping: con gli Usa possiamo essere partner e amici

Roma, 27 gen. (askanews) – Cina e Stati uniti “condividono vasti interessi comuni e ampi spazi di cooperazione”, per cui “possono diventare partner e amici”. Lo ha scritto il presidente cinese Xi Jinping in un messaggio di auguri per il Capodanno lunare agli amici nello Stato dell’Iowa.

“Quarant’anni fa ho visitato il bellissimo stato dell’Iowa e ho ricevuto una calorosa accoglienza da parte vostra, un ricordo che conservo ancora vivo nella memoria”, ha ricordato il presidente cinese. “Cina e Stati Uniti condividono vasti interessi comuni e ampi spazi di cooperazione: possono diventare partner e amici, sostenendosi a vicenda, prosperando insieme e portando benefici ai due Paesi e al mondo intero”, ha continuato Xi.

“Spero che i popoli dei due Paesi – ha scritto ancora il leader di Pechino – possano intensificare gli scambi e le interazioni, continuando a scrivere nuove storie di amicizia tra le due nazioni, contribuendo così allo sviluppo delle relazioni bilaterali”.